Vistazo from Claudio Giovenzana on Vimeo.
E’ un mese che non scrivo su questo blog, un mese che però non è stato per nulla vuoto come gli aggiornamenti in questa sede.
Ebbene c’è stato un nuovo viaggio con accampamento sotto le stelle, le foto le avrete presto o qui o nella forma di un bell’articolo scaricabile dal sito. Nottata da Malboro Man, deserto, tenda e persino fuoco. L’emozione perduta nei boschi di quando adolescente andavo con gli amici e avevo una confidenza con alberi, prati e montagne che mi faceva sentire uno stambecco. Poi i cementi delle città mi si sono stretti intorno sempre di più mentre stavo chino sui libri e non davo importanza. Oggi ho ripreso quel polmone verde per l’esofago e me lo sono messo in una notte da favola dentro un deserto lontano. Gli struscii della tenda sotto le sferzate del vento mi facevano domandare se ci fosse qualcosa di estraneo fuori, in realtà ero io l’unico estraneo e stavo invece dentro a pagare il mio affitto fatto di brividi al selvaggio grembo di sassi e cactus che così gentilmente mi si è concesso per una notte. Poi due amici che sapevano le mie intenzioni sono venuti a svegliarmi a notte fonda, mi sono costati uno spavento risarcito poi da ore di buon cameratismo intorno al fuoco a raccontarci della vita che è andata e di quella che viene. Racconti di chi ha le mani sul timone e che sa scegliere un buon vento che lo porti. Loro seguono il cammino rosso, di cui ho già accennato nel post precedente. Mantengono viva la memoria di un popolo cancellato dalla conquista e mai riscattato dopo la proclamazione d’indipendenza. Lo mantengono vivo con le cerimonie, le lingue e i costumi. Ma prima di tutto con l’impegno a trasformarlo in un esercizio spirituale di vita e non in un palcoscenico di folclore e maschere. Io che ho incrociato la loro parola in una notte di stelle e i loro riti nei temascal ho cantanto con loro sino allo spegnimento dell’ultima fiamma e mi sono sentito anche io nel mio cammino, da lupo solitario, il loro è il Cammino Rosso il mio è il LungoCammino.
Poi ho proposto al comune di Guanajuato il mio progetto “I sogni del mondo” e ho ricevuto l’ok, sono andato in una comunità di lavoratori in miniera in mezzo alle montagne ed ho preso in carico 28 bambini per un giorno facendogli Psicodramma e attività artistiche aventi come filo conduttore il sogno. E’ stato bello. Ho fatto tante foto e alcune andranno in una esposizione.
Forse ci sarà una mia esposizione in un centro artistico di uno stato vicino, quello di SAn Luis Potosì, ove terrà una lezione universitaria con una professoressa che mi introdurrà a comunità indigene e a carceri per portare avanti il progetto.
Come collaborazioni, con Max siamo online, non sono ancora soddisfatto tuttavia, ci sono certe lentezze tra il dire e il fare veramente snervanti e mi costano una pazienza enorme. Con Automobilismo d’epoca un esaurimento nervoso e basta, con Euromoto continua felicemente, con Motociclismo Panamericano siamo a litigare per 100 euro di un articolo che hanno pubblicato 4 mesi fa, con Viaggiando hanno chiesto molto, proposto poco come compenso, ritardato 5 mesi nella pubblicazione, e omesso che il pagamento è in 3 mesi, con il concorso vinto al secondo posto di 7mates… non ho parole, sono dei cani e nemmeno rispondono più alle mail. Avrebbero già dovuto pagarmi da parecchio. Prego cortesemente i volenterosi di mandarli a fare in culo agli indirizzi email che se volete vi darò. NAtional Geographic mi aprirà un canale dedicato su natgeoadventure, questa è l’unica buona notizia sul fronte collaborazioni, non ci sarà compenso alcuno ma almeno il prestigio di una testata dove non ci son buffoni e disonesti. Grazie a Dario D’Aprile che dirige la sede a Londra di NAtgeoAdventure.
Vado di cuore ultimamente, nel senso che sto sviluppando idee e progetti di aiuto+arte per diffondere i sogni e desideri di comunità emarginate. Non ci sono soldi in più, non ci sono riscontri in nuove colaborazioni. C’è solo il cuore, primo patrocinatore dell’impresa e ultimo, spero, a uscire di scena. Se poi le comparse con i portafogli grassi vogliono recitare c’è spazio sul palco.. adelante, adelante.
Sto cercando di collaborare con artisti italiani ma vi potete immaginare i riscontri quando provo a contattarli. Vi parlerò più avanti del progetto. Chissà che possiate mettermi in contatto con qualcuno.
Ciao cari lettori.

