Il progetto I Sogni del Mondo, in essenza, è una raccolta fotografica di persone, chiamate “sognatori”, che sono ritratti nei loro contesti con la costante del mio piccolo orsacchiotto, che ricordo si chiama Toporso, che è un simbolo che rappresenta bambinità, capacità di sognare e di accendere di desiderio e ricerca la propria esistenza. L’orso è testimone del sognatore e avrà prima o poi anche una voce che interagirà con il sogno che il sognatore gli confida.
Ciò che ci troveremo in mano saranno dunque foto di sognatori con il Toporso e in calce alla foto ci sarà scritto tra virgolette il loro grande sogno, inteso questo come il grande desiderio che ha riempito il loro cuore una volta nella vita (nel presente o nel passato). La fotografia è tendenzialmente l’appendice artistica, la conseguenza o il proseguo, di un laboratorio espressivo di gruppo che conduco con la tecnica dello Psicodramma, studiata per due intensi anni in italia in un percorso di formazione come psicoterapeuta. Il laboratorio favorisce alle persone l’apertura e l’espressione delle loro storie, desideri, racconti, necessità, vissuti. La fotografia artistica che consegue è atta a immortalare, raccogliere e condividere mediaticamente i loro sogni, il loro cuore per dirla poeticamente.
L’idea è diffondere questi contenuti perchè credo fermamente che siano più meritori, utili e ispiranti per la vita dei lettori che non i soliti reportage turistici che ribadiscono realtà che l’editoria del turismo ha già raccontato in tutte le salse e se alcune di queste possono arricchire culturalmente, è vero, tutte le altre non fanno che solleticare solo pruriti di evasione e il proprio, patinato, desiderio di “tropico” che a nulla porta se non a una vacanza superficiale lontano lontano e alla fortuna dell’industria del turismo. Se invece creiamo contaminazione di idee, attraverso carezze passionali o pugni nello stomaco provenienti da pellicole fotografiche imbevute di sogni e sognatori, allora forse portiamo il lettore a reagire per empatia, perchè uomo e sognatore è anche lui o anche lui è stato almeno una volta. Reagire con empatia significa sentirsi coinvolti emotivamente, vibrare emozionalmente, dalla vibrazione alla riflessione sulla propria vita il passo non è così enorme. Dalla riflessione sulla propria vita a un tentativo di migliorarla o rimetterla creativamente in dubbio il passo non è enorme ancora una volta. Chissà che in questo si contribuisca a mettere una buona semente, per arrivare un domani a un germoglio positivo, a una vita più dotata di senso e felice, visto che così poche ne vedo nel mio paese.
Questo è quanto mi appresto a fare, lo faccio con un motore brianzolo turbocompresso, ovvero con impegno, testa dura e insistenza. Questo piglio premia almeno qui dove i fannulloni imperano, e così sto iniziando collaborazioni con associazioni piccole e isolate ma anche con il governo. I sogni del mondo, piacciono, forse anche perchè li propongo gratis.. ma sicuramente perchè uno strumento fresco e potente come il lavoro espressivo, terapeutico di gruppo coronato poi da mezzi artistici come la fotografia che racconta e sperabilmente influenza gruppi ancora più grandi è un binomio vincente.
((Considerando poi che qui in Messico non sono assolutamente abituati a incontrarsi e esprimere pacificamente le loro sensazioni e pensieri riguardo a un tema, sono invece abituati a starsene a casa, dire che il governo è pieno di corrotti, e continuare nell’esercizio della serena sopportazione facendo il minimo indispensabile. Le eccezioni ovviamente ci sono e hanno fatto la storia, le non-eccezioni fanno invece la mediocrità attuale che delega al potere senza averne fiducia e poi si lamenta senza nulla fare. ))
Io invece ho ritrovato il modo di risaldare i due pezzi della mia vita, quello ante-viaggio e quello durante-viaggio. L’uno fatto di competenze psicologiche e strumenti creativi per la cura e il lavoro espressivo e l’altro fatto di capacità narrative e fotografiche del buon reporter che viaggia e racconta il mondo.
Mi sento felice, ansioso e curioso. Un misto da “notte prima degli esami” che ho sentito tante volte con tanta adrenalina.
Le cose di cui posso aver bisogno sono rapporti con gente seria, che lavora in riviste orientate a questo genere di lavoro. In questo momento non ho pazienza e bile a sufficienza per reggere al menefreghismo e alla vergognosa ipocrisia di molti media con i quali dovrei iniziare manovre infinite di avvicinamento. Se qualcuno ha contatto con gente fidata (anche non-imbecilli va bene) si faccia avanti. Qui non c’è lucro ne inganno.
C’è avventura, poesia, racconto e beneficenza. Questa roba merita rispetto.
Grazie.
Allego un numero di Euromoto se avete voglia di leggere qualcosa più con il taglio avventura-motocicletta,
il resto è su Press


