Monthly Archives: luglio 2008

Il “non compleanno” di una idea

Festeggiamo!!
Oggi è il non-compleanno della mia idea di partire, su per giù il 200 esimo non compleanno e voglio condividere un pezzettino della genesi di questo sogno. 

Sette mesi fa prima di visualizzarmi on the road con una moto sotto il sedere, pensavo piuttosto al viaggio come apertura prospettica sul mondo, come libertà di movimento guidata solo dalla propria curiosità.
Leggevo ancora dei viaggi altrui, più avanti avrei smesso iniziando a pensare ai miei, mi domandavo per quale motivo non avrei potuto girare anche io in lungo e in largo per il mondo con serenità e buon senso. Cosa serviva per farlo? Cosa mi mancava? Un viaggio, pensavo, viene spesso percepito come un trattenere il respiro o come un salto nel vuoto ma in fondo è scandito dai ritmi sonno veglia, dal giorno e dalla notte e dai propri normali bisogni come qualunque occupazione di umana competenza. Non dovrebbe terrorizzare così tanto dopotutto…
Mi chiedevo perchè non scegliere questo mezzo allora, “il moto continuo”, come veicolo per la mia crescita. Ricordavo che la più grande eredità dei viaggi precedenti era il desiderio stesso di viaggiare ancora di più. Più a lungo.
Fantasticavo guardando le dune fuori dal finestrino del pullman che correva nella notte lungo i monti dell’ Atlante Marocchino, il libro di Bettinelli in grembo, chiuso con un dito dentro che teneva pronte le pagine preferite. C’erano pagine infatti in cui anziché descrivere le culture che incontrava descriveva come si sentiva, come percepiva la libertà e la sua stessa presenza in quel caleidoscopico intreccio di genti, paesaggi e racconti. Non parlava di altri, parlava di se.
Mi ricordavo le moleskine dei miei piccoli viaggi precedenti che traboccavano di disegnini e schizzi il cui tentativo era afferrare l’essenza dei luoghi e delle persone incontrate, ma poi, a ben guardare, erano forse più piene di sogni e riflessioni personali. Questi erano forti come stampi di ferro ed imprimevano le piccole pagine di idee e proposte che io stesso facevo a me stesso, erano accompagnati da punti esclaamativi sottolineature e asterischi che rimarcavano quanto desideravo ancora viaggiare e quanto mi sentivo bene facendolo.
Ricordo l’anno passato quando, sulle Ande, dopo 35 giorni, mi sono commosso al solo pensiero che mi trovavo a metà viaggio e avevo ancora davanti un mese e oltre pieno di esperienze piuttosto che una corsa all’aereoporto per rientrare al lavoro.
Insomma in quel pullman assaporavo il passato e il futuro, saltavo dai ricordi ai desideri in un flusso di coscienza inarrestabile nel quale, senza saperlo, tentavo di comporre un puzzle i cui pezzi erano le mie grandi passioni, la psicologia, la moto, il viaggio, i costumi e la libertà, ogni pezzo girava senza incastrarsi con gli altri. Dovevo trovare una forma, una sintesi.

Stavo cercando la felicità a modo mio.

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Il Guzzista dell’anno?

Un grazie a tutta la comunità di Anima Guzzista, non mi sono mai sbagliato quando nei primi momenti di gestazione di questo progetto mi sono rivolto a voi. Ne quando mi sono messo a fare il meccanico alla concessioaria Millepercento. Non mi sono sbagliato ad abbandonarmi alla passione per questo marchio, a scegliere “di pancia” e a motorizzarmi con l’istinto.

Le buone ragioni le troveremo alla fine, adesso dedichiamoci al piacere.

Le moto raffinate non fanno per me, “Io sto con gli ippopotami” e la mia guzzi california, la mia simpatica pachiderma, sarà un pò la mia seconda casa. Tra poco vedremo cosa saremo capaci di fare.  

Grazie. Thanks. Gracias.

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Eravamo quattro amici al bar

Anzi, più che quattro eravamo tre e più che amici eravamo viaggiatori che iniziavano a diventare amici.
Chi con la moto, chi con i piedi e chi con la fantasia tutti avevamo fatto un pò di strada. Pieni di storie e traboccanti di aneddoti, eravamo lì, tutti e tre con il fascino di chi non ne vuole avere ma vuole solo raccontarsi. Tutti e tre con la sostanza di chi racconta ciò che vive e gode nel condividerlo.
Si è alzato il sipario su scene indimenticabili, incontri fortuiti ma magici e misteri di culture ancora da capire.
Le immagini esotiche nate dai racconti danzavano come ombre tra un boccale di birra e l’altro, io ascoltavo e raccontavo ma poi nascosto dietro il mio stesso sguardo pensavo al mio di viaggio e mi sentivo teso…tanto.
Quanti punti di non ritorno si attraversano lungo il proprio cammino quando si lascia tutto e ci si mette a viaggiare lontano?
Quanto tempo passa prima che il demone della curiosità e dell’irrequietezza ti condanna al moto perpetuo, al continuo vagare?
La forza vitale e creativa che ti spinge fuori dalle rotte di vita convenzionali saprà un giorno cedere il passo alla forza di rimettere radici e di nuovo fermarsi?
Chi sarai la prossima volta che metterai il culo su una sedia e riprenderai la vità di città caro Claudio?
Poi la pinta di Tennets super senza piombo ha messo a letto le ansie e addormentato anche i demoni…”anche stasera vado a casa sereno” mi sono detto, domani sarà un nuovo giorno di dubbio e curiosità.
Tra qualche giorno partirò e pensando di fare un viaggio mi renderò presto conto che sarà il viaggio a fare me…

Un abbraccio a Donato e Simone.

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Le Buone Ragioni della Cicala

la cicalaVi ricordate la fiaba della Formica e della

Cicala?

La filosofia della cicala

Mentre la Formica passa il tempo a raccogliere provviste per l’inverno, la Cicala, prendendosi il suo tempo, si dedica all’arte di vivere la vita e intona canzoni celebrando la bellezza, non curante del duro inverno che l’aspetterà..
Poi arrivata la brutta stagione si trova a bussare alla porta della formica tutta infreddolita..le chiederà cibo e riparo.
Forse in  questa piccola immagine la cicala starà per dire :”scusi signora formica, mi ospiterebbe nella sua tana, ho freddo e fame ma posso cantare per lei e offrirle la mia amicizia”
Non ho nemmeno sei zampe per poter parlare in nome di una cicala ma come essere umano, bipede e pure di città, mi sento di spezzare una lancia in favore del piccolo insetto canterino che forse, tutto sommato, ha avuto le sue buone ragioni per abbandonare un poco di prudenza e parsimonia e godere ancor più di spontaneità e allegria.

Come Homo Sapiens solo sulla carta metterò finalmente un piede anche sulla strada per iniziare questo lungo viaggio, non so se sarò capace di attraversare il mondo a passo di danza ma come la cicala proverò a sorridere più spesso e a bussare alle porte di chi lascerà un angolo della propria casa per accogliere chi, uomo o insetto che sia, prova a celebrare un pò la vita.

Evviva la cicala allora, evviva la cicala che prende cibo e da amicizia,
evviva anche la formica allora, la formica che prende amicizia e ti da una mano.

La cicala aveva ragione

Lunga vita alla cicala .

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Ciao a tutti!

Abbiate pazienza, piano piano sto sviluppando il sito, lascio tutto online in modo che almeno la pagina dei video e delle foto sia consultabile, le trovate a destra o sopra.

Tanta pazienza a tutti che prima o poi daremo una bella cera anche a queste pagine!


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