In questo pezzo incomincerei con “Era una notte buia e tempestosa“, non tanto per dare inizio al racconto di una favola ma per introdurvi alla situazione stessa in cui sto scrivendo. Sono chiuso in tenda da ore e fuori si è scatenato l’inferno: pioggia a non finire, tuoni e vento che soffia. Sono letteralmente bloccato nei miei pochi metri cubi avvolti dalla tela in attesa che il tempo si rassereni. Ho montato la tenda e piantato i picchetti fortunatamente anticipando il primo acquazzone di pochi minuti, le prime ore della notte sono passate in mezzo ai fulmini, tanto da dovermi tirare il sacco a pelo sugli occhi per evitare la luce dei lampi rifratta mille e una volta sulla superficie della tenda. Le dita incrociate nelle prime ore a scongiurare che l’acqua non entrasse in qualche intercapedine ed io appallottolato nel mio bozzolo di piume d’oca. I parametri ambientale e soprattutto le precipitazioni sono capaci di piegarmi al volere della natura e annullare ogni impulso al proseguimento. Sono arrivato in questo posto ieri sera, dopo 500 km di strada, gli ultimi 100 sotto un vento insistente e freddo che soffiava da Nord, purtroppo le ultime due stazioni di rifornimento erano chiuse, mi sono trovato con la moto in riserva e sotto delle nubi che presagivano quanto è poi effettivamente accaduto. Ho imboccato la prima strada sterrata sperando di incontrare qualcuno a cui chiedere permesso per piantare la tenda, purtroppo l’unica casa era vuota ma 20 metri più in là ho scorto una piccola strada nei campi parzialmente bloccata da una sbarra di metallo, sono riuscito a
passare con la moto dietro vi ho trovato un cimitero di automezzi abbandonati in mezzo ai campi, trattori, vecchi furgoncini, jeep e un paio di mezzi agricoli. Dopo una buona mez’ora di indecisione non ho saputo resistere e mi sono accampato quanto più nascosto alla vista mi fosse possibile. E’ poi iniziato il diluvio universale e or ora, alle 12 del giorno successivo mi trovo ancora bloccato sotto la pioggia. Il mio ferro è fuori a prendere acqua e io qua a riprendermi i ricordi degli ultimi 3 giorni di strada:
A un’ora dalla partenza dal Motel dove scrivevo l’ultimo post mi è capitato il primo fermo dalla polizia, stavo viaggiando a 110-120 sulla enorme trans-canada e una macchina in arrivo sulla corsia opposta inizia a illuminarsi come un albero di Natale, fa inversione e mi si piazza dietro, realizzo subito di cosa si tratta e accosto, l’agente mi redarguisce sulla velocità visto che il limite è di 90 Km/h, e io “i’m so ssssssssorry….. i didn’t knowwwwwwww” esibisco tutti i documenti, anche carnet de passage e patente internazionale che in Canada non servono proprio a nulla ma giusto per dimostrare la mia eccellenza burocratica e la prontezza a esibirla. Il polizziotto mi dice “conosci i “MOOSE”?” e io “yes” pensando ai 10.000 cartelli che li raffiguravano come grosse alci pronte ad attraversare la strada. Poi, continua l’agente: “la tua testa arriva al loro petto” .. ok sono basso è questo che vuoi dire? Ma ovviamente capendo il senso gli domando se codesti elefanti alciformi attraversano la strada anche di giorno, lui annuisce contraddicendo la scritta Night Danger presente nelle insegne. Non commento naturalmente e intanto ascolto le specifiche di come anche gli orsetti finiscono spappolati sulle macchine.. e di come io finisca all’ospedale essendo motociclista.. insomma ha ragione. Annuisco e mi scuso. Ci salutiamo e riprendo la marcia dopo aver sentito le sue cautele riguardo alla pioggia che verrà. E in effetti appena arrivo a Thunder Bay capisco subito il senso intrinseco a questo nome vedendo da sotto il tetto di una pompa di benzina lampi e tuoni che dividono il cielo, aspetto mezz’ora che la pioggia se ne vada e poi chiamo il numero che la famiglia canadese-messicana mi aveva lasciato qualche giorno prima. Mezz’ora dopo sono a casa loro, dai convenevoli passiamo subito ai discorsi, scopro di essere stato ospitato da un “ministro della chiesa”, forse battista o protestante, non ho ben afferrato. Si parla quindi di religione e io inizio a raccontare la mia curiosità e interesse verso quelle appartenenti alle popolazioni centro-sud americane, riferendomi ai sincretismi ed ai culti che racchiudevano sotto vestigia cattoliche le divinità appartenute all’epoca precolombiana. Lui replica che quelle non sono da confondere con la religione cristiana perchè..alla fine.. “o sei con Cristo o sei anti-Cristo”. Ok faccio un passo indietro e scambio quanto udito per inflessibilità e dogmatismo. In realtà poco dopo mi renderò conto che non è proprio cosi, era forse frutto di una speculazione esegetica che non ho ben compreso. Be, sta di fatto che in un attimo tira fuori un pacchetto di Marijuana e mi confessa di esserne un grande amante, mi racconta di come i fedeli lo abbiano criticato per questo “Ma come fa un uomo di Dio a fumare spinelli?” “E’ chiaro come fà.. ma voi non la leggete la Bibbia?!” replica lui nel suo monologo e va immediatamente a prenderne una. Appena tornato mi sventola davanti un versetto della Genesi con scritto di come nutrirsi dei frutti della terra, in particolare quelli contenenti i loro stessi semi, sia cosa buona e giusta.. poi mi sventola il sacchetto pieno di cime di maria e mostra soddisfatto i semini contenuti.. tutto combacia. Un’interessante interpretazione dei testi sacri non c’è che dire. A completare il quadro ci saranno poi le storie dei funghi messicani, del peyote e la sua foto di quando cantava in un gruppo rock.
La sua disponibilità nei miei confronti è stata meravigliosa, mi ha lasciato dormire sul divano, fare la doccia calda e proprio dopo essermi lamentato delle mie sembianze da spaventapasseri mi ha regalato una camicia a scacchi che “gli stava piccola”. In effetti anche impegnandomi il mio vestiario è decisamente calibrato sulla leggerezza e semplicità, quindi il nuovo indumento ricevuto in dono è diventato presto il mio “smoking per le occasioni speciali”.
Parlo anche con sua moglie, originaria di Acapulco e con le due figlie deliziose e simpatiche, poi gioco un poco con Frida, il loro piccolo chiwawa costantemente scosso da brividi anche quando mi limito a guardarlo, penso che avrebbe timore anche di un puffo. L’indomani mi alzo spontaneamente alle 8 in punto, stiamo a chiacchierare un ora e mezza, ci salutiamo con abbracci, foto e la promessa di rimanere in contatto via mail. All’improvviso lui mi ficca in tasca 20 dollari e dice ridendo che di soldi ne ha troppi.. “come mai?” “mah..fortuna..” veramente un personaggio!
Faccio tre o quattrocento km e mi imbosco in una radura che costeggia un lago, c’è qualcosa di strano: cartucce calibro 7.62 mm per terra e un tavolino con due sedie sgualcite proprio nel mezzo del nulla. Le zanzare mi costringono ad accelerare i tempi, smonto bagagli e monto la tenda, vi ficco dentro tutto e inizio a farmi un panino con il salame locale contrabbandato come “italiano”. Me lo mangio seduto sulla sedia mentre guardo l’imbrunire. Mi lavo ed entro in tenda a dormire. La mattina sono diretto a Winnipeg, mi fermo per la colazione e conosco 3 simpatiche cameriere che sembra non abbiano visto un italiano da un pezzo a giudicare da come esclama una di queste quando mi presento. Ha capito che non ero autoctono quando mi ha esposto in slang canadese le variabili aleatorie e combinatorie per imbottire un maledetto panino..con il risultato di lasciarmi ammutolito, abbassare la maschera e confessare: “sono uno straniero-non ho capito un cazzo-scusa” Le lascio l’indirizzo del sito, pago colazione e benzina e continuo. Proseguo passando Winnipeg, prendo la diramazione nord ovest per Edmonton e continuo sotto un cielo annuvolato ed “elettrico” che copre senza speranza il sole. Entro in riserva e trovo il suddetto cimitero di automezzi.
Con la speranza di vedere presto il sole e trovare benzina vi saluto.
Cla

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4 Comments
Ma se sei andato lì in cerca di marijuana potevi anche dirlo!?! ehehehehe caspita sicuramente un bel punto di vista quello del pastore/predicatore.
Che dire…per farti fare qualche sorriso mentre al freddo della pioggia riesci a leggere queste poche parole vorrei ricordarti un nome che inizia per Scaccabar… al resto dovrebbe pensare la tua memoria. Se non basta, spero vivamente che tu non ti sia dimenticato anche di PUPO!!!
Oltre a stare attento ai moose tieni curata la califoggia perchè l’acqua non è molto amica di ferro e meccanica ;)
Visto che non puoi metterla a nanna con te nella tenda almeno trovale un bel telo di plastica da stenderci sopra!
Buona strada,
Luca
Sono pienamente d’accordo con Luca! ma come puoi stare in tenda a crogiolarti, mentre fuori la tua “squinzia” invecchia e arrugginisce sotto la pioggia? sei un disgraziato! ricordati che ti deve accompagnare ancora per parecchi chilometri…
;)
Ciao Cla! se non torni a casa tossico sarà un miracolo, e pensare che non sei ancora arrivato in Colombia!! Ciao buon proseguimento e non far incazzare gli Sbirri!!
urca il pretaccio ;-)