Monthly Archives: agosto 2009
Felici e corrotti

<Sip Sip Sip Sip… TLAC! – Si pronto chi parla?>
<Buongiorno sono l’Onorevole “Rubos De Las Cassas” del Ministero delle Politiche Sociali.>
<Oh buongiorno Onorevole… come posso esserle umile?>
<Innanzitutto dicendomi perchè il telefono suona Sip..Sip..Sip e non Bip..Bip..Bip..>
<Perché Sip sottintende subliminalmente “Sipaga” e anche “Sipotrebbe” >
<Ah capisco.. senta sto cercando un lavoro per mio figlio potrebbe passarmi qualcuno d’importante che me lo raccomandi?>
<Certo Onorevole, dovrebbe marcare il 6 6 6, è l’interno dell’Ufficio Raccomandazioni e Paraculo. Però una cosa importante, per inoltrare bene la chiamata, essendo questa a carico del contribuente, deve mettere la mano a pugno, alzare il dito medio e battere con decisione sul tasto 6 per tre volte….altrimenti… sa com’è…. la chiamata non “entra” bene>
<Daccordo, grazie>
<Si sfiguri, è un Onere e un Onore per me Onorevole>
..6….6….6.
< Dip Dip Dip…Tlac – Buongiorno Ufficio Raccomandazioni e Paraculo, come posso invischiarla?>
<Buongiorno sono l’Onorevole Rubos de Las Cassas, perchè il telefono fa Dip e non Bip?>
<Perché sottintende subliminalmente “Dipende” .. nella fattispecie dipende da quanti soldi e che amici ha…>
< Ah ho capito.. senta mi hanno dato questo interno perchè sto cercando di procurare un lavoro a mio figlio>
< Ah certo signore le passo il Ministro “Leinonsachisonoio”, attenda perfavore>
<Si grazie…>
<Tip Tip Tip….Si pronto?>
<Buongiorno, qui Rubos>
<Anche io…>
<No, intendevo che sono l’Onorevole Rubos de Las Cassas>
< Ah Buongiorno qui Leinonsachisonoio>
<Si che lo so…>
<No niente…lasci stare, in cosa posso spadroneggiarla Onorevole?”
<Senta Ministro… il mio rampollo deve iniziare a darsi da fare, volevo chiederle se avrebbe un lavoro da dargli>
<Ma certo, ne ho qui uno da 200.000 al mese… che le pare?>
<Ah la ringrazio ma non vorrei che poi pensasse che tutto viene facile nella vita… deve farsi un poco le ossa..>
<Capisco.. che gliene pare di questo, sono solo 100.000 al mese>
<Guardi, è già più ragionevole ma lo stipendio medio di un ragazzo della sua età è intorno ai 4000… con 100.000 siamo sempre li.. poi pensa che la vita è facile e non bisogna impegnarsi. Pensi che io mi ammazzo 2 ore anche 2 ore e mezza al giorno>
<Cavolo, io quando passo le due ore devo prendere le pillole, ma perfortuna ultimamente posso lavorare meno perchè gli amici delle piantagioni mi danno qualcosa ogni mese e posso quindi evitare di massacrarmi, sa tra l’altro non ho più l’età, a 42 anni si fa fatica, non è più come quando mi raccomandarono la prima volta che ne avevo 26>
<Eh si, e poi questi schifosi elettori si lamentano che noi parlamentari Messicani siamo tra i politici più pagati del mondo… li vorrei vedere loro a stare qui a stringere mani tutto il tempo o a dover ricevere soldi da quei tipacci sporchi che vendono droga e ti vogliono incontrare nelle piantagioni o nei capannoni la sera>
<Non me ne parli… senta, guardi cosa ho qui, c’è un lavoro da 20.000 al mese>
<Ecco, questo per iniziare è perfetto>
<Si però c’è un problema, suo figlio che titolo di studio ha?>
<Be, volevo fermarlo prima dell’università, si sa che a un certo punto basta il buon senso per lavorare… ma lui era fissato, così l’ho iscritto a economia. Adesso gli sto comprando gli esami ma non posso tutti in una volta, ci sono da rispettare i semestri, gli mancano un paio d’anni per la laurea>
<Cavolo mi spiace, per il lavoro da 200.000 e da 100.000 non c’era problema, ma per quello da 20.000 deve essere laureato e specializzato>
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Ho scritto questa storiella per divertirmi, anche un po’ per trasformare la rabbia in buon umore. Vi fa ridere?
Be, la cosa ancor più divertente è che, a parte le mie “distorsioni comiche”, tutto questo è successo veramente.
Il figlio di papa cercava lavoro attraverso gli agganci del padre, politico, e le offerte sono state proprio queste: 200.000 pesos un lavoro e 100.000 l’altro. Il padre ha rifiutato perchè “non voleva il figlio pensasse fosse tutto facile” ma per l’ultima offerta da 20.000 doveva avere titoli e non li aveva.
Poveretto avrà dovuto accettare il lavoraccio da 100.000 …
Questo è il racconto di un ex-politico conosciuto al bar di Olga.
In questo siamo solidali con i Messicani. Sappiamo bene anche noi come funziona questa merda.
Enzo Prudenzio Mazzetti
Con lo sguardo scandagliava il cielo e pareva che i pensieri li tirasse giù dalle nuvole. Piccole ragnatele di rughe sugli angoli degli occhi e nelle pupille un vivaio di ricordi. Mi raccontava un pò la sua vita. Era seduto ieri sera al “cafè conquistador”, io stavo appollaiato sul mio tavolino rotondo con il computer a leggere articoli e non gli prestavo attenzione. Si avvicina e inizia a parlarmi in fiorentino. In fiorentino porcamiseria!!! Mi fà: < Ma tu sei italiano vero? Parli bene lo spagnolo ma prima hai detto “merda” anzichè “mierda” e ho capito che sei italiano >.
Invece di mostrare un italiano smozzicato che saltella su accenti spagnoli mi parla con cadenza perfetta e nostrana, talvolta quasi dialettale. Mi accorgo che non è concittadino solo perchè deve pescare ogni tanto qualche congiunzione facendo così rallentare l’eloquio.
“Chiamami Enzo Mazzetti, così mi soprannominavano in ambasciata in Italia, ma il mio vero nome è Prudencio”.
Era proprio lui il vecchietto che avevo schivato il giorno prima pensando che fosse un poco rincoglionito. Lo sentivo parlare e ridere in continuazione, pareva ci sentisse poco e faceva discorsi generici e un poco senescenti tipo: “si stava meglio quando si stava peggio” o “c’è troppa corruzzione e narco di questi tempi..”.
E dopo poco lo stesso ometto sorridente mi approccia parlando la mia lingua ad alta voce facendo eco tra le pareti del piccolo “cafè”. Mi affaccio un poco nei fatti suoi con domande garbate ma curiose e scopro che è stato diplomatico rappresentando il Messico in Italia, Francia, Turchia, Olanda, Danimarca, Grecia; parla 7 lingue, ha 68 anni e il look “noir” da vecchietto rincoglionito.
Lo incontro il giorno dopo seduto sempre sul suo sgabellino con un piede dentro il cafè e uno fuori sul porfido. E’ vestito di bianco e ricorda un Terzani dimezzato in altezza e con i capelli corti. Ha il sorriso compulsivo, sempiterno, e voglia di chiacchierare.
Parliamo quindi, è inevitabile, faccio ammenda per le prime superficiali impressioni e nonostante la giornata stancante inizio a scivolare dentro la sua storia con tante domande pronte che mi si accodano in testa.
< Ah l’Italia, ho passato i 7 anni più belli della mia vita lì. Pensa che una volta stavo andando in autostop da Roma a Perugia mi scaricarono a Siena dicendomi “io ti porto fin qui ora continui tu> E mi mima che scende dalla macchina con una falcata che lo fa alzare dallo sgabellino. “Arrivo in un ristorante che tengo 50 lire in tasca, parlo al proprietario che mi dice che non ci arrivo coi soldi nemmeno a un piatto di pasta “ E qui mima che cammina dal proprietario e poi mi fa lo sguardo da miserello. < Il proprietario vede che non ho soldi.. se ne va e poi ritorna e mi dice che posso sedermi e mangiare perchè “offre un signore seduto più in là” > Di nuovo mima che va dal signore e gli prende la mano con riverenza, per dar corpo alla scena prende la mia, la strizza e la strapazza, Olga che stà dietro di lui mi guarda e ride. < Quello fu uno dei ricordi più belli dell’Italia di quell’epoca, gli anni 60…che gente!!! >
Poi pesca ancora dalle nuvole del cielo rosato una manciata di memorie felici e sentenzia:
< Ci sono due tipi di Italiani. Quelli degli anni 60 che ho conosciuto la prima volta e quelli degli anni 90 in avanti che ho conosciuto dopo. I primi erano gentilissimi, gente povera, ma che si faceva in quattro per aiutarti ed esserti amica > Faccio un sospiro che diventa quasi un latrato malinconico e gli chiedo di raccontarmi qualcosa di quegli anni che non ho conosciuto perchè non ero ancora nato. < La gente era vicina, si stava rimettendo in piedi l’Italia, c’erano tanti ideali” Sorride, come sempre, anche quando inizia a parlare del ”altro tipo” di italiani. < E invece gli italiani di dopo il 90 era diverso… ero a Venezia e chiesi a uno “scusi dove posso comprare il biglietto per il traghetto?” e mi rispose” ho la faccia da bigliettaio?” Era gente più fredda, che ti schiva, la disoccupazione ha iniziato a crescere, i miei amici che studiavano all’università erano riusciti tutti a trovare lavoro, oggi i laureati se lo scordano… >
Con un bel sorriso mette il contrappeso a queste tristi misure dell’Italia moderna. E’ un uomo che ha vissuto una vita piena. <Se mi chiedi se ci sono stati momenti brutti… mi viene da dirti che la mia vita, così come me la ricordo è stata sempre, SEMPRE, felice> Io insisto caparbiamente a chiedergli delle difficoltà, ma non lo faccio per costruire lo scoop su una disgrazia nascosta nella sua bella autobiografia. Perchè so che tutte le persone qualche volta atterrano sul duro ed è proprio li che imparano o peggiorano, che fanno scuola contraendo esperienza.
< Be in effetti, a parte l’episodio che mi capitò a 15 anni (sorvolo. “nota mia”) la vita del diplomatico non era sempre facile, immaginati di innamorarti e farti degli amici e delle radici per 5, 6 o 7 anni e poi sentire in una telefonata che hai un paio di settimane per lasciare tutto e andare a vivere altrove… ti ci vedi? > Sento sospette somigliante sulla questione abbando.
< Fa male! Devi poi informare all’ambasciata chi è che conosci e chi è che frequenti perchè vogliono vedere se sono spie e accertare le identità, e alla fine non gli importa (“les vale madre!!”) e ti fanno comunque andare da un Paese all’altro. Non è facile nemmeno portarti dietro la fidanzata perchè il diplomatico messicano deve avere la donna, anzi la moglie, messicana.. così stanno le cose! Quando lasciai la Grecia in lacrime dissi alla mia ragazza “ ti faccio chiamare dopo un poco che mi stablisco in Danimarca..” E’ ancora lì che aspetta ah!>
E scoppia in una fragorosa risata!! Non c’è niente che scalfisce il sorriso adamantino, ogni tanto se ne va con la mente nei suoi archivi a pescare ed è solo allora che la bocca molla il sorriso e diventa un piccolo imbuto. Nella fattispecie accade quando gli chiedo esperienze “clue”, insegnamenti o quant’altro da lasciare come testimone a chi una vita deve ancora costruirsela …o ripararsela. Sembra che quando passa al setaccio il passato non si distaccano pepite di saggezza particolari, tipo “quello che ho capito è…” o “ la lezione più importante è stata…”. Sembra invece che smuovere i ricordi gli faccia solo l’effetto delle ampolle natalizie: si muovono i pezzettini di neve che fluttuano facendo tutto più bello e allegro. Non c’è saggezza che si deposita sul fondo. Prudencio è felice così, senza un paracadute di consigli da aprire all’ultimo.
Si limita solo a dire che è importante desiderare e insistere, ma mai dimenticarsi degli altri ed essere sempre pronti ad aiutare. E mi ricorda ancora di quel piatto di pasta di quando aveva 50 lire e tanta fame. E’ diventato il suo buon ricordo, uno di quei ricordi felici come quelli che fanno volare Peter Pan. A Prudencio quel piatto di pasta gli ha messo dentro il senso di gratitudine e la voglia di aiutare a sua volta. Ha sempre soccorso gli altri quando poteva. Atteggiamento che mi ricorda il padre di Olga quando mi regalò alcuni attrezzi dopo il furto alla moto “un giorno qualcuno ha aiutato me, oggi io aiuto te”. Così Prudencio, mi abbraccia e mi dice < di ai tuoi genitori che sono stato nel loro Paese gli anni più belli della mia vita e che devono essere orgogliosi di te perchè con il tuo viaggio ti stai facendo libero. >







