Monthly Archives: dicembre 2009
Spostare il Mondo spostandosi nel Mondo
Taxco, Guerrero, Mexico from Claudio Giovenzana on Vimeo.
Uomini che spostandosi spostano il mondo.
Così diceva Erri de Luca, quando in uno spettacolo guardava al fenomeno migratorio.
Fa pensare avere l’80% del corpo, il sistema muscolo-scheletrico, preposto al movimento e spendersi una vita su una sedia dinnanzi al computer, alla scrivania, alla tavola da pranzo e alla televisione. Sempre nelle stesse cornici ambientali dove il muscolo fa da povero pendolare trasportando la persona sempre tra gli stessi posti. Ma almeno queste realtà consuete dovrebbero promettere gran movimento interiore, per compensare la monotonia del paesaggio uguale. Spesso non è così. Confucio dice che il vero saggio non si allontana più di 5 km dal suo villaggio. Eppure i fenomeni immigratori ed emigratori sono in decisa controtendenza al precetto. Il punto è che la fame di bisogni per alcuni e la fame di stimoli per altri, la qualità insomma, muove pellegrini, backpackers, globetrotter verso l’esodo della felicità o quantomeno di una necessità cercata. Così la vedo io. Ed è anche vero che spostandoci spostiamo il mondo, perchè il nostro strascico culturale ci segue e spesso ci fa inciampare quando siamo sotto cieli diversi, lontano da casa.
Siamo inviati speciali che si mandano da soli in ricognizione partendo da una vita per arrembarne un’altra, più leggera ed essenziale, più picchiata dentro il cardine del presente. Dove per una volta anche la geografia si deve muovere insieme al proprio mondo interiore. Gli ingranaggi del mondo interno ed esterno devono finalmente girare tutti, assieme, in fase. Non ci sono limiti da seggiola, da orario d’ufficio o da crisi globale che ci devono fermare. Così stiamo bene e abbiamo quell’esubero di felicità che ci chiama doverosamente a condividere, con mezzi come questo sito, con voi tutti. Spostiamo il mondo, lo decentriamo un poco dalle porcherie assuefacenti cui siamo abituati e lo mettiamo in tavola abbastanza crudo, masticato una volta soltanto da noi che ne siamo testimoni diretti. Speriamo così che il mondo si faccia spostare allora e ci arrivi nelle case con il passaparola, con internet, con i reportage di chi tocca con mano e ti dice anche quanto scotta alle volte. Vediamo se questa rete di siti di chi vuole spostare il mondo e spostarsi nel mondo funzionerà, se sarà specchio del desiderio di 4 gatti o se sarà accolto un pò dal lettore curioso. Nell’oceano dell’ informazione orizzontale, che è internet, ascoltare le voci dei piccoli siti è difficile, eppure fenomeni come le repressioni degli studenti in Iran, insegnano che c’è voglia e possibilità di raccontare “dal basso”. Senza scalare la piramide dei Media ufficiali ma andando ad allacciarsi in una rete di blogger, scrittori e “raccontatori” che sta sotto il filo dell’acqua a raccogliere informazioni e vite da raccontare. Potremo?
Ingranando la nuova marcia
Ho capito che questo viaggio vive grazie agli intrecci tra me e il mondo fatto di uomini. Dopo un anno a raccogliere storie di felicità ho scoperto che la mia è continuare a mettere il naso in quella degli altri. Sto raccogliendo bellezza sulle strade del mondo come continuo a ripetere alla fine dei miei video, dopo un anno a riempire la bisaccia con questa bellezza e dopo un anno che affilo strumenti per raccoglierla ho capito che sta finendo la parte dello “sto a guardare”.
Ho un bagaglio di 10 anni di studi dedicati all’aiuto e alla comprensione profonda dell’uomo de dei labirinti dentro cui cammina per cercarsi. E’ giunto il momento, importante, di riunire queste mie due metà, il viaggiatore-raccontatore e lo psicologo. E’ giunto il momento di uscire dal cespuglio da dove ascolto e registro la bellezza per smuoverla e provocarla con le mi capacità. Ho affinato la fotografia e la scrittura per raccontarVi, adesso devo stimolare il racconto delle vite, incontrare persone ai margini del mondo ed evocare in loro la fiducia per aprirsi e la gioia di esprimersi. Mi aiuterò con ciò che ho imparato studiando in passato, non entro ora nei dettagli. L’obbiettivo saranno reportage sociali dove con la fotografia e la parola racconterò i sogni e i desideri dei bambini del mondo, dei poveri, degli emarginati, di tutti i “qualunque” che diverranno meno qualunque e più fratelli.
Non ho ancora fegato per partire in questo, molte sono le ragioni contro e una sola piccola scintilla è a favore. E’ la scintilla che protessi contro tutti quando decisi di partire due anni fa. La scintilla era il senso di giustizia verso me stesso e verso la mia vita.
Non è un problema non avere le palle quando hai una scintilla. Con questa farò un fuoco e con questo sentirete il calore.
Non scrivetemi più “che grande che sei” o “che matto” o “come vorrei essere al posto tuo”. USATEMI COME STRUMENTO. Sono sulle strade de mondo per condividere con voi e voglio che mi chiediate di fare qualcosa per VOI.
Volete che appenda un cartello con ” la vita è bella” in una piazza? Volete vedermi ballare in mezzo alla gente come questo simpatico americano? Volete che dia una moneta a un povero? Volete che balli con il toporso sulla cima di una montagna?
Se volete qualcosa che sposa la filosofia del viaggio di incontro con il mondo DOVETE scrivermi. Non basto a me stesso e faccio fatica da solo ad alimentarmi con i miei soli sogni. Aiutatemi con idee, FATEMI FARE e non fate complimenti. Non lasciatemi morire dentro questo slancio. Aiutatemi.
Dedicato ai pochi che seguono questo sito.
Buone Feste.
Verso Cuernavaca
to Cuernavaca from Claudio Giovenzana on Vimeo.
Frammento di strada, questa volta con un tocco onirico. Si perchè oltre a non sapere dove mettere diversi spezzoni di video ho anche la volontà di richiamare a me il patrimonio di sogni che mi si nascondono la notte tra le pieghe del sacco a pelo senza farsi mai trovare al risveglio. Se date attenzione ai sogni e siete capaci la notte di alzarvi e scriverli quando la loro traccia ancora fresca non ha incontrato la rimozione i sogni vi ripagheranno con saggezza. Saranno custodi di spunti, idee, e forse anticipi “del poi” che verrà. Ho talmente tanto da vedere di giorno che mi dimentico spesso di prestare ascolto a come la mia anima si mette a incastrare, illustrare e combinare le esperienze registrate sotto luce del sole. Allora che il mio inconscio mi perdoni e sappia tirarmi giù dal letto con prepotenza quando ha qualcosa di importante da dirmi. Dormirò con la penna pronta di fianco.






