A Proposito della Felicità – Alcune Ricerche che fanno pensare

Felicità

•Usa, campione 1000 studenti: i ragazzi delle classi socioeconomiche più basse riportano una felicità percepita maggiore delle classi medio-alte
•Devid e Mayers, studio longitudinale, con il trascorrere degli anni in USA sono cambiati alcuni indici come :
  • drastica riduzione lavoro minorile, tasso scolarizzazione più alto, reddito procapite aumentato
  • ma… triplicarsi suicidi adolescenziali, quadruplicarsi episodi violenza, quintuplicarsi pop. carceraria
•Nesse e Williams (1994), su 39.000 casi nei 5 continenti: il tasso di depressione è correlato a quello dei processi di modernizzazione.
•Oggi e in un certo senso, è come se gli oggetti usassero noi per riprodursi ed espandersi sul pianeta e noi non controllassero più l’uso degli oggetti stessi. Il consumo ha come fine ultimo il puro consumo. Ciò può comportare una richiesta di oggetti infinita. (Materialismo Terminale, Paolo Inghilleri, “la buona vita”)
•Il materialismo strumentale invece è quello per cui possesso di oggetti è il mezzo essenziale per scoprire sviluppare scopi personali e sociali. Gli oggetti sono allora gli strumenti usati per realizzare questi scopi. (sempre Paolo Inghilleri, “la buona vita”)
Pubblico sul Blog queste ricerche perché la felicità è un cardine del viaggio, non solo come ricerca personale ma anche come raccolta delle testimonianze altrui nel merito di questa ricerca.
La Felicità non è un concetto così semplice o scontato come si possa credere, si può liquidarlo facilmente come un concetto “artistico” utile più per scrivere libri o sceneggiature, oppure approfondirlo. La psicologia negli ultimi due decenni lo ha approfondito con ricerche come quelle che ho messo prima. Durante il mio viaggio inizierò a raccogliere le storie di ricerca della felicità, sia per un gusto narrativo che per la curiosità di scoprire i punti in comune o i punti di divergenza rispetto alla nostra, italiana, concezione di felicità.
Purtroppo non abbiamo ancora imparato a misurare la salute dei paesi con un “PIL della felicità”, ci concentriamo su quanto “pompa” l’economia e crediamo, almeno alcuni, che da questo dato segua secondo una catena di causa-effetto, anche tutto il resto delle nostre soddisfazioni…

By | 2016-12-17T15:45:36+00:00 settembre 29th, 2008|Generale|

2 Comments

  1. Gianpaolo 29 settembre 2008 at 21:54 - Reply

    Che dire… Sono convinto che molto è legato al primo punto: il lavoro. Mio nonno (1923) ha cominciato a lavorare a 4 anni e penso che a 14 avesse già un contatto pieno e diretto con la vita. Nel 2008 l’adolescente medio è veramente fuori dalla realtà! Il lavoro è un’invenzione meravigliosa. Ti mette in contatto con le tue capacità, con le avversità, con le inclinazioni personali, ti mette in rapporto con gli altri, ecc.

  2. PAOLA 3 ottobre 2008 at 22:59 - Reply

    Ciao Claudio,
    ti ricordi di me? sono Paola di Varese, tua compagna dei primi anni di università…insieme abbiamo preparato un bel po’ di esami, vecchi tempi ormai! Credo che dall’ultima volta che ci siamo visti siano passati almeno 3 anni..cavolo!Gianpaolo non perde tempo nel raccontarmi i dettagli della tua fantastica impresa..così ho deciso di scriverti(sempre se riesco a inviarti questo messaggio, l’altro non è arrivato!)..ho anche votato il tuo racconto!
    Leggo i tuoi ‘pezzi di vita solitaria oltreoceano’ con la pelle d’oca e le lacrime agli occhi, forse perchè una parte di me avrebbe sempre voluto avere il coraggio per fare ciò che ora stai portando avanti tu…sei un grande!!
    Io porterei con me solo la mia Nikon FM10 manuale e un diario di viaggio..il resto non conta!
    Quando torni mi farebbe piacere organizzare un’uscitona di gruppo..che ne dici?
    Continua così…un abbraccio forte!
    Paola D.

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