A volo d’Aquila, dondolandosi e riflettendo

Sono di nuovo in strada.. partito fresco da un pugno di giorni e subito messo alle corde da tanta stanchezza, ma è la stanchezza che viene con il piacere di condurre il Ferro, roboando sulle schiene delle colline e delle montagne nella Sierra.
Notti in tenda sul ciglio della strada, una volta in un cimitero di camion (un dejavù?), una volta in un passo di montagna e poi ancora su una statale di fianco all’amaca di un fruttivendolo.
Due notti fa ero in una amaca appesa sul tetto della slendida e turistica Oaxaca.
Scrivevo questo sul mio taccuino:
disteso con i piedi incrociati sento che la notte mette a letto la città, fumo una sigaretta e ascolto uno strano mix di musica spagnola e francese, il bassotto dell’Hostal mi raggiunge come fossi un insaccato appeso al soffitto. Con la scusa di una carezza e un grattino mi aggrappo a un suo orecchio, è lungo come uno zerbino, dolcemente mi tiro a lui dando il movimento iniziale all’amaca. Oscilla l’amaca e iniziano i pensieri all’indietro: faccio i conti a cuore aperto e sento che mi manca Olga, c’è la solitudine del viaggiare che mi ha trovato, vigliacca! ..o vigliacco io? ..si perché già faccio sbadigli finti per chiamare il sonno e fare che mi porti via dalla malinconia. Funziona.
Sarà nuova strada il giorno dopo: corro sulle spine dorsali dei monti arrampicandomi su sino alla città mezza india di San Cristobal de las Casas. Ho fatto quasi 1500 km in pochi giorni, mi fermo in un Hostal per lavarmi, rilassarmi e scrivere, ho tempo qualche giorno e poi sarò dentro il Guatemala.
A volo d'AquilaIncrocio la vita di altri, prima quella di un ingegnere diventato missionario che vive nelle montagne dello stato di Oaxaca e poi, oggi per la precisione, quella di un gringo che con la sua storia mette fuori delle belle cicatrici.. body guard di un narco trafficante quando era giovane, soldato poi, in galera un tempo.. giramondo senza sosta in un altro tempo .. e infine vagabondo in cerca di redenzione e pace, ha 48 anni e sta cercando una casa nei paraggi per vivere isolato suonando la chitarra e facendo scultura e pittura.
Scriverò presto di lui e di questi mesi che ho raccontato più con le immagini che con le parole.

By | 2016-12-17T15:45:33+00:00 aprile 4th, 2009|Generale|

5 Comments

  1. pave 4 aprile 2009 at 14:20 - Reply

    ho letto e ti ho riconosciuto

  2. Fabry "spring" 7 aprile 2009 at 00:06 - Reply

    Buon viaggio!

  3. Luca 7 aprile 2009 at 11:47 - Reply

    Finalmente di nuovo in viaggio!!!
    E sono curioso di leggere del guardiaspalle…

  4. Gianpaolo 10 aprile 2009 at 08:56 - Reply

    Ciao Clod! Provo un misto di malinconia e libertà leggendo il tuo breve racconto ma sopratutto vedendo il filmato. Saperti tra le braccia di Olga, con un tetto sopra la testa, mi faceva sentire più tranquillo. Ma certo non poteva durare… Rieccoti a macinare chilometri, spettatore-protagonista di scenari sudamericani e di brani esistenziali di gente quasi comune!
    Un caro saluto e Buona Pasqua!

  5. vale 11 aprile 2009 at 11:05 - Reply

    immagino come sia stato ripartire….
    ma quanto sei diventato bravo a fare i video?
    se non vai come psicologo hai ormai un po’ di altre chance aperte!!

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