Motoguzzi California a duemila metri sopra la Valle Bravo in Messico

In questa foto ero in Valle Bravo, Mexico. Arrivare qui non è stato uno scherzo, ho preso sentiero da Quadrimoto (ATV… quei mostriciattoli a quattro ruote) che s’inerpica sino quasi alla vetta della montagna.

Mi sono procurato un livido che è stato il memento dell’impresa per una settimana intera. Il Ferro e le sue risicate sospensioni posteriori, che accettano di proteggere i nostri culi solo su asperità non superiori ai pochi centimetri, mi hanno trasmesso quasi tutto il “Rock and Roll” del sentiero.

Mi appunto mentalmente che la prossima moto, se mai ci sarà, dovrà avere sospensioni lunghe e la propensione ad allontanarsi dagli asfalti senza dover fare riti voodoo per proteggerla.

Usciamo dal bosco e ci troviamo in questa meravigliosa terrazza che affaccia sulle valli, una di esse da il nome a Valle Bravo che rimane una perla coloniale da visitare se passate in Messico.

Arriviamo nel punto prediletto dove i paracadutisti, o parapendisti se si dice così, si lanciano in una breve e ripidissima corsa verso il basso e spiccano il volo cercando poi il favore delle correnti ascensionali per stare “su” il più possibile.

Stavo quasi per barattare un video promozionale per un corso di una settimana, ma poi, l’istruttore con il quale ho parlato mi ha messo in guardia dicendo che mi sarei dimenticato di tutto il resto sviluppando quella dipendenza per il volo che, per almeno un mese, ti fa disinteressare a tutto. Forse non sono ancora pronto per fermarmi qui così tanto anche se da un lato mi domando per che cavolo viaggio a fare se non per provare cose nuove, anche.

Vedo i “paradipendenti” del volo che dopo pochi balzi vincono la forza di gravità, poi guardo il Ferro, creatura che contro di essa ha sempre sistematicamente perso la battaglia. Potrei lanciarmi giù anche io cercando di decollare con questi 270 Kg con i quali non sono mai riuscito nemmeno a fare un’impennata.

Ad ogni modo prendo atto che la grinta del pompone mi ha permesso di arrampicarmi sino a qui ( e non è poco per un pachiderma di metallo nato per l’asfalto) sull’ultimo lembo di terra prima del salto al quale i drogati del volo, che invidio, si abbandonano al cielo.

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