il primo Natale lontano da familiari

Eccomi a trascorrere il primo Natale lontano da familiari, amici, palle di neve e freddo polare.
Una vena di nostalgia per non essere con voi a festeggiare, con i piedi sulla stessa terra, con i brividi per lo stesso freddo e con i sorrisi nel riconoscersi e nel riconoscere che un nuovo anno è, quasi, passato.
Vi sento da lontano e qualche volta vi sento maledettamente vicino ma le braccia non si allungano abbastanza per stringervi da qui.

Come infiltrato da controspionaggio mi sono fatto invitare alla tavola di una famiglia messicana per passare il Natale con loro. Questo è quanto ho di più vicino a una famiglia in questo Messico così bello e indaffarato che decorare ogni cosa…
Babbo Natale mi ha portato la prima pubblicazione proprio ieri..e questo è frutto di 4 mesi di tentativi per fare breccia… e poi ci sono gli aiuti economici di amici che credono in quanto sto facendo. Non mi è andata di magra!

E cosi tra un regalo, una donazione e un articolo arrivo a ripagarmi gli ultimi tre mesi passati di strada, incontri ed esperienza.
La strada è lunga e il mio inconscio, anche lui, la sapeva lunga quando mi gettò sul tavolo l’idea di chiamare LONGWALK questo Blog. Mi stava già anticipando che non si sarebbe trattato di una scappatella esotica ma di un incontro lungo, un “lungo cammino” di avvicinamento senza esclusione di colpi: gioia copiosa, risate abbondanti, adrenalina zampillante, incontri folgoranti, paure intermittenti e orizzonti caleidoscopici.

Aveva ragione lui, io ventilavo l’ipotesi di un eventuale rientro rapido in caso di esaurimento di fondi o di volontà. Mi sbagliavo. Dopo 5 mesi e 18.000 km ho appena appoggiato il bicchiere dell’aperitivo, sono pronto a iniziare con la prima portata. La nostalgia è sentita distintamente in queste feste natalizie ma è anche vinta dal desiderio di continuare. Ergo, non me ne vogliate, la data di rientro scivola baldanzosa in avanti.. e, adesso che qualche anima pia e una nuova collaborazione mi hanno foraggiato, ritorna a essere un concetto di fantasia.

La realtà rimane quindi sana e salva ancora per mesi e mantiene la sua insostituibile essenza che non è certo fatta di rientri ma di passi in avanti.. e con questo Natale che porta piccole-grandi soddisfazioni, Amici miei, sono di certo “passi di danza”. La mia vacca metallizzata di 300 Kg, il “Ferro”, saluta e il “Toporso” è in cerca di pupazze perché anch’esso ha le sue nostalgie di gommapiuma. Io, tra la nostalgia e la felicità vi saluto con calore, ringrazio e mi rimando a voi nei prossimi scritti.

Abbiate pazienza se non aggiorno il sito.. significa che sto scrivendo per pubblicare.. che non è male!

Abbraccio e Auguri

AGGIORNAMENTO DELL’ULTIMA ORA

Non so perché ma quando sono fortunato e le cose iniziano ad arrivare.. ho come la sensazione che devo perdere qualcosa da un’altra parte… è un pensiero insano lo so, ma nemmeno in qualità di dottore sono riuscito a levarmelo. E poi succedono delle cose che sembrano comprovare questa teoria negativa e autolesiva..
Sembra che oltre a Babbo Natale, la notte del 25 sia arrivato anche qualche folletto figlio di puttana perché, oggi appena mi sono alzato e ho guardato la moto parcheggiata in strada ho visto che le borse laterali sono state forzate e svuotate. Mi sono stati rubati tutti i pezzi di ricambio e tutti gli attrezzi per sistemarla, una giacca antipioggia e un pile e forse anche un paio di guanti. Triste constatare che gli idioti si sono portati via sensori e pezzi di ricambio che in tutto il Latino America non gli serviranno a niente perché appartenenti a una motocicletta che qui non esiste. Erano invece la mia polizza in caso di rotture nella lunga strada verso l’Argentina.

E tutto questo con la moto parcheggiata insieme ad altre sotto un lampione acceso, la notte di Natale e nel centro città, sotto telecamere che nessuno controlla, che è sicura (quasi) al 100% a detta di tutti. A Tijuana dove sono stato 4 giorni e 4 notti si contavano 10 morti ammazzati e derubati al giorno.. eppure nulla è successo.

Adesso che sono stato “battezzato” inizia la ricerca di qualche utensile e qualche contatto per vedere se è possibile recuperare o ricomprare la mercanzia.

Da un lato mi viene da ridere per le somiglianze con il motoviaggiatore da Guiness dei primati Emilio Scotto (750.000 km e 10 anni di viaggi) che alla partenza lamentava un peso eccessivo della moto.. arrivato in Brasile lo hanno alleggerito svuotandogli le valigie.
Adesso confermo che anche la mia moto è più manovrabile e leggera, sorrido, penso alla sfortuna ma mi ripeto che sono stato felice come fosse Natale quasi tutti i giorni di questo viaggio. Che il 25 sia incazzato e abbia voglia di uccidere ci può anche stare. Aspettiamo il prossimo giro di fortuna.

Vado a preparami un kg di pasta.

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