Cambiare Vita cambiando Routine con le Mini Abitudini

 

Cambiare vita, abitudini e routine

Foto by Smma Simpson via Upsplash

Qualcuno potrà pensare che parlare di cambiare vita, abitudini e routine sia facile per me che viaggio libero e sereno per il mondo.

Credetemi quando dico che il viaggio “lungo” o una vita nomade sono un eccellente laboratorio per re-imparare un sacco di cose circa il cambiamento e la qualità di vita.

Quando ogni giorno cambia la città, la cultura, il clima, la natura, il posto dove dormi, quello che mangi…. l’unica cosa sulla quale puoi contare sei soltanto tu.
Non ci sono palestre per allenarsi, non ci sono cucine per mangiare sano, non ci sono studi o biblioteche dove sederti in pace e lavorare, non ci sono i soliti posti, il salotto, il ritrovo, il mentore, l’amico, il tuo dottore di fiducia o consulente.
Devi imparare a “fare faville” con niente.
I primi anni non ci sono riuscito per nulla. Sono ingrassato, mi sono “menato via”, ho buttato via tempo, mi sono ammalato, ho
sprecato opportunità.
Poi ho capito che non potevo buttare nel cesso la mia vita solo perché sono un viaggiatore. Ho dovuto ricostruire tutto daccapo.
Oltre a cambiare vita, abitudini e routine per frustrazione, per ispirazione oppure per fortuna ho scoperto che esiste anche un modo concreto per farlo che usa strategie, solide basi scientifiche, azioni.
L’introduzione di abitudini attraverso la ripetizione giornaliere di azioni minime è sicuramente una delle strategie più efficaci che ho mai sperimentato per cambiare concretamente

Un anno fa: Digiuno intermittente, allenamento, sveglia mattutina.

L’anno scorso ho cambiato radicalmente la mia alimentazione con il digiuno intermittente, ho cambiato il mio allenamento che prima era qualche penosa corsetta grazie al bodyweight workout, al tabata e agli allenamenti ad alta intensità. Ho iniziato a meditare, a ristrutturare il Blog, ho ripreso a pubblicare dopo una pausa lunghissima. Mi sono alzato prima ogni mattina.
Su alcune cose ho fallito, ho sbagliato a definire le Azioni Minime per avere la Ripetizione giornaliera, per altri comportamenti assolutamente no.
Sono diventati routine e abitudini. Oggi non mi costa nulla farle. Direi un concreto cambio di vita.

Quindi sono andato oltre..

Oggi: scrittura, allenamento quotidiano, lettura, esperimenti nuovi con l’alimentazione e Blog.

Nell’ultimo mese ho scritto 75.000 parole (un romanzo o forse più). Ho preparato più articoli di Blog che nell’ultimo intero anno. Sto facendo esercizio tutti i giorni, ho continuato esperimenti di digiuno intermittente provando anche quello di 36 ore, ho letto in un mese 12 libri.
Lasciatemi spiegare bene la Strada, la Teoria e la Pratica di questo Metodo che ho provato.
Cominciamo a ridefinire il cambiamento, a passare dalla teoria alla pratica.

E se invece di cambiare vita “in generale” ci concentrassimo su introdurre piccole abitudini o routine?

Il modo in cui viviamo è il modo in cui prendono forma le nostre abitudini quotidiane. “Come viviamo” è quello che facciamo ogni giorno.

“Gli uomini non sono nascosti sotto le abitudini, ma vengono rivelati da loro; sono i loro veri abiti.” – Henry David Thoreau

  • Quindi cambiare vita = cambiare abitudini.
  • Per cambiare abitudini o routine non si aspetta la motivazione, si agisce.
  • Si capisce cosa si vuole cambiare, ci si prepara, si decide…e poi si agisce.
  • Se non si agisce si sta procrastinando.
  • Per non procrastinare si cercano strategie.
  • Ma le strategie per fare non sostituiscono il fare.
    Anche questo articolo non farà le cose per te. E se ti motiverà ricordati che domattina la motivazione sarà già andata via.

Illuminante a questo proposito è osservare che i riti e le abitudini lavorative quotidiane di autori e artisti prolifici – gente che di cose ne fa tante – molto di rado comprendono tecniche per «motivarsi» o «sentirsi ispirati». Al contrario, tendono a sottolineare i meccanismi del processo creativo, concentrandosi non sul tentativo di raggiungere lo stato d’animo adatto, ma sulla messa a segno di certe azioni fisiche indipendenti dall’umore.” – Oliver Burkeman

Gli errori comuni che facciamo quando mettiamo in pratica il cambiamento

Quando vogliamo cambiare qualcosa spesso commettiamo questi errori:

  • pensare di cominciare non in piccolo ma “alla grande”
  • non scomporre i grandi cambiamenti in passi più piccoli
  • “fare le cose bene altrimenti meglio non farle”=non iniziamo mai
  • procrastinare
  • perfezionismo
  • aspettare la motivazione o che accadano stati interiori particolari
  • non essere costanti
  • scegliere da subito obiettivi troppo grandi e poi fallire perdendo slancio

Cambiamento come ripetizione di azioni.

Se vogliamo cambiare qualcosa, o cambiare vita (azzardiamoci pure a parlare di “cambiare vita”), dobbiamo concentrarci sulla ripetizione di azioni!!
Perché?
Perché ripetere azioni consolida abitudini e le abitudini sono la cornice dentro la quale la nostra vita cambia.
Il problema è che, come abbiamo visto, spesso scegliamo le azioni sbagliate: troppo grandi, troppo impegnative, troppo poco misurabili, troppo vincolate a ispirazione o emozioni.

“Noi diventiamo quello che facciamo ripetutamente”

-Sean Covey

Da buon psicologo posso anche annoverare nelle possibilità di cambiare vita anche la terapia, l’esplorazione interiore, la ricerca di sé etc.. Anche queste sono ottime possibilità ma qui parliamo di cambiare vita lavorando sul comportamento.

Quanto dobbiamo ripetere un’azione perché diventi un’abitudine o routine?

C’è il famoso mito dei 21 giorni, fondato solo sulle ricerche degli anni 60 del Medico Maxell Maltz che misurava quanto tempo serviva ai pazienti con arti amputati ad abituarsi alla loro menomazione (non sentire più il cosiddetto “arto fantasma”).
Da questo l’industria del Self Help ha inventato e impacchettato la regola dei 21 giorni per fare tutto. Dimagrire, diventare ricchi, atleti, giramondo etc…

La ricerca più affidabile e menzionata è quella del European Journal of Psychology, pubblicata nel 2009, la quale afferma che le azioni ripetute giornalmente diventano abitudini in un tempo che va dai 18 ai 254 giorni, con una media di 66 giorni.

Se vai in palestra una volta alla settimana e fai un sacco di esercizio avrai molto meno probabilità di far diventare l’allenamento abitudine e routine rispetto a chi fa qualcosa, anche poco, ogni giorno.
Da alcune ricerche saltare qualche giorno non compromette la formazione dell’abitudine ma ripetere giornalmente permette in un’unità di tempo (diciamo 3 mesi) di ripetere più volte un’azione e creare un’abitudine in minor tempo.

Cosa succede quando formiamo una nuova abitudine?

  • Abbiamo bisogno di meno forza di volontà per iniziarla.
  • Ci da più fastidio non farla che farla.
  • Ci viene meglio e più facile.
  • Sentiamo che è definitivamente parte del nostro stile di vita.
  • Alcune parti dell’abitudine vengono “automatizzate” e rese automatiche.

“Le tue credenze diventano i tuoi pensieri,
I tuoi pensieri diventano le tue parole,
Le tue parole diventano le tue azioni,
Le tue azioni diventano le tue abitudini,
Le tue abitudini diventano i tuoi valori,
I tuoi valori diventano il tuo destino”
― Mahatma Gandhi

Come funziona il cervello quando cerchiamo di formare nuove abitudini?

Il cervello “volitivo” e quello “automatico”

Una parte del cervello resiste alle nuove azioni che vogliamo trasformare in abitudini o routine consolidate.

I gangli basali del cervello lavorano su binari consolidati, sopratutto quando siamo stressati. Uno studio della Duke University ci dice che il 45% del nostro comportamento è costituito da abitudini. In larga parte sono gestite in modo semi-automatico da questa parte del cervello. Vengono innescate come risposte predeterminate in certi contesti e sotto certi stimoli.

Questa parte del cervello è un pilota automatico che porta avanti abitudini o routine già presenti.
Il vantaggio è che quando un nuovo comportamento, attraverso la ripetizione, diventa abitudine o routine,  questa parte del cervello lo rende man mano più facile e automatico.

Ma quando dobbiamo imparare qualcosa di nuovo c’è una “resistenza interna” che dobbiamo superare.
La corteccia prefrontale del cervello, diciamo semplicisticamente la “sede del coscienza e volontà” deve imporre il nuovo comportamento alla parte “automatizzata” del cervello.

Mettere abitudini nella parte del cervello “automatico”

All’inizio è dura. Il sistema che governa le abitudini tende a prevalere a imporre le solite routine. Ma quando l’abitudine sarà consolidata, come detto, la parte basale del cervello s’incaricherà di rendere tutto più semplice e automatico.

Se avremo lavorato bene sarà più facile in condizioni di stress uscire e andare a correre allo stesso modo che fumare una sigaretta. Verrà spontaneo leggere un libro e imparare qualcosa allo stesso modo che sdraiarci guardare un film stupido. Sarà automatico scegliere un’insalata e una tisana come può esserlo buttarsi sui dolci e le bibite zuccherate.

Qui stiamo parlando di come costruire abitudini o routine, non di rimuovere quelle nocive. In queso caso il discorso è diverso. Tuttavia è certo che cambiare vita per il meglio crei una disponibilità interiore e una saggezza che sicuramente aiuta  a rimuovere/sostituire le abitudini negative.

La Forza di Volontà e i suoi limiti “umani”

Considerando le neuroscienze uno degli errori che facciamo è scegliere azioni troppo grandi, che richiedono troppa forza di volontà da opporre a quella parte del cervello che funziona in modo automatico e resiste al cambiamento.

In un meta-studio del 2010 che ha analizzato 20 ricerche sulla “Ego Depletion” si è visto chiaramente la Forza di volontà non è infinita ma si esaurisce quando incontriamo fattori come: emozioni negative, percepiamo il compito troppo impegnativo, abbiamo un calo del glucosio nel sangue, siamo sotto eccessivo sforzo.

Viene da se che quando la giornata ci è andata storta o siamo stanchi la nostra forza di volontà si riduce e quindi non saremo capaci di fare le grandi azioni o i “grandi cambiamenti” che abbiamo pianificato e fatto sotto la luce del sole o in una bella domenica di primavera.
In uno studio fatto su centinaia di soggetti viene dimostrato che i bei propositi che vengono fatti a capodanno tra auguri e brindisi vengono perseguiti solo dal 9% delle persone intervistate alla fine dell’anno.

Se consideriamo come funziona il nostro cervello, possiamo usare la forza di volontà per inserire nei suoi percorsi automatici nuove abitudini ma dobbiamo renderci conto che la volontà non è infinita. La forza di volontà è il nostro strumento di cambiamento ma non è così potente come ci sembra quando stiamo felici, eccitati e nel giusto stato d’animo.

Ecco perché ti propongo le mini-abitudini.

Il Metodo delle Mini-Abitudini

Ci sono proposte che “non possiamo rifiutare” perché sono troppo convenienti, alla nostra portata, facili e poco dispendiose.
Dobbiamo fare una proposta di questo tipo a noi stessi, soprattutto a quella parte del cervello che come abbiamo visto resiste al cambiamento e si tiene ancorata sempre alle stesse abitudini o routine.
Se vogliamo cambiare vita e abbiamo pensato di introdurre abitudini o routine come: allenamento, business, lettura, dieta, hobby, risparmio, nuove abilità,

allora questo metodo è il più efficace che ho provato sulla mia pelle.

Con questo approccio pragmatico al cambiare vita  ho ripreso ad allenarmi quotidianamente e non a intervalli “random”, ho scritto 70.000 parole in un mese, ho esteso la mia rete di sponsor di prodotti, ho ricevuto circa 600 dollari in software da testare, ho pubblicato il primo diario di viaggio in inglese negli Stati Uniti, ho preparato più articoli per il mio Blog in un mese che nell’ultimo anno.

Il metodo consiste nel capire quali abitudini o routine vogliamo introdurre nella nostra vita e poi nello scomporli in azioni da ripetere su base quotidiana che siano minime, misurabili e talmente basilari da poter essere fatte in ogni circostanza. Con queste Azioni Minime che costruiscono Mini-Abitudini non ci sarà fallimento, brun-out, drop-out o abbandono come succede quando scegliamo azioni troppo complicate/dispendiose lavorando sulla prestazione invece che sulla costanza.

Vediamo meglio quali sono i passi per realizzare questa trasformazione nel nostro modo di agire.

1) Scomporre i grandi cambiamenti in piccoli passi, specifici.

Se i tuoi grandi cambiamenti sono:
mettersi in forma, scrivere un libro, essere più sociale, viaggiare, bere più acqua, diventare un imprenditore online.

Allora lascia che ti dica che sono troppo generici, troppo poco misurabili.
Da non avere dimestichezza con la scrittura ti sparerai il primo capitolo stasera?
Per “idratarti” conta anche farti una coca cola? Oppure credi che da bere solo un paio di caffe passerai ai famosi due litri al giorno di colpo?
Per essere sociale vale anche che metterai due like su fb?
Stare in forma significa che devi uscire tutte le mattina a correre quando non hai mai nemmeno fatto una passeggiata?
Da dove parti per fare qualcosa ogni giorno che ti trasformi in un imprenditore online?

Innanzitutto scomponi questi cambiamenti in parti più piccole, in azioni specifiche. Queste azioni specifiche ogni giorno verranno verificate con un: “sì l’ho fatto” oppure no “non l’ho fatto”. Se rimangono generiche non saprai mai a che punto sei. È come tenere una contabilità a memoria…

L’incertezza sarà il terreno per la procrastinazione.
In futuro ti parlerò delle applicazioni di habit tracking per tenere “il conto” quotidianamente.

2) Scegliere Azioni Quotidiane che “non possiamo fallire”.

Forse qualcuno ti ha detto che “devi fare le cose bene o altrimenti non farle”, questa è la cosa peggiore che puoi sentirti dire quando stai cercando di cambiare il tuo comportamento iniziando qualcosa.
Molti concluderanno che perché non sono bravi sarà meglio non fare nulla.
Come se la bravura arrivasse prima di fare le cose e non dopo aver iniziato un passo alla volta.

Un’azione imperfetta è meglio di una NON-azione perfetta.
Se il nostro obiettivo è cambiare vita introducendo nuove abitudini allora ci serve una ripetizione giornaliera di azioni.
Ma se scegliamo le azioni più grandi, perfette, complicate, impegnative non costruiremo nessuna routine. Nessuna base per partire e cambiare, nessuna forma di espandere la nostra zona di comfort, nessun cammino che porti a quella famosa bravura.

Fare una piccola azione ogni giorno è molto meglio, per costruire abitudini e favorire il cambiamento, che fare tutto in un giorno solo.
Lavoriamo per costruire abitudini e routine, non per la perfezione. Non dimentichiamolo. Ci serve qualcosa che duri, che diventi automatico e che possa plasmare la persona che siamo per trasformarla.

Come si fa a scegliere un’azione minima?

Quell’azione devi riuscire a farla anche in una giornata brutta, dove ti senti stanco e di malumore.
Se in quella giornata riesci a fare quella piccola azione allora è quella giusta.

Dobbiamo avere l’impressione che “non ci costi nulla”.

Non dobbiamo credere che se è piccola non serve a nulla, non ha nessun effetto, se non è perfetta o buona non va bene.
Una mini abitudine è una versione miniaturizzata dell’abitudine normale che hai in testa. Una versione ai mini-routine che sostituisce la routine che avevi pensato d’introdurre tutta d’un colpo. La devi tagliare, ridurre all’essenziale, pensare che sia uno “starter”, un mettere in movimento.

Devi sempre avere in testa che sarà una base costante che ripeterai ogni giorno, indipendentemente dalle condizioni esterne o interne nelle quali ti ritrovi.
Vedremo questo meglio nei prossimi punti.

4) Ripeterle quotidianamente.

L’azione deve essere minima proprio perché deve costare poca forza di volontà. Deve opporre pochissima resistenza a quella parte del cervello che resiste al cambiamento e torna sempre alle solite abitudini e routine (che ancora non includono le nuove che stiamo cercando di formare).

L’abitudine o la routine che vogliamo non si costruisce sulla prestazione, sull’eccellenza né sulla bravura. Si costruisce unicamente sulla costanza. Quindi sulla ripetizione.
Se la nostra azione è fare 30 minuti al giorno di allenamento ad alta intensità potremo mai riuscirci nelle giornate brutte dove siamo di malumore?

Quando torni a casa la sera ti viene facile dire “ bene, adesso scrivo un libro”?
Oppure quando hai il divano che invoca il tuo nome e la Tv che ti chiama senti facile andare nell’altra stanza sapendo che devi leggere 50 pagine di libro?

Ovviamente non farei nessuna di queste cose tutti i giorni e mancando la ripetizione non si costruirà la routine e puoi scordarti di cambiare vita.

5) Quello che Non devi Assolutamente Fare

La bravura si sviluppa con l’abitudine a fare. Solo continuando a fare migliora il gesto, l’esecuzione, si alzano le soglie, cresce la soddisfazione e la qualità generale. Solo ripetendo azioni.

Le azioni minime sono la “quantità minima giornaliera”, la “base sicura”. Il minimo garantito ogni giorno. Si può fare di più ma non di meno. L’azione minima è minima proprio perché ci sarà sempre, sarà “la proposta che non potremo rifiutare” perché è talmente facile che non potremo fallire.

Se volete fare di più va bene. Ma attenzione a non far diventare il “di più” la nuova “quantità minima giornaliera”. Se l’azione minima torna ad essere “oggi vado in palestra un’ora” oppure “scrivo un articolo spettacolare” o ancora “tolgo 1000 calorie tra pranzo e cena” sicuramente state rischiando grosso.

Le “peak performance” sono fantastiche e vanno benissimo ma non devono e non possono diventare le nostre “azioni minime”. La strada verso la performance parte da una base solida di azione, che poi diventa routine, non da un’impulso momentaneo di strafare.

Se alzate alzate prematuramente il livello minimo, prima che l’abitudine sia costruita, finirete per fallire.
E peggio ancora: vi guarderete fallire con tutto quello che consegue psicologicamente.

Sarà un’ azione adatta soltanto per i giorni “perfetti”, ma verrà abbandonata per le “giornate no”. Siccome le giornate storte o sfinenti sono molte tutto il processo di costruzione dell’abitudine o routine verrà sabotato.

“Siamo quello che ripetutamente facciamo. L’eccellenza non è un atto ma un abitudine” -Aristotele
(Ok …non interpretate Aristotele come “devo essere eccellente” tutti i giorni per aggiungere l’eccellenza..)

Che Vantaggi ci sono a ripetere piccole azioni quotidianamente?

1) La piccola azione richiama la Motivazione

Se vi darete l’obiettivo di una sola flessione al giorno vedrete che vi verrà facilmente la voglia di farne una seconda e una terza.
Se prendete in mano un libro sapendo che dovrete raggiungere soltanto la quota di due pagine vi succederà che il libro vi “tirerà dentro” e le pagine divertano capitoli. In un mese avrete letto un libro o anche di più.

Quando iniziate a scrivere la vostra “minima” quantità di 50 parole vedrete che il Flusso di Coscienza potrà portarvi in una dimensione interiore dove le parole si moltiplicheranno cercando di stare dietro ai vostri pensieri.

Quando iniziate a muovervi “facendo” avviene quello che in inglese chiamano “Momentum”, inizia a girare il volano, ad aumentare la velocità, si attiva il sistema, si rompono gli stati d’inerzia.

Il corpo e la mente si accendono, cambiano di stato, la mente inizia a focalizzarsi, il corpo aumenta o riduce il metabolismo, le pulsazioni cardiache, il respiro.

Questo cambio di stato produce nel sistema limbico delle reazioni emotive che possono diventare sentimenti o anche quello che chiamiamo “MOTIVAZIONE”. Molti stanno ancora aspettando che arrivi da sola mentre voi avete già iniziato a muovervi e la state già sentendo dentro di voi forte, vi sta accompagnando e vi spinge più in là. Una flessione in più, un pagina in più, una parola scritta in più, un punto della vostra lista di cose da fare “depennato” in più. Avete iniziato senza motivazione e questa ora ve la trovate accanto. Talvolta non viene ma non importa. La vostra azione minima è talmente “infallibile” che non avete bisogno delle teorie dei “motivatori” o delle giornate “giuste” per iniziare qualcosa.

2) Il Senso di autoefficacia

L’intenzione senza l’azione colpisce la vostra auto-stima e il vostro senso di auto-efficacia.

Stare nella bolla della procrastinazione, sospesi tra intenzione e azione, tra sogno e realtà, è doloroso. Pian piano costruiamo un’immagine di noi come incapaci, teorici, inefficienti.

Come dice Stephen Guise

È molto peggio avere sogni imbarazzanti con piccoli risultati che avere piccoli sogni ma con imbarazzanti risultati. Dice Stephen Guise di Mini-habits.com

Fare poco ma farlo, oltre ad essere la pietra angolare dell’abitudine, è anche psicologicamente un balsamo per la nostra autostima e per il senso di Auto-efficacia che ci permette di percepire noi stessi come agenti di cambiamento. Come persone capaci di fare e raggiungere risultati. Questa percezione entra ovviamente nel circolo virtuoso dove azione motivazione risultati successo si spingono l’un l’altro creando motore di cambiamento meraviglioso.

Il Senso di Auto-efficacia aumenta anche le nostre capacità di Resilienza. Ovvero la capacità di resistere e passare attraverso le avverstità quando la vita ci sputa in faccia ed eventi fuori dal nostro controllo ci travolgono.

“Non puoi obbligare te stesso a sentirti positivo ma puoi scegliere come agire, e se scegli giusto, costruirai fiducia in te stesso.”
-Julien Smith

Conclusioni

Prendiamo quindi questa equazione:

Cambiare vita = Ripetere quotidianamente Azioni Minime e Imperfette talmente Piccole da essere InFallibili.

Pensa al tuo cambiamento, quali abitudini / routine introdurresti?

Minimizza queste abitudini in mini-abitudini. Quali sono le piccole azioni (che faresti anche in un giorno di merda con l’umore storto) che puoi ripetere ogni giorno?

Inizia.

Parlerò in futuro delle applicazioni per smartphone di Habit-tracking che permettono in modo semplicissimo di marcare sui calendari digitali se ogni giorno hai fatto la tua “azione minima” per costruire il cambiamento.

Parlerò anche più in dettaglio dei miei esperimenti per costruire azioni minime

  • nella scrittura
  • nella ricerca di soluzioni per trovare lavoro online
  • nell’allenamento
  • nell’alimentazione
  • nel blogging

ESEMPI PRATICI

Ecco alcuni esempi. Provate per credere e vedrete come ripetere piccole azioni vi farà sentire meglio.
Vedrete anche come spesso le piccole azioni diventeranno più grandi.
Non fate mai l’errore di alzare il livello prematuramente.
Buoni esperimenti.

Allenamento:
Se non sei sportivo inizia con: 3 flessioni al giorno oppure 5 squat.
Gli squat sono piegamenti sulle gambe e siccome il quadricipite è uno dei muscoli più grandi che abbiamo attivare lui significa attivare il metabolismo del corpo che dovrà dargli ossigeno. (consigliavo il lavoro con i quadricipiti con alcuni clienti per alzare l’umore)

Business Online:
Se navigassi sulla rete e leggessi ogni giorno UN solo articolo che riguarda lavorare online, nomadismo digitale, guadagnare su internet?

Idratazione:
Bere un bicchiere di acqua al giorno senza “contare” i caffè ma nemmeno iniziare subito dai proverbiali 2 litri di acqua al giorno.

Scrivere un Diario personale o Del Cambiamento:
Scrivere 50 parole al giorno

Lettura:
Leggere per 5 minuti o 2 pagine al giorno

Meditazione:
Siediti chiudi gli occhi e respira profondamente con questo ritmo: 5 secondi ispirazione-1 pausa-5 espirazione-1 pausa.
Mentre respiri conta e pensa solo a come si muove il tuo corpo durante la respirazione. Se vuoi usa la app PacedBreathing

Gratitudine:
Scrivi ogni giorno 3 cose per le quali ti senti grato che sono successe durante la giornata.

Imparare qualcosa di nuovo:
Fai una lista di 3 o 5 siti internet che pubblicano contenuti che apprezzi. Ogni giorno, a rotazione, leggi un solo articolo di uno di questi.

Organizza il lavoro in TodoList:
Ogni giorno scrivi 3 cose che devi realizzare durante la giornata.

Spero che l’Idea di cambiare vita non sia più solo ipotetica e fantasiosa, spero che con questo metodo che lavora su abitudini e routine possa diventare pratica.

A proposito!!

Forse ti può interessare, visto che si parla “di fare” e di “cambiare” l’articolo:

PROCRASTINARE, le Ragioni e le Modalità della Procrastinazione.

MOTIVAZIONE – Perché è inutile Aspettarla

By | 2017-07-07T19:02:30+00:00 febbraio 22nd, 2017|Mente|

2 Comments

  1. Matteo 24 febbraio 2017 at 09:22 - Reply

    Bell’articolo Claudio e ben supportato da ottime referenze. Il digiuno intermittente mi affascina, ma ho paura delle possibili conseguenze di alzarmi la mattina senza colazione…

    • Claudio 27 febbraio 2017 at 19:07 - Reply

      Caro Matteo, le conseguenze sono sentire fastidio allo stomaco e credere che quello sia un segno di mancanza di energia. Ci sono modi per tenere a bada quella sensazione e abituare il corpo a andare a prendere l’energia dalle sue riserve di grasso. Se inizierai vedrai che non mancherà proprio nulla in termini energetici al tuo cervello e al tuo corpo.
      Io ho fatto 45 flessioni prima e 50 flessioni dopo 40 ore di digiuno. Ho lavorato anche mentalmente in modo intenso.. nessun problema. Solo gestire il vuoto allo stomaco.
      Se ci sono condizioni cliniche il discorso è diverso. Ti saluto e grazie del commento!

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