Cambiare via e diventare nomadi digitali

Un’intervista con il fondatore di NomadiDigitali.it ci insegna come è fraintesa questa figura e perché ci sono tanti fallimenti in chi prova a cambiare vita e diventare nomade digitale.

Ho chiacchierato via Skype con Alberto Mattei, il fondatore del sito nomadidigitali.it. È stato un discorso, tra l’altro, da nomade a nomade, via skype. Lui nella sesta casa dove ha vissuto negli ultimi tempi e io nell’ennesimo ostello SudAmericano. Ho voluto sapere un po’ come stiamo messi, noi Italiani, rispetto al nomadismo digitale e ho imparato veramente tanto.

Alberto è già stato vittima di manipolazioni mediatiche ed errori vergognosi quando qualche redattore ha voluto intervistarlo e poi ricombinare allegramente i contenuti per confezionare i soliti “notizioni” su come cambiare vita domattina. Proprio per questo la mia interpretazione del fenomeno Nomadi Digitali sarà corretta e integrata da Alberto.

Dalla nostra conversazione ho capito queste cose:

1) I NOMADI DIGITALI NON SONO  HIPPY TECNOLOGICI

La figura dei “nomadi digitali” in Italia viene compresa solo quando associata a qualche altra icona del nostro immaginario. Per esempio il viaggiatore, l’espatriato o il nerd attaccato al computer.

In realtà, invece di essere “un viaggiatore un po’ così” o un “mago dei computer un po’ cosà” il nomade digitale è un NEOLOGISMO. Qualcosa di nuovo mentre il viaggiatore, il backpackers, l’hippy, l’espatriato e il nomade “antropologico” sono sempre esistiti.

Proviamo a definire il Nomade Digitale come “un imprenditore che, usando gli strumenti digitali, cerca di vivere una vita secondo i propri termini, spesso spostandosi da un luogo ad un altro.”

Avete capito? Ora dimenticatelo perché Alberto mi è venuto in aiuto con questa miglior definizione:

Il Nomadi Digitali sono professionista che facendo leva sul proprio desiderio di indipendenza e di mobilità, utilizzano le tecnologie digitali per conquistarsi la libertà di poter vivere e lavorare da luoghi diversi nel mondo, seguendo le proprie motivazioni, ambizioni ed esigenze personali.

2) I NOMADI DIGITALI SONO IMPRENDITORI DI SÉ STESSI

Uno dei motivi per i quali molti aspiranti nomadi digitali falliscono (Alberto ipotizza che meno del 10% di quelli che ci provano riescono) è che non sono tanto imprenditori quanto piuttosto imitatori.

L’imprenditore parte da una conoscenza di sé, delle proprie passioni talenti e abilità naturali, studia a fondo la comunicazione e il mondo digitale per scoprire nicchie e mercati emergenti dove inserire una specifica offerta che parte da qualcosa che ama fare (e sa fare bene) e intercetta un’esigenza reale.

L’imitatore è invece quello che vede il figo di turno che gira il mondo, vuole quello stile di vita e cerca “di far soldi” su internet.

Quindi la vecchia e cara “ricerca di sé” prima di cambiare vita esiste anche in questo campo, ne è soggetta la nostra crescita di esseri umani dal punto di vista psicologico, imprenditoriale e “nomadedigitale” (aggettivo nuovo sparato a caso per l’occasione :-) ).

L’imitatore ha bisogno di un colpo di culo, l’imprenditore di conoscenza e strategia. I nomadi digitali sono imprenditori.

3) LA CONFUSA STRADA PER CHI VUOLE CAMBIARE VITA E DIVENTARE NOMADE DIGITALE

I limiti principali che incontriamo per comprendere cosa sia un nomade digitale e come diventarlo sono:

3.1) La mancanza di cultura digitale

Andrebbe introdotta nelle scuole e nelle università proprio come è stata introdotta, e resa obbligatoria, una lingua straniera. Usciamo dagli istituti educativi super preparati ad eccezione che per il mercato del lavoro che oggi si sta gonfiando di tutte queste possibilità. (Nota di Alberto: abbiamo spesso tante conoscenze che potrebbero essere utili agli altri ma non sappiamo come rivenderle)

3.2) L’incapacità di riconoscere autorevolezza.

Primi su google non significa autorevoli e preparati. Spesso le persone non sanno soppesare le informazioni e distinguerle dalle banalità, dalle “compilation” per piazzarsi sui motori di ricerca e dai guru che vendono vite migliori.

In questa nebbia di informazioni scarse i “Profeti” propongono un modello d’imitazione da seguire senza indugio, non uno di ricerca che parte dalla propria personalità e professionalità.

L’algoritmo di Google non è ancora così sofisticato al punto da intendere al 100% il valore reale di certe informazioni ma nella sua evoluzione il Web accorderà sempre più importanza alle relazioni tra persone intorno ai contenuti e alle risorse che hanno un valore reale. Oggi dobbiamo setacciare la rete e imparare a conoscere chi parla e con che autorevolezza in materia.

Alberto Mattei di Nomadi Digitali.itNota di Alberto:

Anche questo effetto collaterale comporta sfiducia e abbandono oltre che la percezione del nomadismo digitale come una moda hippy di chi è giovane e spensierato, ama viaggiare e spera di trovare un modo per guadagnare qualcosa su Internet, piuttosto che quella di un professionista serio che ha scelto di utilizzare le tecnologie digitali per crearsi una carriera professionale mobile e indipendente per riuscire a svincolarsi definitivamente dagli schemi del lavoro tradizionale.

Dato che Facebook è il social network più popolare e tutti lo utilizzano, molti lo sfruttano sperando di acquisire maggiore visibilità e coinvolgere altre persone intorno ai loro obiettivi personali e il tutto senza sforzo e a costo zero. Il problema sta nel fatto che chiunque oggi può aprire un profilo, una pagina o ancor peggio un gruppo Facebook, senza dover chiedere il permesso a nessuno, senza dover dimostrare prima la propria professionalità, per di più senza investire nulla e senza bisogno di nessuna competenza. Chiunque in un contesto del genere potenzialmente può mostrarsi agli occhi degli altri ( in particolar modo degli sprovveduti) come un Guru o un professionista serio e competente anche se in realtà non lo è affatto, tutto questo peraltro non costa nulla. Ecco perché oggi più che mai sul Web è di fondamentale importanza, non fidarsi e imparare a verificare bene l’autorevolezza e l’attendibilità di chi dice cosa.

3.3) La barriera linguistica, ma solo secondariamente

Il web italiano è confuso su questo tema e si sta pian piano arricchendo. Avere informazioni di prima mano in inglese può costituire indubbiamente un vantaggio ma non è una condizione sine qua non. Tra l’altro la pesca d’informazioni sui siti stranieri, oltre ad essere in un mare aperto disorientante ed enorme, ha il problema dell’applicazione nel nostro contesto italiano. Non tutto quello che prendiamo oltreoceano va bene da noi.

3.4) Ragionare 1.0 in un mondo 2.0

Un altro limite deriva dall’evitare sinergie a favore dell’individualismo. È lo stesso individualismo che avevamo “offline” ed è ancora fin troppo presente nel mondo online dove collaborazioni, sinergie e co-creazioni sono fondamentali per costruire il sapere e anche avere successo. Il web permette il modello YOU WIN I WIN, spesso la qualità dei contenuti è deteriorata da chi preferisce il modello MORS TUA VIDA MEA e predica dal pulpito i “semplici passi da seguire” per cambiare vita o avere successo conquistando legioni di disperati in cerca di soluzioni velocissime, universali e “chiavi in mano”.

3.5) Il ritorno dei morti-digitali.

I fallimenti dovuti sia a caratteristiche personali di perseveranza e impegno che a questi problemi di recuperare informazioni attendibili per formarsi una cultura digitale creano spesso “sconfitti” che tornano indietro dicendo “era tutta una bufala”. Se volgiamo cambiare vita e diventare nomadi digitali questo clima di sconfitta non aiuta.

Cambiare via e diventare nomadi digitali4) QUINDI chi sono i nomadi digitali?!

Da quello che ho capito, se proprio abbiamo bisogno di aiutarci con un’immagine per comprendere chi sono i nomadi digitali, cosa fanno e come lo fanno, allora meglio l’immagine dell’imprenditore che quella del viaggiatore hippy.

È anche un ricercatore prima che un viaggiatore. Non è uno che vuole cambiare vita rubando la vita “esotica” di altri per poi mettersic a rastrellare a caso internet per fare moneta. È uno che parte da Sé stesso prima che dagli aeroporti, da quello che sa fare e che può offrire agli altri attraverso nuovi strumenti e un nuovo modo di pensare il lavoro che, proprio perché nuovo, non ha ancora mappe perfettamente tracciate o facili scorciatoie.

5) RIFLESSIONE FINALE DI ALBERTO E ANCORA UN CONSIGLIO SU COME CAMBIARE VITA E DIVENTARE UN NOMADE DIGITALE!

Il nomade digitale prima di essere un viaggiatore, un espatriato, un nomade o un vagabondo, è una persona che ha scelto di darsi nuove priorità nella vita e conquistarsi praticamente ed economicamente la libertà di poter vivere e lavorare ovunque, di non doversi spostare per lavorare ma di poter lavorare spostandosi.

Cambiare via e diventare nomadi digitaliProfessionalmente parlando, prima di cercare un lavoro che ti permetta di fare questa scelta, prima ancora di pensare se diventare un SEO, un Web Marketer, un Copy Writer, un Web Designer, un Blogger, un Programmatore, un Freelance, Libero Professionista o chissà cos’altro, se vuoi diventare un nomade digitale e rendere sostenibile questa scelta di vita nel lungo periodo, devi assumere fin da subito un atteggiamento di responsabilità personale. Un atteggiamento che ti porti a prendere in mano la tua vita e puntare tutto su te stesso, evitando di subire ciò che gli altri hanno, o vogliono, costruire intorno a te. Parti da questo presupposto per capire cosa ti rende unico e diverso dagli altri. Non ragionare da dipendente in cerca di lavoro ma da imprenditore di stesso. Crea qualcosa che abbia valore per gli altri, sviluppando la tua curiosità, acquisendo le competenze che ti mancano, facendo esperienza e sperimentando sempre. Solo così riuscirai a costruire passo dopo passo la tua carriera mobile e indipendente. Diventare imprenditore di te stesso non è solo un modo di lavorare, è un modo d’essere e un modo di porsi verso la vita. Ricordanti sempre che per te decidi tu non gli altri!

Nomadi Digitali Risorse

https://www.nomadidigitali.it

https://www.nomadlist.com/

http://www.nodesk.co/

http://www.atnomads.com/

http://www.nomadicnotes.com/digital-nomad/

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