
Guardate che splendore coloniale, che meraviglia notturna.
Questa bella, mafiosa, criminale città.
Piena di cultura e di piscia per le strade.
Piena di colori e di dolori.
Magnificenza e delinquenza.
Una delle altre perle del Messico che mi stanno nel cuore, che conservano meravigliosi ricordi ed oggi sono erose sempre di più dalla corruzione, dalla sporcizia e dalla delinquenza.
Con quale coraggio ti chiamano “El Destino Cultural de Mexico”?
Probabilmente per il bellissimo Festival Cervantino che insieme ad artisti di rilievo internazionale richiama ubriachi, criminali, delinquenti e borseggiatori che arrivano appositamente in transferta e controbilanciano il valore culturale-artistico dell’evento.
Odio questa città per motivi personali, qui mi hanno rubato tutta la mia attrezzatura foto/video, mi hanno messo in mutande togliendomi 8000 dollari sudati in questi anni, iniziando con fatica una nuova professione, inventandomi tutto da zero e arrampicandomi a mani nude senza spintarelle. Tra le cose rubate anche i documenti della moto.
E qui, per fidarmi di quel figlio di puttana del padrone di casa (“No… qui non rubano, vai tranquillo”) tale Ruben, ho affittato e 3 giorni prima del mio compleanno mi hanno recapitato il regalo, sfondando la porta e portandosi via tutto, lasciandomi con lacrime di rabbia a maledire questo buco di merda.
Ho pure spaccato il televisore con una pedata… ma poi ho scoperto che non solo il televisore si è spaccato, anche il mio piede. Se non proprio fratturato mi è costato una visita specialistica e una settimana zoppo.
La polizia è stata solo l’ennesima presa per il culo, non hanno fatto niente se non costringermi a dimostrargli che la moto è mia e non l’ho rubata… perché immagino gli capiteranno molti ladri che prima fottono un veicolo e poi vanno in polizia a denunciare che gli hanno rubato i documenti vero??? Teste di cazzo.
E quindi la trafila con l’Italia per farmi spedire certificati e copie, portagliele e poi vedere loro che non fanno nulla, anzi, quando gli chiedo una copia della denuncia (è scritto sulla DENUNCIA che ho diritto a una copia di quella) non me la vogliono dare!!! Incredibile.
L’unica cosa fatta dai pagliacci (ho dimenticato quello che è venuto come uno di “CSI” con il pennellino a tirare giù le impronte digitali per farle analizzare e darci il responso…dopo 6 mesi!!!) è stata farmi notare che se la porta di casa è stata forzata quella di ingresso dalla strada, 3 piani sotto, è stata aperta con la chiave senza nessuna forzatura. Gracias Ruben, adesso sappiamo che il ladro o il colluso sei tu o uno in possesso delle chiavi. Ma nessuno farà giustizia.
Vai a fare in culo Guanajuato.
Dietro la cipria dei bei callejones colorati, delle strade di porfido e dei colonnati del teatro, delle siepi curate dei parchi o dei tuoi festival sai essere una gran città di merda.
Me lo confermano tutti quelli che ci vivono e che chiamano questi furti “il vaccino” che prima o poi devono fare tutti… e spesso con un pizzico di animazione in più come coltelli o pugni.
Ed eccomi qua, incapace di ritrarre la merda con la macchina fotografica, a farvi vedere ancora quanto è bella questa città, a tradire il mio dolore e propagare la bellezza.
Gustatevi questa bella odiata città.
Cara Guanajuato,
presto ti lascerò ancora una volta, e questa volta spero per tanto tempo.
Tempo che magari userai per toccare la tua più infima bassezza e poi, te lo auguro io e tanti messicani che ci vivono, risalire e tornare allo splendore che eri.
Intanto marcisci tra i fiumi di piscia e le discariche abusive, tra gli intrallazzi dei tuoi politici corrotti e altri più piccoli criminali che aspettano nei vicoli gli studenti che tornano a casa dall’università con i loro portatili nello zaino e se sono ragazze meglio ancora, altrimenti come faresti ad avere il record nella repubblica messicana come primo stato per femminicidio?
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