Caribe!! E l’arte della distruzione della motocicletta.

Siamo Diretti ai Caraibi, ebbene sì.
Finalmente andremo in quel Messico un poco da cartolina (vedi la foto idilliaca di Olga con la bici vicino a un classico “Vocho” e il Mar dei Caraibi dietro) dopo vari anni passati nel Messico meno edulcorato, più particolare, più bastardo, più popolare. E ci vuole, ne ho le tasche piene di violenza, furti e rapine.
Ho sistemato la moto, anche con l’aiuto prezioso di mio cugino che è venuto a trovarmi con la sua ragazza per un mese. Il fortunato Ferro ha subito i seguenti trattamenti:
  •  Regolazione cilindri. Un cilindro tirava più dell’altro. Roba da non credere. Adesso ricordo quando i meccanici della Millepercento mi gridarono “NON TOCCARE QUELLA VITE!!” . Ma è come cantare a Roger Rabbit …”…ammmmazzzza la vecchia….” e lui non poteva fare a meno di dire “COOOLL FLIIIITTTTT!!” Non ho potuto fare a meno di girare quella vite, più volte. Vengo dalle moto ai carburatori e mi sembrava tanto la vite del minimo… invece era una calibrazione dei corpi farfalla che determina quando un cilindro succhia in relazione a quell’altro. Ho sputtanato tutto e sono andato avanti qualche decina di migliaia di km. La moto mi ha perdonato anche questo!
  • Sistemazione problema elettrico. Anche qui sono stato io la causa, ho dovuto lasciare la moto un notte parcheggiata in strada e quindi ho visto bene di allentare come misura di sicurezza i cavi delle bobine così se qualcuno avesse voluto fregarmi la moto non sarebbe riuscito a farla partire. Bella idea!! Se poi ti ricordi che hai allentato i cavi anche il giorno dopo. A dire il vero credo di aver reinserito correttamente i cavi ma ho iniziato in quei tempo ad avere seri problemi di batteria, non ho mai collegato le due cose sino a scoprire che un cavo delle bobine faceva mesa a terra con il motore… in poche parole dirottava energia scaricandola a terra a tutto svantaggio della batteria… Scoprire il misfatto mi ha fatto sentire un eroe e un coglione allo stesso tempo, proprio come scoprire i cilindri che vanno uno più dell’altro.
  • Sostituzione cuscinetti ruota anteriore. Almeno questi si sono consumati senza colpa alcuna da parte mia.
  •  Sostituzione paraolio interno del cardano che perdeva e paraolio delle forcelle con relativo olio. Idem, io non c’entro, se non c’ero non c’ero se c’ero dormivo.
  •  Pulizia scrupolosa delle parti luccicanti che avevo coperto con nastro americano. Esatto, prima di entrare in Messico ho scocciato con un nastro americano tutti i dettagli cromati della moto… ad alcuni, non a me, fa già pena così ed io l’ho fatta pure più brutta per evitare che qualcuno volesse portarsela via. Ma in queste settimane ho sentito nascere un amore per lei non secondo a un senso di colpa per la mia disattenzione e il mio menefreghismo protetto dall’alibi dell’estetica.
  •  Montaggio lampadina a led nel faro davanti per ridurre i consumi.. data la qualità e dimensione della batteria. Anche se io sono il responsabile dei problemi elettrici ho deciso di regalare alla moto una luce led meno vampiresca della solita a tungsteno, rigorosamente fuorilegge e contentissima, che illumina e incenerisce ogni oggetto si pari davanti alla moto di notte. Rimanere con la luce convenzionale a 55Kw vuol dire non vedere una mazza in tutti i posti in cui il governo se n’è fregato degli asfalti, dei lampioni e dei segnali stradali. Pericolo di morte.
Tra pochi giorni ci spariamo 1600 km a tappe per raggiungere Mahahual ed esporre le foto in occasione del festival culturale Cruzando Fronteras
Ci terremo aggiornati!

Qui sotto eccomi all’opera con mio cugino che assesta mazzate alla coppia conica in un garage delle case popolari di Guanajuato.Riparando la mia motoguzzi in un garage

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By | 2016-04-06T18:25:47+00:00 febbraio 12th, 2014|Generale, Viaggio|

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