Abbiamo lasciato la Colombia ed entrando in Ecuador siamo stati fortunati ad incontrare due ragazze dell’Ente turismo che ci hanno fatto conoscere posti meravigliosi tra le montagne della cordillera e la selva che la circonda.
Armati di macchina abbiamo conosciuto contadini e visto paesaggi che s’imprimono bene nella memoria e nella macchina fotografica. Abbiamo patito un po’ il freddo e perso in circostanze misteriose il nostro drone che è sparito sopra un vulcano dove si riuniscono sciamani, si avvistano Ufo e si dice ci siano ‘energie” strane.
Abbiamo fotografato apicultori, coltivatori, villaggi lontani, cascate e “llama” che non ci hanno mai sputato addosso (solo i lama, non i contadini).
Invece di un lungo racconto che troverà spazio prima o poi in qualche libro vi propongo ancora un carosello di scatti con didascalia. Semplice semplice.
Se ti piace questo articolo non ti costa nulla condividerlo e mi darai la motivazione a continuare a pubblicare queste immagini invece di venderle soltanto all’estero. Grazie mille.
Tre ragazze tornano da scuola nella campagna di Carchi, Ecuador. Il cielo grigiastro fa un bel contrasto con le loro divise sgargianti, non trovate?
Qui la natura sembra cospirare a favore della regola fotografica dei terzi!
Il famoso sputatore delle Ande cerca inutilmente di mimetizzarsi tra i “Frailejones”, queste piante d’alta montagna che sembrano cespugli di orecchie verdi pelose.
Don Segundo diceva a me e Olga “ma perché mi fotografate che sono brutto?” e noi crediamo invece di aver immortalato il più bel sorriso dell’ultimo mese di viaggio.
Un contadino che ci mostra l’insalata del suo campo.
E qui siamo stati attaccati da un milione di api.. fortuna che per farmi fare le foto mi hanno ficcato dentro una tuta con la rete…
Questo gruppo di ragazzi sta vivendo la propria adolescenza correndo tra piscine naturali e cascate, giocando nella selva e respirando aria pulita. Magari un giorno andranno in città a cercare lavoro mentre qualcuno della città andrà a cercare queste cascate per riposare e sentirsi ancora di far parte della natura.
Qui vedete la raccolta del caffe nelle scoscese pendici delle montagne a 1800 metri e la serra dove si lasciano i semi spolpati ad asciugare.
Un’altro bel sorriso Ecuatoriano. Questo signore vive al confine tra Ecuador e Colombia con tutta la sua famiglia che lavora nei campi e cucina a fuoco di legna sul pavimento della vecchia casa in pietra dove ho scattato la foto.
Il villaggio di Chical prima che cada la pioggia.
Un tipo di foto che sognavo di fare da tanto e che mi è capitata mentre salivamo le montagne…
Pastorizia Ande paesaggi meravigliosi e noi che ci conficchiamo nel cranio il mirino della macchina per catturare tutto quello che possiamo prima di andarcene.
Ecco uno dei cimiteri più belli d’america scattati con il mio defunto (per stare in tema morte e cimiteri) Drone. 1500 dollari volati via, porca puttana. Scusate.
E qui infine ci mettiamo anche io e Olga che siamo sempre dalla parte sbagliata dell’obiettivo!
A presto, intanto venite a vederci sui social media che aggiorniamo più spesso del Blog.
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