ritratto della famiglia dei nostri amici incontrati durante il nostro viaggio in Panamà
Si rientra in pista dopo la pausa estiva di due mesi in cui ho corso in una chicane di novità, sponsor, malattie ma troppe poche occasioni per riabbracciare parenti e amici. Mi perdoni chi non sono riuscito a vedere, è stato un delirio, ma come sempre ritornerò.

Boca del Toro, Panama

Abbandonando il Costa Rica

Rientriamo in Costa Rica dove abbiamo lasciato il Ferro a casa di Paolo (primo guzzista che incontro dopo 7 anni d’incomprensione circa il veicolo che mi porta: “MotoGucci? – No!” MotoGusi? – No! BMW? – No!!!” ).

La frontiera tra i due Paesi è stata oscena: usciti dal Costa Rica stavamo quasi per rimanere incastrati nella free zone (o dead a giudicare dalla sicurezza del posto) per 24 ore in quanto tra i requisiti della dogana di Panama c’era un’assicurazione per la moto erogata da un coglione che ha visto bene di lasciare il posto di lavoro con tre ore di anticipo. Senza quel documento non si passa ma ovviamente non si può nemmeno ritornare in Costa Rica perché si è appena usciti!

Insomma le frontiere di terra sono i posti dove si esprime nel modo più completo l’imbecillità umana che offrono i Paesi che tengono tanto a separarsi. Le frontiere agli Aeroporti, bazzicati da frotte di turisti, sono dei teatrini di cordialità e sorrisi, quelle di terra sono l’altra faccia di un Paese.
Spero che qualche anima sensibile dei rispettivi governi si vergogni di chi mette a ricevere stranieri nei confini territoriali.
Dopo sportelli chiusi in faccia e “nonmenefreganiente” in spagnolo, l’assenteista è tornato a fare il suo lavoro; a quel punto, dopo 30 minuti a aspettare la connessione internet, il “faliure” di un paio di cavi Usb e poi la scoperta che la stampante era, OVVIAMENTE, senza inchiostro, ho ottenuto la suddetta polizza 10 minuti prima che chiudesse la dogana.

Ma la doganiera, poveretta, non aveva tanta voglia e mi sono trovato io al suo computer a scrivermi da solo il permesso temporaneo d’importazione del veicolo!!!!!
Ciliegina sulla torta, dopo un mese, scopriremo che la polizza era falsa!! Il signor Manuel Isaias Montenegro ci ha frodati e la compagnia per la quale fa il broker, FEDPA, fa lacrime di coccodrillo e non ci rimborsa!!
Prostrati e sfiniti abbiamo gioito solo per rimettere in marcia la moto prima che la sera ci sigillasse nel posto più schifoso che i due Paesi limitrofi possano offrire.
Complimenti Costa Rica e Panama…

getting flower from a motorcycle

Olga coglie un fiore dalla sella di una moto

Dopo montagne russe di foresta e strade che guizzano dentro una natura che fa faville siamo gunti a David, nome strano per una città. Abbiamo cercato un ostello dove abbiamo “sudato” le prime notti e barattato l’ultima, questa volta con aria condizionata, per qualche ripresa aerea (il caro drone) e poi finalmente abbiamo incontrato la famiglia del giardiniere dell’ostello che ci ha conquistato e offerto ospitalità.

Attraversare un Paese senza aver conosciuto un amico da andare a ritrovare un giorno è una piccola sconfitta personale. Qui ho decisamente vinto. Stiamo vivendo con persone speciali in una casa nel bosco tra carcasse di macchine, aereoplani, banani e palme da cocco.

Come dice mio padre siamo “circondati da tempi lenti”, tessiamo con calma amicizie mentre intanto ci chiediamo, meno poeticamente e più prosaicamente, come cazzo faremo a attraversare lo stretto di Panama per arrivare in Colombia senza farci spennare.

Il viaggio ha ripreso, stiamo piantando un seme anche in questa terra.

Stay tuned.

viaggio in guzzi panama

Claudio e Olga durante il viaggio in Panama