Anzi, più che quattro eravamo tre e più che amici eravamo viaggiatori che iniziavano a diventare amici.
Chi con la moto, chi con i piedi e chi con la fantasia tutti avevamo fatto un pò di strada. Pieni di storie e traboccanti di aneddoti, eravamo lì, tutti e tre con il fascino di chi proprio non ne vuole avere ma vuole solo condividere, emozionare, donare e ispirare.

Tutti e tre con quella sostanza luccicante nello sguardo tipica di chi è connesso con orizzonti lontani da dove vengono ricordi e sensazioni indimenticabili.
Le immagini esotiche nate dai racconti danzavano come ombre tra un boccale di birra e l’altro, io ascoltavo e raccontavo ma poi nascosto dietro il mio stesso sguardo pensavo al mio di viaggio e mi sentivo teso…tanto.

Stavo per partire, questa volta senza un ritorno, ero elettrizzato e pieno di ansia, silenziosamente mi domandavo queste cose:

  • Quanti punti di non ritorno si attraversano lungo il proprio cammino quando si lascia tutto e ci si mette a viaggiare?
  • Quanto tempo passa prima che il demone della curiosità e dell’irrequietezza prende il controllo definitivo condannandoti al moto perpetuo, al continuo vagare?
  • Chi sarai la prossima volta che metterai il culo su una sedia e riprenderai la vità di città caro Claudio?

Poi la pinta di Tennets super senza piombo ha messo a letto le ansie e addormentato anche i demoni…”anche stasera vado a casa sereno” mi sono detto, domani sarà un nuovo giorno di dubbio e curiosità.
Tra qualche giorno partirò per fare un viaggio ma in cuor mio conosco già quell’aneddoto di Steinbeck che dice come sia il Viaggio a fare il viaggiatore, mi arrendo all’evidenza che nulla è evidente, che non vedo con chiarezza niente e sto facendo un passo nel Vuoto, quello forse è il punto dove inizia l’Avventura.

Un abbraccio a Donato e Simone.

Articoli Simili