La capitale del Surrealismo nascosta della Giungla del Messico

Le prospettive assurde de Las Pozas di Edward James in Messico Surrealismo architettonico

In un cantoncino del Messico orientale, nella selva di Xilitla, c’era Edward James un amico di Salvador Dalí che volle realizzare la capitale del movimento surrealista di cui il pittore amico era uno dei massimi esponenti.

E quindi eccoci in una delle sue costruzioni bizzarre, dove il cemento sostituisce il pennello e la terra scivolosa la tela. Spero che i nostri sforzi di confondere il vostro cervello nell’interpretazione geometrica della foto abbiano successo.
Oltra a cercare la composizione ho anche dato una giratina all’immagine ma di più non posso dire…
Questo posto è una di quelle unicità che fanno del Messico un Paese che non basta una vita per scoprirlo, se non credete a me credete a Pino Caucci, che ci ha scritto una decina di libri e continua a dirmi “Come il Messico non ce n’è”.
Questo paese è stratificato da tempi immemori di cultura, meticciato, arte, segreti, ecosistemi e storie che fanno una rete infinita. Ho imparato anche a odiare il Messico, proprio come i Messicani (anche se alcuni di questi si offendono se dopo anni a convivere le stesse identiche gioie e dolori ti permetti la libertà di espressione circa la loro terra…ma altri non sono così orgogliosamente imbecilli) e proprio come loro sono sincero quando sostengo che è anche un Paese meraviglioso, con una varietà capace di sorprendere in ogni stagione e ad ogni latitudine.
Edward James era un’altro che aveva amato questa terra ed invece di spendere una porzione delle sue ricchezze in lussi insensati tipici dell’alta borghesia ha deciso di comprare questa terra e trasformarla in un’opera d’arte. Come la Sagrada Famiglia di barcellona (anche se ovviamente meno maestosa) anche “Las Pozas” di Edward James è qualcosa di artisticamente unico… mentre ci passeggio fantastico su come sarebbe aspettare il buio e l’ultima ronda delle guardie e poi passarci la notte… fare il bagno nella vasca di pietra riempita dalle acque della cascata, leggere un libro in cima alle scalinate a spirale alte tre piani o sentire gli echi nelle camere sotterranee piene di geroglifici.

claudio giovenzana

By | 2016-12-17T15:45:06+00:00 febbraio 10th, 2014|Diario Personale di Viaggio, Generale|

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