Il teatro Bibiena a Modena

Una bella immagine del Teatro Bibiena a Mantova durante il festival della letteratura, questo evento è uno dei contatti più forti ed entusiasmanti che riesco a tenere con la cultura del mio paese..

La foto l’ho scattata durante l’intervento di un fotografo rispettato in tutto il mondo per i magnifici ritratti del secolo scorso, insieme a altri professionisti che hanno lavorato sul fronte di guerra.

Veramente illuminante sentire i loro racconti e veramente frustrante sentire che razza di consigli davano ai giovani ventenni che, tenendo stretta la loro bella e costosa reflex frutto di tanti risparmi, alzavano la mano per chiedere come cavolo si diventa professionisti della fotografia, come ci si guadagna il pane.

E le risposte facevano arrabbiare. È pericolo sentire e seguire consigli su come “iniziare” da chi ha mosso i primi passi 70 anni fa, in un mondo TOTALMENTE diverso, con un’economia paleolitica rispetto a quella di oggi rivoluzionata dal digitale, in una professione che ha in comune con quella antica solo quella scatola che “fa clic”. E tutto il resto è diverso.

E mi dispiace che chi si arruola consegnandosi con fiducia a icone del passato venga dirottato dove non imparerà un cavolo delle opportunità reali. Ho rispetto per le leggende della fotografia, hanno tutti i meriti e gli allori del loro tempo ma nei nostri tempi invece non hanno mai dovuto aprirsi un varco tra i miliardi di immagini prodotti e caricate ogni giorno, non hanno mai dovuto imparare oltre alla tecnica fotografica anche blogging html social media marketing e SEO, non hanno mai dovuto lottare dentro le arene di un mondo interconnesso straripante di competitività, originalità e creatività mostruosa… Ho rispetto per la loro persona e per la loro arte ma quando sento questi illustrissimi dinosauri tracciare cammini a chi entra oggi nel mondo del lavoro mi viene tanta  rabbia.

…E mi fa tristezza vedere un giovane che spende 5000 euro per una Leica digitale che fa solo bianchi e neri così può emulare i suoi grandi maestri che hanno fatto le guerre con quella macchina in versione pellicola al collo e cosi facendo spera di essere notato e ingaggiato perché anche lui è bravo, anche lui si è sacrificato, anche lui fa i bianchi e nero “d’autore”.

Mi fa tristezza chi cerca di sopravvivere seguendo orme che portano non “avanti” nel domani ma indietro di un secolo, in un passato glorioso dove qualcuno ha celebrato il suo successo e oggi si prende il lusso di dire come si fa. Il suo successo, costruito nel paleolitico economico del secolo passato, non dovrebbe dargli  il diritto d’interpretare tempi che non gli appartengono dove non ha dovuto seminare ma solo raccogliere frutti e fama.
Sono Maestri che ci devono insegnare come scattare, come far posare, come cacciare immagini, come preparare la borsa dell’attrezzatura e gli itinerari, come negoziare e come immortalare. Ma non devono azzardarsi a spiegare cos’è l’imprenditoria, oggi, con un macchina fotografica, 300 milioni di blog, un’economia collassata, la maggior parte delle riviste morte, inviati esteri quasi inesistenti, foto a basso costo o gratis su internet e 7 miliardi di potenziali fotografi in circolazione abilitati a scattare con il loro smartphone. Devono propio chiudere il becco ed evitare di plagiare con stronzate chi appartiene a un’era totalmente diversa, evitare che chi li segue nel loro nome loro ma senza avere il loro famoso nome, finisca per cadere in un burrone cercando maldestramente d’imitarli.

Se siete in ascolto e volete guadagnare con la fotografia non seguite i consigli vetusti di chi ha fatto carriera nel secolo passato per favore!! Ascoltate le storie, ispiratevi, imparate la tecnica e quella meravigliosa semplicità senza le sovrastrutture moderne… ma poi andatevene a imparare da chi OGGI è un professionista consapevole della modernità con le sue opportunità e limiti. Cercate su internet, sui blog, sui social, in altre lingue e in altre economia, scovate nicchie nuove, ispiratevi da grandi imprenditori moderni e da diavolerie della silicon valley, cercate di capire i nuovi modelli di business quando stanno nascendo, non quando vengono “tradotti” in italiano e insegnati in corsi d’aula 5-10 anni dopo, cioè quando è troppo tardi, quando non sono più nicchie, quando i poteri si sono stabiliti, le fette spartite, i grandi consolidati e l’opportunità per i nuovi ridotte.

Per ora il mio contributo sono consigli che ho imparato in 10 anni di fotografia di viaggio, ma non riguardano diventare ricchi o imprenditori, se volete li trovate qui: Fotografia di Viaggio, dieci anni in dieci consigli.