
I problemi meccanici alla moto ci hanno rubato almeno due settimane, se non di più, tempo prezioso che avremmo speso per visitare la Colombia.
Ci siamo ritrovati con una dozzina di giorni per visitare gli ultimi mille e passa chilometri di questo Paese stupendo.
La rotta è stata Barichara, Medellin, Guatape, Manizales, Nevado de Ruiz, Valle de Cocora Salento, Cali, Popayan, Pasto, Los Azufrales, Ipiales.
Non vi descrivo per filo e per segno, pochi di voi leggerebbero purtroppo e mi trovo in Ecuador sprovvisto di tempo (siamo finiti a lavorare con l’ente turismo locale dopo aver mostrato la qualità dei nostri scatti all’ufficio di Tulcan) per aggiornarvi con lunghi racconti.
Vi giro alcune foto di momenti o paesaggi stupendi.
La prima foto alla sinistra non è di un momento stupendo anche se la soddisfazione di suonare e rimontare la mia motocicletta, senza essere meccanico, non posso negarla. Ho dovuto cambiare un paraolio interno al motore tirandolo fisicamente giù dalla moto… eccolo qua. Lui mi ha spinto per 85.000 km, adesso gli dò “un poco de cariño” e mi prendo cura di lui.

Qui vendete il sole che irradia e colora la via centrale di Salento, stupendo paesino di montagna. Ci siamo alzati alle 6.30 (anche se vedete l’orologio rotto che segna le 9.30) per vedere questo spettacolo. Sicuramente questo posto è l’inferno dei daltonici tanto è pieno di colori su ogni porta, balcone e facciata.

Questa è la Valle ci Cocora, vicino a Salento, un posto eccezionale in cui svettano le “palme da cera” che sono diventate uno dei simboli della Colombia. Quando la natura diventa fitta si entra nei “boschi di nebbia” dove la foschia penetra tra le fronde e dissolve i contorni delle cime degli alberi, tutta la natura trattiene l’umido come può e con le alte chiome apre ombrelli per difendersi dal sole subtropicale. Abbiamo fatto video in slow motion ai Colibrí che manco national geographic… ma questa è un’altra storia
Qui faccio capolino in una taverna approfittando della distrazione generale data dal televisore (una delle divinità del latino america contemporaneo) e scatto questo momento di aggregazione prima di essere colto in flagrante.
Olga seduta sulla scalinata davanti all’imponente cattedrale neogotica di Manizales…Non siamo in Europa ma ancora in Colombia, anche se i mastri che hanno progettato questo monolite sono Europei.

Da Manizales andiamo a esplorare le pendici del Nevado de Ruiz, arriviamo a 4000 metri vestiti come cipolle artiche, ci scattiamo qualche foto dentro questa stalla abbandonata, prendiamo fiato e iniziano a ridiscendere lentamente scossi da brividi e dalle piattonate infreddolite del Guzzi. Scattiamo foto panoramiche per imprimere su qualcosa di meno labile della memoria umana i paesaggi stupendi che vediamo.
Eccomi seduto che non mi accorgo nemmeno di posare per una foto perché in pochi secondo mi rendo conto di dove sono e che meraviglia sto vedendo. Credo che la valle di Cocora e Salento siano uno dei posti più belli della Colombia.
Mi fermo qui, le foto sono tantissime ma il tempo di sistemarle e scrivere è sempre di meno da quando abbiamo lasciato il paesino di Barichara.
Un saluto dall’Ecuador che arriverà nei prossimi aggiornamenti!
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Mi sembra di vedere con i tuoi occhi! Continua a raccontarci e buona strada !!!
Grazie mille fabrizio! Che bello sapere che mi segui ancora!