GUADAGNARE VIAGGIANDO. Tutto quello che ho Provato.

Guadagnare Viaggiando Sogno o Realtà? Tutto quello che ho provato.

A proposito di guadagnare viaggiando spesso mi chiedono:

COME TI MANTIENI ECONOMICAMENTE VISTO CHE VIAGGI DAL 2008 ?! COME FAI A GUADAGNARE VIAGGIANDO?

Questa è la vostra più frequente e lecita domanda. Guadagnare viaggiando è possibile ma non secondo quello che suggerisce il senso comune.
Qui vi presento con il cuore in mano tutte le prove, le sofferenze, le fatiche e i fallimenti attraverso cui sono passato nel tentativo di sopravvivere e conquistarmi con le unghie questo stile di vita nomade. Ogni possibilità è accompagnata da un punteggio seguito da pro e contro. Tutto questo è passato sulla mia pelle e spero non passi anche sulla vostra. I miei clamorosi errori sono il frutto di idee sbagliate derivanti dal sentito dire, dal buon senso “non 2.0” o dall’esempio di chi ha avuto successo ma in altre epoche.
Nel nostro immaginario collettivo Italiano purtroppo ci sono ancora dinosauri che nonostante l’era glaciale della crisi finanziaria, di quella economica, di quella lavorativa ed editoriale ancora NON vogliono estinguersi.
Questi dinosauri sono “idee” pericolose e vetuste che ci conducono a un baratro invece che a una meta. Se veramente vuoi mettere le ali ai piedi, il culo in moto, la penna in mano, la macchina fotografica al collo e iniziare a viaggiare e vivere di questo devi aiutarli a estinguersi tenendo qualche buon insegnamento, tanta ispirazione e la coscienza che il mondo sta cambiando.

Bene, iniziamo!!

MI SPONSORIZZANO (la prima cazzata)

Prendo i soldi da mamma e papà! Questa è la percezione più tenera, mammona e falsa. Non ne prendo mi dispiace.

Prendo soldi dagli sponsor.
Falso. Oggi, se non sei una celebrità non prendi soldi ma solo prodotti e in cambio devi dare allo sponsor immagini dei prodotti che ti ha omaggiato/prestato.

La Motoguzzi mi “sponsorizza” perché viaggio con una loro moto.
Credetemi, posso morire domani che non batteranno ciglio nonostante abbia pubblicato decine di articoli e un libro in Feltrinelli dove continuo a sbandierare l’affidabilità del loro prodotto ed elogiarlo nonostante i suoi difetti. Non gliene frega niente, pagano Ewan McGregor chissà quanto per fare le foto seduto sul nuovo modello (…ma poi prende BMW per fare i viaggi) e se io ho bisogno di un cacciavite per riparare il mio povero Ferro sono cordialmente ignorato. Dal loro ex responsabile relazioni con la stampa:
“Sei bravo Claudio ma rappresenti esattamente l’opposto del brand alla quale la casa punta: loro vogliono uno pieno di soldi griffato guzzi che compra l’ultimo modello e va a succhiarsi aperitivi al lago mentre tu hai una moto di quarta mano e ci giri il mondo senza cambiarla, accampandoti ovunque e oltretutto non sei griffato. Non rappresenti il marchio.”
La mia risposta immaginaria alla direzione:
Egregio e Magnifico Direttore della Sopracitata Superosannata casa motociclistica.
– Suchi -“
(gli do del lei per rispetto).
Quindi la mia moto è la mia moto, punto. Incidentalmente ha un marchio gestito oggi da gente al quale non importa del mio viaggio.
Gli appoggi, logistici e relazionali, vengono solo dagli appassionati motociclisti o dai singoli meccanici, loro sono la vera colonna vertebrale di marchi come questo. Alcuni di loro si sono sempre dichiarati disponibili per consigli e servizio ricambi in paesi dove non esiste rete di distribuzione (quasi ovunque nel terzo mondo). Loro sono Anima Guzzista, Millepercento, Massimo Cortese, il Meme, Filippo, Stefanino e tanti altri.

Punteggio 2/10
PRO: E devo dirlo? pigli i soldi e in cambio …”viaggi”. Magari!!
CONTRO: Dai tempi di Erodoto e Marco Polo non esiste la professione di viaggiare, è quello che fai in viaggio che ti qualifica e permette di guadagnare viaggiando.
Cucini? Tagli i capelli? Fai Foto? Insegni come viaggiare? Insegni l’inglese? Lavi i piatti? Etc… Non prendi i soldi per “Viaggiare”.
Gli sponsor non pagano quasi mai, offrono prodotti e non lo fanno per beneficenza, alcuni hanno buon cuore sicuramente, ma ovviamente il primo obiettivo è avere testimonial dei loro prodotti, foto, commenti e storie da far circolare intorno al loro brand. Quindi tendenzialmente non si prendono soldi per viaggiare, se vuoi guadagnare viaggiando cambia strategia almeno nel caso che non sia una persona di pubblico interesse.

VIVO PUBBLICANDO ARTICOLI

Questa è la più nutrita categoria, la trappola nella quale sono cascato guardando al passato e ai “grandi” che hanno vissuto in un’economia tanto diversa da assomigliare, in comparazione all’economia di oggi, al paleolitico.
Nel primo anno, bussando a ogni redazione italiana, ho preso così tante porte in faccia che a un certo punto ho pensato d’installarci un maniglia e una serratura. Mi ricordo che avevo anche provato con le riviste di gastronomia e chi mi conosce sa che in cucina potrei avvelenare anche il cucchiaio che uso per mescolare. Con le riviste di moto o di viaggi mi proponevo alla luce “dell’impresa” geografica e motociclistica di Attraversare il Continente (ben sapendo che mentre leggi lo starà facendo almeno un paio di decine di migliaia di persone). Con i periodici o le riviste invece il taglio era più psicologico/antropologico. “Dottore gira il mondo alla Ricerca della Felicità. Sí perché avevo addirittura contattato il Prof. Inghilleri di Psicologia Sociale per confrontarmi su modi e metodi per affrontare il tema della felicità in un modo un po’ più serio rispetto al senso comune. Quello è uno dei pilastri del mio viaggio al quale darò pian piano uno spazio onesto anche sul blog. La mia idea è raccogliere storie, alla luce di culture e differenze individuali, sulla felicità. Alla fine sono sempre uno psicologo oltre che fotovideomaker eccheccavolo! Questi sono stati i risultati delle mie proposte all’editoria italiana… quelle che mi ricordo perché le altre purtroppo o per fortuna le ho dimenticate.

L’Arena di Verona mi ha pubblicato un pezzo sui narcos quando ho fatto un incidente in moto che mi ha bloccato proprio a 5 km dal quartier generale dell’allora nuovo cartello di narcotrafficanti “La famiglia michoacana”. L’articolo era “per la gloria”, no money, ma questo era accettabile visto la scuola che fa un periodico del genere e il suo prestigio.

Viaggiando, se esiste ancora, mi ha chiesto 10.000 caratteri, 4 box tematici di approfondimento, mappe in alta risoluzione e 50 delle mie foto “migliori”. Mi ha pubblicato quando ha voluto e pagato 6 mesi dopo la bella cifra di 200 euro.

-Alla rivista MAX ho inviato email mirate per mesi, singolarmente a ogni redattore, che sono state metodicamente ignorate o respinte con frasi passpartout. Poi durante un rientro in Italia li ho massacrati di telefonate sino ad essere ricevuto per 5 minuti dal direttore che mi disse “Ma è fantastico quello che fai!! Perché non ci hai contattato prima??”. Inizia la collaborazione con la piattaforma online: 50 euro il semplice post con foto, 100 euro se c’è il video annesso e 150 la bocca, scherzo. Il guadagno sulla carta andava benone, la piattaforma era moderna ma non mi risulta mi sia mai stato pagato nulla. Poi è finita e non mi ricordo nemmeno come.

Panorama Travel morta, i Viaggi di repubblica non lo so, Auto d’epoca abbiamo iniziato a collaborare e poi sono spariti, Dove non sono interessati visto che non faccio un turismo fighetto.

Euromoto, oggi fallita, è stato il mio angelo custode e mi ha garantito quasi ogni mese un articolo pagato 265 euro. Con questi ho vissuto il primo anno e mezzo di viaggio, ero povero anche in Messico ma felice di vivere la mia Leggenda Personale e aprire a colpi di macete, anzi di testa, la mia vita nomade sentendomi un piccolo e sfigato Chatwin. Poi sono falliti e con loro mi sono beccato una piccolo raffreddore esistenziale, tipo “sono rovinato” che cazzo farò adesso.

XXXX. Occulto il nome perché ci collaboro saltuariamente e non voglio toccarli nei sentimenti. Loro rappresentano i tiranni per definizione, un esempio cristallino di sfruttamento del proprio autorevole nome come del lavoro dei freelance. Ve ne parlo per mettervi in guardia. Riassumo in una frase la loro politica con i collaboratori:
“Tu pubblicherai QUANDO e SE lo dico io, verrai PAGATO quello che decido io e QUANDO dico io, NON dovrai pubblicare mai con nessun altra rivista del settore, nel presente, nel futuro e retroattivamente nel passato” (motivo per il quale ho mentito orgogliosamente sulle collaborazioni precedenti e non me ne frega un cazzo). Te lo spiego meglio: “Tu hai voglia ma io oggi ho il mal di testa, deciderò quando andare con te ma tu non andrai con nessun altro/a, né oggi né domani né ieri.” Sembra uno scherzo vero?? No, affatto! Tu sei roba loro, devi essere esclusivo, disponibile e fedelissimo. Intanto aspetti mesi che (o “se”) ti pubblichino e nel frattempo non puoi collaborare con nessun altro! (Se vedete i film in inglese sarebbe come “You are my Bitch!!”)
Uno degli ultimi articoli è stato pagato, dopo varie email di sollecito, otto mesi dopo, la cifra insindacabile è stata di 250 euro, credo intorno agli 80 o 100 euro meno degli articoli precedenti e meno ancora di quello che prendevo 8 anni prima con altre lavori simili. Perché ci collaboro? Perché lavoro bene con la caporedattrice, perché so che nella redazione molti sono in cassa integrazione e se la passano peggio di me, perché per me pubblicare ora è un allenamento alla scrittura che non risponde alla necessità di sopravvivenza ma solo al desiderio di esprimermi e condividere tenendo un alto livello qualitativo.
Nonostante lucrino vendendo per decine di migliaia di volte anche il mio articolo sulla loro testata qualcuno si stupisce anche che mi paghino!! Incredibile. Se leggeranno questo articolo la nostra collaborazione probabilmente terminerà, mi dispiace ma preferisco mettere in guardia chi legge il blog e proteggerlo da fantasie pericolose.

Per guadagnare viaggiando l’editoria classica non offre quasi più nulla.

-Il “Giorno di Monza e Brianza” (dove Monza lo avrete capito è la mia città). Non ha mai manifestato spontaneamente interesse per quello che stavo facendo, forse perché è una città che conta 5 biblioteche e 40 banche, il viaggio e l’esotico non sono frequenze importanti. Evidentemente un concittadino giramondo di professione non è una notizia rilevante, meglio la solita cronaca locale. Tuttavia quando li contatto mi scrivono un pezzo che è una sorta di “riempitivo” per i numeri estivi, quando non c’è una mazza da raccontare. Di solito devo correggergli gli errori o altri “dettagliucci” tipo che una volta nel titolo mi hanno chiamato Carlo invece che Claudio. Ma cosa volete che sia! Quest’estate (2015) gli ho detto del libro pubblicato in Feltrinelli, mi hanno scritto un pezzo, anzi, mi hanno scritto una pezza con i soliti errori e alcune licenze poetiche e “arrotondamenti” sul senso di quello che sto facendo piuttosto imbarazzanti. Quando gli ho detto che gli avrei periodicamente regalato una immagine da pubblicare (tipo quelle che vendo a centinaia ogni mese o che espongo!), giusto per tenere un ponte aperto tra me e la mia città nonché una voce dal mondo qualificata e “aggratis”, mi hanno risposto che “non sono interessati”. Questa è la mia città. Vi voglio bene ragazzi! Mi scoprirete postumo!

Punteggio 3/10
PRO: Alleni la scrittura, inizi a confrontarti con un editor che filtra, critica e corregge prima di metterti nelle mani del pubblico, vieni diffuso egregiamente, fai un minimo di curriculum. All’inizio è incoraggiante. Vedersi stampato è soddisfacente.
CONTRO: Vieni pagato una porcheria “se” sei pagato, rischi di diventare un burattino, il tuo scrivere deve essere affine al tema della rivista e questo può essere castrante. Non ci vivi.

SCRIVO LIBRI

Il Libro con Feltrinelli “QUANTE STRADE“: royalty al 25%, edizione solo digitale (5% del loro mercato italiano) prezzo di vendita 3 euro, nessuna promozione a parte un twit e un annuncio su facebook in 7 mesi. La soddisfazione all’inizio è stata enorme, le persone con le quali ho parlato bravissime e professionali, la qualità l’ho finalmente raggiunta e questo è il guadagno più grande.
Poi con il passare del tempo e un pratico esame di realtà ho cominciato a provare dolore nel vedere come stavano andando le cose. Alla fine, nonostante il livello di qualità attestato dal marchio prestigioso, il libro è stato abbandonato sugli scaffali digitali insieme a milioni di altri, molti dei quali auto pubblicati. Alcuni veramente fatti e scritti male ma nonostante ciò spinti molto meglio dai loro autori di quanto sia stato spinto il mio, riscritto 3 volte dato a 20 beta-readers (grazie PinoGloriaElisaAnnaPatriziaLorenzoGoffredoMaPaeTuttigliAltri) modificato e infine accettato da questo BIG dell’editoria… per poi essere lasciato “lì”, che se fa moneta bene se no pazienza…tanto non costa nulla, è digitale. Lacrime.

Quante Strade di Claudio GiovenzanaQuando ho ricevuto la loro mail di “benvenuto tra noi”, mentre ero in Nicaragua a rifugiarmi dalla stagione delle poggie in un casa silenziosa circondata da manghi, è stato uno dei momenti più belli della mia vita. Non pensavo di essere “arrivato” ma solo di partire ancora una volta per un altro viaggio, quello sulla carta dei libri. Pensavo sarei entrato come cucciolo nella tana dalla quali uscivano i campioni della letteratura. Mesi dopo ho capito che ero uno scrittore da “arrotondamento” e che la casa editrice spingeva i suoi cavalli vincenti, forse giustamente, senza farmi caso e purtroppo senza prepararmi un giorno a diventarlo anche io. Questa è una ferita ancora aperta, più ci penso e più soffro, ma come sempre mi succede dopo la disperazione arriva la rabbia reattiva, il colpo di reni che ti rimette in piedi.

Ancora una volta ho capito che viaggio per essere “libero prima di tutto” e quindi anche con il libro devo essere “libero” e non dipendere da qualcun altro. Mi sarebbe piaciuto sentirmi parte di quella famiglia di eccezionali scrittori, avere quella richiesta costante di qualità che fa crescere, quella paura di finire davanti a clienti in tutto il paese e di fianco a leggende della narrativa. Ma ho capito che l’impulso alla qualità posso darmelo anche da solo, è più macchinoso e ci vuole più autodisciplina ma ci sto lavorando. Sto cercando di frequentare persone eccezionali e di avere lettori come voi spero esigenti e affamati, sto anche cercando di evocare “il figlio di puttana interiore” (un Super-Io che tiene una minchia tanta) che di solito riesce a farmi stare così male sino a farmi uscire le cose che faccio bene.

Ho sofferto perché il libro è il mio testamento spirituale anche se narra solo l’inizio del viaggio, il primo bacio alla strada, le sue emozioni contrastanti tra ansia per il futuro “sparito” di colpo e la gioia infinita per il presente più gonfio di promesse che mai. Il tutto avviene in Canada e purtroppo il libro è stato titolato come se fosse “un viaggio in Canada”, ma in realtà quel paese enorme è solo uno scenario di fondo per avventura di un adolescente di terza età che inizia la sua seconda vita adulta e lo fa parlando con il suo orsacchiotto mentre attraversano 10.000 chilometri di boschi. Pazienza, anche questa mazzata mi farà crescere.

Guadagnare viaggiando con i libri è possibile ma sono un introito marginale, veramente marginale. I libri di viaggio in Italia tirano molto poco, quello di fiction molto di più. Un’idea può essere scrivere libri che insegnino a “……..” ma questa strada, se non si sta attenti, può portare tanto lontano dal proprio cuore e diventare presto la costruzione di un prodotto invece che la condivisione di una storia. In quest’ultima diamo il meglio di noi come persone e come scrittori ma anche scrivere per insegnare a fare qualcosa può essere utile se veramente non stiamo vendendo fuffa e vogliamo condividere il Knowhow imparato lungo il cammino.

Punteggio: 5/10
PRO: Il libro è ancora il contenitore perfetto per la mia anima, il veicolo più antico e più umano per raccontare storie, più adatto alla nostra attenzione limitata (non ti spara contro diecimila notificazioni), più seriale (un capitolo dopo l’altro come un passo dopo l’altro, non salti ipertestuali) e più profondo (non è una sveltina di 140 caratteri o un articolo tipo “le 10 cose per”).
L’ebook può andare molto in sintonia con il blog e la distribuzione del formato digitale è in positiva crescita.
CONTRO: La diffusione capillare avviene ancora per mano dei BIG, chi vive da scrittore nel nostro paese si conta ancora sulle dita di una mano, l’editoria è stata messa in ginocchio dalle crisi e dai mercati, anche quando fai breccia vedi che i BIG ti possono benissimo lasciare in un angolo. A meno di scrivere un bestseller e di avere le condizioni perché sia riconosciuto come tale, gli introiti sono molto bassi. Non è sicuramente la prima scelta per guadagnare viaggiando.

RACCOLGO SOLDI CON IL BLOG

Per un anno avevo un bottone donazioni sul Blog, qualcosa è arrivato, poi mi sono incazzato con me stesso e ho avuto questi pensieri:
-non posso vivere delle donazioni altrui, non sono una ONG
-è meglio che gli altri spendano i soldi per i loro sogni, non per i miei
-è meglio dedicare il mio tempo a imparare a fare qualcosa di vendibile
Ho tolto il pulsante donazioni.
Oggi non ho bisogno di queste per vivere ma rimetterò prima o poi il famigerato pulsate perché sto dedicando una quantità di ore inverosimile al Blog, a diffondere contenuti, foto, racconti e formazione. Adesso concepisco di nuovo l’idea che qualcuno mi aiuti economicamente (ma anche non economicamente) a continuare questa impresa.
Chi vive i SUOI sogni e chiede i VOSTRI soldi continua a non piacermi a meno che, ripeto, sia una Ong o faccia volontariato culturale, vi offra reportage o racconti di alto livello, vi aiuti in qualcosa o vi insegni qualcosa, vi offra un servizio oppure sia nella condizione di aver seriamente bisogno di aiuto.
Ritengo il Blog una via nobile e praticabile per guadagnare viaggiando se offre valore a qualcuno. Comunque, in questo momento, non vivo né viaggio grazie a questo. Spero che un domani anche il mio Blog porti a un introito ma per il momento lo sto basando sul piacere di comunicare e, dove possibile, rispondere alle necessità dei lettori come in questo articolo. Sono pochi quelli che guadagnano viaggiando con un blog, in Italia è un fenomeno molto raro, di solito si racimolano piccole donazioni.

Punteggio 7/10
PRO: offri un servizio a qualcuno, non hai nessun intermediario, lo puoi fare viaggiando
CONTRO: il mercato su internet sta diventando molto competitivo, viaggiare non è un “mestiere” e un blog di viaggio deve fornire un servizio o un valore a qualcuno perché sia monetizzabile e permetta di guadagnare viaggiando.

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FACCIO FOTO/VIDEO PER GUADAGNARE VIAGGIANDO

È vero, ho lavorato con enti importanti e tanti privati che mi hanno chiesto di realizzare promo ma… quando viaggio da un luogo a un altro e devo offrire il mio lavoro nessuno mi conosce. Sono l’ultimo tra gli ultimi, il meno raccomandato tra i raccomandati, intrallazzato tra gli intrallazzabili, il meno parente amico o conoscente di chiunque, senza escludere che possa essere anche il meno bravo e competitivo.
Quando arrivo in un nuovo posto anche io sono “nuovo” per il posto, come persona e come professionista.
Sono uno straniero che atterra in mezzo a professionisti stabiliti e quindi è difficile diventare la prima scelta. Tuttavia in alcuni luoghi dove ho viaggiato la qualità dei miei lavori è piaciuta e i professionisti locali erano… diciamo molto “rilassati”, a volte anche pessimi, quindi sono riuscito a vendere progetti anche grandi.
Ma poi parti, arrivi in un altro luogo e devi tessere daccapo la rete politica per ottenere il lavoro, stringere mani, sorridere, ogni tanto farti prendere per il culo, aspettare tempi lunghi o ricevere false promesse. Ci può essere il lavoro facile e casuale che ti cade addosso ma anche l’infinito supplizio di fare il PR con il sorriso di plastica.
Non sono tagliato per le relazioni finte, ho abbandonato anche questa strada salvo qualche lavoro che giudico importante fatto per gente che sostanzialmente mi piace.

Comunque guadagnare viaggiando facendo lavori sul territorio con la Fotografia e il Video è sicuramente possibile se unito a sforzi di auto-promozione e buona competitività.

Un modo più semplice che ho visto fare è stampare le foto, esporle in luoghi turistici e trafficati, venderle per racimolare soldi e continuare a viaggiare. Funziona solo nei luoghi giusti, dove ci sono soldi e c’è la volontà di aiutare in viaggiatore. Guadagnare viaggiando in questo modo è difficile ma non escludo che sia possibile o almeno complementare ad altri metodi.

Punteggio 6/10
PRO: fornisci un servizio a qualcuno che può essere ben remunerato, è transculturale e non è legato ai confini imposti dalla propria lingua
CONTRO: quando ti sposti devi inserirti di nuovo, conoscere gente, proporre lavori, guadagnare fiducia, spendere tempo.

VENDO LE MIE IMMAGINI SU INTERNET

E qui veniamo all’oggi, al miglior lavoro costi/benefici che abbia mai incontrato e sviluppato.
Come lo ho incontrato? Con la forza della disperazione, dopo aver grufolato in rete in ogni pagina che dicesse “earning money on internet”, dopo aver guardato ogni video idiota che promette ricchezze con poca fatica come se internet fosse il bancomat dove ritirare a piacimento dal conto di Zuckerberg o Larry Page.
È stata anche la “fame”, quella di Steve Jobs che diceva “Stay hungry, stay foolish” che suona bene in bocca a un bilionario che non ha problemi a riempirla anche di cibo ma meno nella mia che in alcuni momenti dimezzavo i pasti per risparmiare. È stata anche la gloria sfumata dopo un grande lavoro video e fotografico fatto per una città intera che pensavo mi aprisse porte ma poi, quando le chiudi tu per continuare il viaggio, sei sempre un “qualunque” come tanti altri altri che si aggira per il mondo.
Il settore si chiama Fotografia Microstock e in pratica consiste nel vendere attraverso agenzie enormi e internazionali i propri lavori che possono essere foto, video, illustrazioni, animazioni, musica. Ho un portfolio di riprese video costruito in 4 anni in cui ho lavorato alacremente (e trascurato vergognosamente questo blog) che conta quasi 7000 riprese.
Funziona così:
Viaggio, fotografo/faccio video, carico sui siti di microstock i miei lavori, li organizzo con parole chiave in inglese, un loro specialista li passa uno a uno per vedere se soddisfano i requisiti. Se passano il “controllo” vengono messi in vendita e promossi. Il cliente cerca sul sito, li compra e a te arriva la percentuale alla fine del mese. Le agenzie quasi sempre non vogliono esclusività e puoi piazzare i tuoi prodotti digitali in più di una, aumentando così le possibilità di vendita.

Con questo guadagno viaggiando da 4 anni ed è il lavoro più remunerativo che ho incontrato.

Guadagnare e viaggiare si sono incontrati perfettamente in questo lavoro.

Qui vedete un portfolio dei miei lavori, il 90% fatti in viaggio.

Punteggio 8/10
PRO:
È meritocratico, non conta “chi conosci” o cosa hai fatto in passato, se quello che fai è buono o utile viene comprato altrimenti no.
È mobile, lo faccio da anni e lo faccio ovunque possa trovare immagini di valore e una connessione per caricarle.
Posso anche non lavorare un mese che i miei lavori rimangono in vendita e continuano a generare profitti. Possono essere acquistati infinite volte e rimangono sempre a disposizione.
Se sei bravo puoi guadagnare viaggiando e veramente bene.
CONTRO:
Il mercato ogni anno è sempre più saturo. Anche se ti vogliono far credere il contrario nel caso in cui tu sia un principiante della foto/video/illustrazioni/animazioni/etc.. è veramente difficile che riesca a fornire un materiale con la qualità sufficiente per passare i loro filtro prima e convincere i compratori poi. All’inizio il rapporto costi/benefici è a tuo totale sfavore, lavori un sacco e non guadagni quasi nulla, devi aspettare tempo.
Rimani anonimo: io vendo tanti miei lavori ogni mese, alcuni li ho visti in televisione, su national geographic, su internet, in alcune produzioni cinematografiche. L’ incontro per caso perché le agenzie sono intermediari che custodiscono il portfolio clienti evitando che tu prenda accordi diretti con loro. Quindi non conosco dove vanno a finire le mie riprese ne i clienti compratori conoscono me come artista.
Le immagini che ami fare, alcune volte, non vendono molto perché non sono molto “commerciali”. Tuttavia è la mia soluzione ideale per guadagnare viaggiando anche se sto sviluppando canali paralleli tra pubblicazioni in Italia e non, test e review di prodotti, blog )anche se sono tutti lavori minori e ti ho sconsigliato di iniziare da quelli per guadagnare viaggiando seriamente).

PARZIALI CONCLUSIONI su come Guadagnare Viaggiando

Queste non sono tutte le strade, sono solo le tante che ho provato massacrandomi per trovare un modo di sopravvivere viaggiando, con dignità e professionalità. Per anni non sono stato a sbandierare che viaggiavo né ho cercato chi mi desse i soldi per farlo né ho puntato più sull’editoria, né sugli sponsor. Ho costruito un motore economico compatibile con il viaggio grazie a tecnologie e mercati inventati piuttosto lontano da noi, ma sempre “a portata di click”.
Il cammino per una vita nomade è duro, guadagnare viaggiando è possibile ma non attraverso una strada già tracciata con chiare indicazioni. La rivoluzione digitale offre molte possibilità per lavorare a distanza o essere un cosidetto “nomade digitale”.
Se il vostro obiettivo è semplicemente “andare avanti nel viaggio” e se non siete proprio delle “minchie” (prendetemi con simpatia) allora penso che l’universo possa cospirare a vostro favore. Farvi incontrare persone meravigliose capaci di tendervi una mano, darvi un lavoro, ospitarvi, darvi consigli e opportunità per mettere in pratica la buona volontà e l’umiltà che sicuramente portate con voi lungo la strada.

Se invece volete guadagnare viaggiando e far della mobilità uno stile di vita in cui esercitate una professione allora la strada è più in salita ma anche molto più interessante. Le possibilità ci sono e vanno esplorate, anche loro sono un viaggio e anche loro esigono di camminare, conoscere e provare.
Credo che comprendere l’inglese (non necessariamente parlarlo fluentemente) rimanga un requisito per uscire dal pantano tecnologico nel quale ristagna il nostro paese e allacciarsi al mondo anglofono che veramente ha fatto la rivoluzione digitale e continua a cavalcarla e reinventarla con nuove possibilità. Noi siamo in un lago, loro sono nell’Oceano. Loro possono trovare informazioni ed esempi su come guadagnare viaggiando, noi dobbiamo ancora fare luce in mezzo a tanti luoghi comuni e arretratezze.
Ho conosciuto molte persone di diverse nazionalità durante gli anni, alcuni sono webmaster, altri artisti, altri collezionano email da vendere a società, altri sono giornalisti, altri hanno negozi su ebay, altri fanno contabilità e buste paga a distanza.

Non scoraggiatevi, iniziate a frequentare comunità di viaggiatori, di blogger, di nomadi digitali, italiani sì ma anche “globali”, leggete i libri dei grandi viaggiatori, scrittori, esploratori, imparate da loro come si scrive, fotografa, esplora ma NON guardate come si sono fatti strada nel mondo del lavoro (fermo restando i loro valori di tenacia e perseveranza che sono sempre validi). Semplicemente quel mondo del lavoro è andato, non c’è più, guadagnare viaggiando ai tempi era una cosa molto diversa. Oggi ci sono nuovi strumenti e non sono quelli delle nostre riviste o della nostra televisione, non sono quelli del senso comune, dei nostri padri, dei proverbi o del sentito dire.

Benvenuti nel mondo dei viaggiatori del terzo millennio.

Adesso siete sulla buona strada. Guadagnare viaggiando non è impossibile, richiede un’imprenditoria d’avanguardia che in Italia sta emergendo.
Bene, le conclusioni sono parziali, il resto verrà elaborando i vostri commenti, le vostre richieste, idee, testimonianze, preoccupazioni e gioie.

Se non sei ancora defunto dopo un articolo così lungo vuoi magari leggere il seguito?

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By | 2017-07-07T19:40:30+00:00 aprile 15th, 2016|Viaggio|

68 Comments

  1. mirco 21 aprile 2016 at 14:41 - Reply

    DOTTORE COMPLIMENTI !!!!!!!!!!!!!!!

  2. Dragokappa 21 aprile 2016 at 15:16 - Reply

    Bello, ho apprezzato.

  3. Massimo Bologna 21 aprile 2016 at 17:43 - Reply

    Bravo, mi piace molto il tuo articolo, ed è conferma a quello che ho sempre pensato.

    • Claudio 21 aprile 2016 at 17:45 - Reply

      Ciao Massimo! Sono contento, sentiti libero di condividere con me le tue idee sui contenuti che i viaggiatori del gruppo potrebbero apprezzare. Io sono stato anni preso a viaggiare e a sviluppare il lavoro di cui l’articolo, adesso sto facendo rinascere il Blog e ho bisogno di sapere che tipo di contenuti i viaggiatori possono apprezzare. Bene! Grazie.
      Ciao

  4. Massimo Bologna 21 aprile 2016 at 17:58 - Reply

    dimenticavo, mi è piaciuto anche il libro, che ho acquistato a novembre scorso :-)

  5. bosforo65 21 aprile 2016 at 22:53 - Reply

    Era un pezzo che non trovavo un blog di viaggio così poco banale, ben scritto e pure divertente.

    • Claudio 22 aprile 2016 at 01:27 - Reply

      Il tuo commento me lo voglio tatuare! Poi ci vediamo e me lo firmi! Grazie!!

  6. Raptor Rider 23 aprile 2016 at 16:25 - Reply

    Grande. E’ un piacere leggerti. Ora hai anche la mia mail per sapere quando pubblicherai ancora.

  7. Filippo 23 aprile 2016 at 17:38 - Reply

    Pensavo anche io di leggere l’ennesima stronzata del viaggiatore che “all’inizio ero solo e sfigato, adesso tengo corsi in tutto il mondo, a 250 euro per partecipante, nel quale vi spiego che.. è una cosa che non si può spiegare, ma che deve essere vissuta”.
    Bravo, mi ci sono rispecchiato un sacco nella tua personalità da cornuto e mazziato, ma con due sfere grandi così.. Tu hai coraggio da vendere, anzi, pensa che se davvero fosse merce vendibile (il coraggio) tu saresti ricchissimo.
    Un abbraccio dal mio divano, ovunque tu sia.
    P.s.: è di ennesima mano anche la mia Guzzi, ma è un trattore e mi ha portato molto spesso in posti lontani, in cui dovevo farmi capire a gesti e nei quali le notti avevano un soffitto diverso ogni 24 ore, fosse esso stellato o a quadretti.

    • Claudio 23 aprile 2016 at 17:54 - Reply

      Ciao Filippo, il tuo commento veramente m’incoraggia a continuare su questa strada e con questo stile.
      Non saprei cosa altri dire. Credo di fare articoli così per incontrare lettori come te.
      Se mi mandi una mail privata ti regalo il mio libro.
      Lo apprezzerai come questo articolo.

  8. Fabio Salvadori 23 aprile 2016 at 17:43 - Reply

    Bel articolo, sicuramente ben scritto ma la cosa che mi é piaciuta di più é che sei riuscito ad essere concreto e sognatore allo stesso tempo, realista e ottimista. Insomma, questo pezzo comunica molto bene lo spirito del viaggiatore.

    Grazie per averlo scritto.

    • Claudio 23 aprile 2016 at 17:49 - Reply

      Grazie Fabio, molti sognatori s’infrangono sulla superficie dura della realtà e non si rialzano. Molti realisti invece non decolleranno mai.

  9. Biagio vecchia velocità 23 aprile 2016 at 18:11 - Reply

    I tuoi articoli ami fanno viaggiare con te …. Complimenti

    • Claudio 23 aprile 2016 at 19:53 - Reply

      Grazie Biagio! Benvenuto a bordo allora!

  10. Roberto 23 aprile 2016 at 19:27 - Reply

    Complimenti ma qual è stata la molla di tutto /? come ovvio non ho comprato il libro ed anche se sono guzzista..non riesco ad immedesimarmi ..ok..prometto di acquistare le tue pubblicazioni per tentare di capire… Ma qual è stato il VERO motivo del viaggio? Ciao ..se pootessi berrei volentieri una ..ma anche due birre con te ..Roberto

    • Claudio 23 aprile 2016 at 19:55 - Reply

      Ciao Roberto, la molla è stata una sfiducia crescente per il futuro della mia qualità di vita se fossi rimasto in italia a fare quello che facevo. L’altra molla è stata il sogno della libertà dell’esplorazione degli spazi aperti e degli incontri lontani con gente lontana.
      Ora è chiaro il VERO motivo? Per le birre quando vuoi! Basta essere almeno nello stesso continente!

  11. Giorgio Di Marco 30 aprile 2016 at 17:40 - Reply

    Ciao bello. Finalmente ho letto un tuo articolo X intero.
    Colpa mia che non sono un gran lettore.
    Condivido tutto.
    C’è da dire alla base che viaggiare con soldi che potrebbero venire dallo scrivere, fotografare e fare video significa obbligarsi a vedere il mondo diversamente senza viverlo in libertà.
    Si è obbligati a fotografare l’oggetto regalato da uno sponsor oppure semplicemente dover fare una foto o un video impegnandoti te poche invece potresti solo goderti il viaggio stesso.
    Io sono solo a 3 articoli su Mototurismo e fatti per la gloria.
    Allora faccio video X i cazzi miei su YouTube. Ma X divertimento e basta.
    Anche perché avendo migliaia di foto digitali che non guardiamo mai, almeno i video su YouTube son sempre disponibili per riguardarseli o condividerli con amici.
    Ho una possibilità di fare i video più seriamente. Vedremo….

    Ad ogni modo continua a fare ciò che ami.
    Sarai invidia di molti. Finché non deciderai di avere dei figli che in qualche modo ti bloccheranno in un luogo al momento della scuola.
    Altrimenti nessun problema viaggiare con i piccoli.
    Mia figlia a 6 mesi è volata in Australia e li abbiamo fatto migliaia di km in auto, visitando città e luoghi sperduti tra i canguri.

    Spero di rivederti presto da qualche parte.

    Mi ricordo la prima volta a Beura… E tu mi hai detto che io ero mitico !
    Mi ha fatto piacere ma X il momento sei tu più mitico di me !

    Bacioni

    • Claudio 30 aprile 2016 at 18:03 - Reply

      Caro Giorgio!
      Ti ringrazio per la stima e queste sono i miei commenti ai tuoi pensieri.
      Ho chiarito subito la mia disponibilità con gli sponsor per fornirgli immagini di qualità ma non quella di diventare il loro fotografo. Per il momento siamo tutti contenti, loro delle foto e io di fargliele nelle situazione in cui vale la pena.
      Per Mototurismo sappi che la gloria è soltanto la loro purtroppo a meno che non ti dimostrino che con la pubblicazione riesci ad avere qualunque tipo di vantaggio/prestigio.
      Che si chiarisca quale è la gloria di pubblicare con loro mi viene da dire. Con tutto il rispetto verso la fatica che immagino stiano facendo. Sono poche le testate importanti (quotidiani sopratutto) del nostro paese dove c’è, forse, il pubblicare per la “gloria”. Per il resto c’è solo una tacca microscopica in più sul curriculum, poca roba, l’allenamento alla scrittura, che è positivo, e lo sfruttamento del lavoro altrui, che non è positivo.
      Cmq se eticamente sollevo dubbi per quanto riguarda il valore dell’esperienza non ne ho. Hai fatto bene!
      Un abbraccio e buona Strada!

  12. nunzio980 30 aprile 2016 at 18:43 - Reply

    Mmm…da dove parto?
    La sensazione di fondo é la conoscenza e la competenza che trafilano dal tuo status attuale, attraverso le parole. Non mi riferisco solo a quella geografica, meccanica, economica e neanche solo a quelle (le mie preferite) etiche, cosmoesplorative, antropologiche, filosofiche, esistenziali e sociologiche; elementi che con una certa raritá si trovano in pochi, preziosi individui. Trovarli tutti in uno é un evento unico e quando si saldano tra loro cosi bene non fanno altro che farti riflettere sui sacrifici (intesi anche in positivo) attraverso i quali si é dovuti passare per riuscire a “saldare” cosi omogeneamente e con tanto equilibrio. Le componenti del tuo carattere di uomo viandante mettono radici, in tibetano la definizione di “uomo” nel senso nobile del termine é data da una parola che tradotta letteralmente significa “viandante”.
    Ho apprezzato l’onestá nei confronti del lettore e l’ironia che avvolge la storia tutta. Ritengo che questo tuo mettere a nudo il mondo surreale e non piu esistente del ‘fare soldi viaggiando’ sia la vera informazione appetibile del post, quello che uno cerca (ed é felice di aver trovato) dopo infinite ore a carcare ‘how earn money travelling”. Si avverte che stai crescendo e ti stai evolvendo e probabilmente passerai a uno stadio non totalmente comprensibile a noi poiché acquisirai cose “nuove” che noi non avremo ancora maturato.

    Se mi é concesso di esprimere un parere tecnico/logistico al quale ho pensato mentre leggevo delle difficoltá finanziarie direi che per avere piu possibilitá finanziarie di valutare….occhio….sto per farti male…diminuire le spese. Si, ho letto che dimezzavi i pasti. Hai fatto una stima dei costi (e limitazioni) che ti porta la moto? Ho anche pensato che dovrestri ridurre di mooolto il tuo bagaglio fisico. Una volta mi hai accennato che volevi viaggiare piu leggero. Essere leggero di oggetti significa non solo potersi muovere piu agilmente col corpo ma anche con la mente e lo spirito, cambia molto a mio avviso. Quanto la moto influisce sul marketing delle tue entrate? (Domanda retorica). Se la Guzzi e le riviste non ti calcolano e il materiale che vendi non é esclusivamente focalizzato sulla moto come soggetto…allora?
    L’introito finanziario derivante dalla moto come soggetto riesce (almeno) a coprire i costi degli spostamenti in moto? L’autostop é gratis, e in sudamerica funziona fottutamente bene, senza calcolare l’effetto (NON trascurabile) che fa sul locale un “povero” autostoppista vestito di stracci e uno zaino. Zaino; la dimensione del tuo bagaglio é importante. Quando ti presenti in moto con i valigioni non hai l’aspetto di uno che ‘necessita’.
    Prøva a parcheggiarla in un posto sicuro per un mese e cambia modo di presentarti, cambia vestito. Vedrai che l’effetto e i costi, e il tempo per poter dedicarti ad altro (per esempio a te) cambierà.

    Io quando facevo l’autostop in Russia spendevo 200€/mese TUTTO compreso; trasporti, cibo, per dormire e 2/3 birre al mese

    • Claudio 30 aprile 2016 at 19:38 - Reply

      Caro Nunzio! Grazie del commento, mi trovo in linea con quello che dici. Credo che guadagnare viaggiando sia anche realizzabile ma surreale rimane il modo in cui molti connazionali credono di farlo. Ti avrei mandato io l’articolo se non lo avessi scovato prima tu! Lo giuro! (ma forse ti avrei diretto prima su “le 7 cose che avrei voluto sapere prima di iniziare il viaggio”). Sulla Guzzi devo dire che me la cavo bene a non farla gravare sul bilancio, ho amici e sconti per il problema ricambi e spedizioni, la sua monumentale solidità ( a parte qualche pisciata di olio e i calci da tirare ai relé con l’assortimento di falsi contatti etc..), per il resto costa di benzina, ogni tanto le gomme, e qualche decina di dollari entrare in un paese con dogana e assicurazione. Ho scritto qui http://www.longwalk.it/una-intervista-sul-mio-stile-di-vita-nomade/ tutti i pro e contro che sento nel viaggiare con la moto. Ci sono anche pro… come il fatto di gustarsi tutti gli INBETWEEN .. tutto ciò che c’è tra un posto e l’altro, insieme alla libertà di scegliere dove esplorare quando raggiungi una meta … e altre cose. Se vuoi dargli un occhio mi fai solo piacere. Sei il lettore che vorrei sempre avere con me! (nonché maestro di hitchhiking and dumpsterdiving !!) Un abbraccio Nunzio!!

  13. viaggidiunamotocicletta 30 aprile 2016 at 19:27 - Reply

    Non sei griffato! Ah ah grandissimo!

  14. sergio 30 aprile 2016 at 21:08 - Reply

    Sapevo di te e dei tuoi viaggi da amici comuni, ora so anche come sbarchi il lunario :-) ottimo

  15. Gianni 1 maggio 2016 at 01:07 - Reply

    Ciao Claudio. Ho appena finito il tuo libro, comprato su amazon per Kindle. Scrivi molto bene e sei uno scrittore. Questo è’ un fatto. Hai il linguaggio, i tempi, i contenuti e l’anima. Avessi pure inventato tutto dalla tua poltrona, non saresti meno godibile. Da motociclista, umanista e romantico, ma anche da curioso e puntiglioso rompipalle, mi piaci. Volevo dirtelo. Ora mi leggo i dettagli ma, senza accendere il cervello, rischiando la figuraccia, dico che se non trovo tutto il dannato seguito della storia, America e Argentina, beh, questa sarà’ una delusione. Cari saluti. gianni

    • Claudio 1 maggio 2016 at 01:43 - Reply

      Caro Gianni, questi commenti sono per ora l’unico risarcimento della fatica dietro questo libro, oltre all’orgoglio di averlo fatto. Purtroppo quando fai una cosa bella e vedi che chi dovrebbe diffonderla nel mondo se ne fotte rimane un senso di abbandono e scoraggiamento. Ti rassicuro subito che prima o poi scriverò il seguito…ma purtroppo ora questo seguito non esiste in una forma diversa che nei pezzi sparpagliati di questo blog e in migliaia di foto senza testo. Ti devo confessare che come contraccolpo alla delusione editoriale ho capito che la scrittura doveva continuare in qualche modo appagante, senza credere alle favole della grande distribuzione e con la possibilità di avere soddisfazioni strafacendo, non tra un libro e l’altro. E quale luogo ti permette di scrivere racconti, essere personale, avere feedback in tempi brevi e diffondere quello che sei e che pensi? Questo Blog! Quindi per ora l’amore per la scrittura è incanalato qui dentro… farò risorgere questo blog vecchio come il viaggio.. con il Blog darò finalmente un po’ di rispetto e visibilità al libro dimenticato che hai appena letto.. e poi scriverò il seguito! Prometto! Ti supplico di lasciarmi questo commento sulle recensioni di amazon insieme al voto… Ti abbraccio e tante grazie per questo commento!

  16. roberto 2 maggio 2016 at 08:04 - Reply

    Ciao Claudio,
    bellissimo articolo, finalmente qualcuno che parla chiaro e condivide apertamente le sue esperienze, il tuo articolo sarà molto utile a chiunque abbia intenzione di mettersi in viaggio ed inseguire i propri sogni, ma anche a quelli che scappano credendo che la vita sia dura solamente in Italia, tu ci hai dimostrato quanto sia difficile vivere ed a volte anche sopravvivere e che per guadagnare devi essere utile alla gente, devi essere anche tu parte dell’ingranaggio del mondo.
    Roberto

    • Claudio 2 maggio 2016 at 14:12 - Reply

      Grazie Roberto!
      Sapevo che la sincerità sarebbe stata riconosciuta. Per certi versi credo che in Italia non avrei avuto l’autodeterminazione per reinventarmi in questo modo. Andarmene e cambiare aria è stato importante anche se non ha provocato automaticamente nessun successo. Partire è saltato una delle tante opzioni per cambiare vita.

  17. Mauro Dagna 2 maggio 2016 at 18:49 - Reply

    Da viaggiatore a viaggiatore, bravo! E’ sicuramente un ottimo punto di vista, soprattutto perchè lo scrive una persona (tu) che lo ha vissuto e lo vive tuttora sulla propria pelle. Io dico sempre che tutti noi viaggiamo per cercare la nostra vera identità però ognuno lo fa in modo diverso e questo è stupendo!
    C’è chi parte per macinare km senza vivere i luoghi. Rispettabilissimo, grande passione per la moto! C’è chi sale in moto o su una bici, su un monopattino o inizia a camminare e parte senza una meta precisa, senza tempi e senza soldi. Questo è stupendo perchè significa ricercare se stessi attraverso l’assoluta libertà (o quasi!). Io dico sempre che i soldi sono una ferramenta e non una ragione di vita….almeno per me e fortunatamente sempre per più persone. I soldi ti danno la possibilità di fare cose e anche di mettere la benzina nel serbatoio! Poi ci sono quelli come me che partono perchè decidono a 46 anni di cambiare completamente vita, dedicandosi ad un progetto di vita diverso, attraverso un viaggio diverso dove, sempre più, si susseguono gli incontri con fondazioni, associazioni, genitori di persone con disabilità intellettive e cognitive in ogni angolo del pianeta. In questo caso costruisci, strutturi un viaggio diverso per ottimizzare i tempi e dar precedenza agli incontri e le conferenze.
    Ma alla fine, l’obiettivo è sempre lo stesso, conoscere se stessi attraverso la conoscenza del mondo, stando e vivendo nel mondo!
    Grazie Claudio!

    Mauro Dagna, alias Vagabondo per il mondo

    • Claudio 4 maggio 2016 at 01:24 - Reply

      Ciao Mauro, con la mani zozze di olio motore ti rispondo dopo anche i nostri bellissimi scambi per Fb. Vero, le due ruote s’intonano a molti progetti di vita, purtroppo la moto in sé, è un oggetto di culto molto più chiacchierato di un paio di scarpe, una bici o un monopattino.. spesso si usa per sfizio o adrenalina. Rispettabilissimo anche se alla lunga lo trovo un poco noioso. Noi invece la usiamo come mezzo e non come fine, per conoscere il mondo e avere un’idea di chi siamo e cosa vogliamo “sul campo”. :-) Al prossimo incrocio reale o virtuale! Buona strada!

  18. cristiano 4 maggio 2016 at 01:47 - Reply

    Fratello….di strada! Oddio detto così sembra che svolgiamo il mestiere più antico del mondo. Che dirti? Credo che l’unione faccia la forza, quindi quando e se vorrai un tazza di thè in veranda c’è sempre e dove si parcheggia un camper ci sta anche la moto. A presto

  19. Giovanni Rossi Filangieri 7 maggio 2016 at 20:04 - Reply

    Molto bello e condivisibile. Grazie di averlo scritto e, soprattutto, di avercelo fatto leggere. E’ una grande lezione per tutti quelli che pensano che il mondo dei viaggiatori, dei fotografi e dei reporter sia un mondo dorato, facile e pieno di risorse. Il viaggio è una metafora in se della vita, la vita non ha che pochi istanti di felicità così come il viaggio non ha che pochi istanti di esaltazione, tra i tanti difficili e di sconforto. Ma è il nostro destino… vivere e viaggiare, per tutti noi che associamo la morte con l’immobilità e va bene così. Grazie ancora. Giovanni
    PS: anche io scrivo di viaggi e fotografo, ma non per lavoro, non mi sono mai illuso che importasse a qualcuno o che qualcuno mi avrebbe pagato per farlo. Scrivo un sacco di cazzate e fotografo così così. Se ti va è tutto su: http://www.esserealtrove.it , mi piacerebbe ricevere un saluto da te. Buon vento fratello

  20. viaggi di ritorno 14 maggio 2016 at 20:45 - Reply

    Arrivata nel tuo blog non so neanch’io bene come…forse proprio cercando nel web, come hai fatto mille volte anche tu ‘earning money on internet’…letto tutto d’un fiato non solo questo post (consiglierei di aggiungere i ‘minuti di lettura’ :) …da tempo non mi capitava di andare oltre le prime 30 righe e arrivare alla fine di un post e di voler subito leggere qualcos’altro. Illuminante! Complimenti per tutto.

    • Claudio 15 maggio 2016 at 04:57 - Reply

      Ciao! Sono contento che hai colto la sincerità di quel post… crudo e vero. In effetti è stato una specie di outing.. uno mezzo sfogo per gridare al mondo che a scegliere questo stile di vita serve sudore e sangue. C’è in ballo libertà e felicità ma la conquista della vetta è molto dura. Grazie del commento…adesso sto viaggiando ma pian piano sto condividendo sempre più i dietro le quinte di questi 8 anni di strada. Keep in touch

  21. danielo978 17 maggio 2016 at 10:45 - Reply

    Sei un cazzo di mito!
    Onore al tuo coraggio, alla tua voglia di conoscere ed esplorare il mondo! Di solito mi annoio a leggere su di uno schermo, sono un nostalgico della carta stampata ( infatti speravo di leggere entro la fine dell’articolo che il tuo libro è o andrà in stampa…), ma devo dire che ho letto tutto d’un fiato perchè veramente interessante!
    Sono stanco della mia vita anonima e vorrei tanto mollare tutto…persone come te mi danno almeno la voglia di pensarci ancora di più!
    Grazie e continua così! Mi sono iscritto perchè non voglio perdermi nessuno dei tuoi articoli e ti condividerò sulla mia “piccola” pagina che racchiude le mie poche ( per ora ) esperienze di viaggio!

    • Claudio 20 maggio 2016 at 01:30 - Reply

      Ciao Danielo, grazie della stima. Sono anche un cazzo di apprezzatore di questi commenti :-)
      Pian piano riempirò il blog di spunti per ispirare e aiutare.
      Il libro è stato ingabbiato dall’editore che lo lascia solo online perché non costa niente.. e in cambio si prende quasi tutto il guadagno e ogni diritto di diffusione. Ma vedrai che riuscirò a liberarlo e creare versioni cartacee. Ci vediamo qui allora!

  22. Raffaela 17 maggio 2016 at 15:15 - Reply

    Bene…letto tutto di un fiato …complimenti davvero per il coraggio e la decisione..a parte tutto ciò ke hai scritto e ke condivido..non fai menzione della solitudine ke di sicuro ti accompagna…peccato avere già 60 anni …come me…farò tesoro della tua esperienza..good job my friend…

    • Claudio 20 maggio 2016 at 01:27 - Reply

      Ciao Raffaella… la solitudine mi ha accompagnato più all’inizio, in Canada, dove con quei 3 abitanti per km quadrato e le ristrettezze economiche ho dovuto stare solo nel bosco parecchio… il resto del viaggio ho sempre avuto gente intorno. La solitudine talvolta è arrivata più nella forma di disorientamento, di essere diverso dalla mia stirpe, dai miei ex colleghi, di miei amici… di seguire una vita senza modelli, università o professioni che la preparano e rendono sicura.. allora ti senti solo, fuori rotta nella vita. Ma poi trovi la tua strada e le tue conferme. Grazie del commento! Buona strada, a qualunque età.

  23. Diletta 17 maggio 2016 at 18:08 - Reply

    Splendido articolo. Divertente, ironico, sincero. Io non sono una viaggiatrice a tempo pieno (ancora) ma la voglia ce n’è e tanta, sto solo cercando di capire da che parte iniziare. Mi piace la tua testimonianza, la verità nuda e cruda. Grazie per aver condiviso la tua esperienza! In bocca al lupo per tutto.

    Diletta

    • Claudio 20 maggio 2016 at 01:24 - Reply

      Cara diletta! Grazie mille per il tuo commento. In un mare di articoli scritti per i motori di ricerca son contento che questo, fatto per persone e fatto con cruda schiettezza, possa essere apprezzato! A presto allora!

  24. Marco 18 maggio 2016 at 12:44 - Reply

    Ciao Claudio!
    Grazie per condividere le tue esperienze con chi ancora non ne ha. È sicuramente molto d’aiuto!
    E trovo nella tua sincerità tutto lo spirito di chi viaggiando e inseguendo la propria libertà non piega l’anima al bigottismo societario di cui la gran parte di gente ormai ne è affetta, senza nemmeno rendersene conto.
    Comprerò il libro, sicuro di non leggere banalità!
    Buona vita ;)

    Marco

    • Claudio 20 maggio 2016 at 01:18 - Reply

      Ciao Marco, grazie per le tue parole. Buona vita a te, sono sicuro che apprezzerai molto della sincerità di questo articolo anche nel libro.

  25. Lucy 24 giugno 2016 at 19:47 - Reply

    Ciao Claudio, complimenti, sei riuscito a farmi leggere tutto l’articolo! Scherzo…Complimenti per il tuo percorso, ciò che hai fatto e che fai. Inutile dire che amo viaggiare anch’io e mi sarebbe piaciuto avere questo stile di vita, ma la famiglia (composta da tre figli), non me lo ha permesso. Ora ho 50 anni, i pargoli cresciuti e non sono decrepita: ho intenzione di fare qualche viaggio in bici da sola…non so dove e non so quando, ma mi sto allenando e informando. Vorrei non fermarmi più, ma chissà….Comprerò il tuo libro, ma ho una domanda: non è al 100% la tua storia? Oppure ho letto male? Me lo spiegheresti? Grazie mille…ti seguirò, sei forte….

    • Claudio 24 giugno 2016 at 19:52 - Reply

      Grazie Lucy, ti auguro di andartene in giro felice in bici, sono sicuro non crederai a quel senso comune che vorrebbe vedere i cinquantenni a riposarsi in pantofole dopo una giornata di lavoro :-). Tanta buona strada! Il libro racconta l’inizio del mio viaggio. I primi 10.000 km. Sono sicuro che lo apprezzerai molto… poi la storia è andata avanti e va ancora scritta.. com ben vedi anche Feltrinelli è stato un buco nell’acqua e questo ha rallentato un poco la scrittura.. ma andrò avanti a raccontare. Bacione. Grazie

  26. Michele 8 luglio 2016 at 00:28 - Reply

    Appena finito di divorare il tuo libro. L’appetito vien mangiando, per fortuna che c’è anche il blog. Complimenti!

    • Claudio 10 luglio 2016 at 02:38 - Reply

      Caro Michele! Grazie mille, se hai trovato il libro bello lascia due parole su Amazon (o dove lo hai comprato) che almeno il povero libro non muore abbandonato a sé stesso. Un abbraccio.

  27. Corinna 11 luglio 2016 at 20:03 - Reply

    fra tutti i siti di travel blogger che bazzico, finalmente un post REALMENTE pratico e mirato su cosa tentare e cosa NON, per autofinanziarsi viaggiando. GRAZIE!
    (da un’aspirante futura foto-traveler, ancora alle prese con la selezione di 26.000 scatti del mio primo viaggio ‘-_- )

    • Claudio 25 luglio 2016 at 20:16 - Reply

      Ciao Corinna! Scusa ero in viaggio (ha! novità..), adesso sono rientrato per ripigliarmi. Grazie per il commento, anche io a scrivere l’articolo mi sono sentito felice di vuotare finalmente il sacco e dirla tutta senza edulcoranti o filtri. Se hai 26.000 foto da selezionare inizia a non sbatterle in una directory come fanno i miei amici fetenti e impara a usare lightroom :-). Buona strada! Keep in touch.

  28. Fulvio 22 dicembre 2016 at 04:06 - Reply

    ciao Claudio,
    Quanti sono? Otto anni di gia’ da quando hai lasciato il New Jersey? Ne hai fatta di strada e ti ho seguito qui e la nel tuo long walk. Complimenti per tutto e soprattutto per la tua scrittura che e’ maturata ad un livello …50 rispetto ai primi blog. Non smettero’ mai di leggerti ed aspettare per guardarle e gustarle le tue splendide immagini …sul tuo sentiero. Un fortissimo abbraccio.

    • Claudio 26 dicembre 2016 at 17:10 - Reply

      Caspita… sono quasi 9. E che bello sentire chi mi ha raccolto dalla strada proprio all’inizio di tutto. Siete i miei amici e la mia memoria storica. Grazie per essere ancora lì a ricordarmi chi sono stati i primi compagni di strada. Un fortissimo abbraccio anche a te, a Marilu e famiglia. Oggi ti voglio scrivere anche alla tua email privata. Ho alcuni progetti per i quali ho bisogno un tuo consiglio.

  29. Stefano 25 dicembre 2016 at 16:10 - Reply

    Ciao Claudio,

    Sogno anche io di viaggiare e presto (tra tre settimane) partirò per il Cile. E’ dura, lo so prima di partire, ma c’è qualcosa che mi (ci) spinge a fare qualcosa di bello e di utile. Per me (noi), quel qualcosa di bello è viaggiare e quel qualcosa di utile è condividere con altri esperienze. Non voglio fare credere che una vita del genere sia possibile per tutti ma solamente come viaggiare ti faccia diventare un’altra persona, inevitabilmente migliore.

    Un abbraccio, un sincero in bocca al lupo e buon Natale, ovunque tu sia. Ti stimo.

    Stefano

    • Claudio 2 gennaio 2017 at 15:06 - Reply

      Ciao Stefano, buon viaggio in Cile! Io sono in Bolivia! Viaggiare ti trasforma… talvolta sino al punto di aver bisogno di interrompere il viaggio stesso.

  30. Flavio 29 dicembre 2016 at 19:47 - Reply

    ciao Claudio, mi piace molto come scrivi e sono un avido compratore di libri sui viaggi, compreso il tuo che ho appena iniziato. ho notato in questi anni che la narrativa che funziona (almeno per me) é quando lo scrittore apre l’anima e lascia da parte il politicamente corretto.ho cominciato con Bettinelli e Terzani e adoro le storie che raccontano anche di vita privata che sicuramente attirano di più dell’ennesimo tramonto. l’ultimo che ho letto e che nonostante qualche lacuna ho trovato l’esatto esempio dello stile che a me piace molto, e’ ” Latinoaustraliana”
    se non l’hai letto credo possa darti degli spunti( come te a lui). spero di non essere stato offensivo perché a me piaci , non fraintendere mi raccomando.

    • Claudio 30 dicembre 2016 at 01:27 - Reply

      Adoro anche io i libri di viaggio dove schizza fuori l’Io narrante, i suoi demoni e la sua umanità. Cercherò latinoaustraliana sperando di trovarlo in ebook! Grazie!

  31. Davide 29 dicembre 2016 at 23:31 - Reply

    Ciao Claudio ! Prima volta sul blog, link pescato su Facebook, “Viaggiare in solitaria” la pagina se non sbaglio.
    Finalmente qualcuno di sincero. Come faccio a saperlo non lo so, ma ne ho la sensazione … ed è bellissimo provarla leggendo qualcosa su internet; Più unico che raro come caso !
    Complimenti per tutto e sappi che hai tutta la mia stima; Io faccio parte di quelli del “vorrei ma non posso per blablabla”, mi sono ripromesso che un giorno partirò anche io, spero in barca a vela. Ah, mi permetto un consiglio, o meglio una proposta. Spiega bene anche la vita che fai, perché quando si parla di viaggi, tutti credono che ci vogliano migliaia e migliaia di euro per qualsiasi ! Ho ancora amici che sostengono che io sia uno con i soldi solo per essermi fatto più di un viaggio in un estate, quando spesi tipo 300euro per girare il sud italia in auto dormendoci dentro (o in tenda) e mangiando cose comprate nelle alimentari o prodotti poveri della zona.
    Piacere di averti conosciuto, sembri una persona vera.

    • Claudio 30 dicembre 2016 at 01:26 - Reply

      Ciao Davide! Grazie per la sincerità e per i consigli. Della vita che faccio entrerò nel dettaglio, anche da un punto di vista economico. Rimani sintonizzato e domanda se hai perplessità. Anche se ora sono in strada magari posso dare qualche dritta. (c’è un articolo che ho appena fatto su “come partire per un grande viaggio”… se non lo hai già fatto leggilo e ti calzerà su misura!) Ciao

  32. Nick 30 dicembre 2016 at 06:16 - Reply

    Io i blog di viaggio li odio! Non voglio essere come il puffo che odiava tutto ma lo dico in base alla mia esperienza. La mia esperienza di webmaster e blogger dove posso affermare che il 99% dei travel blog si posizionano nella fascia di siti inutili e che che si copiano uno con l’altro. Lo dico da expat dove mi trovo spesso a correggere questi presunti travel blogger tuttologi che forniscono informazioni sbagliate sul paese dove vivo (e quindi presumo che anche per altri paesi non siano proprio affidabili). Lo dico da quasi esperto di SEO ove la maggior parte di questi articoli sui travel bolg sono scritti solamente per scalare le posizioni di google per poi andare da qualche b&b e chiedere una notte gratis in cambio di un articolo SEO-friendly. Infine lo dico come uno che 3 soldi in croce dai siti web li ha fatti e quello che posso dire che questo articolo e’ probabilmente il miglior articolo che mi sia capitato di leggere nel 2016 sul guadagno on line ovvero questo blog non rientra nel 99% dei succitati (e quindi non lo odio)! Good job Doc!

    • Claudio 30 dicembre 2016 at 14:17 - Reply

      Mi ricardo quando i primi anni cercavo di “violare il SEO”… perdendo sempre e facendo casini immani.
      Poi mi sono arreso all’evidenza che l’algoritmo giustamente migliora e renderà giustizia a chi scrive cose utili e sincere.
      La cosa brutta è che il mio Organico arriva ancora da un articolo su come bruciare i grassi (che non ho scritto per il SEO visto che uso quella tecnica di digiuno giornalmente e la conosco bene…ma ho scritto con il SEO ben presente) e altri blog post scritti per me e per gli altri, senza pensare a google non portano quasi nulla anche se spopolano sui social perché profondi e sinceri. Quindi anche io odio i Blog di viaggio anche se viaggio da 10 anni e ne ho uno. Cazzo. Trovo odioso che solo i siti aggregatori che mettono insieme le fatiche altrui (diari di viaggio e racconti) per var volume e poi vendere biglietti o prenotazioni siano i siti, totalmente senz’anima e nessun contenuto serio, che attirano visite. Vabbè, fortuna mi piace scrivere e aiutare un po’ il prossimo, continuo su questa strada e spero nel breve futuro di “virare il contenuto dal viaggio al lifestyle e crescita personale. Argomenti che maneggio bene e forse possono diffondersi bene se affrontati con la stessa sincerità (tim ferriss lo conosci? ). Se hai consigli di qualunque tipo sono tutto orecchi Nick. Adesso sono in viaggio ma ho voglia, appena mi fermo un attimo, di dedicare tanto tempo al blog. Ciao!

  33. Sara 30 dicembre 2016 at 10:51 - Reply

    Complimenti e Grazie per il tempo e lo sforzo dedicato. Anche se jo ancora dei dubbi :) ciaooo jn bocca al lupo .

  34. marco 3 gennaio 2017 at 14:09 - Reply

    Meraviglioso Articolo.
    Quando le parole sono vive ti vengono addosso e ti ballano sulla pelle.
    Grazie per questo e sempre Buon Viaggio

    • Claudio 3 gennaio 2017 at 20:53 - Reply

      Ciao Marco, grazie! Ero sicuro che sincerità e schiettezza avrebbero accolto approvazione.

  35. Marco 24 gennaio 2017 at 21:52 - Reply

    Ciao Claudio! Per la prima volta girovago sul tuo blog e in questo articolo sei stato di una chiarezza e realtà disarmante. Grazie per aver delineato l’inflazione, o come scrivi tu la saturazione, di certe vie e la pressochè discreta possibilità che si può avere con altre. Uno dei pochi che ha dato una spiegazione netta riguardo il modo possibile, ipotetico e utopistico di mantenersi in viaggio. Buona continuazione!

    • Claudio 24 gennaio 2017 at 22:45 - Reply

      Ciao Marco!! Grazie, molti hanno riconosciuto la mia schiettezza e sono felice che anche tu lo abbia notato ! Spero sempre meno persone finiscano negli articolino “COLLEZIONE” che non dicono un ca…

  36. Claudio 7 febbraio 2017 at 21:02 - Reply

    Comento di prova per verificare se funziona…

  37. Mattia 27 febbraio 2017 at 23:04 - Reply

    Scritto veramente bene. Ogni post sembra il capitolo di un libro, probabilmente quello della tua vita? Continua così. Daje…

    • Claudio 27 febbraio 2017 at 23:06 - Reply

      Ciao Mattia! Ti ringrazio per riconoscere la qualità che ci metto. Ti pregherei di condividere gli articoli che ti piacciono sui social, faccio molta fatica e ci metto tanto tempo ma sembra che agli italiani premere il pulsantino di share costi veramente tanto (gli arriverà la bolletta a casa?). Scherzi a parte ti ringrazio! Ciao!

  38. Mattia 28 febbraio 2017 at 20:33 - Reply

    Fatto. All’interno di un mio gruppo Facebook che si chiama Hynformation, in cui ogni tanto condivido notizie. Ciao

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