Guadagnare Viaggiando Sogno o Realtà? Tutto quello che ho provato.

A proposito di guadagnare viaggiando spesso mi chiedono:

COME TI MANTIENI ECONOMICAMENTE VISTO CHE VIAGGI DAL 2008 ?! COME FAI A GUADAGNARE VIAGGIANDO?

Questa è la vostra più frequente e lecita domanda. Guadagnare viaggiando è possibile ma non secondo quello che suggerisce il senso comune.
Qui vi presento con il cuore in mano tutte le prove, le sofferenze, le fatiche e i fallimenti attraverso cui sono passato nel tentativo di sopravvivere e conquistarmi con le unghie questo stile di vita nomade. Ogni possibilità è accompagnata da un punteggio seguito da pro e contro. Tutto questo è passato sulla mia pelle e spero non passi anche sulla vostra. I miei clamorosi errori sono il frutto di idee sbagliate derivanti dal sentito dire, dal buon senso “non 2.0” o dall’esempio di chi ha avuto successo ma in altre epoche.
Nel nostro immaginario collettivo Italiano purtroppo ci sono ancora dinosauri che nonostante l’era glaciale della crisi finanziaria, di quella economica, di quella lavorativa ed editoriale ancora NON vogliono estinguersi.
Questi dinosauri sono “idee” pericolose e vetuste che ci conducono a un baratro invece che a una meta. Se veramente vuoi mettere le ali ai piedi, il culo in moto, la penna in mano, la macchina fotografica al collo e iniziare a viaggiare e vivere di questo devi aiutarli a estinguersi tenendo qualche buon insegnamento, tanta ispirazione e la coscienza che il mondo sta cambiando.

Bene, iniziamo!!

MI SPONSORIZZANO (la prima cazzata)

Prendo i soldi da mamma e papà! Questa è la percezione più tenera, mammona e falsa. Non ne prendo mi dispiace.

Prendo soldi dagli sponsor.
Falso. Oggi, se non sei una celebrità non prendi soldi ma solo prodotti e in cambio devi dare allo sponsor immagini dei prodotti che ti ha omaggiato/prestato.

La Motoguzzi mi “sponsorizza” perché viaggio con una loro moto.
Credetemi, posso morire domani che non batteranno ciglio nonostante abbia pubblicato decine di articoli e un libro in Feltrinelli dove continuo a sbandierare l’affidabilità del loro prodotto ed elogiarlo nonostante i suoi difetti. Non gliene frega niente, pagano Ewan McGregor chissà quanto per fare le foto seduto sul nuovo modello (…ma poi prende BMW per fare i viaggi) e se io ho bisogno di un cacciavite per riparare il mio povero Ferro sono cordialmente ignorato. Dal loro ex responsabile relazioni con la stampa:
“Sei bravo Claudio ma rappresenti esattamente l’opposto del brand alla quale la casa punta: loro vogliono uno pieno di soldi griffato guzzi che compra l’ultimo modello e va a succhiarsi aperitivi al lago mentre tu hai una moto di quarta mano e ci giri il mondo senza cambiarla, accampandoti ovunque e oltretutto non sei griffato. Non rappresenti il marchio.”
La mia risposta immaginaria alla direzione:
Egregio e Magnifico Direttore della Sopracitata Superosannata casa motociclistica.
– Suchi -“
(gli do del lei per rispetto).
Quindi la mia moto è la mia moto, punto. Incidentalmente ha un marchio gestito oggi da gente al quale non importa del mio viaggio.
Gli appoggi, logistici e relazionali, vengono solo dagli appassionati motociclisti o dai singoli meccanici, loro sono la vera colonna vertebrale di marchi come questo. Alcuni di loro si sono sempre dichiarati disponibili per consigli e servizio ricambi in paesi dove non esiste rete di distribuzione (quasi ovunque nel terzo mondo). Loro sono Anima Guzzista, Millepercento, Massimo Cortese, il Meme, Filippo, Stefanino e tanti altri.

Punteggio 2/10
PRO: E devo dirlo? pigli i soldi e in cambio …”viaggi”. Magari!!
CONTRO: Dai tempi di Erodoto e Marco Polo non esiste la professione di viaggiare, è quello che fai in viaggio che ti qualifica e permette di guadagnare viaggiando.
Cucini? Tagli i capelli? Fai Foto? Insegni come viaggiare? Insegni l’inglese? Lavi i piatti? Etc… Non prendi i soldi per “Viaggiare”.
Gli sponsor non pagano quasi mai, offrono prodotti e non lo fanno per beneficenza, alcuni hanno buon cuore sicuramente, ma ovviamente il primo obiettivo è avere testimonial dei loro prodotti, foto, commenti e storie da far circolare intorno al loro brand. Quindi tendenzialmente non si prendono soldi per viaggiare, se vuoi guadagnare viaggiando cambia strategia almeno nel caso che non sia una persona di pubblico interesse.

VIVO PUBBLICANDO ARTICOLI

Questa è la più nutrita categoria, la trappola nella quale sono cascato guardando al passato e ai “grandi” che hanno vissuto in un’economia tanto diversa da assomigliare, in comparazione all’economia di oggi, al paleolitico.
Nel primo anno, bussando a ogni redazione italiana, ho preso così tante porte in faccia che a un certo punto ho pensato d’installarci un maniglia e una serratura. Mi ricordo che avevo anche provato con le riviste di gastronomia e chi mi conosce sa che in cucina potrei avvelenare anche il cucchiaio che uso per mescolare. Con le riviste di moto o di viaggi mi proponevo alla luce “dell’impresa” geografica e motociclistica di Attraversare il Continente (ben sapendo che mentre leggi lo starà facendo almeno un paio di decine di migliaia di persone). Con i periodici o le riviste invece il taglio era più psicologico/antropologico. “Dottore gira il mondo alla Ricerca della Felicità. Sí perché avevo addirittura contattato il Prof. Inghilleri di Psicologia Sociale per confrontarmi su modi e metodi per affrontare il tema della felicità in un modo un po’ più serio rispetto al senso comune. Quello è uno dei pilastri del mio viaggio al quale darò pian piano uno spazio onesto anche sul blog. La mia idea è raccogliere storie, alla luce di culture e differenze individuali, sulla felicità. Alla fine sono sempre uno psicologo oltre che fotovideomaker eccheccavolo! Questi sono stati i risultati delle mie proposte all’editoria italiana… quelle che mi ricordo perché le altre purtroppo o per fortuna le ho dimenticate.

L’Arena di Verona mi ha pubblicato un pezzo sui narcos quando ho fatto un incidente in moto che mi ha bloccato proprio a 5 km dal quartier generale dell’allora nuovo cartello di narcotrafficanti “La famiglia michoacana”. L’articolo era “per la gloria”, no money, ma questo era accettabile visto la scuola che fa un periodico del genere e il suo prestigio.

Viaggiando, se esiste ancora, mi ha chiesto 10.000 caratteri, 4 box tematici di approfondimento, mappe in alta risoluzione e 50 delle mie foto “migliori”. Mi ha pubblicato quando ha voluto e pagato 6 mesi dopo la bella cifra di 200 euro.

-Alla rivista MAX ho inviato email mirate per mesi, singolarmente a ogni redattore, che sono state metodicamente ignorate o respinte con frasi passpartout. Poi durante un rientro in Italia li ho massacrati di telefonate sino ad essere ricevuto per 5 minuti dal direttore che mi disse “Ma è fantastico quello che fai!! Perché non ci hai contattato prima??”. Inizia la collaborazione con la piattaforma online: 50 euro il semplice post con foto, 100 euro se c’è il video annesso e 150 la bocca, scherzo. Il guadagno sulla carta andava benone, la piattaforma era moderna ma non mi risulta mi sia mai stato pagato nulla. Poi è finita e non mi ricordo nemmeno come.

Panorama Travel morta, i Viaggi di repubblica non lo so, Auto d’epoca abbiamo iniziato a collaborare e poi sono spariti, Dove non sono interessati visto che non faccio un turismo fighetto.

Euromoto, oggi fallita, è stato il mio angelo custode e mi ha garantito quasi ogni mese un articolo pagato 265 euro. Con questi ho vissuto il primo anno e mezzo di viaggio, ero povero anche in Messico ma felice di vivere la mia Leggenda Personale e aprire a colpi di macete, anzi di testa, la mia vita nomade sentendomi un piccolo e sfigato Chatwin. Poi sono falliti e con loro mi sono beccato una piccolo raffreddore esistenziale, tipo “sono rovinato” che cazzo farò adesso.

XXXX. Occulto il nome perché ci collaboro saltuariamente e non voglio toccarli nei sentimenti. Loro rappresentano i tiranni per definizione, un esempio cristallino di sfruttamento del proprio autorevole nome come del lavoro dei freelance. Ve ne parlo per mettervi in guardia. Riassumo in una frase la loro politica con i collaboratori:
“Tu pubblicherai QUANDO e SE lo dico io, verrai PAGATO quello che decido io e QUANDO dico io, NON dovrai pubblicare mai con nessun altra rivista del settore, nel presente, nel futuro e retroattivamente nel passato” (motivo per il quale ho mentito orgogliosamente sulle collaborazioni precedenti e non me ne frega un cazzo). Te lo spiego meglio: “Tu hai voglia ma io oggi ho il mal di testa, deciderò quando andare con te ma tu non andrai con nessun altro/a, né oggi né domani né ieri.” Sembra uno scherzo vero?? No, affatto! Tu sei roba loro, devi essere esclusivo, disponibile e fedelissimo. Intanto aspetti mesi che (o “se”) ti pubblichino e nel frattempo non puoi collaborare con nessun altro! (Se vedete i film in inglese sarebbe come “You are my Bitch!!”)
Uno degli ultimi articoli è stato pagato, dopo varie email di sollecito, otto mesi dopo, la cifra insindacabile è stata di 250 euro, credo intorno agli 80 o 100 euro meno degli articoli precedenti e meno ancora di quello che prendevo 8 anni prima con altre lavori simili. Perché ci collaboro? Perché lavoro bene con la caporedattrice, perché so che nella redazione molti sono in cassa integrazione e se la passano peggio di me, perché per me pubblicare ora è un allenamento alla scrittura che non risponde alla necessità di sopravvivenza ma solo al desiderio di esprimermi e condividere tenendo un alto livello qualitativo.
Nonostante lucrino vendendo per decine di migliaia di volte anche il mio articolo sulla loro testata qualcuno si stupisce anche che mi paghino!! Incredibile. Se leggeranno questo articolo la nostra collaborazione probabilmente terminerà, mi dispiace ma preferisco mettere in guardia chi legge il blog e proteggerlo da fantasie pericolose.

Per guadagnare viaggiando l’editoria classica non offre quasi più nulla.

-Il “Giorno di Monza e Brianza” (dove Monza lo avrete capito è la mia città). Non ha mai manifestato spontaneamente interesse per quello che stavo facendo, forse perché è una città che conta 5 biblioteche e 40 banche, il viaggio e l’esotico non sono frequenze importanti. Evidentemente un concittadino giramondo di professione non è una notizia rilevante, meglio la solita cronaca locale. Tuttavia quando li contatto mi scrivono un pezzo che è una sorta di “riempitivo” per i numeri estivi, quando non c’è una mazza da raccontare. Di solito devo correggergli gli errori o altri “dettagliucci” tipo che una volta nel titolo mi hanno chiamato Carlo invece che Claudio. Ma cosa volete che sia! Quest’estate (2015) gli ho detto del libro pubblicato in Feltrinelli, mi hanno scritto un pezzo, anzi, mi hanno scritto una pezza con i soliti errori e alcune licenze poetiche e “arrotondamenti” sul senso di quello che sto facendo piuttosto imbarazzanti. Quando gli ho detto che gli avrei periodicamente regalato una immagine da pubblicare (tipo quelle che vendo a centinaia ogni mese o che espongo!), giusto per tenere un ponte aperto tra me e la mia città nonché una voce dal mondo qualificata e “aggratis”, mi hanno risposto che “non sono interessati”. Questa è la mia città. Vi voglio bene ragazzi! Mi scoprirete postumo!

Punteggio 3/10
PRO: Alleni la scrittura, inizi a confrontarti con un editor che filtra, critica e corregge prima di metterti nelle mani del pubblico, vieni diffuso egregiamente, fai un minimo di curriculum. All’inizio è incoraggiante. Vedersi stampato è soddisfacente.
CONTRO: Vieni pagato una porcheria “se” sei pagato, rischi di diventare un burattino, il tuo scrivere deve essere affine al tema della rivista e questo può essere castrante. Non ci vivi.

SCRIVO LIBRI

Il Libro con Feltrinelli “QUANTE STRADE“: royalty al 25%, edizione solo digitale (5% del loro mercato italiano) prezzo di vendita 3 euro, nessuna promozione a parte un twit e un annuncio su facebook in 7 mesi. La soddisfazione all’inizio è stata enorme, le persone con le quali ho parlato bravissime e professionali, la qualità l’ho finalmente raggiunta e questo è il guadagno più grande.
Poi con il passare del tempo e un pratico esame di realtà ho cominciato a provare dolore nel vedere come stavano andando le cose. Alla fine, nonostante il livello di qualità attestato dal marchio prestigioso, il libro è stato abbandonato sugli scaffali digitali insieme a milioni di altri, molti dei quali auto pubblicati. Alcuni veramente fatti e scritti male ma nonostante ciò spinti molto meglio dai loro autori di quanto sia stato spinto il mio, riscritto 3 volte dato a 20 beta-readers (grazie PinoGloriaElisaAnnaPatriziaLorenzoGoffredoMaPaeTuttigliAltri) modificato e infine accettato da questo BIG dell’editoria… per poi essere lasciato “lì”, che se fa moneta bene se no pazienza…tanto non costa nulla, è digitale. Lacrime.

Quante Strade di Claudio GiovenzanaQuando ho ricevuto la loro mail di “benvenuto tra noi”, mentre ero in Nicaragua a rifugiarmi dalla stagione delle poggie in un casa silenziosa circondata da manghi, è stato uno dei momenti più belli della mia vita. Non pensavo di essere “arrivato” ma solo di partire ancora una volta per un altro viaggio, quello sulla carta dei libri. Pensavo sarei entrato come cucciolo nella tana dalla quali uscivano i campioni della letteratura. Mesi dopo ho capito che ero uno scrittore da “arrotondamento” e che la casa editrice spingeva i suoi cavalli vincenti, forse giustamente, senza farmi caso e purtroppo senza prepararmi un giorno a diventarlo anche io. Questa è una ferita ancora aperta, più ci penso e più soffro, ma come sempre mi succede dopo la disperazione arriva la rabbia reattiva, il colpo di reni che ti rimette in piedi.

Ancora una volta ho capito che viaggio per essere “libero prima di tutto” e quindi anche con il libro devo essere “libero” e non dipendere da qualcun altro. Mi sarebbe piaciuto sentirmi parte di quella famiglia di eccezionali scrittori, avere quella richiesta costante di qualità che fa crescere, quella paura di finire davanti a clienti in tutto il paese e di fianco a leggende della narrativa. Ma ho capito che l’impulso alla qualità posso darmelo anche da solo, è più macchinoso e ci vuole più autodisciplina ma ci sto lavorando. Sto cercando di frequentare persone eccezionali e di avere lettori come voi spero esigenti e affamati, sto anche cercando di evocare “il figlio di puttana interiore” (un Super-Io che tiene una minchia tanta) che di solito riesce a farmi stare così male sino a farmi uscire le cose che faccio bene.

Ho sofferto perché il libro è il mio testamento spirituale anche se narra solo l’inizio del viaggio, il primo bacio alla strada, le sue emozioni contrastanti tra ansia per il futuro “sparito” di colpo e la gioia infinita per il presente più gonfio di promesse che mai. Il tutto avviene in Canada e purtroppo il libro è stato titolato come se fosse “un viaggio in Canada”, ma in realtà quel paese enorme è solo uno scenario di fondo per avventura di un adolescente di terza età che inizia la sua seconda vita adulta e lo fa parlando con il suo orsacchiotto mentre attraversano 10.000 chilometri di boschi. Pazienza, anche questa mazzata mi farà crescere.

Guadagnare viaggiando con i libri è possibile ma sono un introito marginale, veramente marginale. I libri di viaggio in Italia tirano molto poco, quello di fiction molto di più. Un’idea può essere scrivere libri che insegnino a “……..” ma questa strada, se non si sta attenti, può portare tanto lontano dal proprio cuore e diventare presto la costruzione di un prodotto invece che la condivisione di una storia. In quest’ultima diamo il meglio di noi come persone e come scrittori ma anche scrivere per insegnare a fare qualcosa può essere utile se veramente non stiamo vendendo fuffa e vogliamo condividere il Knowhow imparato lungo il cammino.

Punteggio: 5/10
PRO: Il libro è ancora il contenitore perfetto per la mia anima, il veicolo più antico e più umano per raccontare storie, più adatto alla nostra attenzione limitata (non ti spara contro diecimila notificazioni), più seriale (un capitolo dopo l’altro come un passo dopo l’altro, non salti ipertestuali) e più profondo (non è una sveltina di 140 caratteri o un articolo tipo “le 10 cose per”).
L’ebook può andare molto in sintonia con il blog e la distribuzione del formato digitale è in positiva crescita.
CONTRO: La diffusione capillare avviene ancora per mano dei BIG, chi vive da scrittore nel nostro paese si conta ancora sulle dita di una mano, l’editoria è stata messa in ginocchio dalle crisi e dai mercati, anche quando fai breccia vedi che i BIG ti possono benissimo lasciare in un angolo. A meno di scrivere un bestseller e di avere le condizioni perché sia riconosciuto come tale, gli introiti sono molto bassi. Non è sicuramente la prima scelta per guadagnare viaggiando.

RACCOLGO SOLDI CON IL BLOG

Per un anno avevo un bottone donazioni sul Blog, qualcosa è arrivato, poi mi sono incazzato con me stesso e ho avuto questi pensieri:
-non posso vivere delle donazioni altrui, non sono una ONG
-è meglio che gli altri spendano i soldi per i loro sogni, non per i miei
-è meglio dedicare il mio tempo a imparare a fare qualcosa di vendibile
Ho tolto il pulsante donazioni.
Oggi non ho bisogno di queste per vivere ma rimetterò prima o poi il famigerato pulsate perché sto dedicando una quantità di ore inverosimile al Blog, a diffondere contenuti, foto, racconti e formazione. Adesso concepisco di nuovo l’idea che qualcuno mi aiuti economicamente (ma anche non economicamente) a continuare questa impresa.
Chi vive i SUOI sogni e chiede i VOSTRI soldi continua a non piacermi a meno che, ripeto, sia una Ong o faccia volontariato culturale, vi offra reportage o racconti di alto livello, vi aiuti in qualcosa o vi insegni qualcosa, vi offra un servizio oppure sia nella condizione di aver seriamente bisogno di aiuto.
Ritengo il Blog una via nobile e praticabile per guadagnare viaggiando se offre valore a qualcuno. Comunque, in questo momento, non vivo né viaggio grazie a questo. Spero che un domani anche il mio Blog porti a un introito ma per il momento lo sto basando sul piacere di comunicare e, dove possibile, rispondere alle necessità dei lettori come in questo articolo. Sono pochi quelli che guadagnano viaggiando con un blog, in Italia è un fenomeno molto raro, di solito si racimolano piccole donazioni.

Punteggio 7/10
PRO: offri un servizio a qualcuno, non hai nessun intermediario, lo puoi fare viaggiando
CONTRO: il mercato su internet sta diventando molto competitivo, viaggiare non è un “mestiere” e un blog di viaggio deve fornire un servizio o un valore a qualcuno perché sia monetizzabile e permetta di guadagnare viaggiando.

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FACCIO FOTO/VIDEO PER GUADAGNARE VIAGGIANDO

È vero, ho lavorato con enti importanti e tanti privati che mi hanno chiesto di realizzare promo ma… quando viaggio da un luogo a un altro e devo offrire il mio lavoro nessuno mi conosce. Sono l’ultimo tra gli ultimi, il meno raccomandato tra i raccomandati, intrallazzato tra gli intrallazzabili, il meno parente amico o conoscente di chiunque, senza escludere che possa essere anche il meno bravo e competitivo.
Quando arrivo in un nuovo posto anche io sono “nuovo” per il posto, come persona e come professionista.
Sono uno straniero che atterra in mezzo a professionisti stabiliti e quindi è difficile diventare la prima scelta. Tuttavia in alcuni luoghi dove ho viaggiato la qualità dei miei lavori è piaciuta e i professionisti locali erano… diciamo molto “rilassati”, a volte anche pessimi, quindi sono riuscito a vendere progetti anche grandi.
Ma poi parti, arrivi in un altro luogo e devi tessere daccapo la rete politica per ottenere il lavoro, stringere mani, sorridere, ogni tanto farti prendere per il culo, aspettare tempi lunghi o ricevere false promesse. Ci può essere il lavoro facile e casuale che ti cade addosso ma anche l’infinito supplizio di fare il PR con il sorriso di plastica.
Non sono tagliato per le relazioni finte, ho abbandonato anche questa strada salvo qualche lavoro che giudico importante fatto per gente che sostanzialmente mi piace.

Comunque guadagnare viaggiando facendo lavori sul territorio con la Fotografia e il Video è sicuramente possibile se unito a sforzi di auto-promozione e buona competitività.

Un modo più semplice che ho visto fare è stampare le foto, esporle in luoghi turistici e trafficati, venderle per racimolare soldi e continuare a viaggiare. Funziona solo nei luoghi giusti, dove ci sono soldi e c’è la volontà di aiutare in viaggiatore. Guadagnare viaggiando in questo modo è difficile ma non escludo che sia possibile o almeno complementare ad altri metodi.

Punteggio 6/10
PRO: fornisci un servizio a qualcuno che può essere ben remunerato, è transculturale e non è legato ai confini imposti dalla propria lingua
CONTRO: quando ti sposti devi inserirti di nuovo, conoscere gente, proporre lavori, guadagnare fiducia, spendere tempo.

VENDO LE MIE IMMAGINI SU INTERNET

E qui veniamo all’oggi, al miglior lavoro costi/benefici che abbia mai incontrato e sviluppato.
Come lo ho incontrato? Con la forza della disperazione, dopo aver grufolato in rete in ogni pagina che dicesse “earning money on internet”, dopo aver guardato ogni video idiota che promette ricchezze con poca fatica come se internet fosse il bancomat dove ritirare a piacimento dal conto di Zuckerberg o Larry Page.
È stata anche la “fame”, quella di Steve Jobs che diceva “Stay hungry, stay foolish” che suona bene in bocca a un bilionario che non ha problemi a riempirla anche di cibo ma meno nella mia che in alcuni momenti dimezzavo i pasti per risparmiare. È stata anche la gloria sfumata dopo un grande lavoro video e fotografico fatto per una città intera che pensavo mi aprisse porte ma poi, quando le chiudi tu per continuare il viaggio, sei sempre un “qualunque” come tanti altri altri che si aggira per il mondo.
Il settore si chiama Fotografia Microstock e in pratica consiste nel vendere attraverso agenzie enormi e internazionali i propri lavori che possono essere foto, video, illustrazioni, animazioni, musica. Ho un portfolio di riprese video costruito in 4 anni in cui ho lavorato alacremente (e trascurato vergognosamente questo blog) che conta quasi 7000 riprese.
Funziona così:
Viaggio, fotografo/faccio video, carico sui siti di microstock i miei lavori, li organizzo con parole chiave in inglese, un loro specialista li passa uno a uno per vedere se soddisfano i requisiti. Se passano il “controllo” vengono messi in vendita e promossi. Il cliente cerca sul sito, li compra e a te arriva la percentuale alla fine del mese. Le agenzie quasi sempre non vogliono esclusività e puoi piazzare i tuoi prodotti digitali in più di una, aumentando così le possibilità di vendita.

Con questo guadagno viaggiando da 4 anni ed è il lavoro più remunerativo che ho incontrato.

Guadagnare e viaggiare si sono incontrati perfettamente in questo lavoro.

Qui vedete un portfolio dei miei lavori, il 90% fatti in viaggio.

Punteggio 8/10
PRO:
È meritocratico, non conta “chi conosci” o cosa hai fatto in passato, se quello che fai è buono o utile viene comprato altrimenti no.
È mobile, lo faccio da anni e lo faccio ovunque possa trovare immagini di valore e una connessione per caricarle.
Posso anche non lavorare un mese che i miei lavori rimangono in vendita e continuano a generare profitti. Possono essere acquistati infinite volte e rimangono sempre a disposizione.
Se sei bravo puoi guadagnare viaggiando e veramente bene.
CONTRO:
Il mercato ogni anno è sempre più saturo. Anche se ti vogliono far credere il contrario nel caso in cui tu sia un principiante della foto/video/illustrazioni/animazioni/etc.. è veramente difficile che riesca a fornire un materiale con la qualità sufficiente per passare i loro filtro prima e convincere i compratori poi. All’inizio il rapporto costi/benefici è a tuo totale sfavore, lavori un sacco e non guadagni quasi nulla, devi aspettare tempo.
Rimani anonimo: io vendo tanti miei lavori ogni mese, alcuni li ho visti in televisione, su national geographic, su internet, in alcune produzioni cinematografiche. L’ incontro per caso perché le agenzie sono intermediari che custodiscono il portfolio clienti evitando che tu prenda accordi diretti con loro. Quindi non conosco dove vanno a finire le mie riprese ne i clienti compratori conoscono me come artista.
Le immagini che ami fare, alcune volte, non vendono molto perché non sono molto “commerciali”. Tuttavia è la mia soluzione ideale per guadagnare viaggiando anche se sto sviluppando canali paralleli tra pubblicazioni in Italia e non, test e review di prodotti, blog )anche se sono tutti lavori minori e ti ho sconsigliato di iniziare da quelli per guadagnare viaggiando seriamente).

PARZIALI CONCLUSIONI su come Guadagnare Viaggiando

Queste non sono tutte le strade, sono solo le tante che ho provato massacrandomi per trovare un modo di sopravvivere viaggiando, con dignità e professionalità. Per anni non sono stato a sbandierare che viaggiavo né ho cercato chi mi desse i soldi per farlo né ho puntato più sull’editoria, né sugli sponsor. Ho costruito un motore economico compatibile con il viaggio grazie a tecnologie e mercati inventati piuttosto lontano da noi, ma sempre “a portata di click”.
Il cammino per una vita nomade è duro, guadagnare viaggiando è possibile ma non attraverso una strada già tracciata con chiare indicazioni. La rivoluzione digitale offre molte possibilità per lavorare a distanza o essere un cosidetto “nomade digitale”.
Se il vostro obiettivo è semplicemente “andare avanti nel viaggio” e se non siete proprio delle “minchie” (prendetemi con simpatia) allora penso che l’universo possa cospirare a vostro favore. Farvi incontrare persone meravigliose capaci di tendervi una mano, darvi un lavoro, ospitarvi, darvi consigli e opportunità per mettere in pratica la buona volontà e l’umiltà che sicuramente portate con voi lungo la strada.

Se invece volete guadagnare viaggiando e far della mobilità uno stile di vita in cui esercitate una professione allora la strada è più in salita ma anche molto più interessante. Le possibilità ci sono e vanno esplorate, anche loro sono un viaggio e anche loro esigono di camminare, conoscere e provare.
Credo che comprendere l’inglese (non necessariamente parlarlo fluentemente) rimanga un requisito per uscire dal pantano tecnologico nel quale ristagna il nostro paese e allacciarsi al mondo anglofono che veramente ha fatto la rivoluzione digitale e continua a cavalcarla e reinventarla con nuove possibilità. Noi siamo in un lago, loro sono nell’Oceano. Loro possono trovare informazioni ed esempi su come guadagnare viaggiando, noi dobbiamo ancora fare luce in mezzo a tanti luoghi comuni e arretratezze.
Ho conosciuto molte persone di diverse nazionalità durante gli anni, alcuni sono webmaster, altri artisti, altri collezionano email da vendere a società, altri sono giornalisti, altri hanno negozi su ebay, altri fanno contabilità e buste paga a distanza.

Non scoraggiatevi, iniziate a frequentare comunità di viaggiatori, di blogger, di nomadi digitali, italiani sì ma anche “globali”, leggete i libri dei grandi viaggiatori, scrittori, esploratori, imparate da loro come si scrive, fotografa, esplora ma NON guardate come si sono fatti strada nel mondo del lavoro (fermo restando i loro valori di tenacia e perseveranza che sono sempre validi). Semplicemente quel mondo del lavoro è andato, non c’è più, guadagnare viaggiando ai tempi era una cosa molto diversa. Oggi ci sono nuovi strumenti e non sono quelli delle nostre riviste o della nostra televisione, non sono quelli del senso comune, dei nostri padri, dei proverbi o del sentito dire.

Benvenuti nel mondo dei viaggiatori del terzo millennio.

Adesso siete sulla buona strada. Guadagnare viaggiando non è impossibile, richiede un’imprenditoria d’avanguardia che in Italia sta emergendo.
Bene, le conclusioni sono parziali, il resto verrà elaborando i vostri commenti, le vostre richieste, idee, testimonianze, preoccupazioni e gioie.

Se non sei ancora defunto dopo un articolo così lungo vuoi magari leggere il seguito?

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