Viaggiare in motoguzzi per il mondo , schizzo digitaleUltimi momenti per sistemare ammennicoli, pezzi di ricambio, tenda, e si ritorna là in Messico, dove il Ferro mi aspetta ogni anno avvolto in sacchi di plastica e coperto con il suo pigiamo di stracci e imbottiture fatte alla bell’e meglio.

Non ha visto molti garage negli ultimi 6 anni.. ma torna sempre brioso e in forma dopo una giorno di cure in cui gli rimetto centralina, tolgo ragnatele e qualche volta anche gli artefici di queste (due volte ci ho trovato dentro una vedova nera!!), riattacco la batteria e via… al primo colpo! Facciamo anche al secondo per non essere banali, ma poi il motore parte senza indugi.

Tornare a prendermi la moto, dopo questa lunga pausa estiva, mi da sensazioni contrastanti. Da un lato sento eccitazione, una parte di me è protesa all’avventura e alla scoperta. Dall’altro la cronaca del Messico, di questi tempi, insime ad esperienze personali, non mi motivano certo a fare strada e andare a caccia di novità.

Potrei prendere baracca e burattini, (Olga non appartiene a nessuna delle due categorie ovviamente!… il Toporso appartiene alla seconda ma puntualizza che preferisce “pupazzi”) e sparire, andando a Sud. Potrei fregarmene di tutto, fare solo chilometri “e poi si vede”. Un approccio alla Alexander SuperTrump per riprendere quelle emozioni di quando iniziai nel 2008, “andare per andare e poi si vede”.
Oppure potrei rallentare ancora, andare e poi tornare, fermarmi e passare all’approfondimento, passare più tempo con penna e macchina fotografia di quanto non passi con il manubrio e il gas girato.
Sono più scrittore/documentarista o motociclista? Voglio andare e basta oppure andare di storia in storia, fare interviste, scattare foto e confrontarmi ancora con questo Paese che sicuramente mi ha segnato profondamente nel bene e nel male?

Credo che il viaggio sia un questione anche di RITMO e di tenere il giusto TEMPO tra l’arrivare e il partire, ci sarebbe ancora molto a fare qui in Messico ma ho come la sensazione di essere fuori tempo, di dovere e volere andarmene, mordere l’acceleratore invece che i freni.