Millepercento from Claudio Giovenzana on Vimeo.

Ringraziamento alla concessionaria MiLLEpERCENTO che, nonostante l’apparenza “poco consona” di un dottore che chiede di fare il meccanico, mi ha accolto nelle sue fila di meccanici, mi ha coinvolto in esperimenti, tagliandi, smontaggi e rimontaggi tra chiavi inglesi e ponti elevatoi. 8 mesi dopo ha restituito al mondo il primo prototipo, forse, di psicologo meccanico viaggiatore.

I ringraziamenti a ANIMA GUZZISTA che mi ha accolto e caldeggiato l’idea quando era ancora “un nodo nello stomaco e una coda tra le gambe”. Mi hanno fatto Guzzista dell’anno 2008, consegnato relativo premio pecuniario e dedicato il mese di Agosto 2009 del loto calendario.

Si dice che ai livelli massimi di guzzismo possedere una Guzzi non sia nemmeno necessario, il guzzismo consisterà nel tal caso in una forza soprannaturale che non richiederà nessuna rappresentazione in metallo come quella in foto che vedete in fondo alla pagina. Non è ancora il mio caso.

Io mi sono ammalato di Guzzismo (“ho contratto il guzzismo” si dice) fuori da un concessionario all’età di vent’anni. Non mi ero vaccinato e quando ho visto una sottospecie di cancello a reazione elaborato instabile e pesantissimo chiamato Le mans 4 mi sono innamorato. E’ stato l’inzio di un infatuazione che “neanche io so come” mi ha portato a gioie e dolori, per esempio ad imparare  la meccanica secondo le vie improbabili del “fai da te” dove scintille, fiammate, lividi, martellate, macchie indelebili e cacciaviti nella tasca sono i compagni inseparabili di strada.

Manutenzione del Ferro from Claudio Giovenzana on Vimeo.

Robert Pirsig nell’arte della manutenzione della motocicletta dice “Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore”
Io dopo le prime esperienze sulla Guzzi ho pensato che nella mia moto risiedesse SATANA.

Poi, con il passare del tempo e dell’ignoranza manuale, il numero dei km fatti a spingerle ha iniziato a essere minore di quello fatto utilizzandole e il mio sodalizio con loro ha iniziato ad essere sempre più forte e appassionato sino a portarmi al viaggio.

Illustr. Lorenzo Terranera

Ed è con questo pathos senza senno  che ho scelto moto più pesanti, meno potenti e più grottesche delle moto di atre produzioni; sto parlando naturalmente delle bellissime Guzzi.
Quando ultimamente nelle mie esperienze di officina mi sono avvicinato a uno dei miei maestri ed amici chiedendogli come un discepolo curioso “ma perchè abbiamo scelto le Guzzi?” lui mi ha guardato con compassione e risposto con voce solenne: “perchè da ultimi è più bello vincere

Ho capito che la vera bellezza di queste moto, al di là delle leggende nelle quali ho sempre voluto credere e nelle prestazioni “arrotondate” che ho sentito, è nella relazione che hanno con il loro proprietario.

Altro discorso è il branco in cui brancola il guzzista:
Quando mia madre era in lacrime all’annuncio di questo viaggio la comunità online dei Guzzisti mi coccolava dandomi complimenti, benestare incondizionato, consigli a non finire e grande partecipazione.

Quando poi mi sono recato a elemosinare una esperienza di lavoro in un concessionario, (la Millepercento che ringrazio ancora) il titolare dopo aver sfogliato otto pagine di curriculum che collezionavano titoli di studio ed esperienze in campo umanistico, mi ha dato come responso un’assunzione come dipendente!!!
Cosa tra l’altro mai avuta, spesso desiderata e qualche volta schivata, nel mio settore di lavoro.

Ma parliamo del mio mezzo di trasporto che appare nei video come nella foto in basso:

Trattasi di Motoguzzi California TR (Telaio Rotto), 3 proprietari, 60mila km. La dicitura TR risale alla constatazione, dopo la caparra e l’acquisto, che era ahimè incidentata, aveva il canotto di sterzo saldato.

In aggiunta anche i numeri di telaio presenti sul libretto erano scritti in penna. Viene da se che quando sei alla frontiera del Paraguay e stai decidendo come corrompere i doganieri non è bello esibire un documento con l’identificativo scritto in penna… Viaggereste con scritto sul passaporto nome e cognome a mano libera?

Considerando che è stato l’acquisto fatto ad hoc per il viaggio mi vien da dire:

-NON MALE COME INIZIO-

Fortunatamente sono riuscito a sistemare il primo problema constatando che la riparazione è stata fatta ad arte senza ripercussioni varie (basta la sfiga quando viaggi…) e il secondo con un rifacimento a nuovo del libretto barattato in cambio di un albero a camme..

Così a discapito del peso notevole e del fatto che i miei piedi toccano per terra solo a metà, me ne andrò in giro con un Guzzi nelle tre Americhe. Il vantaggio non indifferente sarà di avere qualcosa che so come funziona.

Qualcuno diceva che “la cosa migliore che può fare un bambino con il suo giocattolo è romperlo, cosi capisce come funziona” …pur toccandomi ripetutamente anche io credo che vedere dentro come funziona questo splendido giocattolone, che poi sarà la mia seconda casa itinerante, sia di grande aiuto per prevenire e curare sfighe meccaniche.

Con il passato meccanico che ho avuto naturalmente non mi porto dietro 2 chiavi inglesi in una busta del dentifricio come i possessori di bmw, ho con me un sacco verde militare con 7.5 Kg di attrezzi e altri 4 kg di ricambi, nastro e fil di ferro… questo fa parte dei riti scaramantici, spero non dovrò mai tirarli fuori per la loro vera funzione..vorrebbe dire che il giocattolone si è rotto..

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“HO ALMENO 18 ANNI E VOGLIO AMMAZZARMI DI GUZZISMO”