I primi 30.000 km – Eccomi sopravvissuto che racconto cosa si prova

La Musica è la Strada, le immagini che vedrete fanno solo da sponda.

Quindi alzate le casse e buon ascolto.

Questo è il mio tributo ai primi 14 mesi e 30.000 km del Lungo Cammino.

Claudio e il suo pupazzo in moto dopo i primi 30.000 km di viaggio

LongWalk continua cavalcando il sogno ma anche con un maturo esame di realtà, ciò significa che quando il brivido per l’avventura si placa un poco rifletto sulla situazione di estrema precarietà che sto vivendo, che ho scelto con “il pacchetto” completo di Viaggio+Cambio Vita.

Ebbene sì, qui iniziamo ad esplorare le quinte del viaggio, andiamo nella parti buie del baraccone, dove si prepara lo spettacolo che il pubblico guarda sereno. Qui ci sono anche le ombre, quelle di non farcela, e la puzza, quelle di mille camere affittate dove al lume di una lampadina ti chiedi che cavolo stai facendo e come vivrai.

Trentamila chilometri sono un piccolo esile curriculum, una parte archiviata, una pietra angolare per costruire, si spera, qualcosa. I dubbi credetemi, arrivano come nugoli di zanzare e per alcune non c’è che tirarsi su una manica e offrire il proprio sangue perché non se ne vanno prima di essere sazie.

Eh sì amici, ci sono tanti dubbi e incertezze, ma ancora sto in piedi grazie alle meraviglie ricostituenti che può dare il senso di libertà. Non quello di quando pigli la moto e dai gas, quelle sono minchiate da depliant, parlo del senso di avere un continente da scoprire, un banco di prova dove mettere me stesso,  una manciata di magliette e mutande e poi una moto che non protegge dal mondo, ti ci butta dentro. Questa roba da alla testa, vivifica, illude, procura fantasie e utopie, botte di adrenalina e creste d’onda da cavalcare. Celebro con voi i primi 30.000 km del Lungo Cammino, della Vita. All nostra! Mille di queste strade!

A proposito…

Quante strade deve percorrere un uomo prima che possa chiamarsi uomo?

Chissà from Claudio Giovenzana on Vimeo.

By | 2016-12-17T15:45:31+00:00 settembre 29th, 2009|Diario Personale di Viaggio, Generale, Video|

7 Comments

  1. Valerio 29 settembre 2009 at 23:22 - Reply

    Grande Claudio! (o Claude, come ti ho conosciuto su NGA)… Continua così, finché non trovi davvero la felicità…

  2. pave 30 settembre 2009 at 08:43 - Reply

    …STRUGGENTE VISIONE,DALLA SPONDA….si percepiscono profondità di sogno!..il canto ti sottrae dalla realtà per portarti nel mondo di altre vite non vissute….oppure dimenticate.
    Sento che ancestrali legami suscitano molteplici lunghi cammini….le mie emozioni si liberano e….lacrime rivelano profonde nostalgie…grazie cla, per essrci e saper cogliere gli attimi fuggenti.

  3. Edo Passarella 30 settembre 2009 at 14:17 - Reply

    Che bravo. Davvero un bel lavoro, conseguenza evidente di un bel viaggio. Ci si vede domani.

  4. elestelles 1 ottobre 2009 at 03:17 - Reply

    che grande :)… e non te l avevo mai detto
    se la strada e´la musica… e´splendida
    un tributo unico Cla

    devo farti vedere le cascate
    oggi me le sono riportate addosso

    quantas estradas? talvez uma so´: a ele
    talvez…

  5. elestelles 1 ottobre 2009 at 03:34 - Reply

    nel senso che ho fatto dei filmati finche´era possibile prima che arrivassero le ondate
    giganti

    ps qua non sanno di chi é´la musica
    qualcuno dice Gilberto Gil…
    cmq e´ brasileira

  6. Luca 1 ottobre 2009 at 11:19 - Reply

    Gia’ ne abbiamo parlato, sia dei video che delle foto. Raccontano luoghi e pensieri.
    Alcuni lasciano senza parole, altri ne chiamano troppe…

  7. Andrea 5 ottobre 2009 at 22:50 - Reply

    bellissimo video. complimenti vivissimi
    ogni pensiero ha un suo valore, immagini e parole della vita di ognuno non sono mai ne’ troppe ne’ poche
    siamo noi che spesso siamo limitati e vorremmo mettere una misura che si accordi con la capacità/incapacità soggettiva di ascoltare e vedere e com-prendere

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