I volatori di papantla volteggiano nel cielo, un folclore bellissimo del Messico

Come potrà essere arrampicarsi su un palo di qualche decina di metri e poi abbandonarsi, assicurati solo ad una corda di canapa, e girare nel cielo, in trance, nelle mani della forza di gravità e della misericordia di qualche Dio?

Non lo so, ho vertigini a guardarmi gli alluci quando mi lavo i denti.

So solo che i volatori di Papantla pregano in questo modo.

Mentre pregano la corda che li lega si srotola lentamente facendosi sempre più lunga, consegnando lentamente i loro corpi alla terra in un viaggio che dura pochi minuti e tanti sospiri di chi come me sta ad assistere. Alcuni di loro riescono persino a suonare flauti mentre sono a testa in giù, altri percuotono un piccolo tamburo e altri sono appesi braccia aperte come cadaveri tirati su da un fiume.

Alla fine, con una calma irreale, tutti e quattro i volatori di Papantla arrivano al suolo raddrizzandosi un’istante prima di toccare la terra.

NON C’È ZOOM NON C’È INGANNO

Ci sono fotografi che montano lenti “corte” e sono dell’idea di avvicinarsi il più possibile, di “entrare” nella situazione che vogliono fotografare. Altri sono discreti e raggiungono i loro soggetti con l’ausilio di zoom megalomani. Io non sono di nessuna scuola, le ho provate tutte e due, ognuna ha i suoi vantaggi. In questo caso, non si può usare nessuno zoom, solo il coraggio di avvicinarsi con rispetto.

Confesso che mi costa espormi con i miei strumenti di lavoro, quando raccolgo consensi lo faccio in modi clamorosi, altre volte sono molto introverso e schivo. Qui ho usato la tecnica “del ghepardo a pagamento”… mi sono avvicinato zampettando silenziosamente un po’, quando hanno finito la prima esibizione e sono passati tra le fila del pubblico gli ho dato una moneta, poi mi sono avvicinato ancor più, altra moneta, poi ancora più vicino, quasi sotto il palo. Loro erano già abituati a me e alla mia moneta, mi hanno lasciato lì anche se ero decisamente fuori dalla zona di sicurezza e sono riuscito a fare lo scatto che volevo. Ho aspettato il ripetersi dell’esibizione tre volte ma sono riuscito a raggiungere la prospettiva che volevo.

Che sia chiaro che non tratto i miei soggetti come animali ammaestrati con monete o ricompense in stile Pavloviano. Credo sia giusto pagare per il loro lavoro come ricevere soldi per il mio (quando va bene!).

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