Il Bene, il Male e ciò che sta nel mezzo – La riserva Indiana

 La riserva Indiana

I giorni nella riserva indiana di Tobacco Plains sono volati lasciandomi all’attivo due nuove amicizie, un decina di conoscenze, un paio di storie da raccontare e una sana dose di malinconia quando ho preso di nuovo la strada per andarmene. Ho rinforzato il mio inglese e anche il tubo che perdeva benzina nel mio ferro, attaccato a parlare sino a ore tarde e attaccato nuovi adesivi sulla moto. Mi lascio alle spalle così Ken e Maureen, il loro cane che non ha smesso di pisciare un secondo sulla mia ruota posteriore e la natura bellissima e selvaggia che circonda la loro casetta in riva al lago. Sono stato chiamato in diversi modi da Ken, traducendo dall’inglese i più gettonati sono stati “fiorellino” e “succhiacazzi”, per le discussioni impegnate invece “amico mio” e per i momenti pubblici “buco di culo”. Con quest’ultima dicitura sono stato presentato a decine di suoi amici alla festa di pensionamento di un suo vecchio collega che lavorava in Caterpillar con lui.

È un uomo della vecchia scuola: ardito, burbero e simpatico che cerca la sua filosofia di vita nella manualità del lavoro, nel riparare motori e qualche volta alzando il gomito tra amici. Maureen invece è una signora gentile e amorevole, veste in modo semplice e riscalda le persone con le sue premure e attenzioni. La riserva IndianaHa una sensibilità speciale nel cogliere le situazioni, talvolta anche nel prevederle, almeno cosi mi è successo quando ho lasciato per la prima volta la loro casa. Era un venerdi mattina, appena alzato ho iniziato a preparare la moto per la mia dipartita ma ho notato che qualcosa era diverso dal solito. Il cane non pisciava piu’ sulla ruota ma vomitava nel giardino lasciando pozzette qua e là, la moto appena accesa ha iniziato a perdere benzina da un’altra parte costringendomi a una nuova riparazione, a nuova sporcizia sotto le unghie ed a una serie di imprecazioni esclusivamente nella lingua madre. Finiti i ritocchi di nastro adesivo e strette le fascette metalliche ho rimontato serbatoio e bagagli, ci siamo salutati e ho preso la via di ritorno per Cranbrook. Felicemente mi sono sorpreso a cantare di nuovo nel vento, l’amarezza di un distacco ma la gioia della strada che rinnova l’avventura dopo giorni   “da pantofola” sprofondato nei divani della veranda a sorseggiare caffè e scambiare aneddoti.

A Cranbrook mi fermo per fare benzina e all’atto di pagare scopro di non avere più la carta di credito, pago in contanti e sposto la moto nel parcheggio dove inizio una spasmodica “macarena” toccandomi tasche della giacca, interne esterne, dei pantaloni davanti e dietro sino a smontre lo zaino per perquisirlo da cima a fondo. Niente, dopo anni di onorato servizio la carta non c’è più, it’s gone! Dietrofront, torno alla riserva indiana e trovo Maureen che dice “lo dicevo a Ken che saresti ritornato, avevo una sensazione…” Iniziano così i tempi supplementari per nuove storie, nuovi aneddoti e  tentativi di sistemare la questione carta di credito. Risolti parzialmente i problemi economici riprendo a oziare dedicandomi al sito internet, a un concorso di scrittura e ad aiutare i due coniugi a “invernizzare (winterizing)” la casa, togliendo le verdure dall’orto, tagliando l’erba del giardino e svolgendo tutte le mansioni –  il freddo sta annunciando un inverno che con le sue punte di 30 gradi sotto zero congelerà ogni cosa.

La riserva IndianaGli ultimi soli li prendiamo in veranda chiacchierando, vengo cosi a sapere che la malattia di Ken ha stroncato anche suo fratello, e la stessa malattia ha colpito il fratello di Maureen dopo che il figlio si è tolto la vita, e ancora che la stessa affligge la loro migliore amica. Gli occhi sono lucidi, una patina di dolore e rassegnazione verso cio’ che assomiglia a una punizione inspiegabile. Sembra che il lato oscuro del destino scavi la sua nicchia nelle vite delle persone, lasciando il dolore mescolato alla gioia.  La sofferenza di non saper spiegare perché cio’ accada è forte, se veniamo colpiti da qualcosa il nostro primo atteggiamento è voltarci per vedere cosa è stato e poi ancora cercare subito di capire; capire perchè qualcosa o qualcuno ci ha colpiti, quale intenzione e quale senso o motivazione sono scritti in questo evento capitatoci. Il sangue scorre e la ferita rimane ma soddisfare l’istinto di capire ci fa stare meglio. È però molto difficile capire il senso di un cancro, il corpo che si rivolta contro se stesso producendo cellule estranee; capire è un privilegio che la scienza non può ancora pienamente concederci. La loro allegria è il loro Bene, questa malattia è il loro Male e noi che ci incontriamo siamo ciò che sta nel mezzo.

Riprendo cosi a muovermi lungo l’itinerario da loro suggerito, da Crestbrook punto verso Nelson e prendo un ferry per attraversare il fiume. Sul ferry tento di mettere la moto sul cavalletto centrale faticando a trovare la giusta impugnatura della maniglia nascosta sotto le borse. La trovo ma mi sfugge la presa e la moto cade di lato. Mi accingo a rialzarla, ma psando come una mucca gravida faccio qualche sforzo eclatante tanto da attirare l’attenzione di una coppia di motociclisti che accorrono. Cosi conosco Ted e sua moglie, stiamo a chiacchierare una mezz’oretta nella quale ricevo il prezioso consiglio di non rientrare nella costa Ovest degli States a causa degli acquazzoni. i salutiamo e riprendo la strada, è irai sera, il tramonto mi regala panorami con giochi di luce degni di una cartolina. Riesco a entrare in una strada interrotta bloccata da massi franati e infilarmi in un angolo coperto da pini.

La riserva IndianaPianto la tenda, mangio le uova che Maureen mi aveva preparato e mi metto a scrivere. E’ l’ultima notte in Canada. A conti fatti in 8000 km me la sono cavata con una cifra intorno ai 500 euro, per contenere le spese mi sono imposto 3 notti di campeggi improvvisati dove potevo, e una in motel, tipicamente le giornate in cui arrivavo bagnato fradicio. Una volta ogni tanto mi concedevo un pasto caldo in qualche fastfood, per il resto mi sono limitato a fare la spesa nei supermarket o ad acquistare qualcosa di freddo alle pompe di benzina. Aggiungo a ciò l’ospitalità ricevuta vicnio ad Hamilton, a Warwick dove mi sono fermato a lavorare in fattoria, la notte a Thunderbay alla casa del ministro della tal chiesa di cui non ricordo il nome e infine la settimana abbondante a Tobacco Plains.

La riserva IndianaHo riparato il guanto della moto che stava aprendo una voragine in prossimità del pollice destro, un palo della tenda, due tubi benzina e una ciabatta. L’equipaggiamento rimane efficace, il freddo non lo soffrirò verosimilmente per almeno un bel pò se mi dirigo verso sud, la pioggia rimane invece acerrima nemica e contro questa posso fare ben poco.  L’indomani mi muovo verso sud, per la prima volta dopo migliaia di km, attraverso il confine esibendo passaporto e buona volonta nel rispondere alle domande fredde e distaccate di un doganiere che dire antipatico è un eufemismo. Verso sera mi trovo sulla sponda nord del fiume colorado, preso dall’entusiasmo di aver fatto 290 km con 13 litri di benzina mi dimentico di fare il pieno e finisco in riserva con le dita incrociate. Trovo una riserva di pesca adibita a campeggio, pianto la tenda e mi dirigo verso i miei vicini di piazzola chini sotto il loro camion. Gli offro il mio aiuto e i miei attrezzi per riparare il danno alla gomma. Tutto è invano, il problema è più grande del previsto: devono sostituire un cerchione con una altro i cui fori di fissaggio hanno diametro diverso, Nono posso fare niente, buona fortuna ragazzi!

Torno alla tenda, mangio un hot dog comprato preventivamente 10 miglia prima, le ultime due uova e poi tiro su la cerniera chiudendomi nella mia alcova per la prima notte Statunitense dopo un mese di Canada. Buonanotte fiorellino, o buco di culo, come amava chiamarmi Ken.  P.S: ho messo online questo pezzo appoggiato a un cestino della spazzatura per prendere il segnale internet della antenna di una stazione di rifornimento sulla strada che scosteggia il fiume Columbia.. non sono responsabile dei contenuti

By | 2016-12-17T15:45:37+00:00 settembre 17th, 2008|Diario Personale di Viaggio, Generale|

6 Comments

  1. Luca 17 settembre 2008 at 22:11 - Reply

    Oh oh oh (alla babbo natale) ma come ti sta andando di lusso ;)
    Ma alla fine…la carta di credito l’hai ritrovata???

    Tralascio la parte malinconica e mi concentro sulla parte comica dei tuoi racconti, ma possibile che in 8000km non hai ancora capito che non devi viaggiare scarico di carburante testone ;)
    Sono contento che inizi a dirigerti verso sud abbandonando il freddo canadese, non dico che sara’ facile, ma forse sara’ un poco piu’ piacevole!
    Buona strada.

  2. fabry "spring" 17 settembre 2008 at 23:45 - Reply

    Ciao buco di culo! mi hai ricordato il mio carissimo zio, che il cancro se lo è portato via circa 10 anni fa! lo chiamavamo proprio cosi: Buco di culo sopranome datogli da un amico toscano, quindi immaginati la stessa frase con la “c” aspirata!! ( vedo che ti stai toccando!)non preoccuparti perchè è molto diffuso dalle parti di Cecina. LUNGA VITA E BUON VIAGGIO!!
    GRAZIE! FABRY

  3. pave 18 settembre 2008 at 07:41 - Reply

    L’allegria é una modalita’ del vivere….,il male nelle sue varie manifestazioni, sono le cigliegine.La vita é SUPER se la vivi in costante allegrezza! mi piacciono Ken & Maureen.Evviva il Lungo Cammino e le sue”piccole/grandi/storie”.

  4. ponant 18 settembre 2008 at 11:32 - Reply

    viaggia e impara.

    hai ancora tanto da viaggiare !
    e abbiamo ancora cosi tanto da imparare..(tutti)

    ciao

  5. il Fè&Hao 18 settembre 2008 at 18:50 - Reply

    Che simpatici personaggi Ken e Maureen. Vien voglia di conoscere più spesso persone come loro, anche perchè lo “standard” italiano e ben diverso…
    Mi stò accorgendo con mi moglie cinese, che la voglia di imparare, soprattutto da altre culture, non deve mai mancare!
    E con questo ti auguro buon viaggio ;)

    Buona strada, un abbraccio

  6. Il_Sindaco 20 settembre 2008 at 00:18 - Reply

    Asshole – il vecchio ti ha subito riconosciuto! ;)

Lascia un Commento e Genera Sapere!

Il Bene, il Male e ciò che sta nel mezzo - La riserva Indiana

OR
SALI A BORDO! - la newsletter

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi