Il Flusso di Coscienza e la Felicità

Come ho incontrato Viaggiando il Flusso di Coscienza.

Quando sentito per la prima volta il termine di flusso di coscienza ed esperienza ottimale mi veniva in mente quel famoso “essere nella zona” che sentivo da molti atleti o artisti quando raggiungevano uno stato interiore favorevole per la loro performance. Altri dicevano che il Flusso di Coscienza è un modo per raggiungere la felicità.

Pensavo che fosse solo “un gergo”, un neologismo impreciso e fumoso ma poi tanti anni fa, credo nel 2006, mi regalarono un libro del professor Paolo Inghilleri, professore di psicologia sociale dell’Università Statale di Milano. Ci siamo conosciuti di persona e tutto è cambiato.

Ho conosciuto finalmente qualcuno che invece che studiare patologie ha studiato la qualità di vita, la felicità e gli stati di coscienza che la permettono! E questo non in un laboratorio con un paio di studenti ma collaborando con team di tutto il mondo. Mi si è aperto un mondo.

Ho iniziato il mio viaggio, 10 anni fa, cercando di capire meglio la Felicità e più volte su questa strada ho incontrato il concetto di Flusso di Coscienza.

Tutto inizia studiando Come e Quando le persone sono Felici

Mihaly Csikszentmihalyi e Il Flusso di CoscienzaIl pioniere è stato Mihaly Csikszentmihalyi che ha studiato in modo molto approfondito la questione di “cosa fa che le persone siano felici?”, qual’è il loro stato interiore quando accade e cosa lo permette.

Osservando una moltitudine di persone, tra cui non solo atleti e artisti ma anche operati ed ex detenuti dei campi di concentramento, ha delineato le caratteristiche ricorrenti del Flusso di coscienza e di come questo permette la cosiddetta “esperienza ottimale”.

Innanzitutto, nonostante differenze individuali, chiunque può entrare in uno stato di Flusso e tutti almeno qualche volta nella vita ci sono “finiti” dentro spontaneamente.

Avviene quando ci stiamo dedicando intensamente a qualcosa, può essere il nostro lavoro, un hobby o un’attività di qualunque genere (anche parlare con qualcuno!).

Cosa ti succede quando sei nel Flusso?

  • Concentrazione. Ti focalizzarti totalmente su quello che si sta facendo.
  • Obiettivi chiari e Feedback. Quello che stai facendo ha degli obiettivi che ti sono molto chiari. Riesci a osservare il processo e a capire quello che stai facendo e se lo stai facendo bene.
  • Presenza Intensificata. Il tuo coinvolgimento è tanto profondo, sei tanto immerso e assorbito, che non avverti più nessun senso di preoccupazione.
  • Senso di Controllo. Non significa che stai “dominando qualcuno” significa che ti senti all’altezza del compito. Riesci a farlo funzionare, a farlo andare. Sai che c’è una conseguenza immediata tra azione e risultato.
  • Mancanza di Autocoscienza.Ti perdi, sei talmente assorto che non pensi più a te stesso, sei in un certo senso “fuori” da te. A me e a molti altri quando entriamo nel Flusso capita addirittura di non pensare che dobbiamo andare in bagno o mangiare. Non seguo ossessivamente pensieri ma vanno e vengono nella mia testa mentre IO sto facendo…
  • Alterazione del tempo. Come effetto collaterale della Intensa Presenza perdi la cognizione del tempo che passa senza che te ne accorgi.

Quando Mihaly ha chiesto a una moltitudine di persone che sperimentavano gioia durante la loro attività ha notato che erano ricorrenti queste caratteristiche nelle loro descrizioni.

Il Flusso avviene nella Coscienza di ciascuno

Per Mihaly la coscienza è come una centrale operativa che elabora sensazioni, percezioni e idee. Con l’attenzione portiamo in questa centrale operativa le informazioni che vogliamo processare ma non abbiamo risorse illimitate e dobbiamo selezionare dove orientare l’attenzione e quali attività “catturare”.

Ricordiamoci che gli eventi, come il mondo stesso, si traducono nella nostra coscienza puramente come informazioni e risposte interne (sensazioni, emozioni, alterazioni del corpo).

Quando l’attenzione è distribuita tra mille stimoli l’energia psichica non è abbastanza e si sperimenta stress e mancanza di concentrazione. Continuiamo a sentire come le nostre risorse siano insufficienti!

Negli Stati di Flusso invece l’attenzione è totalmente assorbita, e quindi la coscienza riempita, soltanto da alcune informazioni. I pensieri, le intenzioni, i sentimenti e i sensi sono tutti focalizzati sullo stesso obiettivo. È armonia pura e ordine interno. Quando l’esperienza di Flusso termina ci si sente più integrati, più centrati e in equilibrio. Non solo verso l’Interno ma anche verso il mondo esterno.

Flusso di Coscienza e Felicità

Innanzitutto Mihaly Csikszentmihalyi differenzia il piacere dalla gioia (enjoyment). Nonostante le credenze popolari IL PIACERE NON CONDUCE ALLA FELICITÀ. La gioia di fare qualcosa invece sì.

Dormire, mangiare, fare sesso ci danno piacere, rispondono a necessità e bisogni ma non provocano nessuna crescita psicologica. Non producono un aumento della complessità. Ed è proprio quando espandiamo la nostra psiche con attività che promuovono il suo sviluppo che ci sentiamo soddisfatti e felici. Questo secondo Mihaly Csikszentmihalyi.

Il piacere e la gioia

Mihaly dice “ Il piacere da solo non crea un nuovo ordine nella coscienza. (…) Una persona può provare piacere senza nessuno sforzo anche quando i centri del suo cervello sono elettricamente stimolati, o sotto l’effetto di droghe. Ma è impossibile gioire di una partita a tennis, di leggere un libro o di avere una conversazione a meno che la vostra attenzione non sia pienamente concentrata su una attività.”

In altre parole con droghe, stimolazioni particolari o con l’atto di procuravi piacere non potrete mai sperimentare la gioia e la soddisfazione di fare una partita di tennis, leggere un libro o parlare con un amico.

Puoi controllare “la gioia” entrando negli Stati di Flusso

Per controllare la qualità della tua esperienza e gioire di questa devi imparare a entrare in Stati di Flusso nella tua vita quotidiana. Come si fa??

Devi imparare a essere cosciente più spesso, poi a focalizzare l’attenzione e l’energia psichica in attività che:

  • Siano alla tua portata. Ovvero siano realistiche, inutile avere l’obiettivo di una maratona se non si arriva ancora a correre 10 km. Ottimo invece avere l’obiettivo di correre 11 km quando siamo all’altezza dei 10.
  • Richiedano Concentrazione. Devi riuscire a focalizzarci su di esse. Attività che riescano già da sole a “succhiare” la tua attenzione.
  • Obiettivi chiari e Feedback. Devi sapere che risultati vuoi raggiungere con molta chiarezza. Non “mi alleno” ma quanto e come. Devi avere dei segnali chiari (Feedback) che ti possano indicare come stai andando. Puoi vedere immediatamente i risultati più immediati di quello che fai? Puoi capire se stai facendo bene?
  • Un giusto livello di sfida per le tue capacità. Esattamente un gradino sopra il tuo livello attuale. Se l’obiettivo che ti proponi è troppo basso non sperimenterai il Flusso di coscienza ma solamente noia e distrazione. Se l’obiettivo è troppo alto (per esempio la maratona per un amatore, o 2000 parole di libro al giorno per chi ancora non è capace di tenere un diario) sperimenterai fallimento e frustrazione.

Perdere La coscienza di Sè durante il Flusso di Coscienza.

Sembrerebbe un controsenso cercare di orientare, con l’attenzione, la coscienza su un’attività che possa provocare il Flusso e poi perderla…
Come sarebbe a dire che perdiamo la consapevolezza di noi?

Nella letteratura sul Flusso spesso si parla di “losing Self-Awareness” ma non è riferito a perdere Sé Stessi bensì a perde l’Ego. Come Ego s’intende quell’attenzione focalizzata sui pensieri legati a chi siamo, cosa stiamo facendo cosa pensano gli altri di noi, riflessioni sul passato, sul futuro… etc.

Mihaly sostiene che quando, durante queste azioni, ci dimentichiamo per un po’ “chi siamo”, perché assorbiti totalmente dal compito, siamo più felici e pieni di gioia.

Non siamo preoccupati da noi stessi e abbiamo più spazio per espandere le nostre capacità mentre c’immergiamo in queste.

Dobbiamo imparare a essere inghiottiti dal momento presente in particolari attività che ci permettono di dimenticare noi stessi. Il nostro flusso di pensieri che rimbalzano impazziti nella testa. Perdendo il senso del nostro Ego possiamo al contrario espanderlo esercitando capacità che lo portano oltre i suoi limiti. Durante il processo sperimentiamo gioia, cresciamo psicologicamente e diventiamo più ricchi e complessi.

Le Condizioni che permettono il Flusso di Coscienza

Anche se il Flusso di Coscienza può accadere “per caso” – e ci è successo a tutti, basta vedere all’inizio dell’articolo i sintomi per riconoscere sicuramente qualche passato episodio di flusso – è anche vero che possiamo volontariamente entrare in questo stato.

Il Flusso di Coscienza tra sfide e competenzaAbbiamo visto come sono le Attività che evocano il Flusso. Ma quando dobbiamo intraprenderle queste sono le linee guida da seguire.

  • Cercare una sfida commisurata alle nostre abilità

    Non troppo e non troppo poco. Mihaly spiega che è sufficiente che all’inizio ci sia questa componente di sfida ma una volta entrato nello Stato di Flusso (te ne rendi conti quanto perdi la nozione del tempo, sei contento e non stai pensando a te stesso) non è più necessaria. Come detto il livello di sfida deve essere leggermente oltre il livello delle nostre abilità. Ovvero ci deve impegnare leggermente di più di quello che normalmente c’impegnano per fare qualcosa che facciamo tranquillamente, persino noiosamente, talvolta anche in modo automatico.

  • Creare una struttura.

    Lo stato naturale delle cose è il caos, dobbiamo creare una struttura alla nostra esperienza mettendo REGOLE e LINEE GUIDA. Mihaly fa l’esempio di come la cultura sia stata creata per ridurre l’impatto della casualità sulle nostre vite mettendo norme, regole, credenze e obiettivi. Queste limitazioni funzionano proprio perché canalizzano l’attenzione su qualcosa e non su tutto quello che potrebbe succedere, sarebbe un caos di infinite possibilità e comporterebbe una dispersione di attenzione ed energia drammatica. Un altro esempio è quando giochiamo. Sappiamo ovviamente che tutti i giochi hanno regole e sfide, dentro questi limiti spesso ci capita di “perderci” in uno stato di assorbimento totale. Magari qualcuno ti deve chiamare tre volte per recuperare la tua attenzione che è finita totalmente in quello che stai facendo. Questo è un esempio di Flusso che avviene quando abbiamo una struttura con regole e una sfida.

  • Lasciare andare l’attenzione verso Sé Stessi.

    Se ti piace ballare e quando vai in pista l’unica cosa che pensi è a come gli altri ti vedono e giudicano non entrerai mai nel Flusso di Coscienza. Ti sarà molto più facile ballare in camera tua da solo/a o cantare sotto la doccia. Meglio evitare situazioni in cui il tuo Sé è totalmente preoccupato o distratto da pensieri estranei all’attività che stai facendo. Se “cadi” o ti “perdi” in quello che fai puoi evocare il Flusso di Coscienza.

  • Cercare Feedback.

    Quando fai qualcosa devi poterlo osservare, vedere come si evolve, vedere le conseguenze delle tue azioni, monitorare il processo, eventualmente anche misurare. È importante cogliere gli elementi della trasformazione conseguente a quello che stai facendo.
    Se non puoi vedere dove vai, essere cosciente del risultato di quello che fai nel momento, probabilmente non entrerai nel Flusso.

 

Il Flusso di Coscienza ti permette di gioire in qualunque situazione.

Richard Logan, Ph.D in Human Development ha studiato il comportamento di molte persone coinvolte in situazioni difficili. Quello che ha notato è stato che alcune persone riuscivano a trasformare condizioni oppressive in esperienze controllabili e migliori. Come facevano?

  • Spendevano tanta attenzione verso i dettagli minuti.
  • Creavano obiettivi personali da raggiungere.
  • Misuravano e controllavano i progressi.
  • Appena raggiunto l’obiettivo alzavano l’asticella di un poco aumentando il livello di sfida.

Traduco quello che Mihaly Csikszentmihalyi ha scritto:

“Quando le avversità ci paralizzano abbiamo bisogno di ri-esercitare un controllo scegliendo una direzione dove investire energia psichica. Una direzione fuori dall’influenza di forze esterne. A quel punto, anche se la persona è oggettivamente uno schiavo, soggettivamente è libera. (…) Gli individui narcisistici, che sono principalmente preoccupati di proteggere il loro Sé, cadono a pezzi quando le condizioni esterne diventano una minaccia. (…) la loro attenzione è rivolta all’interno nel tentativo di ripristinare ordine nella coscienza, non rimane attenzione per negoziare con la realtà esterna.”

Quindi: Le condizioni per entrare volontariamente nello stato di Flusso di Coscienza sono creare sfida, struttura, concentrazione, avere chiari obiettivi e feedback per monitorare i progressi.

Il Flusso di Coscienza nel Lavoro

Il Flusso di coscienza e il Lavoro

Il lavoro, anche se per molti è una costrizione, risulta un’ottima opportunità per entrare nel Flusso di Coscienza.

Ecco alcuni esempi riportati nel libro ““Flow: The Psychology of Optimal Experience”:

“Il neurochirurgo e lo schiavo che lavora in catena di montaggio sono entrambi sottoposti a carichi di lavoro pesantissimi(…). Ma il neurochirurgo ha la possibilità di imparare qualcosa ogni giorno per esempio che sta controllando quello che fa e che può praticare procedure molto complesse e difficili. L’operaio invece è obbligato a ripetere sempre gli stessi movimenti e quello che impara ogni giorno è sopratutto la sua auto-inefficacia nel controllare gli eventi.”

Per sperimentare il Flusso di Coscienza nel nostro lavoro dobbiamo aumentare la complessità della nostra esperienza. Molti si arrendono quando accettano di vivere unicamente dentro la costrizione che gli sono state imposte. Regole, obblighi e orari sui quali non hanno nessun controllo. Altri invece, dentro questi limiti imposti, cercano sfide per aumentare la loro capacità, efficienza e qualità del processo. Queste persone trasformano azioni apparentemente noiose, ripetitive e senza senso in attività progressivamente più complesse.

Riconoscono opportunità DENTRO i limiti, sviluppano e migliorano abilità focalizzandosi sulle attività che stanno facendo nel presente, riescono a perdere Sé stessi nell’interazione che sta avendo corso. Entrano nello Stato di Flusso, il lavoro diventa piacevole e si sentono come se avessero scelto di fare quello che fanno.

Il Flusso di Coscienza dipende dalle nostre personali valutazioni su quello che crediamo essere capaci di fare. Questo significa che due individui che fanno lo stesso lavoro possono entrare più o meno facilmente nello stato di Flusso. Ci sono ovviamente differenze individuali anche quando consideriamo lo stesso lavoro e lo stesso ambiente. Proprio per questo osserviamo le differenze di prospettiva di chi riesce a entrare nel Flusso.

Per facilitare lo Stato di Flusso nel lavoro bisogna:

Ridefinire il lavoro alla luce delle caratteristiche che abbiamo visto che determinano il Flusso di coscienza. Quindi introdurre:

Sfida, Struttura con regole obiettivi e feedback, sapersi abbandonare al compito.

-Per fare questo bisogna saper scegliere obiettivi raggiungibili e realistici.-

Mihaly ci dice che “ Più tempo una persona passa nel Flusso di Coscienza durante una settimana e più è alta la qualità di vita che questa persona riporta. Le persone che stanno nel Flusso si sentono forti, attive, creative, concentrate e motivate.

Lo Stato di Flusso è più presente al Lavoro che nel Tempo libero!!

La cosa totalmente inaspettata emersa dalle ricerche è stata vedere che le persone entrano in uno stato di Flusso molto più spesso quando sono al lavoro che nel tempo libero!!

Il lavoro ha nella sua stessa natura obiettivi, regole e sfide che aiutano una persona a concentrarsi e “perdere sé stessa”. Il tempo libero invece è destrutturato, spesso si risolve in una pura ricerca di piacere e non-azione che non comporta felicità e gioia. Organizzare il tempo libero richiede molto più sforzo, sembra innaturale ristrutturarlo mettendo anche in questo regole, tempi e sfide perché diventi piacevole. Eppure stare passivi davanti alla televisione dà molto meno piacere che giocare o provare una nuova esperienza o avere una chiacchierata interessante con qualcuno. Serve a riposarci che come abbiamo visto ci dà piacere perché è un bisogno connaturato.

Gli Hobby che richiedono abilità, abitudini, definizione di obiettivi e limiti, interessi personali e auto-disciplina sono gli unici che riescono nel compito di creare una vera e propria Ri-Creazione.

Il Flusso di Coscienza quando siamo da Soli

Le interazioni umane possono creare Flusso. Mihaly ha notato che se impariamo a trasformare le relazioni con gli altri come fossero esperienze di Flusso di Coscienza, la nostra qualità di vita migliora.

Questo per due ragioni:

  • Gli “umani” hanno il potenziale più grande per rendere la nostra vita più facile o difficile.
  • Gli “umani” messi insieme possono diventare la fonte di felicità più appagante che ci sia.

Se volete approfondire quanto sono importanti gli altri per la nostra Felicità leggete questo articolo che ho scritto come la qualità delle relazioni con gli altri determinino la felicità e la salute a distanza di decenni!!

Quando ci troviamo da soli vengono a mancare obiettivi esterni, stimolazioni, feedback e qualcosa che ci chiama l’attenzione e la focalizza. L’attenzione inizia a gironzolare nella coscienza a caso e i pensieri diventano caotici, l’energia psichica si disperde nell’atteggiamento di “wandering” che non provoca felicità.

Una ricerca di Harvard afferma che il 47% del tempo di veglia noi umani lo spendiamo pensando a cose non relative a quello che stiamo facendo. Questo ci rende più infelici. ”

Alcuni reagiscono alla solitudine attraverso pratiche ossessive e compulsive che coinvolgono droghe, pornografia, alimentazione smodata etc..

Usando questi stimoli sentono piacere e non il vuoto angosciante insieme alla responsabilità di dirigere su qualcosa l’energia psichica.

Si fanno guidare biologicamente da impulsi e bisogni per soddisfarli nei modi più rapidi. Ma psicologicamente rimane solo un vuoto. Nessuna gioia o felicità, solo piacere momentaneo.

Sopratutto in Solitudine dobbiamo imparare a dirigere la nostra attenzione e procurarci gli elementi per costruire il Flusso di Coscienza con più determinazione – avendo il vantaggio di un ambiente sociale “vuoto” meno distraente e dispersivo-

Il Flusso di Coscienza e la Resilienza, cercare felicità anche in situazioni negative.

Per entrare in uno stato di Flusso è importante non illudersi di avere un controllo totale su tutto ma cercare specificamente gli elementi dell’esperienza che possiamo controllare. Questi possono anche essere semplicemente il nostro corpo se vogliamo allenarci, la nostra voce se cantiamo, il nostro pensiero se scriviamo.

Le persone che trovano elementi sui quali esercitare un controllo e iniziano a costruire il quadro che porta allo Stato di Flusso sviluppano molta più resilienza nelle situazioni avverse. Quindi riescono a sopportare meglio stress e dolore, senza negarlo ma “passandoci attraverso”.

Mihaly Csikszentmihalyi ha riscontrato che queste persone:

  • Hanno un maggior senso di sicurezza.
  • Credono che il destino sia fortemente influenzato da alle loro azioni.
  • Cercano il modo più funzionale e armonioso possibile di stare nei loro dentro i loro ambienti e contesti sociali.

Tra i molti casi esaminati riemerge sempre il Flusso come uno Stato che prova chi:

  • Definisce Obiettivi e un Sistema di Feedback
  • S’immerge totalmente nell’attività
  • È presente e consapevoli di quello che succede
  • È capaci di godere dell’esperienza immediata, in altre parole gode del processo.

L’esempio più duro: Viktor Frankl.

Se alcuni di voi pensano che gli stati interiori non possano essere modificati e che gli stati di flusso avvengano solo per chi ha una vita stupenda vi trascrivo un pezzo narrato da uno dei più grandi psicologi del novecento, Viktor Frankl. Dopo essere stato spogliato di tutti i suoi beni, torturato, costretto ai lavori forzati ad Auschwitz e aver scoperto che in altri campi di concentramento i suoi genitori suo fratello e sua moglie sono stati uccisi, ha scritto questo (in “Man’s Search for Meaning”):

“L’unica cosa che non puoi strapparmi di dosso è il modo in cui scelgo di rispondere a quello che mi fai. L’ultima libertà è scegliere il nostro atteggiamento in ogni circostanza.”

Quando è stato internato i Nazisti gli hanno strappato il manoscritto contenente anni di lavoro. Nonostante questo su ogni pezzo di carta che incontrava nel lager ha scritto note e appunti che gli sarebbero serviti se fosse sopravvissuto. Ecco quello che disse:

“Sono sicuro che la ricostruzione del mio manoscritto perduto nelle baracche buie dove ci tenevano… mi ha permesso di superare il pericolo di un collasso cardiovascolare. (…) Quello di cui un uomo ha bisogno non è uno stato privo di tensione ma l’atto di sforzarsi e lottare per un obiettivo che vale la pena, un compito liberamente scelto.”

Un Saluto

Sto scrivendo tutto questo per mettere insieme piano piano un bagaglio di strumenti psicologici che possano aiutarti a migliorare la tua qualità di vita. A vivere di più con meno. Presto seguiranno esempi molto pratici a cominciare da tutto quello che ho provato nella mia vita nomade da 10 anni a questa parte.

Se intanto sei interessato alla psicologia perché non leggi qualcosa sulla RESILIENZA che è una capacità psicologica eccezionale !

O magari sei interessato ai miei esperimenti per cambiare vita provando a introdurre abitudini quotidiane e monitorarle con applicazioni.

Se vuoi viaggiare per il mondo come faccio io da 10 anni (senza essere mantenuto) ecco questo articolo per dipanare l’ignoranza nazionale sul tema e muovere i primi passi.

Se vuoi vedere un Ted Talk in inglese di Mihaly Csikszentmihalyi eccolo qui.

Spero voglia anche lasciarmi un commento, muoio dalla voglia di sapere come sono state, sono o saranno, le tue esperienze di Flusso di coscienza.

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