il Mondo del Caffè

una fabbrica che processa caffe in Messico con un vecchio furgone sacchi di iuta e varie persone

Uno dei momenti più belli degli ultimi quasi 2000 km nel viaggio da Quintana Roo a Guanajuato (due stati della Repubblica Messicana) è stato l’incontro con una famiglia di Coatepec Veracruz. La loro gentilezza disarmante mi ha dato un grandissimo piacere sopratutto nel clima di tensione che vivo in un Paese in stato di Guerra con se stesso a causa di narcos e criminalità di vario genere.

Questa famiglia, come molte altre di Coatepec, coltiva, raccoglie e processa il caffè. Da bevitore incallito che sono ho voluto ficcanasare e preparare un set di foto e video che raccontino almeno un parte del processo.

E’ stato molto bello camminare tra centinaia di sacchi di iuta accompagnato come sempre da Olga e questa volta anche da Don Jorge che lavora nel settore da 50 anni. Come italiano ho dato per scontato di “sapere” del caffè ma qui con umiltà ho preso atto della mia ignoranza e cercato rimedio. La famiglia di Don Jorge, con Norma e Carlos ci ha accolto e istruito sul processo e tipi di tostatura di questi preziosissimi chicchi.
Come lo si raccoglie, quando e a che altura, come lo si spolpa e fermenta, tosta e seleziona.
Ho scoperto che, anche se siamo grandi consumatori, in Italia non sappiamo nemmeno che tipo di qualità di caffè beviamo, ci accontentiamo si sapere che è un BLEND di prima qualità, così c’è sempre scritto sulle buste che compriamo, ma poi non sappiamo in che regioni viene coltivato, che tipo di selezione viene fatta con i chicchi, che livello di tostatura… Ci beviamo una misto di chicchi diversi deciso dalla Lavazza o da chicchessia, senza sapere un accidenti.

Don Jorge passeggia per la fabbrica dove lavora da quando è bambino, ci mostra tutto senza tenersi per sé nulla nemmeno un ingrediente :segreto” che contraddistingue la loro qualità visto che la fabbrica dove lavora esporta tonnellate di caffè in tutto il mondo.

È una delle persone più straordinariamente umili che ho conosciuto, il suo genero mi dice che dal rumore di un sacco di caffè che cade ti sa dire il tipo di chicco e quanto è stato tostato ma non lo dice a nessuno. Mi racconta anche che suo cognato è entrato nelle grazie del padrone dello stabilimento per la sua professionalità e onesta. Quando questo è morto Don Jorge ha rifiutato la proprietà che il padrone voleva lasciargli in eredità. Adesso vivono in una umile casa dove ci rassicurano che appena la stanza degli ospiti sarà completa ci ospiteranno, lo dicono che un velo di vergogna, dispiaciuti di non poterlo fare da subito.
Ci hanno poi omaggiato di 7 sacchi di caffè che è stata una dura impresa legare alla moto insieme a tutte le altre vettovaglie, ne avremmo fatto a meno ma non ci è stata lasciata possibilità di rifiutare.

Li ringrazio pubblicamente per l’amicizia, la disponibilità incondizionata e la simpatia con la quale ci hanno accolto. Questi incontri sono la spina dorsale del viaggio, il premio che segue ogni sacrificio.

Un uomo tiene tra le mani il caffe di un sacco di iuta

By | 2016-12-17T15:45:05+00:00 maggio 13th, 2014|Diario Personale di Viaggio, Generale|

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