Il Primo Campeggio Abusivo non si scorda Mai

Preparo il ferro per viaggiareIl 26 mi alzo, realizzo in fretta che è l’ultima mattina nella Vecchia Fattoria, preparo “il mio ferro” allestendolo con zaino tenda e cordicelle penzolanti. Vado a salutare Mike e George, tagliamo corto con pacche sulle spalle, sorrisi e i inondando sentiti ringraziamenti. Mi regalano un pieno di benzina dalla loro pompa. A metà serbatoio trasalgo dallo spavento, non è che essendo una pompa per mezzi agricoli mi sto invasando il serbatoio di diesel?? Grazie al cielo no.. falso allarme, mi tranquillizzano e insieme agli ultimi abbracci Mike mi ficca in tasca una mazzetta di dollari canadesi. Rifiuto dicendo che ho lavorato solo due o tre giorni e ho avuto un tetto per il doppio del tempo!! Non c’è verso, d’accordo, li prendo. “Se ci rivedremo sarà o perché avrò deciso di trasferirmi definitivamente nella roulotte o perché sarò diventato famoso e starò facendo il giro del continente la seconda volta!!” Li abbraccio e ringrazio. Accendo il ferro e inizio la mia marcia verso Nord, costeggio il lago puntando verso l’ultimo promontorio che si incunea tra Huron Lake e Georgian Bay, da li dovrò prendere il traghetto verso Manitoulin Island. Me la prendo comoda, sono meno di 300 km, trotterello a 90 all’ora godendomi il paesaggio che inizia a riempirsi di pini e boschi lasciandomi le pianure agricole alle spalle. Arrivo a Tobermory e faccio quattropassi per il molo dedicandomi a uno dei miei “passatempi portuali” preferiti: leggere i nomi delle barche. Poi prendo il ferro e arrivo al “Lighthouse”, il faro, ormai in disuso ma storicamente è stato il fulcro attorno al quale ha preso avvio il commercio e l’urbanizzazione della piccola comunità all’interno del parco naturale della “penisola di Bruce”. Al porto parlo con la biglietteria prendendo informazioni sugli orari del Ferry Boat che mi porterà all’isolotto di fronte (2 ore di nave), poi inizio a chiedergli se conosce un campeggio economico dove mettere la tenda “sa.. 30 dollari per sbattere la mia tenda da 2 metri per solo otto orette mi sembrano un pò troppi.. e poi della piscina o del campo da tennis non me ne frega niente..” Lui alza le spalle e io riattacco “si può fare percaso Background Camping?” che sarebbe campeggio libro.. “È illegale” “Ah..” Dietrofront, mi dirigo al primo “Foodmart” e compro ancora un paio di panini e qualche biscotto, è sufficiente, prendo la moto e ritorno verso sud di una decina di km, appena trovo una stradina anonima sulla destra la imbocco .. inizio furtivamente a rallentare per cercare qualche spazio coperto dove infilarmi.. c’è un cassonetto e a fianco una stradina sterrata, ci entro e.. bingo!!
Campeggio liberoCespuglione per imboscare la moto e pineta per imboscare la tenda a 10 metri, fatto! Sgancio la mia casetta dalle cinghie e la monto al volo nella boscaglia, faccio due prove di avvistamento dalla strada ma sembra occultata per bene, mi convinco, e 10 secondi dopo sono a torso nudo a lavarmi ascelle e collo con lo spazzolino che pende dalla bocca. La notte non si fa attendere ma mi coglie già nel sacco a pelo, apro il portatile e mi guardo il primo tempo di un film in lingua, il volume è basso e mi consente di sentire un rumore in lontananza… Chiudo il portatile e apro le orecchie, ..un macchina.. arriva.. rallenta..cazz… si ferma proprio a 20 metri, sulla strada.. shit!! Si aprono le porte e sento la radio con il vociare tipico delle ricetrasmittenti della polizia, ok sono nella merda, preparo la mia carica di entusiasmo da circostanza e il mio set di scuse preordinato.. sento poi il fragore del cassonetto che sbatte, poi anche quello della portiera della macchina e dopo ancora il frullare del motore si affievolisce nella distanza. “Che pirla, se ti metti vicino a un cassonetto non stupirti che qualcuno ci butti dentro i rifiuti!” Fine primo tempo, chiudo il portatile di nuovo e mi scavo il mio cunicolo tra le montagne di vestiti disordinati, sono orizzontale con le mani incrociate sul petto a sento la matassa muscolare attorno alla colonna che finalmente si ammorbidisce.. Stop! Sento ululati.. torno rigido come la gamba di un tavolo.. ascolto meglio.. senza bisogno di sforzarmi percepisco distintamente i latrati e ululati di più cani, sono lontani ma non abbastanza da risparmiarmi l’iniezione di adrenalina automatica. Poi sento persone di un campeggio vicino ululare anche loro come a voler schernire i cani che lo fanno di mestiere (?!)..
Tutto ammutolisce tranne i grilli, mi basta e avanza, apro la tenda e mi fumo una sigaretta, il cielo sembra spruzzato di bianco tante sono le stelle che attraversano il firmamento… sono senza fiato, è meraviglioso! Loro passano sulla via latea, io sulla statale 21, dopo questo pensiero cretino finisco la sigaretta, chiudo e mi barrico nel mio sacco a pelo. Di pelo nel sacco non ce n’è molto visto che al momento dell’acquisto ho prediletto dimensioni e peso contenuti, quindi alle 4 di mattina mi sveglio per il freddo, esco con priorità di vescica e rientro con un nuovo indumento ancora. Un’ora dopo suona la sveglia, quindi sono le 5 e devo essere al traghetto alle 6.30.. fanculo.. mi giro come uno spiedino dall’altra parte e riprendo a dormire… lo sapevo che alla fine avrei preso il traghetto delle 11.30!! Alle 8 a svegliarmi ci pensa la nettezza urbana che con il suo 20 tonnellate di camion mi mette sull’attenti nel giro di 5 secondi, appena se ne va esco e preparo il carico. Il ferro tutto pieno di rugiada parte come previsto con il suo stile: qualche giro di volano e poi le camere di scoppio iniziano a incendiarsi timidamente, prima un cilindro… dopo 4 o 5 secondi anche l’altro si sveglia.. e ancora presto per fargli tenere il minimo ma tra sbadigli e borbotti il pompone riprende a battere.. sissignore, si parte! Andiamo a montare il ferry Ferro !
 Andiamo a montare il ferry Ferro
Sul ferry mi attacca bottone Dan, indossa una maglietta recante lo stemma “Ducati Canada” .. di Motoguzzi sino ad’ora ne ho intravista soltanto una ma di Ducati se ne vedono più spesso. Parliamo del più e del meno, sempre gironzolando intorno agli argomenti viaggio, moto, com’è l’Italia e com’è il Canada. È simpatico e mi da il contatto di una mico di Edmonton, mia futura destinazione. Ci salutiamo appena la pancia del Ferry si apre nuovamente verso i gli asfalti della nuova isola, usciamo come visceri dalla nave e ci disperdiamo ognuno nella sua direzione, io prendo la 6 e poi la 17 verso Occidente. Alla pompa di benzina un automobilista incuriosito dalla moto mi avvicina, dopo le presentazioni e la dichiarazione di intenti verso le mie mete sudamericane si apre la portiera e scende sua moglie messicana, parlo inglese con lui e spagnolo con lei.. e intanto penso in italiano, brucio calorie su calorie ma reggo i tre idiomi sino a che decidiamo di uniformarci all’inglese. È il momento delle foto, insistono per farne una con il ferro, ma certo! Poi vengono i saluti e con questi mi lascia il suo indirizzo di Thunder Bay, ci reincontreremo tra qualche giorno allora.. Prendo strada, e copro altri 300 km, rompo il mio personale patto di non eccedere i 90km all’ora e tengo i 100-110 in mezzo a foreste di pini e laghi.. una vista maestosa, inizio a capire l’orgoglio dei canadesi per la loro terra. Sebbene non abbiano una precisa immagine identitarià a cui fare riferimento, almeno non cosi netta come gli americani degli Usa, l’amore per la loro terra li accomuna e li rende molto più “nazione” di altri aspetti socioculturali.. di questo parlerò più avanti man mano che le mie competenze sull’argomento crescono. Le pompe di benzina scarseggiano e mi capita di fare 200 km prima di incontrarle nuovamente, al secondo rifornimento un motociclista mi chiede da dove provengo, dove sono diretto.. “Sud America?!! wow, stai scherzando? fantastico” E io, nanerottolo italiano di fronte a lui alto bello occhio azzurro e moto sportiva gli faccio “E tu dove sei diretto?” e lui: “Oh.. io faccio 30 km e sono arrivato..ahah”. Mio turno: “Ahah..io ne faccio 30.000 km e sono arrivato..ci vediamo ciao!” Riparto e faccio due conti mentalmente.. saranno 30.000 o 40.000 ? Boh.. Il sole cala, abbellisce i laghi di mille lucciole e arricchisce i pini di mille ombre, è il momento della “zingarata”. Fatto un minimo di spesa mi butto a caso in una piccola stradina.. dalla quale per gemmazione ne spunta una ancora più piccola.. e poi uno sterrato.. e poi una salita .. e poi ancora uno sterrato .. alla fine ho il culo rotto dai sobbalzi sui sassi. Trovo una rientranza e ci piazzo tenda e moto. Attacco il portatile alla derivazione fatta sull’impianto elettrico della moto, lui si carica, io intanto mi lavo denti ascelle e faccio la barba. Sento il rumore di un motore in avvicinamento.. ci risiamo! Inizio a caricare le mie 3 cartuccie: 1-“Scusi, non lo sapevo” 2-“Era tardi non trovavo un posto” 3-“Ah pensavo si potesse fare campeggio libero”. Due ragazze su un “Quad” mi sfrecciano d fianco, io le saluto e loro altrettanto, falso allarme. Altro mezzo film e poi buona notte dopo una piccola veglia alle stelle di 5 minuti, rimango ancora una volta estasiato dalla “calotta” di cielo nero come la pece con le sue mille lentiggini bianche. L’indomani avrò stabilito il record sull’ impacchettamento del circo mobile fatto di tenda, vestiti, zaino e amenicoli, in men che non si dica sono sulla strada, a sinistra rientro negli stati uniti, dritto continuo per il grande Nord.
Tiro dritto e poi di nuovo a Ovest, dopo 150 km mi fermo alla locanda abbandonata del “Mad Moose” su una spiaggietta di sassi dell’ennesimo lago, mangio e prendo appunti, sostanzialmente e per linee generali quello che state leggendo adesso. Riprendo la marcia, metto gli auricolari e canticchio.. il cielo è nuvoloso, la mia voce pure, canto male e le nuvole si intensificano, storpio Boccelli pietosamente e le nubi scuriscono. Metto via gli auricolare e spengo la musica.. ho capito come andrà a finire… dopo 5 minuti piove.. Daccordo ce la faccio, faccio benzina e chiedo alla cassiera di divinarmi il tempo, come sarà? come sarà qui? e come sarà se vado là? La risposta della sciamana sarà “non lo posso dire” . Prendo fiato e via! 100 km sotto l’acqua, arrivo a White River sconfitto e mi cerco un Motel, entro all’accettazione trascinandomi come un gavettone non ancora scoppiato.. 10 minuti dopo sono in vasca da bagno! 3 ore dopo sto scrivendo quello che stai leggendo. Ti saluto. Ci sentiamo.
Ciao, ci sentiamo

By | 2016-12-17T15:45:37+00:00 settembre 2nd, 2008|Diario Personale di Viaggio, Generale|

9 Comments

  1. ricky 2 settembre 2008 at 18:32 - Reply

    io speravo ti ingabbiassero…
    il titolo suona bene… ma tipo una sparatoria, un pestaggio, le manette…queste sono robe che alzano l’audience!!!
    in gamba e stai serena

  2. il Fè&Hao 2 settembre 2008 at 18:46 - Reply

    …Ci rendiamo conto sempre di più del stupendo viaggio che stai vivendo! persone che incontri e conosci a pelle, posti differenti e meravigliosi che forse vedrai per la prima e ultima volta(toccati), nuove riflessioni di giorno in giorno… fantastico direi! mi sorge solo una domanda… ma perchè non hai fermato le squinzie sul quad??!! ma ti dobbiamo insegnare proprio tutto…
    un abbrax

  3. totogigi 2 settembre 2008 at 19:04 - Reply

    Grande!!!! Mandaci qualche foto in più, e continua così!!

    V
    Alberto

  4. Guy 2 settembre 2008 at 19:44 - Reply

    Sempre in gamba, sei a ridosso del lago superiore eh? Vai a darci un’occhio quando arrivi a Thunder Bay. Keep on riding…

  5. Luca 3 settembre 2008 at 07:44 - Reply

    Ebbbbbravo il nostro temerario!
    Visto che ti stai dando anche alle pratiche illegali informati almeno su quale possa essere la pena ;)
    Sai in quelle zone hanno un modo diverso di interpretare e far rispettare la legge eheheheh
    Non vorrei che visitassi le celle di una qualche ridente località Canadese o Statunitense.

    Mi fa piacere leggere che il morale è quello giusto!
    Però un consiglio…magari rovina qualche altra canzone che ne so di dj francesco o simile così non scateni l’ira del cielo che ti rovescia immancabilmente addosso acqua lungo la strada!!!

    Buona strada.

  6. tommaso 3 settembre 2008 at 16:11 - Reply

    Mi sto piacevolmente rendendo conto che seguire il tuo viaggio attraverso le americhe tramite i racconti che pubblichi sul tuo sito è come leggere un bel romanzo! e mi accorgo di attendere il seguito con trepidazione per sapere come si evolvono le avventure del nostro protagonista!
    Buona strada, e non far attendere troppo il seguito del racconto….

  7. rik 3 settembre 2008 at 20:46 - Reply

    nano… da quanto mi hanno comunicato, dal 5 nov al 19 dic sarò in usa… passi a trovarmi?

  8. pave 4 settembre 2008 at 19:52 - Reply

    evviva comincero prima opoi a scriverti.

  9. Sabbio 5 settembre 2008 at 09:23 - Reply

    Caro Claudio,
    leggere i tuoi racconti fa venire voglia di viaggiare.
    Un abbraccio,
    Luca e Sarah

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