Il Grande Viaggiatore Scomparso, dedica a Giorgio Bettinelli

In questi giorni, ma nel 2008, Giorgio Bettinelli è morto.

Avvenne in circostanze non ben chiare, un’infezione, ma nulla di più si seppe.

Scanzonato, baffone, acculturato, avventuroso, caratteriale, passionale, irresponsabile, generoso… questi sono gli aggettivi che mi saltano in mente quando penso a lui e che forse lo hanno trasformato in un’ icona del “viaggio in moto intelligente”… qualcosa che ha più a che vedere con “viaggio” che con “moto”.

Ricordo la costernazione nell’apprendere quella triste notizia e ricordo anche quell’effetto rimbalzo, dopo lo shock, che mi ha lanciato dai bassifondi della tristezza alle vette più alte della motivazione, ho immaginato di raccogliere un testimone e continuare. Ho capito che non ci sarebbe stato più nessuno da seguire se non me stesso, ho capito che avrei dovuto fare i conti con la mia partenza e con tutto ciò che mi stava davanti.

Viaggiare è un verbo all’infinito presente. Non si esaurisce nella memoria di chi ci ha lasciato ma ne trae forza, esempio, ispirazione. La memoria può diventare forza motrice.

Sono passati tre anni da quel giorno di lutto e oggi rimpiango di non potermi sedere a un tavolo per chiacchierare con Giorgio. Ho sognato in due occasioni che non era morto. Era nascosto da qualche parte nel mondo e prima o poi lo avrei scovato.

Una volta ho sognato che anche Tiziano Terzani, dopo aver sconfitto il cancro,  sorrideva dall’Himalaya e scriveva lettere per i ragazzi che oggi si sentono privi di scopo ma pieni di dubbi per una vita che sta cambiando tanto velocemente che nemmeno i nostri padri sanno più spiegarcela .

Mi auguro che, nelle memorie di chi ci ha lasciato, nei loro scritti e nei loro esempi, ognuno possa trovare la propria scialuppa di salvataggio per andare verso un futuro possibile e sereno. Terzani diceva “se non trovate strade .. apritele voi”. Mio nonno lasciò a mio padre quest’ultima consegna prima di morire: “Io ti ho dato la barca, adesso tu prendi i remi e inizia a remare da solo“.

Questo video, scapestrato, tremolante, in bassa risoluzione e lontano anni luce dalla tecnica con la quale giro e monto oggi, racchiude la festa dei primi 10.000 km di strada, è dedicato a Giorgio Bettinelli.

By | 2016-12-17T15:45:16+00:00 settembre 17th, 2011|Diario Personale di Viaggio, Generale, Video|

2 Comments

  1. Edo Passarella 17 settembre 2011 at 19:52 - Reply

    Già. Ci eravamo visti un mesetto prima da Feltrinelli. Tristezza. Grazie di cuore per la citazione. Fatti vivo che per 15 gg sarò a Milano. Così si chiacchiera un po’ del tuo ebook e ci si scola qualcosa. Dei 10.000 va bene se me ne riassumi almeno 500 ;-)
    A presto folle amico mio.

  2. Edo Passarella 17 settembre 2011 at 20:56 - Reply

    E all’infinito futuro…

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