Un uomo spicca il volo e si liberaUn uomo al tramonto e il senso di libertà

Un regalo frutto del sentire del mio amico Ippokiro,
io ci ho messo queste foto per dire “libertà”
e lui ci ha messo queste parole per dire “fantasia”.
Per certi versi la fantasia e la libertà si chiamano l’un l’altra.

Quanto spesso la fantasia è fuga verso uno spazio più libero?

È liberazione ad opera della propria mente attraverso un atto creativo che spacca ogni catena e vincolo con la realtà.

Queste immagini le ho fatte chiedendo al mio amico Valerio di fare “il Gabbiano” mentre intanto l’ho fotografato a raffica e poi ho unito le foto per creare un video che, insieme ad altri e con la musica è diventato questo:  http://www.longwalk.it/danubio/ ‎

È stato bello guadagnarmi la strada con la fatica, senza il trucchetto del motore, senza l’artificio di una combustione, contando solo sui muscoli, i tendini e il fiato. È stato bello sentire la leggerezza, se viaggio per 8-10 mesi con due borse in cui metto vestiti per 3 stagioni e tutta la mia attrezzatura fotografica, immaginatevi quanto era grande il mio bagaglio per una sola settimana in bici… Un’inezia.

Svegliarmi la mattina e caricare fare i bagagli e caricare la bici in forse 5 minuti è stato bellissimo, mi sono sentito in viaggio senza l’impiccio de tempo perso a trascinare roba, impacchettarla, sigillarla e legarla.

Un clack e quando la borsa che contiene un pile un guscio antipioggia una camera d’aria e quattro magliette, si aggancia al telaio della bici ho finito il processo. Poi devo aspettare Valerio :-)

Anche questo lo chiamo libertà.

Ecco finalmente la poesia di Ippokiro:

Tin Tin
poi avanti con tutta l’orchestra.
Vola il ciclofotografo,
vola lento tra le strade sommerse di vita vola con gli occhi.
Shh!
S’è appena sopita la sua fantasia,
ed ora striscia lenta verso i miei pensieri.
Tin tin.

E come diceva un amico Messicano,
di hobby fotografo e di professione ubriacone, (anche se lui invertiva i due termini ma solo da sobrio)
siiiii felice!!

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