LA VITA IN 160 LITRI Vivere Leggeri e Felici

Tutto quello che mi porto in viaggio +Olga
160 litri è più o meno il massimo che puoi portarti dietro su una moto anche considerando l’uso di capienti borse laterali e uno o anche due borsoni posteriori. Qui finisce il tuo mondo materiale e, nel mio caso, per i rimanenti 9 mesi devo fare i conti con quello che ho scelto di portarmi dietro.  Di più non posso portare senza compromettere seriamente la ciclistica del veicolo.
La mia vita materiale e quella della mia compagna sta in 160 litri e nonostante questo siamo felici, in grado di muoverci, lavorare e divertirci. Il mondo materiale dei viaggiatori e dei nomadi si dovrebbe trasportare in modo facile e rapido, non dovrebbe ostacolare troppo. Anche se non hai grandi esperienze di viaggio ti sarai reso conto che in due settimane di vacanze non hai avuto bisogno di altro che il contenuto di una valigia. Eppure ti sei divertito lo stesso: hai fatto, hai vissuto, hai conosciuto, hai goduto.

Perché vale la pena viaggiare e vivere leggeri?

NON ESSERE SCHIAVI DI NESSUN OGGETTO E NEMMENO LIMITATI DA QUESTO

Pensa a quanto certi oggetti dopo essere stati sfruttati il tempo che i loro inventori hanno deciso prima di renderli obsolescenti ti possono rovinare la vita in questo modo:
  • Perdono valore e devi impegnarti a rivenderli (pensa a tablet, smartphone o tecnologia che viene rimpiazzata al   massimo a distanza di un anno)
  • Devono essere mantenuti, pensa a una grande casa con delle stanze inutilizzate che devono essere riscaldate, spolverate, ristrutturate. Pensa a un secondo veicolo, di piacere, anche lui è soggetto a una tassazione o a una costosa usura
  • T’ingannano con la promessa di farti “migliore” o “più felice”. Pensa a oggetti progettati per essere inadeguati dopo un certo tempo e venduti con l’ingannevole promessa di farti raggiungere uno stato di felicità o libertà quando magari non avrai nemmeno il tempo di usarli e ti rimarranno solo le rate a ricordarti di loro. Pensa agli oggetti il cui valore è dato da una moda che cambia in un anno o poco più. Pensa a oggetti che la pubblicità dichiara essere fatti a tua misura, della tua libertà, della tua passione, della tua voglia di benessere e pace quando nessuno di quelli che li commercializzano ti ha mai conosciuto,  non sa che misure di scarpe porti e quali sogni hanno animato la tua vita.
  • Ingombrano. Pensa ai metri quadri, anzi cubi, che riempiono scatole ingombranti che vanno spostate, che sottraggono spazi spesso costosi o che potrebbero essere dedicati ad altro. Scatole di “cose” che oramai sono i resti di passioni superficiali o profonde ma perdute, memento di chi eri e che ora non sei più, archeologia della memoria. Alcuni sono buoni ricordi di te e delle tue radici, altre sono fuffa che non hai il coraggio di abbandonare ma che non tocchi da anni. Tutto questo occupa spazio e tempo, genera costi, (immaginati se dovrai fare spazio per qualcosa di veramente necessario, magari un bambino che nasce, un anziano da accudire o un trasloco) e ti renderai conto che questi oggetti morti occupano più spazio del corpo di un essere umano ma non hanno più anima.

CAPIRE CHE ANCHE CON POCO PUOI ESSERE FELICE

Quando non hai spazio per portarti dietro giocattoli che assecondino le mode vanesie del momento devi imparare a giocare o essere felice con quello che hai. Ho un computer che mi permette di entrare in contatto con il sapere planetario ma anche con contenuti di “entertainment”, ho un copro che spruzza endorfine ogni volta che lo faccio correre, saltare, ballare, sforzare. Ho una moto che mi fa sentire un cavaliere esploratore di mondi che non conosco, ho una macchina fotografica che mi permette di essere artista con il mondo che mi circonda, catturarlo e sentirlo di nuovo ogni volta che lo trasformo  sviluppando foto o editando video.
Ci sono oggetti che promuovono spirali virtuose di crescita e di talenti (pensa a uno strumento musicale) benessere (pensa a una semplice palla cosa può fare!) o divertimento (quanto migliaia di ore dura un mazzo di carte prima di essere rimpiazzato con qualcosa di “nuovo”) o cultura (con i 2 kg di computer che mi porto dietro, oltre a lavorare, ho imparato a fotografare, ho contattato persone di una decina di paesi, ho fatto corsi universitari online e contattato un sapere con il quale ho cambiato la mia qualità di vita).
Ci sono oggetti invece che sono pensati solo per essere rimpiazzati dopo pochi mesi e traditi con un “amore indotto” per le loro versione più aggiornata.
Provate a vedere un oggetto come una estensione della persona, un arto aggiuntivo che ha uno scopo e s’integra perfettamente con l’organismo per completarlo.
Durante il viaggio, nonostante il 99% di quello che guadagno proviene da strumenti come il mio computer e la mia attrezzatura fotografica mi sono trovato a fare un notevole DOWNGRADE da una attrezzatura professionale che posso  permettermi nonostante costi migliaia di dollari a una molto più essenziale, meno potente e compatta ma perfettamente adeguata al mio stile di lavoro e alla mia esigenza di leggerezza). Ho ridotto i vestiti, ridotto i pezzi di ricambio e gli attrezzi della moto. Ho speso soldi in compenso per oggetti più leggeri e compatti. Ogni anno che riparto dopo qualche mese di pausa mi sento più felice se riesco a portarmi dietro di meno.
CAPIRE CHE ANCHE CON POCO PUOI ESSERE FELICE

ESSERE PIÙ FELICE. LEGGEREZZA = FELICITÀ

viaggia leggero, vive leggeroHenry Ford diceva “se non ce l’hai non si rompe” io ti dico “se ce l’hai ti rompe i coglioni” anche se è utile, figurati se è superfluo.
Il viaggio in moto che dura nel tempo è un esercizio esistenziale perché è proprio nell’essenza dei tuoi bisogni e del funzionamento delle cose che trovi le istruzioni su cosa portarti dietro. È il numero di gesti che compi migliaia di volte, ogni giorno, quando scarichi e svuoti o quando riempi e carichi, che determina se ti stai portando dietro le cose giuste e nel modo giusto.
Non permetterti di portarti dietro orpelli, tutto ciò che viene con te ha una funzione: ti copre, ti cura, ti intrattiene, ti fa comunicare, lavorare, divertire. Non può essere un peso inutile perché ogni passo con lo zaino, curva con la moto, carico/scarico, tirare fuori/mettere dentro, in ognuna di queste azioni pagherai il prezzo di quello che hai scelto di portarti appresso.
Se confrontate quando sono partito nel 2008 da solo e senza essere fotografo e come viaggio adesso, con in più la mia ragazza, due computer un drone e un’attrezzatura fotografica con 3 macchine 5 lenti e cavalletti vari, vedrete come la moto è meno ingombrante e più funzionale.
Ho molte cose utili ma ho limato via tutto ciò che è superfluo, quasi, dalla calza al cavetto usb, dalla lente fotografica di cui posso fare a meno all’ennesimo golf.

SPRECARE MENO TEMPO

Viaggiare leggeri e liberi in moto caraibiL’azione di impacchettare e spacchettare, caricare e scaricare la moto, quanto dura? Due ora al giorno? Bene… se viaggi due settimane hai buttato nel cesso 30 ore… Se consideri che in ogni giorno hai 16 ore in cui sei sveglio, attivo e cosciente, significa che hai perso due giorni interi.
Se la mattina ci metti più di un’ora a prepararti stai perdendo uno dei migliori momenti della giornata.
Quando ti alzi, se non sei proprio un asso a uscire dal letto nelle prime ore di luce, ma ritardi clamorosamente mentre pieghi vestiti, tenda, sistemi attrezzatura, buste, sacchetti e cinghie…. stai sacrificando il clima migliore (se sei in posti caldi) e anche le migliori condizioni di luce (sia per i tuoi occhi che per la fotografia) per stare a ficcare roba dentro la moto o lo zaino. Se un oggetto non lo hai usato negli ultimi 3-4 giorni, o è qualcosa di insostituibile/introvabile dove stai viaggiando oppure è sacrificabile e ti sta solo rompendo le scatole.
Hai un solo culo e non servono 15 mutande, due sole gambe che non richiedono 30 pantaloni, e se leggi questo blog probabilmente non sarai un viaggiatore da FourSeason, Hilton o posti fashion dove ogni ora, temperatura, accostamento, situazione richiede un vestito apposito. Be Free!!
In Nicaragua ci siamo incontrati con un paio di motoviaggiatori alle prime armi, le loro moto erano straripanti di borse e cinghie esattamente come la mia quando iniziai il viaggio nel 2008. Dopo due giorni e ben due frontiere passati assieme la sera ci siamo salutati perché il giorno dopo sarebbero andati via molto “presto”. Be, si sono alzati alle 6, hanno fatto colazione e poi hanno iniziato a fare i bagagli. Noi ci siamo alzati alle 8.30, abbiamo fatto colazione  e caricato la moto. Li abbiamo salutati alle 10 di mattina, loro erano finalmente pronti per partire mentre noi…. anche! Con l’esperienza e l’ottimizzazione dei bagagli abbiamo guadagnato 2 ore e mezza su di loro!
Immaginati 2 ore ogni giorno per un mese… è come andare al lavoro facendo due ore di coda la mattina, tempo buttato e noia a morire!!

IN QUESTI ANNI HO IMPARATO…

-Scaricare con Olga la moto in un solo colpo! Senza fare inutili viaggi avanti e indietro dalla moto alla stanza/dormitorio/tenda.
-Preparare e caricare i bagagli in meno della metà del tempo.
-Avere accesso agli oggetti più usati in pochi secondi.
-Usare il tempo risparmiato per viaggiare in orari migliori o per dormire di più la mattina.

COSA USO CONCRETAMENTE?

-Valigie laterali TREKKER OUTBACK 48 Lt
-Borsa da serbatoio GIVI Tanklock
-Borsa a tubo posteriore ad apertura orizzontale (mai verticale!!) ORTLIEB 48 Lt
Prima e dopo

QUALI OGGETTI HANNO VERAMENTE CAMBIATO LA MIA VITA?

Il Topers - mio compagno fedele dalla nascitaNella mia vita questi sono gli oggetti che mi hanno trasformato veramente:
I libri, hanno stuzzicato interessi o addirittura sfondato porte con il risultato di arricchire o dirottare la mia vita.
La moto, prima rappresentava uno “status quo”, un po’ vanesio un po’ stiloso, poi è diventato un strumento per imparare la meccanica, sognare posti lontani e infine per incontrare il mondo.
Il Lettino da fisioterapia usato comprato da mia madre al mercato che mi ha permesso di sdraiare persone e conoscere il corpo umano, sentirlo pulsare e vivere, curarlo o permettergli di curarsi.
Il mio orsacchiotto, Il Toporso, che non sa fare un cazzo, devo ammettere, e lo abbiamo persino reso svuotabile con una cerniera proprio perché occupava troppo spazio per essere inutile (poi ho pure scoperto che è diventato l’amante della mia ragazza che ci dorme assieme tutte le notti). Per essere onesti una sua grande utilità è ricordarmi l’infanzia e “i sogni di  bambino”, la semplicità e la infinita possibilità di stupirsi. Il dono di aprire porte e scatole per vedere cosa c’è dietro con insaziabile curiosità, il senso di enormità del mondo rispetto alla piccolezza puerile di se stessi e non viceversa.
La macchina fotografica: mi ha insegnato a scorgere il bello anche quando nascosto dalla nebbia del banale, del quotidiano, del ripetitivo. Ha coltivato la mia curiosità artistica, mi ha spinto a camminare un’ora di più aspettando un tramonto per vedere come la luce serale ridisegna volti e case. Mi ha permesso di registrare memorie di vita altrimenti evanescenti.
Il Computer: con questo ho trovato un lavoro, ho grufolato in rete per non annoiarmi oppure ho accuratamente scavato su tematiche che riguardano il mio itinerario, la mia salute, le mie competenze professionali e umane sino a creare rotture e cambiamenti. Con questo strumento ho imparato a fotografare e fare video, ho rivisto il volto di mia madre ogni settimana per anni mentre ero lontano, ho evitato di terminare alcune relazioni mentre ne ho iniziate altre con chi ha definitivamente arricchito la mia esistenza.
Smartphone: ho tolto i giochi, ho lasciato i libri. In formato digitale. Porto dietro 100 kg di libri in 100 grammi di sogliola metallica che chiamano smartphone. Ho programmi che mi aiutano ad allenarmi, a respirare, a fare meditazione.

MI PIACEREBBE SAPERE QUALI SONO GLI OGGETTI CHE HANNO TRASFORMATO LA TUA VITA!

SCRIVELI NEI COMMENTI!

By |2017-07-07T22:45:40+00:00marzo 11th, 2016|Viaggio|

6 Comments

  1. massimo cortese 21 aprile 2016 at 23:38 - Reply

    Ai vecchi tempi , 1977 e giu’ di li viaggiavo piu’ o meno lontano , guzzi sport / t3 / sp 1000 ho sempre cercato di avere il necessario , soprattutto gli attrezzi , gli indumenti antiacqua , allora novita’ , tenda canadese con i paletti e picchetti , piccolo fornelletto a gas .

    • Claudio 22 aprile 2016 at 01:32 - Reply

      Grazie del commento Massimo! Il sapore di cuoio e tela militare di quei tempi che hai vissuto per quelli della mia generazione sono un ricordo di cose mai provate. La Guzzi in un certo senso, con i suoi limiti e il suo fascino mi tiene ancora attaccato a quei tempi… ma poi tutto il resto è moderno, leggero, digitale, efficiente e insapore… ma indispensabile per quello che faccio. Cercherò il romanticismo nella scrittura e nelle foto.

  2. 144 31 gennaio 2017 at 03:45 - Reply

    Azzarola mi sa che l’ultima volta che sono capitato sul tuo blog viaggiavi ancora da solo, ricordo che questa cosa del portarsi il peluche dietro mi aveva incuriosito e ricordo qualche foto con il toporso sulla moto, riguardo all’articolo davvero bello e essenziale un bel po’ di consigli per ottimizzare i tempi e gli spazi.

    Per quanto riguardo gli oggetti che hanno trasformato la mia vita, naturalmente pc e cellulare perchè sono sempre utili in viaggio, pc per le soste lunghe per poter fare editing, controllare la posta, correggere qualche foto e soprattutto per scaricare le foto che farei (ammetto che sto supponendo non avendo mai fatto viaggi molto lunghi, max 1 settimana dove ho scoperto di non poter ricaricare il portatile a causa della diversità delle prese di corrente). Il cellulare ho avuto modo di usarlo in piccoli viaggi di qualche giorno, naturalmente utilissimo per girare con il gps e per le foto…

    Spero che se mai risponderai mi arrivi una notifica via email altrimenti non so se potrò leggere la riposta, l’email e il centro di tutta la mia attività online XD

    • 144 31 gennaio 2017 at 03:45 - Reply

      .

    • Claudio 1 febbraio 2017 at 16:00 - Reply

      Eccomi! Confermami per favore che ti è arrivato questo messaggio! P.S: ho risposto anche al commento sull’altro articolo.
      Ciao

      • Raoul Pazienza 28 agosto 2018 at 18:37 - Reply

        il messaggio l’ho letto… ahimè non ricordo se l’avevo letto tempo fa o solo adesso, in genere se non mi arrivano le notifiche email la vedo dura. Non rispondere a questo messaggio, tanto non vedrei la risposta.

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