L’acqua e La Vita – Passeggiando per un Paese dimenticato e perduto

Messico Tlamacazapa, una vecchia indigena cammina per il mercato

Sarà l’interruzione degli asfalti, o forse gli impervi declini della sierra.

Saranno le 7000 anime conservatrici e sfiduciate, o forse i governanti distratti in terre più lontane.

Sarà forse tutto questo ma certi luoghi del Messico hanno barriere che impediscono al tempo e al progresso di portare cambiamento. Sembra di rimanere intrappolati in un’altra epoca, nonostante a poche ore da qui, in un’immensa valle, ci sia una delle megalopoli più popolate del mondo.

Messicano seduto di fronte alla chiesa di Tlamazacapa

Ho scattato queste foto camminando per le strade di Tlamacazapa, nello stato di Guerrero.

È un giorno di festa e clamore, c’è  l’elezione di Miss Tlamacazapa. Una delle poche adolescenti sarà eletta reginetta, alcuni turisti messicani accorrono per l’evento che coincide con la festa del piccolo paesino. Alcune donne non vi partecipano rimanendo nelle stradine polverose a lavorare sul loro artigianato e approfittando dell’affluenza del giorno di festa per vendere qualche cesto di foglie di palma intrecciata. Altre donne, pur presenti alla festa, se ne stanno appartate le une strette alle altre … lontane dal palco dove qualche politico fa il suo sfolgorante discorso. Tlamacazapa è corrosa dal sole, la secchezza delle terre profonde poco più di un metro strozza le coltivazioni, già scarse, di mais e fagioli.

Le donne Naui se ne stanno accalcate sul fondo della piazza, con i loro mantelli che le avvolgono dalle gambe sino agli occhi.  Con il “reboso” sul volto si separano dal mondo anche nel giorno di festa del loro paese. Accettano a malapena la mia macchina fotografica ma appena, anche con la massima discrezione o furtività, cerco di alzarla per scattare si coprono e credo di sentirmi più imbarazzato di loto. Poche bocche che trapelano dal velo sorridono, molti occhi raccontano sensazioni ben diverse dall’allegria diffusa altrove, tra chi canta, suona o balla.

I pozzi d’acqua di Tlamacazapa sono contaminati di piombo e arsenico.. qualcuno ha provato ad avanzare l’ipotesi delle “origini naturali” di questo inquinamento da metalli pesanti. Nel 2005 la commissione federale per la protezione contro rischi per la salute ha persino dichiarato che non c’è nessuna contaminazione alle acque.

Poco più a nord la città di Taxco rovescia, senza nessun processo di depurazione, un milione di litri di acido solforico all’anno, insieme ad arsenico, piombo e materia fecale. Tante sono state le denunce a carico del comune e qualche commissario federale prova ancora a parlare di un inquinamento “naturale” delle falde.

Fortunatamente altri studi biologici e clinici hanno dimostrato la presenza, oltre ogni limite consentito, di queste sostanze. E se non bastassero queste analisi la situazione clinica di diversi abitanti chiaramente dimostra l’avvelenamento quotidiano di queste genti. Alcuni bambini nascono morti per scarso sviluppo della materia celebrale, altri sviluppano cancro, alcuni iperpigmentazione. Per i più fortunati ci sono solo debilitazioni del sistema immunitario, diarree e svenimenti. La Commissione Acqua che si è costituita autonomamente in Tlamacasapa propone alle case servizi di allacciamento a tubature e somministrazione idrica.. ma decidendo i prezzi in base alle simpatie, faide e intrallazzi. Arrotonda le bollette gonfiando i prezzi a proprio piacimento. Comprare un bidone da 20 litri d’acqua purificata costa 80 pesos, 4 volte il prezzo d’acquisto in città  limitrofe. Il guadagno giornaliero delle tessitrici di palma più disagiate non supera i 15 pesos o 20 al giorno (intorno all’euro).

Oltre all’indigenza economica che impedisce l’acquisto di questo bene primario le madri di figli che nascono malati vengono considerate come colpevoli e punite da Dio con le deformità della prole, coloro che sviluppano malattie della pelle come iperpigmentazione invece “non si sono protette come avrebbero dovuto dagli influssi negativi”. L’alcolismo tra gli uomini si aggiunge alle piaghe della città.

Così si festeggia qui a Tlamacazapa, si eleggono le reginette e si fanno discorsi mentre le anime ferite si raccolgono sotto i loro veli lontano dalla folla guardando disilluse e sfiduciate quell’allegria che sembra una mano di pittura sopra il dolore du questo agonizzante e dimenticato paese.

Donne Naui protette da un Reboso Donne Povere in Messico

Donne povere in messico a Tlamacazapa Guerrero Messicana con il volto coperto dal Reboso

By | 2016-12-17T15:45:17+00:00 maggio 27th, 2011|Diario Personale di Viaggio, Generale|

One Comment

  1. Mauro Firrincieli 30 maggio 2011 at 23:12 - Reply

    Molti si chiedono come sia potuto accadere.
    Io mi chiedo come possa accadere ogni giorno.
    L’olocausto dell’intera umanità è sotto i nostri occhi, accecati dalla
    disinformazione, traditi dalla fiducia che abbiamo per le istituzioni e in alcuni casi, chiusi dall’ignoranza e dall’indifferenza.
    Gli animali combattono la loro guerra per la sopravvivenza.
    Gli esseri umani hanno indotto la coscienza in coma e si dirigono verso l’estinzione.

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