la cicalaVi ricordate la fiaba della Formica e della Cicala?

Mentre la Formica passa il tempo a raccogliere provviste per l’inverno, la Cicala, prendendosi il suo tempo, si dedica all’arte di vivere la vita e intona canzoni celebrando la bellezza, non curante del duro inverno che l’aspetterà..
Poi arrivata la brutta stagione si trova a bussare alla porta della formica tutta infreddolita..le chiederà cibo e riparo.

Forse in  questa piccola immagine la cicala starà per dire :”scusi signora formica, mi ospiterebbe nella sua tana, ho freddo e fame ma posso cantare per lei e offrirle la mia amicizia”

Confesso di non  avere nemmeno sei zampe per poter parlare in nome di una cicala ma come essere umano, bipede e pure di città, devo schierami dalla sua parte.

Voglio spezzare  una lancia in favore del piccolo insetto canterino che forse, tutto sommato, ha avuto le sue buone ragioni per abbandonare tutta quella parsimonia e cercare un modo di godere la vita. Ci sarà anche un senso nel concentrarsi sul presente e capire che forse vale la pena fare un sorriso, imbracciare una chitarra e celebrare la bellezza della vita intonando un canto.

Anche le formiche faranno bene a preparasi ai climi duri, alle eventualità che il futuro, non sempre magnanimo, gli presenterà… ma riusciranno a ricordarsi di essere serene? Oppure inizieranno a procrastinare la ricerca della loro felicità sino a dimenticarsene?

Credo che il buon Darwin mi suggerirebbe che la perfetta strategia evolutiva sarebbe diventare qualche cavolo di animale a metà tra l’uno e l’altro, che non morirebbe fisicamente di fame o internamente di depressione.

Come Homo Sapiens, ma Sapiens solo sulla carta, metterò finalmente un piede sulla Strada per iniziare questo lungo viaggio attraverso le 3 Americhe, non so se sarò capace di attraversare il mondo a passo di danza ma come la cicala ma proverò a sorridere più spesso e a bussare alle porte di chi lascerà un angolo della propria casa per accogliere chi, uomo o insetto che sia, prova a celebrare un pò la vita.

Evviva la cicala allora, che riceve accoglienza e da amicizia,
evviva anche la formica allora, che prende amicizia e da accoglienza.

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