Auto pubblicarsi e vendere 33.000 copie

Cari Amici!

Con grandissimo piacere pubblico qui l’utilissima intervista fatta a un amico e scrittore, per me un faro nella notte della nuova editoria, che ha accettato di rispondere alle mie domande-trivella.
Francesco è un esempio di passione, dedizione e strategia applicata sia alla scrittura che all’auto pubblicazione.
Io che sono andato con i BIG dell’editoria italiana oggi mi ritrovo ammanettato da un contratto che m’impedisce ogni manovra e il mio libro vende 10 copie al mese, è stato abbandonato senza alcuna promozione per di più nella sola nicchia del formato digitale.
Francesco invece ha seguito l’altra strada: ha fatto da sé grazie ad amazon e al suo affiliato createspace (che offre il print on demand) e oggi conta 33.000 copie vendute della sua trilogia d’azione che inizia con il best seller “Freccia di Luce“.

I Big ovviamente non lo hanno cagato di striscio nemmeno dopo le prime diecimila o ventimila copie vendute, dati alla mano, su Amazon. Peggio per loro.
Nonostante l’auto pubblicazione abbia probabilmente abbassato la qualità generale del mercato dei libri rimane sempre una grande possibilità per chi ha sacrificato tanto tempo per un libro ben fatto, curato rivisto e aggiornato a dovere, che le case editrici non hanno tempo o voglia di considerare.

Perché non spendere quei mesi di trepidante attesa (per poi magari  scoprire che il manoscritto è stato dimenticato o respinto) in sforzi per trovare beta-readers capaci di darci oneste opinioni, persone fidate capaci di aiutarci a scovare errori e non-sense nei capitoli, oppure istruzioni su come finalmente mettere online il nostro lavoro?
Dal punto di vista del lettore considero l’editoria classica spesso (ma non sempre) come una garanzia di qualità eppure Francesco ha dimostrato di avercela tutta senza bisogno di dannarsi l’anima per essere visto e accolto tra le schiere degli scrittori che troviamo in libreria.
Questo è un caso sano e genuino, anche esemplare, di self publishing riuscito bene, senza mediocrità, senza raccomandazioni, con merito e con passione.

francesco corattiNell’intervista indago il “Processo” dello scrivere, i suoi ostacoli e i suoi piaceri, il gusto di veder la storia stagliarsi netta all’orizzonte con la sua traccia da seguire o la frustrazione degli arenaggi davanti al foglio bianco. Si parla anche di quale prezzo di vendita adottare per il proprio libro, come migliorare il proprio stile, come comportarsi con le critiche di alcuni lettori, come uscire dall’impasse creativa.
Molti temi li sfioriamo soltanto ma se vi interessa prometto che in futuro strizzerò Francesco un po’ più forte per fargli uscire ancora più succo, è una persona così gentile e disponibile che sono sicuro si farà martellare ancora.

Se vi piace scrivere non potete non leggerla. Punto!

1) Hai avuto i cosiddetti blocchi dello scrittore? Come li hai superati?

Sì, ovviamente. Dire che uno scrittore non ha momenti di stagnazione è come dire che tutte le giornate sono buone.
Cerco di superarli, in particolar modo leggendo. Leggo riviste scientifiche, narrativa, fatti di cronaca. Ascolto la radio.
Un modo per non subire il blocco è immedesimarsi nei personaggi, sentirli vivi, provare le loro stesse necessità.
In ogni caso, spesso le idee richiedono tempo, pazienza, curiosità e capacità di ascoltare.

2) La scrittura è qualcosa che ti ha aiutato anche nella tua vita privata? Se sì come?

Per quanto mi riguarda, la scrittura non è stata una scelta ragionata ma il desiderio di trovare un nuovo equilibrio.
Lavoro con numeri, formule, schemi e strumenti di misura, quindi avevo bisogno di libertà. Avevo il desiderio di esplorare.
Scrivere mi è servito a capire meglio chi sono, come osservo la vita, cosa mi fa star bene.

freccia di luce3) In che momenti della giornata ti mettevi a scrivere e per quanto tempo? Avevi dei rituali? (Azioni per facilitare il tuo flusso creativo) Ti davi un numero fisso di parole da raggiungere?

Io scrivo quando trovo il tempo, però mi occorre tranquillità.
Non ho rituali propiziatori. Rileggo l’ultima pagina e poi vado avanti.
Ma scrivere non è una cosa che fai solo davanti al PC, è uno stato d’animo, perché ti accompagna sempre, dovunque vai. Mentre guidi, mentre sei sotto la pioggia, mentre ti radi, c’è sempre una voce nei tuoi pensieri. A volte riesci a sentirla, ed è quella l’ispirazione.

4) Da quando hai messo in vendita il libro su amazon la risposta dei lettori in termini di acquisti è stata rapida da subito?

No, le vendite sono cresciute pian piano, con alti e bassi, com’è giusto che sia.
Prima sono arrivati gli amici veri (pochi), poi quelli virtuali (molti di più). Twitter mi ha dato una mano.
Ho iniziato a gennaio del 2012, su Amazon, e ancora oggi mi stupisco del flusso di lettori in aumento.

5) A fronte del successo di vendite ci sono stati dei momenti in cui hai pensato di far diventare la scrittura la tua professione principale? Cosa ti ha trattenuto?

Sì, l’ho pensato, ma sono cauto per natura, quindi tengo sempre i piedi ben piantati per terra.
La mia professione, poi, mi ha dato tante soddisfazioni. Ogni lavoro ha qualcosa di speciale.
Avere una passione è gratificante, come il venir contattato dai lettori. Per ora mi godo questo.

6) Che strategie raccomandi a chi vuole mettere in vendita il proprio libro su amazon? (come promuoverlo, come gestire il prezzo di vendita, etc…)

Dire la verità, non stressare gli utenti sui social network, pensare più al contenuto che alla forma.
Il prezzo ideale, per quanto mi riguarda, è il minimo applicabile con royalty al 70%, ovvero 2.99 euro.
Scalare le classifiche a zero centesimi non serve, perché svaluta il prodotto.

7) Quali sono stati i momenti più difficili nella realizzazione e vendita dei tuoi libri e come li hai superati?

Quando scrivo, detesto scoprire che qualcosa dev’essere cancellato perché fuori posto.
A volte, però, un passaggio scomodo rischia di compromettere la trama.
Quando pubblico, non amo l’impatto con il cinismo e la superficialità di alcune critiche.
L’indifferenza è l’arma migliore.

8) A tuo avviso come si migliora il proprio stile di scrittura?

Leggendo stili e generi diversi, rileggendo con spirito critico i propri testi e infine scrivendo.
Far leggere a qualcuno di cui ti fidi il nuovo manoscritto è importante, ma non bisogna farsi condizionare.
La scrittura, per quanto mi riguarda, rimane un qualcosa di intimo e passionale.

9) Puoi descrivere come ti senti quando la scrittura fluisce prolifica e senza interruzioni?

Euforico, entusiasta, desideroso di comunicare, di condividere.
Spesso, però, mi tocca esprimere parzialmente quello che provo, per non fornire anticipazioni.
Il piacere è dunque rinviato, in attesa del finale, con la responsabilità di non deludere se stessi.

10) Ti sentiresti di rispondere con il cuore a quella domanda che avresti tanto voluto ricevere in una intervista ma non ti è mai, o quasi, stata fatta?

Il momento più bello quando scrivo? Quello in cui mi trovo in un vicolo cieco, solo, e improvvisamente scopro di avere una squadra. D’un tratto non sono più lo scrittore, perché i personaggi hanno preso vita, mi stanno cercando, mi aiuteranno a trovare una via d’uscita.

Concludo ringraziando un amico, uno scrittore, un fantasioso motociclista reporter che viaggia come molti sognano di fare ma non ne hanno il coraggio. Grazie!

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