Mindfulness vuole dire solo meditare e fare “il vuoto”?

mindfulness e meditazione

Mindfulness vuol dire, in termini molto generali, prestare attenzione a ciò che avviene alla nostra esperienza presente.

Se mindfulness fosse solo meditare seduti con le gambe attorcigliate spazzando via ogni pensiero dalla testa per creare quel fantomatico e magnifico “vuoto” allora saremmo perduti. Io per primo.

In realtà l’equivoco nasce in parte dal fatto che UN MODO di coltivare la mindfulness è fare meditazione.

Può essere una meditazione classica in cui si prende consapevolezza di quello che accade dentro e intorno a noi, oppure può essere una meditazione in cui ci si concentra focalizzando l’attenzione su qualcosa, per esempio il respiro, sensazioni del corpo, passaggio d’imagini nella testa etc.. Concentrarsi su qualcosa che succede ora è ovviamente un modo per orientare l’attenzione nel presente e favorire uno stato di calma.

Mindfulness Non era meditare?

La meditazione, se la intendiamo in questa “cornice di mindfulness”, è un esercizio per allenare l’attenzione e dirigerla verso quello che accade ora (con un’attitudine particolare però…).

L’esercizio di meditare significa premere il pulsante “stop” e fermarci, interrompere quello che stiamo facendo e assaggiare l’unico momento in cui viviamo, cioè ora.

Non è necessario stare in un tempio buddista in cima all’Himalaya.

Non è nemmeno necessario sedersi a gambe incrociate un’ora, chiudere gli occhi e coltivare l’ossessione di una pace assoluta sgombrando ogni sensazione/emozione o pensiero.

Se credete di poter fare questo, magari con una delle tante guide che ci sono, tra cui audio, app e libri…ecco che starete facendo una meditazione mindfulness.

Se proviamo a esercitarci in questi piccoli o grandi momenti di raccoglimento, anche senza avere una cornice mistica o religiosa, staremo allenando la nostra psiche a orientare l’attenzione verso il presente. Evitando:

  • Viaggi nel tempo mentali che strappano dal qui e ora cercando “una vita” parallela nel Poi e nell’Allora e nei nostri “film interni”.
  • Aumentare la sofferenza conseguente a idee che vanno pericolosamente fuori controllo (ruminazione). Pensieri spiacevoli ed emozioni spiacevoli che si attizzano l’un l’altra.

Se invece togliamo l’esercizio della meditazione Mindfulness allora rimane l’attitudine a “essere presente”. E non è poco se consideriamo la doccia di stimoli quotidiani che scatenano quello stormo di pensieri che ci rendono ancora più stressati…

Puoi essere presente mentre cammini, cucini, corri, guidi. In questo caso stiamo parlando di Attitudine Mindfulness perché non è un momento in cui “non facciamo” e ci raccogliamo in noi stessi per osservare quello che succede in meditazione.

Mindfulness è anche “essere presenti” ma come…

attitudine alla meditazione mindfulnessIn un’intervista Joseph Goldstein, uno dei più famosi insegnanti di meditazione buddista, ha detto:

“ Io penso che uno dei problemi è che la parola “mindfulness” ha un ampio spettro di significati. Quello che è importante nella prospettiva Buddista, che di solito non è molto in luce quando il termine è usato in altri modi, è la sua “corniche etica”. Meditare è molto di più che riconoscere quello che accade nel presente. Significa essere consapevoli di quello che avviene nel presente senza delusione, senza avversione, senza avarizia. È un modo speciale di essere consapevoli.”

Anche Jon Kabat-Zinn e Shauna Shapiro affermano che non basta essere presenti ma bisogna esserlo in un modo particolare.

L’attitudine con cui prestare attenzione al presente sul quale quasi tutti sono d’accordo è l’attitudine “non-giudicante”.

E questo è un aspetto cruciale infatti puoi anche essere “presente” verso quello che accade in un modo critico e freddo come in un modo compassionevole e curioso. C’è una enorme differenza nella qualità con cui osserviamo un fenomeno, anche se è interno alla nostra mente o al nostro corpo.

Durante la meditazione mindfulness come anche nell’atteggiamento mindfulness si cerca di coltivare un’attenzione non giudicante, anche in presenza di sensazioni spiacevoli.

Come dice Andy Puddicombe di Headspace, quando gli insegnavano a meditare in un tempio buddista, i primi passi da apprendere non erano la “tecnica” ma l’attitudine verso di essa. Quindi l’attitudine verso la meditazione e verso la consapevolezza.

Quindi, che si tratti di meditazione mindfulness o no, è importante non soltanto l’essere presenti ma il come esserlo.

Cercando quindi di essere pazienti, compassionevoli e curiosi verso quello che accade nel presente evitiamo di inseguire affannosamente sensazioni piacevoli e scappare da quelle spiacevoli. O magari “imporsi” il vuoto mentale che è la trappola in cui cado un sacco di volte!

Mindfulness e Meditazione

Quindi abbiamo visto come Mindfulness e Meditazione sono collegati secondo la nostra visione occidentale.

Nonostante meditare, in un modo laico religioso o psicologico, sia un ottimo esercizio per coltivare la mindfulness e allenare la nostra attenzione non è strettamente necessario per coltivare questa attitudine verso il presente che ha così tanti indiscussi benefici.

Riassumendo:

  • Mindfulness: Essere consapevoli nel presente – l’ambiente, le tue emozioni, i tuoi gesti e pensieri. Con un’attitudine non giudicante.
  • La meditazione mindfulness: una meditazione che coltiva la mindfulness, focalizza l’attenzione attraverso esercizi e tecniche in un modo gentile creando uno stato di osservazione di quello che succede dentro e fuori di noi senza un coinvolgimento diretto.

By | 2017-07-07T18:47:20+00:00 giugno 29th, 2017|Mente|

Lascia un Commento e Genera Sapere!

Mindfulness vuole dire solo meditare e fare "il vuoto"?

OR
SALI A BORDO! - la newsletter

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi