Mindfulness e respirazione – come puoi Comandare il cervello con il Respiro

Mindfulness Respirazione 1

Nella pratica della Meditazione Mindfulness il respiro è uno dei principali ancoraggi che abbiamo, sempre e naturalmente disponibile, per focalizzare l’attenzione sul presente. (Se vuoi sapere cos’è la mindfulness leggi questo articolo)

Il respiro è stato uno dei mezzi più utilizzati da tecniche orientali e occidentali per “rallentare” o energizzare il nostro sistema mente-corpo. Persino nel linguaggio popolare sentiamo espressioni come “prendere un lungo respiro” per rilassarci, o “di ampio respiro” quando consideriamo qualunque fenomeno “allargato ed espanso” spesso interessante e comprensivo.

Vediamo più da vicino perché controllare il modo in cui respiriamo è una tecnica così efficace.

Quello che già tutti sapevamo sul Respiro.

Si sa da tempo che:

  • Respirare velocemente energizza, esagerando crea iperossigenamento, giramenti di testa, ansia o panico. Associato a esercizio fisico invece fornisce più ossigeno e il rilascio di neurotrasmettitori che ci fanno sentire meglio
  • Respirare lentamente calma, attiva il sistema nervoso parasimpatico, ci distende, rallenta le pulsazioni del cuore, ci aiuta a dormire. Se esageriamo … non respiriamo più e moriamo. :-)

Quello che non sapevamo: Inspirazione, Emozioni e Memoria

Studiando l’olfatto durante il corso di Neuroscienze ero rimasto colpito come gli odori avessero un accesso rapidissimo verso le emozioni. Quante volte sentendo un odore ci emozioniamo senza sapere nemmeno perché?

Questo è il risultato di un percorso rapidissimo che dai sensori del naso arriva all’amigdala (parte cruciale del funzionamento emotivo) molto prima che altre parti del cervello comprendano ci stiamo emozionando.

  • Inspirazione ed emozione. Alcuni studi hanno recentemente scoperto che nelle fasi di inspirazione, anche se certi odori non sono presenti, viene attivata la parte olfattiva del cervello e l’amigdala che presiede a funzioni emotive. Respirazione ed emozione in un certo senso sono sincronizzate nel cervello. In alcuni esperimenti i soggetti che inspiravano riuscivano a riconoscere molto più rapidamente le espressioni emotive presenti nelle foto di varie facce.
  • Inspirazione e memoria. Si è scoperto anche un’attivazione dell’ippocampo nelle fasi di inspirazione. L’ippocampo si occupa della memoria e memorizzazione. In questo caso i soggetti dell’esperimento riuscivano a fissare meglio nella memoria alcuni stimoli se inspiravano mentre li osservavano. Quando inspiriamo stiamo stimolando le nostre capacità di processare emozioni e memorie.

Respirazione Mindfulness e “i neuroni che spiano il respiro”

Secondo alcuni ricercatori della Stanford University School of Medicine e della University of California ci sono 175 neuroni celebrali che spiano spiano su come respiriamo e alterano gli stati mentali di conseguenza.

In pratiche di Mindfulness, di meditazione e di yoga è pratica comune controllare il respiro per controllare le emozioni.
Gli studi di neuroscienze moderne effettivamente stanno facendo un “reverse engineering” analizzando come è possibile alterare l’umore partendo dal respiro.

Se qualcosa sta accelerando il tuo respiro devi esserne consapevole subito” dice il Dott. Mark Krasnow dell’università di Stanford.
Questi 175 neuroni, che dicono al resto del cervello cosa sta succedendo, sono assolutamente critici

Mindfulness RespirazioneMindfulness breathing, respirazione che calma il cervello

Questo gruppo di neuroni che osservano il nostro respiro comanda una parte del cervello (locus coerulus) il cui compito è attivare tutto il cervello.

Respirazione accelerata -> rilevazione di questo gruppo di neuroni -> eccitazione cerebrale

Se invece con il Mindfulness Breathing impariamo a controllare la respirazione, rallentarla facendola più profonda, questi neuroni guardiani manterranno un livello di attivazione del cervello più basso.

Grazie alle neuroscienze iniziamo a raccogliere prove scientifiche che possiamo migliorare funzioni emotive, di memoria e ridurre uno stato di ipereccitazione del cervello semplicemente controllando il respiro.

Come cambia la respirazione normale in esperti di meditazione mindfulness?

In un’altro studio Antonie Lutz, uno scienziato e ricercatore di neurobiologia della meditazione al French Institute of National Health, ha scoperto che mediatori esperti che usano i tipi di respirazione consapevole della Mindfulness hanno sviluppato nella loro vita quotidiana un ritmo di respiro più lento rispetto ai non meditatori.

Questa respirazione spontaneamente più lenta ha molta meno probabilità di attivare il percorso che abbiamo visto in cui i neuroni che spiano il respiro reagiscono attivando tutto il cervello.

Dice Antonie Lutz che c’è la possibilità che ogni forma o pratica, yoga mindfulness meditazione, che manipola attivamente la respirazione può influenzare questo percorso che determina l’eccitazione celebrale.

Se tuttavia nella nostra pratica mindfulness non manipoliamo il respiro e semplicemente lo osserviamo senza influenzarlo probabilmente non andremo a influenzare questo percorso cerebrale.

Il respiro non solo per il benessere fisico ma anche per quello emozionale

Cristopher del Negro, un neurofisiologo commenta questa notizia dicendo “iniziamo a entrare in un’atro livello in cui non parliamo più soltanto di respirazione per la nostra fisiologia ma respirare per il nostro benessere emozionale.

Parlando del trattamento di disturbi come ansia, attacchi di panico e disturbi del sonno, si usano spesso rimedi farmacologici che controllano la frequenza cardiaca, ma non c’è un approccio farmacologico che lavori sulle caratteristiche del respiro.

In alternativa, laddove abbiamo pratica e pazienza, un atteggiamento mindfulness che contempli la respirazione, osservandola e/o modificandola, può servirci come pronto soccorso non più solo per “darci una calmata” ma oggi sappiamo anche per modificare il nostro stato emotivo, la nostra memoria, e l’attivazione del cervello. 

Quali sono i benefici della Mindfulness?

In questo articolo ne ho elencati ben 7.

Vuoi, con 15 domande, scoprire il tuo livello di mindfulness?

By | 2017-07-07T18:47:21+00:00 giugno 24th, 2017|Mente|

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