Minimalismo, uno stile di Vita per togliere l’Inutile e Rimettere ciò che conta

Minimalismo e percorsi minimalisti

Il minimalismo non è solo un movimento letterario, politico o musicale. Nemmeno l’ossessione di Nomadi o Viaggiatori. Il minimalismo può essere anche uno stile di vita alla tua portata, uno di quei percorsi che possono veramente cambiare o migliorare la vita di chi si dispone a provare. Leggi e dammi un tuo parere.

Il Minimalismo come “semplice” necessità di un Viaggiatore.

Viaggiando per 9 anni con due borse ho capito che le cose che mi servono per vivere, lavorare, spostarmi, divertirmi possono essere molto poche.

-Il minimalismo non è solo per Nomadi o Viaggiatori-

Adesso che sono tornato per qualche tempo in Italia mi trovo la mia vecchia cameretta piena di cimeli, roba inutilizzata, roba inutilizzabile ma carica di ricordi, roba che è servita ma non serve più. Ho deciso di iniziare un processo di “liberazione” inscatolando vestiti e libri, mettendo in vendita o regalando oggetti. Sopratutto quelli che in una decade di strada hanno dimostrato di non essere necessari, divertenti o interessanti.

Vorrei che la mia stanza assomigliasse molto di più agli spazi mentali che cerco di creare quando devo fare qualcosa di bello o creativo.

Il Minimalismo con il quale vivo tutt’oggi, all’inizio per necessità (viaggiare in 2 in moto per 8-10 mesi all’anno) è diventata una filosofia pratica che chiunque può importare nella propria vita stanziale senza provenire da un’esperienza di viaggio.

Perché il MINIMALISMO?

  • Tanto per cominciare i soldi, tutti focalizzano l’attenzione sull’aumentare il guadagno quando invece, a ben considerare, è molto più sotto il nostro immediato controllo il fatto di ridurre le spese. Ergo, comprare meno oggetti.
  • Un americano adulto, secondo le medie di alcuni studi, possiede circa 300.000 oggetti. Ogni oggetto occupa spazio, occupa attenzione, crea distrazione. Anche solo per il fatto di occupare metri quadri della nostra casa gli oggetti costano. Anche solo per il fatto di essere costantemente sotto la nostra vista gli oggetti distraggono. Anche solo per invogliarci a interagire con loro possono diventare distrazioni.
  • Con la digitalizzazione molti oggetti possono finalmente abbandonare il loro corpo ingombrante e diventare un file, se per alcuni oggetti abbiamo un attaccamento anche “fisico” per altri assolutamente no. Minimalismo è anche miniaturizzare o rendere fruibile in modo più intelligente.
  • Creare uno spazio esterno che possa assomigliare a quello interno. Perché secondo te molti scappano nei parchi o nelle biblioteche per avere concentrazione, pace o relax?
  • Uscire dal circolo vizioso, costoso in termini economici e psicologici, di “acquisto-breve soddisfazione-nuovo bisogno indotto-nuovo acquisto”

Minimalismo “in Casa”

Nelle mie proiezioni future, in cui vivrò per metà anno in Italia e per metà all’estero mi vedo in una casa organizzata secondo un principio minimalista.

Poco ma buono. Essenziale ma efficace. Ridotto ma utile. Piccolo ma estremamente versatile.

Queste saranno le caratteristiche a cui dovranno rispondere la maggior parte dei miei oggetti.

Se ho fatto 9 anni di vita con circa 80 litri (volume dei miei averi in viaggio), non vedo perché debba vivere in una casa con 10 volte tanto. Ci saranno più oggetti di quelli che mi seguono in viaggio ma non così tanti. Il Minimalismo sarà una modo per creare ambienti dove succedono cose non dove le cose risposano sugli scaffali.

Vogliamo parlare di soldi? Se una casa di 50 metri quadri mi costa 3000 euro al metro quadro e centinaia di euro per illuminazione e riscaldamento, quanto mi costa “dare alloggio” a 5 o 10 metri quadri di armadi/scaffali/scansie piene di oggetti che stanno lì, mi tolgono spazio, prendono la luce che irradiano le lampadine e il calore che irradia il riscaldamento?

Anche questo mi aiuta a pensare meglio a come assegnerò parte di questi preziosi e costosi spazi a quegli oggetti che abiteranno con me a mie spese.

Minimalismo e Viaggio

Per molti viaggiatori non c’è una riflessione sul tema del minimalismo, c’è solo l’atto logico e pratico di far stare roba in una valigia e uno zaino. Alcuni di loro non sanno che una porzione della loro felicità in viaggio è dipesa dagli oggetti che hanno portato, dalla pulizia fisica e mentale che hanno fatto prima di partire e da quel vuoto che hanno creato per fare spazio a qualcosa d’importante e grandioso come un paese da esplorare.

Per chi viaggia da più tempo come me la riflessione sul minimalismo si sviluppa naturalmente sulla base di quella che era solo l’ossessione per la leggerezza e la compattezza, per la semplicità e la funzionalità.

Se prima era solo una “buona maniera” di viaggiare poi è diventata una filosofia di vita incentrata su vuoti da creare e poi da riempire al meglio.
Non si tratta più di preparare bene uno zaino con poca roba, è riflettere su ciò che conta “abbassando il volume” di tutto il casino di oggetti e stimoli. Far fuori le cose che non contano e mettere finalmente dentro quelle che mi fanno felice. A casa o in viaggio non importa più di tanto.

Minimalismo e Stile di Vita

Minimalismo in viaggio come a casa, uno stile di vita "necessario"E qui diciamo subito che minimalista non vuol dire rinunciare, frustrarsi, diventare ascetici o sacrificati. Esattamente il contrario, vuole dire fare spazio per ciò che conta. Avere un ambiente esterno che favorisce un ambiente interno migliore.

Avere posti, liberi da roba inerte e inutile, dove posso agire e fare.

Un tavolo per gli amici, una scrivania per scrivere, un pavimento per sdraiarmi e fare meditazione o esercizi, un parete dove appendere un quadro o proiettare un film, un garage essenziale dove sistemare una bici o una moto.

Il minimalismo è liberare la scena dal casino, focalizzarsi su quello che conta.

Prova a chiudere gli occhi e visualizzarti mentre fai qualcosa che ti piace tanto. Deve essere una scena ipotetica e quasi perfetta, da “sogno”, in quella scena idilliaca ci sei te in azione, all’opera su qualcosa che e ti piace e ti fa stare bene… In quest’immagine com’è lo spazio intorno a te? Assomiglia in qualche modo a quello in cui vivi? E il tuo stato interiore com’è quando immagini questa scena?

l tuoi ambienti e i tuoi oggetti, oggi, sono anche quelli che sceglieresti se immaginassi di essere la migliore versione di te stesso possibile ?

Oggetti “VIVI” e Oggetti Morti – Come differenziare.

Ok, quindi ci siamo noi e i nostri interessi, poi c’è il consumismo e molti oggetti. Alcuni sono buoni, altri sono solo casino, rumore di fondo, distrazione e spese inutili. Vediamo un po’ come dividerli.

  • Oggetti Morti. Alcuni oggetti vengono definiti “Autotelici” e risparmiandovi ricerche sul dizionario di greco vi dico subito che sono oggetti Fini a Sé stessi.
    Pensate alla cosiddetta “obsolescenza programmata” con il quale i grandi produttori creano roba che dopo 6 mesi non serve più a nulla. Parliamo di alta moda, parliamo di certi tipi di tecnologia, parliamo di oggetti anche carini o belli che la prima cosa che ci fanno venire in mente è: “Sarebbe bello averlo”.
    Molto meno ci fanno pensare a quanto sarebbe bello “Usarlo”. Questi oggetti usano voi per riprodursi e lasciare spazio ai nuovi “discendenti” che verranno dopo e che saranno irrinunciabili. Sono oggetti che fanno ricchezze altrui sottraendo un poco della vostra, e lo fanno promettendo quasi sempre stronzate in cambio. Tipo Libertà/Serenità/Amore/Accetazione/Solidarietà cose che sulle loro labbra sono inganno mentre sulle mie sono miele e s’impara ad assaporarlo durante una vita intera, non comprando cose come vogliono farci credere.
  • Oggetti Vivi. Poi ci sono altri oggetti che invece promuovono il nostro sviluppo, immaginare una chitarra, una veicolo, un attrezzo per la ginnastica, un libro, un tornio, una sega, una bici, un accessorio che migliora in qualche modo qualcosa che facciamo. Questi oggetti, combinati con i nostri interessi e le nostre necessità hanno il compito di renderci effettivamente la vita migliore, aumentare i nostri talenti, migliorare la nostra efficacia. Vedeteli come un buon concime per alimentare qualcosa che è già dentro di noi e vuole venire fuori e svilupparsi. Questi sono oggetti meravigliosi per chi è minimalista o vuole provare il cammino del minimalismo.

Con queste due categorie possiamo già fare una distinzione tra le cose che affollano la nostra casa e decidere realmente quali oggetti sono VIVI, hanno ancora a che fare con noi per uno scopo, e quali oggetti sono MORTI, cioè stanno lì per una brama di possesso, status quo oppure per semplice noncuranza o indecisione.

Le categorie Intermedie

Ovviamente non tutto cade in queste categorie, ecco alcuni “Inbetweeners”:

  • I ricordi. Ci sono oggetti che contengono care memorie e se siete sfortunati come i miei genitori queste saranno “incarnate” in tavoli armadi e scrittoi giganti, se siete più fortunati in libri stoviglie e soprammobili. Qui dovrete capire quante buone emozioni questi oggetti vi danno e se meritano lo spazio che occupano. Provate a metterli in garage e rendervi conto quanto e quando ne sentite la mancanza.
  • I regali. Personalmente, e molto silenziosamente, sto cercando di liberarmi pian piano anche di quelli, sopratutto se sono stati in un armadio per 10 anni senza nemmeno essere “ricordati”. Oggi siete pregati di non farmi regali materiali, regalatemi invece la possibilità di “fare qualcosa” o di spendere qualche vostro denaro in qualcosa che mi serve. Oppure anche cose più “sociali” come una bottiglia di vino da vuotare assieme, o culturali come un libro tascabile (che cmq preferisco leggere in digitale). Se qualcuno vi regala qualcosa conoscendovi profondamente magari ci azzecca, se lo fa per sdebitarsi o per buon costume ma senza conoscervi ecco che vi ha fregato e dovrete pure sorridere e ringraziarlo.
  • I “mi potrebbe servire””. Anche nel mondo dei viaggiatori questa categoria affligge le schiene di chi si deve portare appresso oggetti “eventualmente utili” e che quasi sempre si rende conto, a fine viaggio, che non lo erano. Costoro ne hanno pagato il prezzo con la fatica e con l’ingombro e hanno imparato. Chi ha una casa paga questo prezzo in modo molto, troppo dilazionato e non si rende conto di stare spendendo per roba forse inutile. Si sta riducendo gli spazi vitali un pochino alla volta.
    Penso che “Se un domani servirà”, in quel “domani” troverò sicuramente un modello migliore oppure lo stesso ancora più economico, e magari verrà recapitato da amazon il giorno dopo senza attese inutili. Se hai roba del genere e non ti è mai servita in dieci anni forse è il caso di liberarsene o darla a chi la farà diventare finalmente uno strumento per qualcosa.
  • Le grandi offerte e le promozioni. Talvolta si fanno affaroni, altre volte si stanno buttando via soltanto un po’ meno soldi.
    Non dovrebbero essere le liquidazioni e i saldi a convincere, anzi giustificare, un acquisto, ma la comprensione delle proprie necessità e dei propri interessi. Mi domando: se hai una macchina Euro 3 che va benissimo e c’è un super incentivo-sconto-promozione-rottamazione che ti porta a spendere 10.000 euro per un Euro 5… ne vale veramente la pena? Non pensare che “invece avresti speso 20.000” pensa invece che ne hai spesi inutilmente dieci. Se con uno smartphone fai solo chiamate e fb/whastapp è veramente un’offerta spendere 600 euro (invece che 800) per il prossimo iPhone solo perché ti fanno tante “rateine” carine per 2 anni?

Prova a fare questo:

Fai una lista delle 10 cose che costano di più, poi una lista delle 10 cose che ti fanno più felice. Cerca di vedere quanto si sovrappongono…

Forse soltanto questo affiancamento crea il primo barlume di coscienza minimalista.

Consumismo e Minimalismo

Sicuramente questi due concetti non vanno molto a braccetto. Forse sono nemici e antitetici, almeno rispetto al “consumismo” più assurdo e sfrenato.

Se nel consumismo siamo al servizio degli oggetti, nel minimalismo gli oggetti sono al servizio nostro.

Se nel consumismo gli oggetti si possiedono finché qualcuno dice che sono “passati” (e devono passare in fretta altrimenti il mercato si fiacca) nel minimalismo gli oggetti sono mezzi per uno scopo personale (imparare, crescere, divertirsi, esplorare, curarsi). E noi diciamo quando sono vecchi o inutili.
Se nel consumismo l’attenzione va all’idea delle pubblicità che ce li propongono nel minimalismo l’attenzione è diretta all’idea di come noi possiamo usare oggetti, quindi strumenti, per essere più felici, più comodi, più sapienti, più sicuri.
Se siete preoccupati da come il mondo vi veda vi chiedo di considerare quante volte siete stati impressionati da quello che uno HA e quante volte invece da quello che uno effettivamente FA.
Quindi ribaltando su voi stessi questo quesito, e guardando in retrospettiva la vostra vita, siete più soddisfatti da quello che avete avuto o da quello che avete fatto?

Bel trucchetto vero? Tenetelo a mente quando camminate in un centro commerciale pieno di offerte che fingono di garantirvi libertà-felicità-sicurezza-accettazione-soddisfazione in cambio del mero acquisto di qualcosa.
Molti di quegli oggetti faranno al vostro cervello quello che fa un cucchiaino di zucchero, una tavoletta di cioccolata o una bella trombata, e poi finisce lì.
Presto saranno inutili ma una nuova pubblicità vi assicura che un nuovo modello vi farà felici, vedrete testimonial che hanno cambiato la loro vita, vedrete personaggi famosi che li usano, vedrete sconti irresistibili o comode rate che dilazionano la bordata economica dell’acquisto.

Siete voi che fate felici voi stessi, non quella roba.
E se tra “quella roba” ci sono strumenti interessanti perché facciate meglio e siate più felici aprite il portafoglio e fatevi del bene, ci mancherebbe! Il Minimalismo sia con voi!

Minimalismo: Conclusioni

Continueremo a discutere di questo, spero allegramente, affrontando dubbi e paure come si affronta qualche temporale estivo che in fondo ha anche la sua bellezza.

Spero di avervi comunicato che il Minimalismo:

  • non è rinuncia, è focalizzazione e creazione di spazio per ciò che soggettivamente conta.
  • non è “MENO”, è invece di PIÙ. Più spazio per Sé e meno per le cose e le loro stupide tentazioni.
  • non è mortificarsi ma vivere più intensamente
  • non è per forza “uguale a” felicità, è un passo in quella direzione, un vuoto finalmente da riempire con qualcosa che conta.
  • non è “non consumo nulla” ma un consumare quello che è giusto per te stesso nel senso più nobile e virtuoso. Per la tua crescita invece che per quella del mercato. Per consolidarti, non per consolarti.

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Negli anni di strada, come dicevo, il minimalismo è stato prima un obbligo e poi una scelta e un percorso. Durante questo cammino, oltre a selezionare oggetti, ho selezionato anche “metodi” cercando i migliori per allenarmi, nutrirmi, essere produttivo, scrivere e fotografare, muovermi tra città e paesi.

Ecco delle tracce minimaliste che puoi seguire:

Vuoi allenarti ovunque avendo solo la forza di gravità e il tuo corpo?

Invece di impazzire a contare calorie e pesare cibi vuoi conoscere una strategia vecchia di duemila anni per metabolizzare grassi e riparare il corpo?

Vuoi sapere meglio perché procrastiniamo e iniziare a muoverti verso l’azione?

Stai ancora “aspettando la motivazione” o senti ancora storie come quella che “dovresti uscire dalla zona di comfort” o “trovare la tua passione? Ne hai un po’ piene le palle?

Vuoi viaggiare per il mondo ed essere “location independent” nel tuo lavoro ma non sai nemmeno da dove iniziare o che luoghi comuni evitare?

Vuoi iniziare a fotografare in viaggio senza inabissarti in nozioni tecniche e teorie?

 

By | 2017-07-07T18:50:39+00:00 maggio 29th, 2017|Mente, Viaggio|

2 Comments

  1. sandro freddi 5 agosto 2017 at 23:40 - Reply

    buon lavoro Claudio

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