Motocentrismo vs Motociclismo

LA RIBELLIONE ALLA MOTO FINE A SÉ STESSA

Eccomi qua!
In questo articolo sfioro la polemica ma anche un po’ la commedia,
Prima di questo mi elevo presuntuosamente a livello di “Creatore di nuove cose che prima non esistevano” e decido che dal momento che leggerai questo articolo, nella tua testa prenderà vita la nuova figura del MOTOCENTRISTA.

Chi è il MOTOCENTRISTA?
È una creatura che adora la motocicletta come un Dio.

MOTOCICLISTA MOTOCENTRISTA
Uso la moto come uno strumento per sentirmi bene Uso la moto per sentirmi figo
Guidare con gli altri è un piacere Superare gli altri è un piacere
Mi diverto a guidare per strade di montagna Devo piegare al massimo in ogni curva di montagna
La moto è un mezzo La moto è un fine
Viaggio in moto per esplorare luoghi che non conosco Viaggio in moto per dire che ho fatto un macello di chilometri
Viaggio CON la Moto Viaggio PER la moto
Racconto l’esperienza i luoghi le persone Racconto gli asfalti e le curve

La tabella parla da sola ma attenzione perché non si appartiene così facilmente a una categoria sola…

IL MOTOCICLISTA E IL MOTOCENTRISTA SONO COME LO YIN E LO YANG

Insisto per presentarvi il motocentrista perché sicuramente lo avete incontrato nella forma di persona o in quella di demone che cerca d’impossessarsi di voi quando superate le tre ore a parlare di motocicletta o sentite un piacere genitale al constatare che avete consumato sino al bordo esterno la gomma posteriore del vostro motomissile. Si anche io devo tenerlo a bada… anche se riesco solo a consumare i bordi delle scarpe quando metto giù i piedi…

MOTOCENTRISTA vs MOTOCICLISTACi tengo a presentarvelo perché da un po’ di anni viaggio in moto per l’America (come fa fico dirlo) e ho notato un fatto interessante:

  • Quelli che hanno l’hobby di camminare in montagna parlano delle vette che hanno scalato, del mondo visto dall’alto, dell’aria sottile, l’ebbrezza della cima e la stanchezza che fa felice.
  • Quelli che hanno l’hobby di andare in bicicletta parlano delle sfacchinate in salita, dell’aver guadagnato quota con il dolore e dell’averla persa con gioia, del godimento di scivolare a valle provando la quintessenza della libertà, parlano dell’economicità del mezzo e della sua  ecologia.
  • Quelli, molti di quelli, che hanno l’hobby della moto parlano, cazzo, della moto… e solo di moto e unicamente di moto. Se parlano della strada percorsa attenzione che sarà per introdurre quanto hanno scannato il motore o quanti gradi hanno piegato oppure se c’erano velox o semafori a rompere i coglioni.

Ora ditemi:
-Avete mai visto uno del CAI parlare dei suoi piedi per un’ora?
-Una ciclista attaccare un pippone interminabile sulla sua bicicletta?
-Un arrampicatore tenere un comizio sulle sue mani?
-Una cuoca un’adunanza sulla sua padella antiaderente?
-Un attore porno…

Io no, parlano molto più di quello che fanno con i mezzi che usano per muoversi invece che idolatrarli e cortocircuitare le conversazioni sempre intorno a questi.

Quando viaggi in moto questo si moltiplica all’ennesima potenza, c’è chi viaggia in moto e sembra usi il mondo come un banco di prova per il suo veicolo, una sorta di pista che si snoda tra territori politici diversi che fanno da sfondo, che forse sono visti come le quinte di un teatro dove alla fine ciò che conta è il fighissimo protagonista e la sua moto.
Non so perché ma quando il viaggio lo fai in moto fa fico, quando lo fai a piedi non conti molto, sei uno tra tanti. Con la moto sei un prode cavaliere medievale, un Lancillotto, un pioniere, mal che vada un Chiciotte. Quando vai a piedi sei un “qualunque”, al massimo un pellegrino, al peggio un pedone.

Eppure il mondo della letteratura, dell’arte della cultura o del sapere in generale non mi sembra sia stato mai nemmeno scalfito da un motociclista (con le dovute rare eccezioni), invece conosco abbondanza di scrittori, documentaristi, fotografi e musicisti che hanno camminato o pedalato per il mondo e raccontato rappresentato musicato in modo stupendo tutto ciò che era lontano, esotico, intricante, diverso, importante.

Con questo piccolo scritto vi invito a sconfiggere il Motocentrista interiore (o quello esterno se è un’altro e se riuscite a buttarlo fuori in curva).

Viaggiare in moto o viaggiare PER la moto?

NEUTRALIZZARE IL MOTOCENTRISTA CHE È IN TE

Se e solo se vi sentite contaminati da questo demone provate a:

-Guidare la moto per divertirsi con le curve senza perdere d’occhio i posti meravigliosi dove queste vi portano,
-Andare con la banda senza dimenticare che è un gruppo di persone che s’incontrano con il pretesto delle due ruote ma alla fine non vogliono far altro che diventare amici tra un chilometro assieme e l’altro,
-Viaggiare sapendo che là fuori c’è un mondo incredibile fatto di uomini, storie e stranezze e che questo mondo lo puoi avvicinare con la moto solo se vai piano, con curiosità e umiltà, senza mettergli paura e farlo scappare.

Adesso dopo la vaga polemica arriva il MEACULPA
-Chiedo scusa perché a 21 anni quando presi il primo cancello, un guzzi instabile e truccato, andavo in giro smarmittato e cercando di piegare tanto da andare sotto terra lasciando fuori solo le suole delle scarpe.
-Chiedo scusa perché Il mio motocentrista interiore è un NERD presuntuoso e mi capita che prenda il sopravvento… qui in Colombia dove sto scrivendo, ogni tanto avvicino timidamente dei motociclisti con domande generiche ed educate e poi finisco per spiegargli come funziona il loro mezzo, quanto pesa e come va, se è buono per viaggiare e come dovrebbero caricarlo.
-Anche se vedo la moto come un mezzo l’ho battezzata e ci parlo,
ecco le prove: ANIME DI CARNE E ANIME D’ACCIAIO: UN DIALOGO TRA ME E LA MIA MOTO

Se ti occupi di moto da corsa, sei un pilota professionista o semplicemente hai polluzioni notturne sognando l’ultima Ducati… lascia stare e rimaniamo amici lo stesso. Vi saluto!

VOGLIO AGGIUNGERE ANCHE LE VOSTRE VOCI ALLA TABELLA COMPARATIVA!!! ADELANTEEEE!!!

Preghiamo alla Moto guzzi

Articoli Simili