Strumenti per Nomadi Digitali, lavorare Online ovunque e Viaggiare

Strumenti per nomadi digitali, lavorare online in viaggio e ovunque

La vita dei nomadi digitali è bella ma trovare connessioni, comfort e clima per lavorare online in modo decente può essere una Guerra!!
Gli inconvenienti sono tanti: connessioni schifose, modello troppo distanti, pacchetti internet per il cellulare venduti da criminali monopolisti, freddo, caffé non a “portata di mano”, stanze di ostello terribili, fetenti e male illuminate.
Insomma da dieci anni viaggio e lavoro con il mio computer nel terzo mondo. Lavorare online in questi posti è una “guerra”, questi sono gli strumenti per vincerla.

 

La app TripMode per lavoare online controllando la banda.

lavorare online risparmiando la connessione con Tripmode per nomadi digitaliSono anni che impazzisco per le connessioni di m…. del latino america. Una tragedia per tutti i nomadi digitali che ho conosciuto. Oltre a connessioni indecenti molti dei nostri computer succhiano Mb a tradimento e in sordina per aggiornare app o fare cose losche che non capiamo. Ci sono poi i casi in cui, mancando la connessione fissa, ti devi colleghi a internet facendo ponte con il cellulare per il quale hai comprato, a prezzi assurdi, un traffico internet esiguo.
Tripmode ti consente di “castrare” varie applicazioni che rubano la banda. Puoi selezionare i programmi che hanno diritto di accedere a internet, magari solo il browser per navigare, o solo skype per chiamare a casa o anche una selezione multipla di app strettamente necessarie. La trovo veramente utile per erogare in modo mirato la banda internet alle uniche app che ti servono per lavorare online. Costa 8 dollari e li vale. Radio Silence non lo conosco ma so che esiste come alternativa. Ne conosci altri?

 

Resistenza per scaldare l’acqua e farsi caffè o tisane a volontà.

Resistenza per scaldare acqua in viaggioIl nomade digitale che si rispetti, nella più classica iconografia, o sta a dondolarsi su un’amaca oppure lavora al computer con una bella tazza di caffè sempre a disposizione. Ma se ogni volta che vuoi sorseggiare mentre lavori devi uscire per
strada e cercarti un bar è la fine. Con questa resistenza (io l’ho cercata in duecento ferramenta tra Perù e Bolivia, tu la trovi a 10 euro su Amazon!) ti scaldi acqua e puoi farti caffé fino all’ipertensione cronica o tisane rilassanti fino alla catatonia!! Sono riuscito a farmi anche le uova!!

Ti consiglio una potenza di 350w o 700w al massimo, di più sarebbe uno scaldabagno e diventa pericolosetto.

Velcro sul computer

lavorare online con un computer in assetto "da viaggio"Invece di brevettarlo e diventare ricco condivido questa GENIALATA con te!
Quando lavori in mille posti spesso devi attaccare periferiche come dischi esterni al pc/mac. Quando devi sloggiare il tavolo che stai occupando facile che ti alzi e ti sposti alzando il computer ma dimenticandoti i bei dischi di backup esterno che hai collegato. Dopo averne fiondati un paio per terra perdendo in totale tra i 2 e i 4 Terabyte ho deciso di aguzzare l’ingegno.

Se il tuo laptop ha un case esterno (consigliato!!) attaccaci del Velcro, le tue periferiche, anch’esse con il velcro, rimarranno attaccate al laptop.

Credimi, ti cambia la vita!

Antenna Usb per acchiappare il segnale, un must per Nomadi DigitaliLavorare online catturando il segnale con un antenna usb

Mi sono trovato spesso a girare come un rabdomante con il laptop alla mano per cercare la fonte misteriosa del segnale internet. Ovviamente, per legge di Murphy, se ti danno la stanza numero 100 il modem è di fianco alla stanza numero uno. Su un’altro piano e dalla parte opposta della struttura. Il modem latinoamericano ha un’antenna sottodimensionata che trasmette alla distanza di un tiro di sputo. Quindi prenditi un’antenna (anch’essa volendo modificabile con il velcro) per coprire la distanza e lavorare da dove sei senza fare spedizioni speleologiche nell’ostello. Vedrai anche la soddisfazione dei vicini di stanza, o di altri nomadi digitali, che ti chiedono “oh ma tu pigli internet? a me non va un ca…o!” Consiglio le Antenne Alfa, ben recensite su amazon anche se come driver per Mac non sono il massimo. Su questo punto vorrei confrontarmi con voi per sapere se avete provato altri modelli.

Lumacube (o Life Lite) per “atmosfera” e prevenire cecità

viaggiare come nomadi digitali con la luce led lumacubeLuci Led per viaggiare e lavorare online nomadi digitaliLa uso per le riprese video. Tuttavia è diventata anche la mia compagna di lavoro notturno nelle situazioni in cui devo scegliere tra il buio d’oltretomba delle stanze economiche che affitto oppure le lampadine al neon di luce accecante-fredda-ospedaliera-deprimente. Tra queste due opzioni schizofreniche e assolutistiche preferisco la compagnia della mia portatile luce regolabile. Ha il vantaggio di caricarsi via micro-usb, uno standard, e di essere a forma cubica. L’appoggi ovunque e in tutte le posizioni. La Lumacube è molto potente, anche troppo per una tenue illuminazione serale, ma è anche regolabile. Se volete spendere di meno la LifeLite invece è più piccola, economica e discretamente potente. Se sei un nomade digitale “alle prese con le riprese” video oppure semplicemente in cerca di una luce compatta e potentissima credo che l’hai trovata.
Costruite un cappuccio arancione/rosso per tagliare le frequenze blu in quanto queste stimolano alcuni recettori ottici che dicono al cervello di sopprimere la produzione di melatonina che è fondamentale per regolare il ciclo sonno/veglia e farci dormire bene.

F.lux e Twilight per lavorare online proteggendo gli occhi

Le luci blu, sopratutto di sera stimolano troppo il cervello che dalla natura è calibrato e abituato a un’illuminazione più calda verso le ore serali, proprio come il Twilight per lavorare su smartphone proteggendo gli occhitramonto. Lavorare di notte bombardati dalla luce azzurrina dei monitor è deleterio per il sonno alle porte. Flux regola automaticamente lo spettro di colori del monitor controllando su internet a che ora avviene il tramonto e regolandosi di conseguenza prendendosi cura dei tuoi occhietti. Consigliato a tutti i nomadi digitali che passano ore al computer, magari con la complicazione di fu

Controindicazione: Se sei un grafico avrai il bilanciamento del bianco totalmente sputtanato, quindi tutto il materiale grafico che richiede una fedeltà dei colori verrà virato nella temperatura del colore. Ma Flux può essere disabilitato temporaneamente. Basta ricordarsene.
Sto anche testando Twilight per Android che fa lo stesso.

Estensione elettrica

estensione elettrica per lavorare online ovunque in viaggioNon pensiate di avere prese elettriche comode comode a due spanne da terra, nemmeno di averne una vicino al comodino, uno vicino al tavolino e una vicino alla poltroncina (che peraltro nel mio caso è quasi sempre una sedia mutilata a tre gambe e pure arrugginita). Spesso, sempre se viaggiate low cost, dovrete sperare che il caricabatterie del computer rimanga in equilibrio a 2 metri d’altezza vicino al televisore. Oppure a le entrate sono così “anni 50” che il caricabatterie cadrà per terra rischiando seriamente il futuro del vostro lavoro al computer. In ultimo capita di avere una sola presa e duecento robe da caricare. Prendetevi un’estensione sottile di almeno 1 metro e mezzo o due con almeno 3 attacchi e risolvete in un colpo solo un sacco di problemi!

Pinza attaccapanni per auricolari

Trucco per sistemare gli auricolari per nomadi digitaliUn barbatrucco per portarvi comodamente con voi gli auricolari.
Senza auricolari non potete: ascoltare musica al giusto volume e/o qualità, isolarvi dal casino, concentrarvi sul vostro lavoro, parlare in santa pace e privacy con qualcuno via skype.

Senza il barbatrucco della pinzetta avrete sempre due cavi vermiformi attorcigliati e incasinati con tutto quello che avete in tasca. Insopportabile.

 

Guantini per digitare al freddo.

Testati all’aperto sino a 5 gradi, le punte delle dita stanno al fresco ma il resto della mano ha ancora una circolazione sanguigna degna di questo nome e all’altezza della sua giusta temperatura.
Se viaggiate low cost nel terzo mondo scordatevi i riscaldamenti, sulla
cordigliera della Ande, in 10.000 km non ne ho visto nemmeno uno. Quindi tenere al caldo anche parte delle mani è fondamentale.

Dischi esterni SSD per i backup.

Se non fate backup siete come bambini che non si sono ancora sbucciati un ginocchio. Oppure avete la fortuna di non dover muovere Gigabyte di foto ma solo roba piccolissima che potete caricare sul cloud (Lo usate il cloud vero???!!!). Se invece siete come la maggior parte delle persone che muovono anche foto e video, un backup è d’obbligo. Guardate le mie ginocchia insanguinate se non ci credete. Usare un disco classico, meccanico, comporta molti rischi: basta una caduta da un metro o anche meno per perdere tutto. (negli ultimi anni me ne son partiti almeno 4). Invece un disco a memoria solida, oltre ad essere più piccolo più leggero più veloce più parco nei consumi energetici (= più durata batteria) è anche molto più sicuro! L’ho già fatto cadere e ve lo confermo. Quale usare? Io ho due Samsung T1 (ma oggi c’è anche il T3). Altri non ne ho provati.

Cavo Usb Multiplo

Cavo Usb Multiattacco per ricaricare tutto in viaggioCon un solo attacco ricarichi 3 apparecchi. Ci mette più tempo ma se colleghi le periferiche in pausa pranzo o di notte o quando stai lavorando al computer funziona perfettamente. Mai avuto sovraccarichi o surriscaldamenti del caricatore. Ho comprato due cavi come quello in foto, su amazon a questo Link.
In vari mesi si sono sempre comportati bene. Un presa USB – 3 apparecchi, fantastico!

Il Powerbank Perfetto

Ravpower powerbank per viaggiare e lavorareCollegare in Serie i Powerbank Viaggiare e lavorareNe ho provati vari. Ho scelto il RavPower da 6700 mAh per questi motivi:

  • è piccolo,
  • ergonomico,
  • in due anni non ha mai fatto cilecca
  • ha il giusto equilibrio tra capacità e dimensioni (mi ricarica la macchina fotografica/cellulare + può riscaldarmi il PILE e sta in tasca anche dei jeans)

Una delle caratteristiche che lo DISTINGUE dalla concorrenza è che puoi COLLEGARLO IN SERIE proprio come vedi in foto! Altri modelli come per esempio l’Anke non si ricaricano se ne colleghi uno dopo l’altro. Nemmeno se mentre ne ricarichi uno lo colleghi a qualche periferica, quando termina di ricaricarsi il powerbank non passa corrente automaticamente allo smartphone. Non so se le cose sono cambiate nel frattempo con gli altri modelli ma per il momento questo è il meglio che ho trovato!

 

Lavorare Online con Servizi Cloud, Amazon Drive o Dropbox

lavorare online con DropboxHo entrambi ma sto covando l’idea di fare a meno di Dropbox. Amazon Drive costa
meno, intorno ai 70 euro e ha uno spazio di archiviazione ILLIMITATO. Io ci ho messo sopra 5 TB mentre su

lavorare online con Amazon DriveDropbox sto già esaurendo il mio unico Tb a disposizione!! Il vantaggio di Dropbox è la facilità con la quale si sincronizza e si condividono le cartelle. È più uno spazio di lavoro condiviso (spesso mando ai clienti link con lettere di raccomandazione, articoli pubblicati o foto che fornisco agli sponsor) mentre Amazon Drive è più un servizio di backup online. Devo ancora verificarne la capacità di sincronizzare selettivamente e condividere cartelle, credo che prima o poi la miglioreranno e a quel punto mi muoverò decisamente su questa soluzione. Credo che i nomadi digitali dovrebbero avere uno spazio online sicuro e inattaccabile sia per fare backup che per condividere con i clienti.
Dropbox è gratis fino a pochi Gb di spazio, poi diventa “Pro” e costa intorno ai 100 dollari/anno.

Cloud Personale

lavorare online ovunque con un cloud casalingo fatto con LIMaIn passato ho usato anche LIMA, una scatoletta che lasci a casa collegata a internet e un disco esterno. Il disco esterno che collegherai sarà a tutti gli effetti un Cloud che potrai accedere da ovunque nel mondo. Potrai sincronizzare i file (anche parzialmente), fare backup download e upload.

È come avere un amazon drive o un dropbox, solo che tutti i contenuti rimangono a casa nostra, attaccati al nostro disco esterno.

Ho usato questo sistema quando il software era ancora in beta, non era il massimo dell’affidabilità. Credo che la soluzione sia buona ma secondaria a un cloud esterno per i seguenti motivi:

  • i cloud esterni come amazon drive non hanno limiti di spazio,
  • un disco esterno, per quanto lasciato a casa, può rompersi, essere rubato o non funzionare più.

 

Condivideresti con me quello che tu usi per lavorare ovunque con il computer?

 

 

By | 2017-07-07T19:03:39+00:00 febbraio 16th, 2017|Viaggio|

12 Comments

  1. Michele 17 febbraio 2017 at 08:09 - Reply

    Articolo davvero interessante, molti spunti e furberie non da poco. Solo una cosa da appuntare; sicuramente la colpa è mia, ma non riesco a trovare la resistenza. Se hai un link, passa pure!

    • Claudio 17 febbraio 2017 at 23:54 - Reply

      Ciao Michele, cavolo mi sembrava di aver messo il link su amazon. Prova a cercare bollitore portatile … dovrebbero apparire. Al momento scrivo con la connex del cellulare e non posso navigare per cercare il link. Prova a dare un occhio e se trovi qualcosa di interessante o innovativo fammi sapere. Ciao!

  2. Imaginum Faber 17 febbraio 2017 at 22:55 - Reply

    Grazie per tutte le dritte, veramente apprezzate. Mi permetto di completare con qualche nota: 1) la resistenza per scaldare l’acqua e’ scoperta, quindi leggera e poco ingombrante, ma anche maledettamente pericolosa (le mie dita ne sanno qualcosa). Se si e’ da soli e si e’ disposti a fare un piccolo sconto sul peso e sull’ingombro si possono acquistare dei bollitori elettrici in metallo di piccola capacita’ che occupano leggermente piu’ posto e sono leggermente piu’ pesanti, ma sono piu’ sicuri. 2) Dischi esterni SSD per i backup: come alternativa si puo’ optare per un bel chiavettone USB tipo il Corsair Voyager GTX2 da 256 Gb, robustissimo (interamente in metallo) e veloce (USB 3.0) che occupa molto meno spazio dell’HD SSD 3) Cloud personale: ho usato anch’io Lima, ma e’ una m*rda. Oltre ad essere lento come la quaresima ed avere grossi problemi di sincro, ha un grosso inconveniente: richiede che ci sia un PC per dargli il comando di avviamento e che il suddetto PC resti sempre acceso. Se si spegne il PC va giu’ anche Lima. Quindi se a casa non c’e’ nessuno e si verifica un black-out il cloud va giu’ e non si ripristina fin quando non si torna a casa. In due parole: totalmente inutile 4) Non li hai menzionati perche’ con tutta probabilita’ li dai per scontati, ma sarebbero (almeno per me, s’intende) indispensabili anche un adattatore per le prese elettriche appaiato ad un adattatore Schuco/normale e viceversa e, se si usano, un caricabatterie per pile stilo di quelli intelligenti che scaricano e ricaricano ed hanno anche una presa USB. Se invece ci si muove in natura dove le prese elettriche non si trovano, val la pena di aggiungere un caricabatteria ad energia solare tipo il RAVPower e portare qualche batteria di scorta carica per la macchina fotografica e la videocamera. Ultimo ma non ultimo, un powerbank commisurato alle proprie necessita’.

    • Claudio 17 febbraio 2017 at 23:52 - Reply

      Ciao Bruno!! Grazie per il commento. Ero demoralizzato. 400 utenti sull’articolo e solo due commenti… depressione. Pochi capiscono che confrontarsi permette di migliorare i contenuti, avere nuove idee e avere vantaggio per tutti. Almeno tu la pensi diversamente. Allora, la resistenza è scoperta ma ne ho vista una qua in bolivia (l’ultima che mi hanno comprato sotto il naso!!!) che è una gabbietta a immersione che sta dentro la tazza. Forse è più sicura. La mia è da 750. Scalda subito ma ovviamente puoi scottarti in quanto una parte rimane fuori dalla tazza. Tuttavia ci sono su amazon quelle più piccole da 500 che s’immergono totalmente. Se mi lasci un link del bollitore che dici sono curiosissimo!! Ho sempre paura degli ingombri visto che sono in strada 10 mesi su 12..
      Poi, parlando di Lima. Non mi sembra che debba collegarla al computer. La mia che era una versione beta si collegava al router e alla presa di corrente. Se avevi un blackout quando ritorna la corrente riparte il modem e riparte lima con il disco attaccato. Adesso sembra che il disco possa pure andare in sleepmode senza dover stare sempre acceso. Ho scritto a Lima che mi invierà un modello Ultra, l’ultimo uscito, che è più veloce. Il problema che io vedo è che i dischi non si possono collegare più dischi per registrare in parallelo i dati in caso uno si rompa.Per gli adattatori ne avevo avuti alcuni grandi come palle da baseball.. mi sono trovato molto meglio (viaggiando in america) con lo standard americano che è più piccolo e credi con un adattatore da pochi euro può essere adattato a tutto.
      Per i pannelli solari in passato ho provato solo ciofeche che non caricano un cacchio. Se hai trovato modelli spiegabili decenti fammi sapere. Io preferisco ancora i powerbank che menzionerò nell’articolo. Ho quelli da 6700 mAh della Ravpower e mi trovo molto bene. Li preferisco agli Anker perché possono essere messi in serie. Ovvero attacco il caricatore a uno, poi da questo faccio un ponte caricano con un’altro cavo il secondo, poi il terzo e poi il cellulare.. tutto con una sola presa. Ci mette tempo ma la mattina dopo ho tutto carico. Con gli anker il collegamento in serie non funziona. Bene. grazie mille! Questo è lo scambio che vorrei sempre quando condivido quello che imparo. Grazie!

      • Imaginum Faber 23 febbraio 2017 at 22:42 - Reply

        Caro Claudio, di nulla, figurati! E poi guarda il lato positivo: 400 visualizzazioni su un singolo articolo! Io col mio sito se va bene le faccio in un anno… :D
        Questo e’ il link per il bollitore. Io ne ho una versione piu’ vecchia, ma sostanzialmente e’ lo stesso: https://www.amazon.it/Reer-Bollitore-litri-1000-Watt/dp/B0014IXRH0/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1487884932&sr=8-1&keywords=bollitore+reer
        Ovviamente ingombra piu’ della spirale, ma, come ti dicevo, e’ piu’ sicuro per le dita…
        Per quanto riguarda Lima, e’ vero che non va collegata al computer ma al router ed al suo alimentatore, ma nella versione che ho io, per farlo partire occorre un PC acceso, aprire il terminale (uso Linux) e digitare il comando “lima start”. Se il computer si spegne per un qualsiasi motivo, Lima si disconnette quando invece dovrebbe restare connesso.
        Segnalato l’inconveniente, tante belle parole ma la modifica al software di gestione non e’ nemmeno schedulata. In compenso mi hanno proposto di acquistare con lo sconto la nuova versione con hardware piu’ performante. Famo a capisse: sborso un centinaio di Euro per fargli sostanzialmente da beta tester, non rimediano ne’ hanno intenzione di rimediare al baco bello grosso e cercano di spillarmi altri quattrini? Ma per favore…
        Come pannello solare ho preso questo: https://www.amazon.it/gp/product/B00SUDJWWG/ref=oh_aui_detailpage_o05_s00?ie=UTF8&psc=1
        E’ la versione da 16 W, piu’ piccola e trasportabile, ripiegato e’ grande come un quaderno di scuola. Due uscite USB indipendenti (puo’ caricare due dispositivi contemporaneamente). Col sole invernale, qui a Genova mi ricarica l’iPhone SE in circa 2 ore. Pero’ non e’ riuscito a ricaricarmi l’iPad appieno. Probabilmente ci vorrebbe questo da 24 W: https://www.amazon.it/RAVPower-Caricabatterie-21-5-23-5-Conversione-Impermeabile/dp/B01FD7DK1U/ref=cm_cr_arp_d_product_sims?ie=UTF8
        Per quanto concerne i powerbank la tua e’ una soluzione eccellente, perche’ avendone tre uguali, anche se uno ti lasciasse a piedi, comunque avresti gli altri due di riserva. Io non ci avevo pensato e mi sono buttato su questo: https://www.amazon.it/gp/product/B01D1C944G/ref=oh_aui_detailpage_o00_s01?ie=UTF8&psc=1
        Grazie a Te per lo scambio proficuo e… buon vento!

        • Claudio 27 febbraio 2017 at 19:20 - Reply

          Ciao Bruno!! Grazie delle dritte!
          Il bollitore purtroppo è troppo grande per il mio utilizzo.. preferisco rischiare di bruciarmi vivo con la resistenza :-)
          Il power bank da 20 mi sembra veramente ottimo. Mi chiedo solo se riesce anche a ricaricare un macbook pro di ultima generazione che si ricarica appunto con la presa tipo C… sarebbe molto interessante e sarebbe il powerbank definitivo in quanto ricarica qualunque periferica Mac compreso! Per 370 grammi è fantastico.
          PArlando di pannelli solari sono preoccupato dal peso.. quello più piccolo viene segnato da Amazon come MEZZO Chilo!! Lo facevo più leggero ma spesso Amazon mette il peso della confezione al posto di quello dell’articolo..

          Buon vento anche a te e se scopri qualche altra diavoleria che ci rende la vita facile aggiornami… Ciao!

  3. Roberto 18 febbraio 2017 at 00:33 - Reply

    Ciao Claudio. A proposito di cloud, io mi sto servendo di Google Drive – che costa ancora di più di Amazon Drive – e allora mentre stavo studiando come passare ad Amazon Drive (di cui però ho letto recensioni non proprio brillanti, costa meno ma è anche costruito peggio) ho scoperto una soluzione che, pur conoscendola, avevo dimenticato. Flickr, da qualche tempo in qua, offre un Terabyte gratuito per ogni account: ci si possono caricare foto e video (e possono essere tenute nascoste, se si vuole), non so altri tipi di documenti che però, essendo di norma più leggeri, medito di mettere in futuro sui 15GB gratuiti di Google Mail quando avrò completato il passaggio di tutto su Flickr (mi ci vorranno messi, per spostare circa 500GB). invece mi spiace leggere che i pannelli solari portatili che hai provato sono stati deludenti: potrebbe servirmene uno in un viaggio dove non avrò possibilità di caricare le batterie e se non fanno il loro dovere, non saprei come fare altrimenti.

    • Claudio 18 febbraio 2017 at 00:38 - Reply

      Guarda, sino a che non troviamo un pannello solare piegabile che funzioni veramente bene io ti consiglio, a meno che non faccia 10 giorni di trekking nel sahara, di portarti dietro un powerbank. L’unico problema è se la tua macchina fotografica non carica con presa micro usb a 5v e ha bisogno un voltaggio diverso. Io credo che se stai off the grid per non più di 1 o 2 giorni un 10.000 Mah potrebbero bastarti per smartphone e macchina fotografica (caricata a micro usb). Per il cloud bella idea quella di flickr.. per spostare i dati da un cloud all’altro prova a vedere il sito multicloud.com . Io con quello muovo roba da dropbox a amazon drive a vari ftp delle agenzie dove lavoro. Ti risparmia un sacco di tempo ma non sono sicuro se accetta flickr anche. Alla prox.

  4. alberto 18 febbraio 2017 at 00:52 - Reply

    Grazie, ottime indicazioni… sia per la parte e-whatever che per il resto. Scarico immediatamente trip mode. Uso la resistenza da una vita, senza alcun problema. Essendo un caffeinomane usavo pure una moka bialetti elettrica, pensionata la scorsa estate,dopo 15 anni. Ora sono indeciso se regalarmi la handy expresso, versione manuale da abbinare alla resistenza per scaldare l’acqua. Geniale il velcro, ho seminato dischi in giro… Alla prox.
    a

    • Claudio 18 febbraio 2017 at 00:57 - Reply

      Ciao Alberto! Guarderò cos’è la handy espresso.. sono curioso. Se puoi condividi l’articolo. Ho avuto commenti e opinioni che mi hanno illuminato!! Posso fare meglio e sperimentare nuova roba. Ciao!

  5. Alberto Mattei 18 febbraio 2017 at 18:48 - Reply

    Ciao Claudio,
    è sempre un piacere leggere i tuoi articoli. In questo caso ho letto dei consigli utili per professionisti che fanno nomadismo digitale estremo. Diciamo infatti che in questo post tu ti rivolgi a nomadi digitali, ma che sono anche dei backpackers. Io però per deformazione professionale :) , io ci tengo sempre a precisare che esistono tanti modi diversi di vivere e lavorare da nomade digitale.

    Per rispondere alla tua domanda, provo a dare il mio contributo alla discussione:

    Personalmente quando sono in viaggio, io preferisco dedicarmi più agli aspetti ludici e alla scoperta del territorio, e quindi cerco sempre di limitare al minimo indispensabile le ore giornaliere che dedico al lavoro.

    In questo caso cerco sempre di portare con me meno attrezzatura possibile e mi limito a gestire le cose ordinarie del mio lavoro, come ad esempio, controllare le mail, moderare i commenti sul sito e gli aggiornamenti social.

    Di solito quando sono “on the road” preferisco portare con me una seconda macchina ( non quella che utilizzo normalmente per lavorare), più piccola e da battaglia per così dire. Utilizzo molto i servizi in cloud in particolare Dropbox, GDrive e Mega.

    Per me questi momenti di pausa dal lavoro sono fondamentali per ricaricare le batterie, pensare e trovare ispirazione per nuovi progetti. Normalmente mentre viaggio e ho più tempo libero da dedicare a me stesso, riesco ad essere molto più creativo. In questo caso lascio che le idee fruiscano mentre cammino. Per catturarle ed evitare di dimenticarle, sullo smartphone ho istallato un’applicazione molto semplice ma che trovo sia utilissima, si chiama Braintoss.

    Quando invece ho periodi di carico di lavoro importanti, preferisco sempre avere una base e non spostarmi così di frequente (se non per brevi periodi ). Spesso scelgo una destinazione e affitto un appartamento per periodi più o meno lunghi. In generale io adoro integrarmi nei posto che scelgo e voglio godermelo lentamente, conoscere la gente del posto, viverlo fino in fondo. Normalmente mi sposto solo quando sento davvero il bisogno di cambiare aria. Questo mi permette di avere sempre tanti posti diversi dove poter tornare e sentirmi a casa. E’ uno degli aspetti che io più apprezzo del mio essere nomade digitale.

    Normalmente mi piace molto lavorare negli spazi di coworking e quindi generalmente scelgo posti dove questi sono presenti. Anche in questo caso cerco sempre di portare con me l’attrezzatura essenziale per lavorare, anche perchè normalmente qui non esiste problema di connessione, freddo e mancanza di caffèè

    Utilizzo spesso le cuffie auricolari e ho fatto un abbonamento a focusatwill, un servizio di musica basata sulle neuroscienze che mi aiuta molto a concentrarmi, a ridurre le distrazioni, a mantenere la produttività quando lavoro concentrato.

    Riguardo invece le consulenze con i miei clienti preferisco farle da casa o dalle salette Skype dei coworking.

    Spero di aver dato un contributo minimamente utile alla discussione!

    Buon viaggio

    • Claudio 18 febbraio 2017 at 22:15 - Reply

      Grazie a te Alberto!!
      Sono contento.
      Sì il mio nomadismo digitale è sicuramente molto terra terra.. una guerra alla sopravvivenza.
      Diciamo però che vale la pena per chi inizia sapersela cavare con poco in paesi dove il coworking e i nomadi digitali sono una fantasia ma i prezzi sono molto bassi. Ho paura che stare in strutture “dedicate” di co-living e co-working Europeo o Statunitense possa essere veramente improponibile se qualcuno vuole iniziare il nomadismo digitale sfruttando il gap tra guadagno con paesi moderni e monete forti e la spesa in paesi in via di sviluppo.
      Cmq senza dubbio anche se vado per i 40 sono ancora un backpacker-nomade-digitale :-)
      Qui a Lapaz ho trovato il primo coworking cafe, bello ma essendo molto “IN” costa una cifra ed è nel quartiere ricco. Risultato andiamo in un bar comune con una connessione buona e spendiamo la meta lavorando uguale (senza la saletta per le conferenze o le riunioni).
      Condivido e sento tanto anche il fatto di fermarmi a lungo, purtroppo non lo pianifichiamo… semplicemente “accade” quando incontriamo qualcuno spettacolarmente accogliente o il posto “ci chiama”. Altrimenti ci spostiamo turisticheggiando.
      Proverò focusatwill.. cazz sono 10 dollari al mese!! Costa più che il mio abbonamento a spotify (che faccio in messico però).
      Dici che ne vale la pena?
      Farò le due settimane di prova!

      Hai contribuito alla grande, se fossero tutti come te e i pochi che commentano e costruiscono saremmo una squadra italiana di nomadi digitali da Olimpiadi!

      Buon viaggio!
      Ciao

      Ti ringrazio e ti risponderò nei commenti.

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