Non cercare le tue Passioni – Creale

Creare le Proprie Passioni invece che Aspettarle o Seguirle

Qualche tempo fa avevo scritto questo articolo:
Perché è meglio non Seguire le proprie Passioni
Qualcuno mi aveva risposto sentendosi finalmente sollevato da quell’assillo di dover trovare a tutti i cosi la propria unica perfetta passione come fosse il tassello mancante di un mosaico che definisce senza ombra i dubbio il disegno della nostra vita.

IL Dubbio è come un Raffreddore da Curare!!!

Sì perché nel mondo di certi Guru dell’auto-aiuto sembra che il leitmotiv di trovare la propria passione sia quasi una tappa evolutiva, un bersaglio da centrare, una leva da azionare per sbloccare livelli successivi di felicità e pienezza di vivere.

Secondo questa visione sembra che il dubbio o l’incertezza siano dei piccoli disturbi fisiologici, spesso adolescenziali come qualche brufolo che magari rimane ostinato fino a dopo i vent’anni, mentre aspettiamo che qualche illuminazione arrivi a purificarci da certe indecisioni esistenziali.”

Avete presente nei Blues Brother quando John Belushi viene illuminato dai raggi divini e finalmente capisce che è in missione per conto di Dio e il suo scopo è riunire la banda?? Ecco una cosa simile.

Non sono d’accordo con questa filosofia anche se ammetto che le passeggere certezze su quello che sarebbero dovute essere le mie passioni PER SEMPRE mi hanno regalato dei momenti di serenità.

Queste, di volta in volta, erano: la meccanica, i robot, giocare con i computer, andare in moto, la psicologia, il viaggio, la fotografia, i video, la scrittura, i documentari, il blog… ecc… Non ho ancora le idee molto chiare e mi avvicino ai quaranta.
Sto sentendo passioni che cresco dove non immaginavo, e crescono come risultato del mio fare e disfare, dell’impegno versato e del progresso delle mie abilità.

Quindi la Tua grande Passione Sarebbe è da qualche parte che ti Aspetta?

Il problema è che sembra che La Tua Passione sia qualcosa che risiede là fuori, che ti sta aspettando e tu la cerchi e la cerchi e la cerchi…
In realtà non è qualcosa che trovi ma qualcosa che crei.

Questo “Trovare” sempre più che altro il risultato di un esperimento individuale in cui per curiosità, tiepido interesse o per gioco provi a fare qualcosa e questo fare ti da una certa soddisfazione.

Molte cose che semplicemente t’interessano se vengono innaffiate con il tuo duro lavoro, con la tua voglia di comprenderle e governarle, possono diventare passioni. Per ciascuna persona queste passioni possono essere veramente tante dice Carl Newport nel suo Blog che spesso affronta il problema di come orientare gli studenti.

Scrive anche che lasciare andare l’ossessione di “trovare le proprie passioni” e fare “LA Cosa Giusta” nella vita può veramente essere liberatorio.

Può finalmente lasciarti in pace, lasciarti libero di esplorare il mondo e le esperienze, trovare qualcosa che t’interessi o incuriosisca e iniziare a dedicargli impegno.

Come dicevo nell’articolo precedente la Passione è un’emozione, non uno stato o una terra promessa.

Se vogliamo vedere da vicino la “Meccanica” del fare le cose che ci appassionano spesso vediamo che non siamo continuamente in stati euforici dove ridiamo e godiamo spudoratamente. Sembra che questa passione funzioni in modo diverso, ci sentiamo assorbiti e silenziosi, totalmente connessi con quello che stiamo facendo, sfidando noi stessi a fare bene o anche meglio, proprio come Mihaly Csikszentmihalyi descriveva nel “Flusso di Coscienza”.

Educare a Provare Esperienze

Quindi non aspettate che là fuori ci sia sepolta da qualche parte la Vostra passione, né che ci siano cartelli stradali con la Vostra Via per trovare la “Cosa Giusta da Fare” nella vita. Gli screening orientativi che vengono fatti per capire quali carriere o università possano funzionare sono estremamente generali, cercano un coincidenza tra qualche propensione caratteriale o intellettuale e qualche posto nel mondo dell’istruzione o del lavoro. Non sono sfere di cristallo.

Se guardiamo anche i metodi più innovativi d’insegnamento tra cui cito Steiner, Montessori e altre correnti di Meta-apprendimento sento ricorrere questa particolare filosofia in cui l’insegnante segue le propensioni che il bambino sviluppa, cerca di copiare il suo stile dandogli corda e spazio anziché riportandolo a un metodo prestabilito.

Ma sembra che l’orizzonte dell’età adulta ha parecchi temporali in agguato: crisi, disoccupazione, posti limitati, eredità lavorative da portare avanti, aspettative altrui, confronti con certe mode e modelli imperanti (tra cui appunto l’ossessione di trovare la propria passione).

In questa turbolenza forse ci dimentichiamo di provare e iniziamo ad “aspettare di trovare”.

Citando Carl Newport:

“La Passione viene dopo che lavori duramente per diventare esperto in qualcosa che ha un valore, non prima”

I rischi di “Seguire Le Proprie Passioni”

  • Come detto il primo rischio è presumere che queste siano pre-esistenti ed esterne, che arrivino come delle “chiamate” dall’alto. Invece sono interiori e conseguenti allo sviluppo di abilità, all’impegno. Al “coltivare” con amore e dedizione qualcosa.
  • L’altro rischio è che credere che se hai la fortuna di incontrarle vivrai un’esistenza felice per il resto dei tuoi giorni. Altrimenti sarai un vagabondo infelice in cerca di uno scopo. In realtà molti studi sulla soddisfazione sul posto di lavoro afferma chiaramente che questa non dipende dal fatto che il lavoro combaci in qualche modo con un interesse/talento/missione innato.
  • In ultimo l’ossessione per “azzeccare” perfettamente la propria missione nella vita preclude molte altre possibilità. Aspettare la vocazione ci fa distogliere lo sguardo da opportunità nuove, da nuove sfide e nuovi esperimenti che potrebbero farci scoprire qualcosa di meraviglioso circa noi stessi e il nostro potenziale.

Questo non vuol dire non fare le cose che ti piacciono

Lo ribadisco, le emozioni che accompagnano le nostre azioni, la nostra ricerca d’ispirazione e l’esecuzione del nostro lavoro, sono benvenute. Spesso da sole sono un risarcimento e una motivazione a continuare.

Anche loro fanno parte di un processo, crescono insieme alle nostre abilità e ai nostri tentativi. Non stanno appese sugli alberi pronte a farsi cogliere, sono una delle nostre trasformazioni quando viviamo esperienze.

Alzati e cammina!!

Beh, se non sei tra i privilegiati che credono di essere venuti al mondo con un talento e una missione puoi unirti al gruppo di quelli che si alzano e camminano.

Quelli che fanno e mentre fanno creano Passioni.

By |2017-09-07T10:12:54+00:00maggio 4th, 2017|Mente|

5 Comments

  1. Giovanni 7 maggio 2017 at 04:35 - Reply

    Ciao Claudio,

    finalmente una prospettiva che si discosta dalla fisica e metafisica del credere comune.

    La vita di ognuno e ciò che ne racconta la storia è piena di incertezze, non poter vedere il futuro destabilizza e crea frustrazione, l’idea di poter finalmente trovare certezze in un luogo segreto è un istinto esorcizzatore ma anche ingannevole.

    Cogliere le occasioni e migliorale tramite i propri talenti è ciò che apre al cammino, ed è dal continuo alternarsi di impegno e risultati che le passioni derivano e di conseguenza un cammino più definito.

    Un istinto, un’idea, un consiglio, un evento, un attimo di follia possono indistintamente essere inizio, la costanza ed il metodo nell’assecondarlo scrivono la nostra unica storia.

    E’ il processo ciò che conta.

    • Claudio 13 maggio 2017 at 14:43 - Reply

      Sono d’accordo con te Giovanni. L’idea che c’è un posto segreto dove sono nascoste i nostri talenti, destini e vertità è un mito. Sembra che invece siano la prova e l’errore, l’esplorazione, la raccolta di piccoli indizi, l’inizio di sentieri misteriosi gli unici modi per far sbocciare le nostre potenzialità. Chi ha illuminazioni..beati loro ma spesso queste avvengono non prima di aver provato e coltivato.

  2. fulvio 3 agosto 2017 at 04:26 - Reply

    Un po’ in ritardo rispetto al tuo tempo di redazione, ma voglio condividere con te la mia soddisfazione nel leggere questo breve “on point ” saggio. Grazie Claudio per le tue riflesioni/indirizzi sul tema delle “passioni”. La ricerca di cio’ che un individuo puo’ fare per trovare il suo percorso di vita. Immagino siano una sintesi (una delle varie) della tua esperienza da quando hai iniziato il tuo cammino di ricerca sulla felicita’. Che vedo e ti auguro sempre proficuo (non sono sicuro sullo spelling) ogni volta che ti leggo! In forte abbraccio. Fulvio

  3. Stefano 28 maggio 2018 at 16:18 - Reply

    Salve Claudio da Stefano

    Innanzitutto ti (provo a darti del tu) faccio i complimenti per gli articoli che ho trovato nel tuo sito, interessanti e piacevoli da leggere, in particolare questo e il precedente, anch’esso dedicato al tema “passione”, che e anche il motivo che mi ha spinto a scriverti.

    Condivido pienamente sul fatto che la passione si costruisce, si crea, ma e altrettanto vero che per quanto impegno e atteggiamento costruttivo mettiamo nelle cose non e detto che tutto poi diventi per forza passione.
    Forse nell’immaginario collettivo la passione e vista un po’ come il colpo di fulmine, che sò, magari sei in discoteca circondato da tante ragazze, ti guardi in torno e ad un certo punto la tua attenzione e catturata da una ragazza in particolare, ne rimani affascinato, magari pensi- “questa sì che e la donna della mia vita”, ma in realtà non sai nulla di lei, non hai sufficienti elementi per dire che quella e la ragazza giusta per te.
    Diversamente, conosci una ragazza che all’inizio non ti piace (ironicamente, non gli daresti una lira), ma poi rivedendola spesso, conoscendola meglio, invece col tempo scopri che e la donna giusta per te, alla faccia delle tue idee iniziali.

    Per quanto sono consapevole del fatto che la passione, semplicemente non si cerca fuori di noi, ma e un processo più complesso, c’è una parte di me che sembra non accettare tale cosa, faccio un esempio:

    l’altro giorno mentre giravo in auto per strada, voltandomi di qua e di la mi capitava di vedere camionisti, bar, negozi, officine, aziende, supermercati…, io che da un anno e mezzo abbondante mi ritrovo disoccupato (dopo che ho preso la non semplice decisione di lasciare l’attività di famiglia….), ebbene, tra me e me pensavo, mi immedesimavo-“E se guidassi anch’io quel camion? E se lavorassi in quell’autofficina? E se lavorassi per quell’azienda ?” Ma era come se tutto mi facesse schifo.
    Anche in questo caso non avevo sufficienti elementi per dare giudizi affidabili, ma la mia mente birichina ugualmente mi proiettava pensieri, sensazioni, giudizi automatici assai discutibili, e devo dire che la lettura di questo tuo articolo mi ha fatto abbastanza riflettere su tutto ciò.

    Da insicuro cronico(nel mio vocabolario non esiste la parola passione, al massimo ho degli interessi), il non avere le idee chiare e il cercare le risposte fuori dalla mia testa mi ha spinto nel corso degli anni a fare ricerche su ricerche( test attitudinali, orientatori, libri sulla ricerca lavoro, passare da una pagina web all’altra…) col risultato che ho ottenuto poco nulla, e sicuramente in tutto ciò ha influito la mia personalità un po’ , e le mie limitate esperienze di vita passate.

    Anche se attualmente non me ne sto con le mani in mano, mi viene comunque spontaneo pensare:

    – Che faccio, mi apro a qualsiasi esperienza di vita e alla prima opportunità mi ci butto a capofitto? Ma noo, che fai riparti da zero a 36 anni suonati!?

    – Perché non partire da un obiettivo chiaro e ben definito? Magari avercelo, al momento ho solo idee vaghe su quello che potrebbe andarmi all’incirca bene.

    – Perché non parti da quello che sai fare? Anche sì, ma non vorrei ritrovarmi a ripetere in altri contesti un’esperienza simile a quella che ho vissuto in passato.

    – ……………………………………………………………

    Chiudo qua per non dilungarmi troppo.

    Accetto molto volentieri qualche consiglio.

    Grazie, complimenti per quello che fai

    • Claudio 19 agosto 2018 at 13:56 - Reply

      Caro Stefano, scusa il ritardo e grazie per il bellissimo feedback.
      Se escludiamo che la passione è qualcosa che aspettiamo seduti sotto l’albero credo anche buttarci a capofitto in tutto sia una dispersione enorme di risorse. Perché quando conosci la ragazza alla quale “non dai una lira” ci esci ancora e ancora e ancora (e poi magari scopri che vale molto più di una lira…oppure no)??
      Forse perché anche se non abbiamo conosciuto certe esperienze e non sappiamo ancora se, martellandole/provandole/vivendole intensamente, diventeranno passioni abbiamo cmq una bussola interiore che ci orienta verso queste oppure no.
      La bussola, per scegliere di provare una strada tra mille, potrà essere l’intuizione, il bisogno, la strategia, il consiglio.
      Anche, nel tuo secondo punto, “partire da un obiettivo chiaro e definito” mi sembra un lusso che, almeno io, non ho. Spesso mi sembra che “si arriva ad avere un obiettivo chiaro e definito”, come sempre dopo aver provato strade, sentito pareri, riflettuto e raccolto informazioni.
      Terzo punto, partire da quello che sai fare… mi sembra molto saggio. Ma altri saggi dicono che se percorri sempre la stessa strada arriverai sempre nello stesso posto. Tuttavia PARTIRE da quello che sai fare non vuole dire fare tutto il cammino uguale, ripetere gli stessi errori e le stesse scelte, contesti e modalità.
      Partire da Sé è ottimo, è saggio, è economico. Esplorare altre strade è Evoluzione.
      So che non ti ho dato risposte esatte ma sarei un criminale a farlo senza conoscere te e la tua vita.
      Ho messo in moto qualcosa?

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