Un uomo che vive nel deserto del nord del Messico

CHE HA DI MAGICO IL VIAGGIO?

Se per alcuni è un intrattenimento per altri è una scoperta profonda del proprio Sé mentre per altri ancora come Bruce Chatwin fa parte della nostra primordiale natura di nomadi.

Mi sono permesso di commentare questi aforismi perché:
  • Viaggio da 8 anni e queste parole non mi sono scivolate come acqua sulla pelle.
  • Sono psicologo e conosco i retroscena interiori del viaggiare e quegli effetti di trasformazione che può provocare.
  • Voglio darti una mia interpretazione e sentire anche la tua.
Ho diviso questi pensieri in categorie perché  credo che gli aforismi sul viaggio non siano sempre omogenei e mettano in luce aspetti anche molto diversi: l’ardimento individuale,  la ricerca interiore, la libertà, il capriccio o l’irrequietezza. Ho cercato quindi quattro grandi famiglie per raggrupparli.
L’Autore

PENSIERI PAROLE E AFORISMI SUL VIAGGIO E SUL VIAGGIARE

IL VIAGGIO COME AVVENTURA

Un uomo che vive nel deserto del nord del Messico
A volte dobbiamo fuggire nelle solitudini aperte, nell’assenza di scopi, nella vacanza morale consistente nel correre puri rischi, per affilare la lama della vita, per saggiare le difficoltà ed essere costretti a sforzarsi disperatamente, vada come vada.
George Santayana, The Philosopy of travel
Risvegliati prima dell’alba e privo di preoccupazioni e cerca l’avventura. Lascia che la luna ti rovi lungo altri laghi e la notte ti colga ovunque a casa tua. Non ci sono campi più vasti di questi, non ci sono giochi più degni di essere giocati di questi. 
Henry David Thoreau, Walden
In questo caso l’accento è posto sull’avventura, sull’essenzialità, sulla bellezza dell’inaspettato che genera  il senso adrenalinico del viaggio e della comunione con la natura che genera il suo senso poetico.
A volte dobbiamo fuggire nelle solitudini aperte, nell’assenza di scopi, nella vacanza morale consistente nel correre puri rischi, per affilare la lama della vita, per saggiare le difficoltà ed essere costretti a sforzarsi disperatamente, vada come vada. 
George Santayana, The Philosopy of travel
Il viaggio è un processo che vi permette di “ritrovarvi” perchè vi lascia senza qualcosa dietro a cui nascondervi, vi tira fuori dal regno delle reazioni automatiche e dalle ottuse comodità costringendovi a vivere il presente. Qui, nell’attimo fuggente, non vi resta che confrontarvi con il vostro io più nudo e iù vero. 
Rolf Potts, Vagabonding
E qui tocchiamo il lato istintivo e primordiale del viaggiare con la quasi “prescrizione” di lasciare a casa tutte le proprie sovrastrutture, il buon senso e anche in parte quello di conservazione per mettersi alla prova, sopravvivere e poi vivere il viaggio senza tanta morale. La frase stupenda è sicuramente “Per affilare la lama della vita”. Rolf Potts, nel suo famoso manuale/libro, invece parla del viaggio in modo più cauto come svelare il proprio Io profondo attraverso la rimozione di strati di comodità e automatismi. “Nell’attimo fuggente” ci si confronta con il proprio Io, forse intende nell’atto spontaneo immediato di gestire una situazione che accade qui e ora, la nostra natura diventa presente a noi stessi.
Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un solo passo. 
Lao-Tzû
Verissimo! Alcuni dicono che la parte più difficile è aprire la porta. Talvolta invece di avere un mirabolante iperdettagliato piano di viaggio conviene curarsi solo del primo passo e lasciare che il viaggio faccia il resto. Questo aforisma è di aiuto a chi come me, ha avuto tanta paura di lasciare e partire, a chi entra in una spirale d’ansia che alla fine paralizza e inevitabilmente fa correre ai ripari.

IL VIAGGIO COME SCOPERTA E MIGLIORAMENTO DI SÉ

Gli amici che ci hanno ospitato in Guatemala a Quetzaltenango
La convinzione codarda per cui una persona deve restare in un posto ricorda troppo la rassegnazione assoluta degli animali, di quelle bestie da soma instupidite dalla servitù sempre pronte ad accettare la bardatura. Ci sono limiti in ogni campo e delle leggi che governano ogni potere organizzato, ma il viandante possiede l’intera vasta terra che termina solo all’orizzonte inesistente, e il suo impero è intangibile, perchè il suo dominio e il suo godimento sono cose dello spirito.
Isabelle Eber-hardt
Guzzi Claudio Giovenzana Aforisma Mark Twain
L’unico viaggio irrinunciabile è l’esplorazione dell’io. Alessandro Morandotti
Come psicologo clinico non posso che confermare questa affermazione e credo che il viaggio geografico possa promuovere questo viaggio interiore. Sopratutto quando ti rendi conto che sotto altri cieli e in mezzo a nuove culture e genti, alcuni tratti della tua personalità, belli ma anche brutti, non cambiano. Credi di esserti buttato dietro tutto il brutto, il negativo, il pesanti, il fastidioso… ma poi con il passare dei mesi e degli anni di viaggio ti rendi conto che alcune di quelle cose sono profondamente radicate dentro la tua persona.
Chi si sente a suo agio in casa, non va peregrinando lontano. I molti viaggi di scoperta nel mondo dimostrano l’insoddisfazione universale. Friedrich Rückert
 Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.
Charles Baudelaire
Concordo, non ci sono solo virtù che spingono a intraprendere un viaggio, spesso sono insoddisfazioni e capricci. Dolori e fastidi dai quali prendere distanza. Spesso inizi con l’idea di “liberarti da” e poi, quando sei in acque lontane, inizi a a concepire la idea di essere “libero di” fare qualcosa di nuovo con te stesso. All’inizio la motivazione è semplicemente la rottura di una catena e la fuga, poi è la ricerca di un senso, la scoperta di se stessi o del mondo. Baudelaire invece crede che più che l’insoddisfazione partiamo senza sapere perché o per come, come se rispondessimo al richiamo di una natura nomade, senza capacità di farcene una ragione. Per lui siamo come instabili esseri senza luogo esposti ai forti venti della passione.

Per Kerouack “Sulla Strada” era un diario spirituale, in realtà era la storia di due amici cattolici che girovagavano per il paese alla ricerca di Dio – ha scritto nel 1961 in una lettera a Carrol Brown – E lo abbiamo trovato, io nella market street di san francisco e Dean lo aspettò con ansia per tutto il viaggio

Non è un aforisma o un pensiero sul viaggio ma un grande equivoco. Ho letto sulla strada e peraltro non mi è piaciuto molto nonostante viva come un nomade da 8 anni… eppure scopro che Kerouac non era un impulsivo disadattato sempre angosciato dallo spostarsi. Il suo celebre libro, ancora oggi il più venduto al mondo sul tema, non era poi così tanto un inno alla compulsione di andare fregandosene di tutto, era invece una ricerca spirituale. Spesso quando viaggi proteso verso la strada fatta di nuovi chilometri e nuove città
Inizialmente viaggiamo per perderci, poi viaggiamo per ritrovarci. Viaggiamo per aprire il nostro cuore e i nostri occhi e conoscere del mondo più di quanto sta nei giornali. Viaggiamo per portare quel poco che possiamo – nella nostra conoscenza e ignoranza – a quelle parti del globo le cui ricchezze sono diversamente distribuite. E, in sostanza, viaggiamo per ritornare ad essere dei giovani pazzi, per rallentare il tempo, farci ingannare e innamorarci di nuovo. Pico Iyer, Why we travel
Finalmente il viaggio, almeno in questa celebre frase, viene visto all’inizio come una fuga, una perdizione. Non inizia con la serietà iniziatica di una scoperta del Sé o con la solennità di una ricerca della vera essenza della vita o del mondo. Qui ci s’incomincia ad allontanare come fanno molti: perché si hanno le palle piene e ci si vuole un poco nascondere a se stessi e perdere quel controllo severo sul proprio quotidiano. Dopo arriva l’incontro con la “i” maiuscola, con quelle regioni del mondo che ci s’illuminano davanti ai nostri occhi per la loro diversità, per le loro sproporzioni che le rendono attraenti ma anche bisognose di un nostro umile contributo.
Viaggiare dovrebbe essere sempre un atto di umiltà. Guido Piovene
L’ho sempre creduto come una delle prime qualità del viaggiatore, insieme a CURIOSITÀ E ADATTABILITÀ. L’umiltà è il sapere di non sapere un accidenti quando entri in contatto con un nuovo paese/cultura/lingua/tradizione/storia. Come abbiamo visto il contatto con il nuovo, che magari è anche inaspettato, è un tonico per l’umore e una scuola per la nostra persona ma… se con arroganza crediamo di sapere tutto non impareremo niente e non ci stupiremo di nulla. Useremo il viaggio solo come l’occasione per riproporre noi stessi cantilenando sempre le stesse convinzioni o magari useremo ogni occasione ci si presenta solo come banco di prova per verificare la nostra grandezza.
Personalmente con gli anni di viaggio ho avvertito un cambio di proporzioni tra me stesso e il mondo, a favore decisamente di quest’ultimo che diventa sempre più gigante e complesso mentre io, nonostante mi senta sereno con il bottino di tante esperienze, sempre più piccolo, finito e ignorante di quello che verrà.
Il viaggio non soltanto allarga la mente. Le da formaBruce Chatwin
Dal momento che Chatwin sosteneva che la nostra natura è nomade, il viaggio sembra essere il contesto perfetto in cui si forma la nostra persona. In cui anche la mente prende forma appunto. Forse anche perché essendo il viaggio  un’esperienza  memorabile, emozionante, che inspira cambiamenti e che spazza via credenze, viene come conseguenza la sua capacità di modificare il modo in cui pensiamo e viviamo.
La convinzione codarda per cui una persona deve restare in un posto ricorda troppo la rassegnazione assoluta degli animali, di quelle bestie da soma instupidite dalla servitù sempre pronte ad accettare la bardatura. Ci sono limiti in ogni campo e delle leggi che governano ogni potere organizzato, ma il viandante possiede l’intera vasta terra che termina solo all’orizzonte inesistente, e il suo impero è intangibile, perchè il suo dominio e il suo godimento sono cose dello spirito. Isabelle Eber-hardt
Forte questa affermazione che potrebbe gettare zizzania tra stanziali e viaggiatori ma invece attacca spietatamente non lo stile di vita di chi rimane ma di chi è convinto che sia la “unica e giusta” ricetta del vivere. Questo aforisma sul viaggio sicuramente contrappone la vita stanziale come soggiogata e ristretta a quella del viaggiatore che gode dentro i confini illimitati e intangibile dello spirito. In realtà, penso io, anche chi viaggia spesso incontra poteri organizzati, leggi, limiti e frustrazioni “da recinto” anche se concordo con l’aforisma che il campo da gioco è molto più vasto.

VIAGGIO COME CONOSCENZA DEL MONDO E DELLA REALTÀ

Viaggiare per conoscere profondamente la realtà
Esplorare non significa tanto coprire una distanza in superficie, ma studiarla in profondità: un episodio fuggevole, un frammento di paesaggio o un’osservazione colta al volo potrebbero costituire l’unico mezzo per comprendere e interpretare delle zone che altrimenti resterebbero prive di significato.
Claude Levi-Strauss Tristi tropici
Il mondo è come un libro. Chi non viaggia ne legge solo una parte. S. Agostino
Gli uomini viaggiano per stupirsi degli oceani e dei monti, dei fiumi e delle stelle e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi. S. Agostino
Sant’Agostino prima ci dice di viaggiare per vedere il mondo ma poi, nel secondo aforisma, ci mette in guardia e come ha scritto in altre occasioni ci ricorda di non lasciare indietro la nostra anima, anzi, forse vuole ricordarci che questa non è meno stupefacente del mondo che siamo partiti per conoscere.
Uno dei piaceri del viaggio è immergersi dove gli altri sono destinati a risiedere, e uscirne intatti, riempiti dell’allegria maligna di abbandonarli alla loro sorte. Jean Baudrillard
Bello! Quando viaggio una delle cose più belle, quando hai la noia alle calcagna che sta per raggiungerti, è rifare ancora le valigie e partire per una nuova avventura o per andare a vedere cosa c’è più in la. Questo è l’aspetto malignamente divertente del viaggiare, hai la licenza e la giustificazione per abbandonare un luogo quando ti stai annoiando. Il problema può essere quando in quel luogo hai seminato amicizie o amori…
Esplorare non significa tanto coprire una distanza in superficie, ma studiarla in profondità: un episodio fuggevole, un frammento di paesaggio o un’osservazione colta al volo potrebbero costituire l’unico mezzo per comprendere e interpretare delle zone che altrimenti resterebbero prive di significato. Claude Levi-Strauss Tristi tropici
Molto importante questo aforisma sul viaggio perché mette in luce, secondo la chiave di lettura del famoso antropologo, la necessità di una terza dimensione. Dell’andare in fondo cercando sotto la superficialità apparente degli eventi. Nel viaggio s’incontrano spesso luoghi, geografie e attività viste e straviste in ogni brochure come in ogni vacanza di gruppo. Andare in profondità, anche se non parliamo di una “survey antropologica”, significa scavare, sopratutto nel tessuto sociale di un posto. In poche parole chiacchierare con la gente, farsi “tirare dentro” dalle relazioni e dalle storie.
  Comunque la spedizione mi dava una buona ragione per rimettermi in viaggio, per riprovare quella gioia unica che solo i drogati di partenze capiscono, quel senso di libertà che prende nell’arrivare in posti dove non si conosce nessuno, di cui si è solo letto nei libri altrui, quell’impareggiabile piacere nel cercare di conoscere in prima persona e di capire. 
Tiziano Terzani
Terzani si distacca un attimo dalla virtù del “conosci te stesso” e, almeno in questo pensiero, decanta la bellezza di toccare finalmente con mano e veder materializzato un luogo che prima era solo fantasticato grazie alle parole di qualcun altro e adesso finalmente prende corpo colpendo tutti i nostri sensi.
Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno.” 
Guy De Maupassant
 
All’inizio sembra di vivere in un sogno, specie quando sei in quella fase si” scaricamento” dei pesi della tua vita sedentaria,
in cui tutti i giorni assomigliano alla domenica e ogni lavata mattutina è un grido di liberazione!
Scopo del viaggiare è disciplinare l’immaginazione per mezzo della realtà e, invece di pensare come potrebbero essere le cose, vedere come sono in realtà. 
Samuel Johnson
Adesso che la realtà si palesa ai nostri sensi invece di iniziare giudicarla o peggio ancora camuffarla con le nostre credenze  e aspettative secondo Samuel Johnson la si lascia così com’è con l’onestà di vederla nella sua autenticità e non per come si vorrebbe che fosse. Ho viaggiato per tanti anni e confermo di avere sviluppato la capacità di vedere come stanno le cose, almeno alcune volte, ma il problema lo lo incontro più a valle: riuscire ad accettarle così come sono.
Per mio conto, io viaggio non per andare da qualche parte ma per andare e basta. Viaggio per amore del viaggio. La cosa importante è spostarsi, sentire più da vicino i bisogni e i sobbalzi della vita; scendere da questo letto di piume che è la civiltà e trovarsi sotto i piedi il globo di granito, ricoperto di pietre taglienti. 
Robert Louis Stevenson, Viaggio nelle Cevennes in compagnia di un asino.
La vita non ha alra disciplina da imporre, se solo arriviamo a capirlo, se non quella di accettarla senza condizioni. 
Henry Miller
Ci sono frasi e aforismi sul viaggio che mostrano gli effetti benefici, rigeneranti e perfino terapeutici del viaggiare mentre altri come questo di Stevenson, svelano il bisogno di verità, di un contatto vero con la vita, crudo e senza le mediazioni di comodo di cui ci siamo circondati mettendo a punto la nostra vita “moderna”. E come apice filosofico cito Henry Miller che  dopo aver viaggiato e toccato la tagliente superficie dell’esistenza, ci ricorda che possiamo solo accettarla, senza nessun altra scelta o opzione.

VIAGGIO COME METAFORA DELLA VITA

Statue della sagrada Familia
E la fine di tutto il nostro esplorare sarà arrivare dove siamo partiti.
E conosceremo il luogo per la prima volta.
T.S. Eliot
E la fine di tutto il nostro esplorare sarà arrivare dove siamo partiti.
E conosceremo il luogo per la prima volta. 
T.S. Eliot
La gente dice che bisogna viaggiare per vedere il mondo. A volte penso che se resti in un posto e tieni gli occhi aperti, vedrai più o meno tutto quello che puoi incontrare. 
Paul Auster, Smoke
E qui atterriamo sul duro. Vi dicevo che il viaggio e il viaggiare sono visto spesso come una scoperta o cura della propria persona a vari livelli. Eppure questi aforismi sul viaggio, sopratutto il secondo, riducono il viaggio a un esperienza dove si ripeta il già visto e che non procura a livello profondo niente di nuovo. Almeno secondo Paul Auster.
Secondo invece Eliot la nostra meravigliosa ricerca è un giro tondo che ci ricondurrà al punto di partenza trasformati, maturati  e finalmente capaci di comprendere le nostre radici e la nostra provenienza.
Mi ricorda tanto il libro “l’Alchimista’ di Cohelo in cui il destino o l’universo guidano il protagonista nella ricerca di un tesoro, metafora del proprio io, che alla fine scopre essere sepolto sotto l’albero dove dormiva tutte le notti prima di partire per la sua avventura.
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. Marcel Proust
 
Ricollegandomi ai pensieri sul viaggio precedenti viene da se che quando sai di non sapere nulla di ciò che incontri e cerchi di abbandonare per strada il fardello di mille convinzioni e aspettative, avrei un nuovo modo di guardare alla realtà che incontrerai strada facendo.
Camminare da solo è possibile però il buon viaggiatore sa che il gran viaggio, quello della vita, richiede compagni. 
D.H. Càmara
 
Il compagni di strada cambiano la qualità del viaggio. E mi piace scovare un aforisma che introduce l’essenzialità dei compagni di strada. Come per la vita anche per il viaggio non è importante solo chi incontri ma con chi condividi l’esperienza. Con un compagno di strada riparti su due spalle, due teste e due cuori l’esperienza d’incontro con il mondo e le sue genti. Nonostante sia convinto che il viaggio abbia la sua quintessenza nella propria individualità più intima e profonda, credo che condividerlo con un altro viaggiatore sia un grande arricchimento. Credo sia bene alternare solitudine e compagnia.
Il saggio non si allontana mai dal suo villaggio. 
Confucio
 
Devo verificare questo aforisma… non mi ricordo da dove l’ho preso e sulla rete faccio fatica a incontrarlo. Ad ogni modo sono sicuro che, detto in un modo o nell’altro, Confucio ritenesse importante stare fisicamente nel proprio luogo di appartenenza. Forse anche lui, esaltando la ricerca di sé in modo “orientale”, non vedeva necessario allontanarsi geograficamente.
Non voglio mettermi frtetta, questo è un atteggiamento velenoso del ventesimo secolo. Se vuoi fare qualcosa in fretta significa che non te ne importa più niente e vuoi passare a fare altro.
Robert Pirsig. Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta.
Naturalmente il denaro è sempre necessario a sopravvivere, ma è il tempo ciò che serve per vivere. 
Ed Buryn
 
Il tempo! Ci siamo, questi due aforismi arrivano dritti a questo concetto fondamentale che nel viaggio viene alterato e percepito in modo diverso. Dopo poco dall’inizio del viaggio nel 2008 ho iniziato spontaneamente a riflettere sul tempo e su come questo sia spesso inversamente proporzionale al denaro… più diamo via tempo (ammettendo che il nostro lavoro sia solo un “dare via” e non viverlo pienamente) per guadagnare denaro e meno rimaniamo con tempo a disposizione.
Quando sono partito avevo tutto il tempo dalla mia ma non avevo il becco di un quattrino.
Pirsig dice bene della fretta, a meno che qualcosa non ci piaccia, non vale la pena farlo di fretta per correre nel “dopo” decentrandosi dal presente e dal piacere di gustarselo.

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