Ragazza distesa pensando di fronte a una grande metropoli panama

Cosa ci sarà di male ti chiederai? Nulla, se non fosse che seguire le proprie passioni è come mettere il carro davanti ai buoi.

Cerco ora di spiegare meglio perché credo che inseguire, attaccarsi o aspettare ci capire le nostre passioni può essere molto pericoloso e fuorviante.

LE PASSIONI SONO EMOZIONI NON STATI.

Le passioni non sono piani di vita o istruzioni su come viverla. Le passioni sono emozioni. Possono cambiare nel tempo. Le avvertiamo in risposta a qualcosa che stiamo vedendo/facendo o sperimentando sulla nostra pelle, in questo momento. Se non viviamo prima non sapremo mai quali sono e staremo ad aspettarle una vita intera. Se le troviamo invece potremo illuderci che non cambieranno mai e che sarà giusto seguirle per sempre.

Le passioni non sono una linea che tracci su una mappa e poi segui. Allo stesso modo in cui la tua vita non è un progetto che puoi pianificare e dopo vivere.
Prima inizi a viverla e poi ti fai una idea di come correggere la traiettoria, dove abbandonare e dove proseguire, cosa lasciare e cosa intraprendere.
Così prima provi esperienze e poi capisci se stanno diventando quelle famose “passioni” che stavi cercando.

QUANTI TRENI HAI PERSO MENTRE STAVI ASPETTANDO DI CAPIRE QUALI ERANO LE TUE PASSIONI?

Altro piccolo effetto collaterale è che la ricerca delle proprie passioni può mettere un paraocchi che impedisce di vedere il mondo che scorre ai lati, che è già vicino e raggiungibile, che magari è pieno di esperienze che potresti scoprire di amare.

Quanti treni hai perso mentre stavi aspettando di capire quali erano le tue passioni? 

Non mi piango addosso perché quando mi sono avvicinato ai trent’anni ho deciso che avrei voluto perderne molti di meno. Quando ho iniziato l’università ero convinto che la psicologia sarebbe stata per sempre la mia unica e grande passione.
Ho sottovalutato la mia capacità d’innamorarmi di persone, esperienze, situazione e intraprendere cammini paralleli.
Seguivo la mia passione e facevo solo e soltanto quello, al massimo dell’intensità, con il massimo investimento di risorse, senza spazio o tempo per nient’altro. Chiedetelo ai miei amici: ogni week end era un corso di formazione e ogni serata una riunione con la cooperativa o chissà cos’altro.
Poi con gli anni ho provato, spesso per puro caso, a sperimentare qualcosa di nuovo e sorprendentemente mi ci sono “appassionato”. Non ho mai “aspettato” queste cose né le ho mai “cercate”, semplicemente erano già lì, in mezzo al marasma delle mille possibilità che la vita offre.

Ero convinto che non sarebbero mai diventate “passioni”. Credevo che la vita avesse spazio per una sola di queste e magari un paio di hobby al massimo.

Pensavo che la grande passione implicasse l’accettazione di un destino preciso che avrebbe fatto piazza pulita di tutto il resto. Come? Iniziando a incatenare le scelte, una dopo l’altra, secondo una coerenza e un ordine preciso. Cinque anni di università attaccati a uno di tirocinio attaccato a quarant’anni di esercizio professionale attaccato a una pensione. Tutto liscio, consequenziale e coerente: una passione, una catena di scelte, un destino.

Avevo sottovalutato la mia natura, i capricci del mio cuore, l’idea assurda di un piano per la propria esistenza e la convinzione errata che se fai un passo a 18 anni devi per forza farne uno nella stessa direzione a 25 a 30 a 40. Il resto sarebbe dovuto essere  solo un hobby o qualche cosuccia marginali che “deve” rimanere tale. Mi sono sbagliato.

LE PASSIONI NON SONO CONTRATTI NE’ LAVORI

Lo ripeto, sono emozioni e le emozioni, per natura, sono transitorie e possono cambiare.
Oggi mi scopro appassionato ancora della psicologia ma anche del viaggio che continuo da 8 anni, della fotografia e dei video con il quale invento racconto e guadagno, della meccanica e dei motori che non avrei mai detto poter nemmeno lontanamente comprendere, della motocicletta con la quale sto girando da quasi centomila chilometri un continente intero e della scrittura che mi ha portato a pubblicare un libro, decine di articoli e questo Blog.

Certo, se giudichi la mia vita sulla base della coerenza delle mi scelte, di tutte le “sterzate” o dei cambi che ho fatto, sono un pazzo. Un disadattato che ha buttato nel cesso tutto.

Ma se prendo il centro di gravità attorno al quale ruotano tutte le mie scelte, lo tolgo da quel cammino “coerente” istituzionale/ professionale e lo sposto su me stesso allora non sono più pazzo, sono semplicemente coerente a quello che sento mentre sperimento la vita. L’unico filo conduttore di tutto sono io e la mia crescita personale … e posso passare con armonia dalla psicologia alla meccanica al mollare tutto e partire alla scrittura alla fotografia al viaggio.

Perché invece di inseguire noi le passioni non iniziamo a vivere e sperimentare pienamente la vita facendo sì che le passioni seguano noi? 

In questo modo non staremo ad aspettarle anni e nemmeno passeremo il resto della nostra esistenza convinti che saranno i nostri unici grandi amori.

Cosa ne pensate? Mi lascereste dei commenti se ne avete?

Ho trattato anche il tema della Felicità che spesso segue lo stesso destino: viene percepita come una meta da raggiungere che “ci metterà al sicuro” dalla tristezza ma non è così semplice. Se vi interessa leggete qui sul tema della Felicità.

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