TUTTO QUELLO DA NON FARE CERCANDO UNA SPONSORIZZAZIONE

Cercare una sponsorizzazioneQuesta intervista sui classici errori che vengono fatti cercando una sponsorizzazione è stata diretta a Riccardo Marchetto di Clover.

Clover è un’azienda italiana che vende in tutto il mondo abbigliamento specialistico per moto e per moto turismo.

Anche se non viaggi in moto l’intervista è molto utile a capire perché vengono rifiutate un sacco di richieste di sponsorizzazione e cosa invece devono avere per essere prese seriamente in considerazione.

QUANTE RICHIESTE DI SPONSORIZZAZIONI RICEVI IN UN MESE?

Dipende dal mese, in quelli estivi di più. Ma diciamo da un minimo di 8-10 alle 20-25.

QUALI SONO LE PRIME CARATTERISTICHE CHE TI FANNO SCARTARE SUBITO UNA RICHIESTA?

Generalità del progetto, le parole “giro del mondo”, una mancanza di precedenti esperienze di viaggio.

Poi è molto importante che la comunicazione di questo viaggio non sia solamente affidata a mezzi “fai da te” come facebook o altri social media.

Un viaggio che ha già accolto il plauso di qualche rivista, giornale, cartaceo o online che si impegna a seguirlo e divulgarlo ha sicuramente più attrattiva.

QUALI QUALITÀ CERCHI IN UN VIAGGIATORE PER ACCOGLIERE LA SUA RICHIESTA DI SPONSORIZZAZIONE?

Ottime capacità fotografiche innanzitutto, perché il viaggio per trasformarsi da esperienza personale a progetto che interessa allo sponsor deve essere comunicato e ad oggi la comunicazione migliore avviene tramite foto e soprattutto video .

Costanza, che noi sia una cosa improvvisata in un momento di euforia, ma che sia un progetto evoluzione di altri precedenti in cui si hanno già maturato esperienze essenziali per il lieto fine del progetto in atto.

Progetto innovativo che non ricalca i soliti schemi del tipo: giro del mondo, via della seta, caponord, ecc.

QUALI CREDI SIANO GLI ERRORI PRINCIPALI CHE COMMETTONO I RICHIEDENTI DI UNA SPONSORIZZAZIONE?

Spamming . Ci si accorge subito se una mail è scritta per essere indirizzata ad una specifica azienda o inviata a molte. Non basta cambiare il nome in testa.

Richieste esorbitanti in denaro o pensare che l’abbigliamento tecnico non abbia valore commerciale. Un completo top di gamma arriva facilmente a superare i 1000 euro, richiederne due per fare un viaggio a caponord, pubblicando foto solo sui propri canali personali, per quanto sia una bellissima esperienza personale, manca di appeal verso un pubblico più vasto e quindi interesse all’azienda di apparire in quel progetto.

COME DEVE ESSERE FATTA UNA PROPOSTA DI SPONSORIZZAZIONE PERCHÉ ATTIRI LA TUA ATTENZIONE?

Come anticipato in precedenza deve essere fatta in modo personale, dimostrando che si ha conoscenza dell’azienda e del tipo di prodotto che questa fa.

Deve essere concisa ma deve comunque dare i dati importanti: chi è la persona che lo compilerà, quali sono le sue esperienze e la sua professione, dove , come , quando , con che mezzo, con che copertura mediatica, con che attrezzatura fotografica.

Inoltre un viaggio con due partecipanti o più ha sicuramente più possibilità di riuscire interessante ad un azienda attenta, perché sa che ci saranno molte foto in action. Un viaggiatore solitario non è facilitato, anche se non impossibilitato , riguardo a ciò, perché le riprese dovranno essere costruite con cavalletto e controlli remoti.

Sopra ogni cosa, è importante il progetto. Un progetto che fa qualcosa che non è mai stato fatto prima o che si specializza su aspetti poco esplorati di una cultura, ha sicuramente un risalto maggiore che un semplice attraversamento seriale di posti. Almeno per noi.

By | 2017-07-07T19:20:19+00:00 gennaio 21st, 2017|Viaggio|

4 Comments

  1. Paolo Pastore 1 febbraio 2017 at 10:04 - Reply

    Interessante intervista che dimostra come le Case produttrici di accessori ed abbigliamento per motociclisti siano alla ricerca di Motovenditori piu’ che di Motoviaggiatori. E’ una dimostrazione del cambiamento dei tempi; mi fa pensare che, oggi, viaggiatori come Bettinelli e Ted Simon non sarebbero sponsorizzati.

    • Claudio 1 febbraio 2017 at 15:58 - Reply

      Ciao Paolo, credo che uno sponsor deve avere un ritorno altrimenti è solo donazione o volontariato.
      Bettinelli aveva tappezzato la moto di adesivi e dava un ritorno d’immagine ai suoi sponsor. Io non mi considero un motovenditore e se mi venisse chiesto dagli sponsor qualcosa che viola la mia linea di viaggio e la mia libertà rifiuterei immediatamente. Credo che l’offerta allo sponsor sia fondamentale. È uno scambio dove ovviamente noi offriamo testimonial e immagini dell’uso dei loro prodotti. Mi sembra giusto. Come mi sembra sbagliato quando gli sponsor si approfittano dei viaggiatori per assoldare mano d’opera a basso costo e, viceversa, quando il viaggiatore chiede completi da centinaia di euro per farsi giretti stupidi e con nessuna capacità di realizzare immagini di qualità. Ciao e grazie per il commento!

  2. Paolo Pastore 9 febbraio 2017 at 18:12 - Reply

    So che le aziende non sono un ente caritatevole, ormai neanche la Chiesa regala piu’ nulla. In cambio di abbigliamento che in negozio varrebbe 1000 euro. ma per le Aziende il valore e’ minimo essendo Campionario non destinato alla Vendita, chiedono in cambio persone che gia’ scrivono o hanno scritto nelle riviste o giornali, che siano ottimi fotografi e facciano video, che siano affidabili e abbiano un programma ben definito, fuori dai soliti “giro del mondo in solitaria”, ecc. Mi pare che lo scambio sia notevolmente a favore degli Sponsor. Io so di non poter corrispondere a nessuna delle caratteristiche richieste ma, se lo fossi, dovrebbero essere loro a pagare me. Probabilmente, come accennato in inizio intervista, le richieste sono molte e gli sponsor hanno una buona possibilita’ di scelta.

    • Claudio 13 febbraio 2017 at 17:09 - Reply

      Ciao Paolo, non so che esperienza abbia come viaggiatore o fotografo ma sono sicuro che una persona con un progetto interessante possa corrispondere a uno sponsor. Ti spiego, non è che uno sponsor una volta che ha un bravo fotografo e viaggiatore si ferma. Supponiamo che clover ha me che sono in Sud America, proprio perché un completo non destinato alla vendita non gli costa uno sproposito sono certo che avrà tutto l’interesse a vestire altri viaggiatori senza aspettare che questi vadano da altri produttori e senza aspettarsi che, in cambio di un completo, questi debbano essere fotografi e scrittori di professione. Ovviamente come uno cerca la qualità nei capi d’abbigliamento chi produce questi cerca la qualità in chi viaggia come testimonial dei propri prodotti. Ho appena conosciuto Mauro Dagna che viaggia da solo e sta portando avanti un progetto molto interessante con la disabilità. Non è fotografo, non viaggia in coppia ed è sponsorizzato da Clover. Insomma credo che ci siano possibilità Paolo. Credo che a uno sponsor interessino molti traveller invece che pochissimi super qualificati. Devo questo ovviamente bisogna togliere gli accattoni che vanno a farsi il giro al lago, quelli che fanno foto alla ca… con lo smartphone etc. Che ne pensi?

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