Resilienza, passare attraverso il dolore recuperare la felicità

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Ok, perché mai Parlare di Resilienza?

Oggi la qualità di vita, la felicità e la crescita personale sono per tutti noi un realtà importantissime. Un complesso e vitale campo di esplorazione dove cerchiamo di diventare persone migliori. Purtroppo questo campo non è occupato soltanto da noi, è stato invaso, tanto per cambiare, dalle mille offerte di un agguerrito “mercato della felicità”.
Per far funzionare questo mercato bisogna vendere tanto e ovviamente la nostra legittima e autentica domanda, basata sulla voglia di star bene, è corrisposta da un’offerta spesso scellerata e piena di prodotti che devono portarci alla felicità subito e con il minor sforzo possibile.

C’è tanta ispirazione ma anche tanto fumo, quello delle “vie facili” per aggiustare tutto come se la nostra anima si possa “pompare”, elaborare e lanciare verso il successo come una macchina da corsa.
Perché parlare di resilienza quindi?

Perché una via per la felicità è costruita proprio sul dolore, sulla capacità di sviluppare noi stessi a partire da come resistiamo alle tempeste che inevitabilmente ci colpiscono.
Non si tratta di pensare positivo e convincerci che tutto andrà bene, si tratta invece di capire cosa ci succede, e cosa fare, quando la vita ci calpesta.
Questa è una qualità psicologica inestimabile sia per la nostra salute che per la nostra capacità di essere felici.

L’Antica Saggezza e la Resilienza

La resilienza è una virtù per alcuni, per i Greci un areté, per gli psicologi una capacità e consiste nel gestire le esperienze più dolorose e stressanti della nostra vita, saperci adattare, tollerare il dolore, rialzarci e continuare il nostro cammino.

Con la resilienza dal dolore può nascere la saggezza, dalla paura può nascere il coraggio, dalla sofferenza può nascere la forza.

Questo lo sappiamo da migliaia di anni, le più antiche scuole filosofiche greche e romane lo hanno sempre insegnato eppure oggi questo messaggio, questa “via negativa” per la felicità, viene spesso oscurata dai vangeli dell’ottimismo, da un pensiero positivo che vuole farci dimenticare il dolore rendendoci totalmente fragili e impreparati quando questo c’investe.

Frasi sulla resilienza e aforismi

Duemilacinquecento anni fa un soldato poeta, Aeschylus, scrisse:

Anche nel sonno, il dolore non può essere dimenticato,
cade goccia a goccia sopra i nostri cuori,
e nostro malgrado, contro la nostra volontà,
ci viene data saggezza attraverso la terribile grazia di Dio.

Il poeta Robert Bly scrisse:

“L’uomo ferito conosce qualcosa…”

Mihaly Csikszentmihalyi, che ha sviluppato l’importantissimo concetto di “Flusso”, collegato molto strettamente alla felicità, ha scritto a proposito della resilienza:

”Di tutte le virtù che possiamo imparare nessuna è più utile, nessuna è più essenziale per sopravvivere e più capace di migliorare la qualità di vita che l’abilità di trasformare le avversità in piacevoli sfide.”

Albert Einstein disse:

”C’è solo una via per l’umana grandezza: la via attraverso la sofferenza.”

Alain de Boston invece:

“Una buona metà dell’arte di vivere è resilienza”

Il Pensiero Positivo e la Resilienza

Per il pensiero positivo più becero, per gli esperti di marketing del benessere (ma vuoti di contenuti) le esperienze negative sono solo delle piccole interferenze in un mondo psicotico di felicità dove tutto va a gonfie vele.
E se qualcosa va male “te lo sei tirato addosso”.
E se soffri “cambia mentalità”.
E se ti senti giù “tirati su”.

E se va male “visualizza che va tutto bene”.
L’idea che siamo creatori di tutte le esperienze che ci capitano è indubbiamente seducente, ci fa sentire di nuovo al centro dell’universo e in totale controllo di tutto.

Ma poi questa idea ci ritorna addosso come un boomerang quando, indipendentemente dal nostro pensiero, dalla nostra volontà e dal nostro comportamento la vita ci travolge.
Facendo fede a questa legge dell’attrazione saremmo colpevoli di “averlo voluto”, di averlo creato, di essercelo tirato addosso per un difetto di pensiero.

Non mi sembra sia sempre così. Non mi sembra nemmeno che l’uomo controlli così tanto la realtà, il mondo e l’universo. Freud diceva che non controlliamo molto bene nemmeno noi stessi (da lì nozione d’inconscio).

All’estremo opposto del più scellerato pensiero positivo abbiamo invece la ruminazione, l’attaccamento al dolore, la depressione. Non purtroppo solo come fase transitoria durante l’elaborazione di un lutto per esempio ma proprio uno stile in cui ci si affossa e poi identifica.

Cosa vuol dire Essere Resilienti

Tra gli estremi del pensiero positivo e dell’attaccamento patologico (o talvolta clinico in alcune terapie) al dolore abbiamo la resilienza.
La resilienza è la capacità di passare attraverso la negatività senza negarla e senza farsi annientare.

Essere resilienti non significa aver un culto o un adorazione per il doloree nemmeno alzare bandiera bianca e arrendersi. Essere resilienti è saper sopportare, adattarsi, fare nostro il dolore perché capita a noi, non è un virus esterno ma una reazione interna. Superarlo può durare poco o tanto, anche una vita.

La resilienza è la differenza tra chi colpito dal dolore è sconfitto per sempre e chi colpito dal dolore riesce a crollare e poi rialzarsi, a continuare una vita attraverso di esso sino ad uscirne vivo, forse anche più forte, saggio e felice.

Resilienza vuol dire che al centro di tutto quello che capita a te, ci sei te. Quindi il punto di leva è interno alla persona, tu sei il punto di partenza dove costruire la tua capacità di superare situazioni di dolore, perdita, stress. Tu sei responsabile, ma in questo caso la responsabilità non è intesa come la “colpa” è la capacità di rispondere agli eventi esterni. E non si tratta di ripetersi a pappagallo che va tutto bene.

Resilienza non è saper “rimbalzare” ma passare attraverso, non è un cammino verso la perfezione ma accettare l’imperfezione e saper continuare.

La Psicologia e la Resilienza

Ho tradotto in italiano un’articolo sulla resilienza dell’APA, American Psychology Assosiacion, une delle più importanti istituzioni sulla psicologia a livello mondiale. È scritto in modo semplice e comprensibile anche se con il classico distacco accademico. Ci sono utili consigli su come sviluppare resilienza.
Se volete approfondire ecco qui:

INTRODUZIONE

Come fanno le persone ad affrontare eventi difficili che cambiano la loro vita? La morte di qualcuno insieme a malattie ed eventi traumatici compromettono la nostra esperienza di vita. Molte persone reagiscono a queste circostanze con un flusso di emozioni forti e un senso d’incertezza generale.

Generalmente le persone si adattano con il passare del tempo alle situazioni stressanti. Ma cosa gli permette di farlo?

La resilienza è uno dei processi responsabili di questo adattamento.

Questo articolo intende aiutare i lettori a intraprendere la loro strada verso la resilienza. Le informazioni che seguono riguardano come le persone affrontano le situazioni di forte stress che cambiano la loro vita. Molto di questo articolo si focalizza su come si sviluppano strategie personali per migliorare la resilienza.

COSA È LA RESILIENZA?

È il processo di adattamento positivo ad avversità, traumi, tragedie, minacce e sorgenti potenti di stress come problemi di relazione di famiglia, lutti, problemi di salute, di lavoro o economici. Significa saper rialzarsi in piedi dopo l’intercorso di queste esperienze difficili.

Le ricerche hanno mostrato come la resilienza è una risorsa ordinaria e non straordinaria. La gente dimostra normalmente capacità di resilienza. Un esempio è la risposta di molti Statunitensi al 11 settembre 2001 che hanno cercato attivamente di ricostruire le loro vite dopo l’attacco terroristico.

Essere resilienti non significa che le persone non fanno esperienza di difficoltà o stress. Il dolore emozionale e la tristezza sono comuni nelle persone che hanno sofferto maggiori avversità o traumi nella loro vita. La strada per la resilienza di solito comporta un considerevole quantità di stress emotivo.

La resilienza non è un attributo che le persone hanno oppure non hanno. Coinvolge comportamenti, pensieri e azioni che possono essere imparati e sviluppati da ciascuno.

FATTORI COLLEGATI ALLA RESILIENZA E STRATEGIE

Una combinazione di fattori contribuisce alla resilienza. Molti studi mostrano come uno di questi è avere a disposizione relazioni di supporto dentro e fuori dalla famiglia. Le relazioni che creano amore e fiducia forniscono un’ispirazione, incoraggiamento e rassicurazione che aiuta le persone a rinforzare la loro resilienza.

Alcuni fattori collegati alla resilienza sono:

  • La capacità di fare piani realistici e agire per realizzarli
  • Un visione positiva di sé stessi e fiducia nelle proprie forze e abilità.
  • Abilità nella comunicazione e nel problem solving
  • Capacità di gestire emozioni forti e impulsi

Tutte questi sono fattori che le persone possono coltivare in sé stessi.

STRATEGIE PER COSTRUIRE LA RESILIENZA

Sviluppare la resilienza è un cammino personale. Le persone non reagiscono tutte ai traumi e agli eventi stressanti nello stesso modo. Un approccio per diventare più resilienti può funzionare per qualcuno e non funzionare con qualcun altro. Si possono usare varie strategie.

Alcune variazioni possono riflettere anche differenze culturali. La cultura di una persona può avere un impatto su come comunica i propri sentimenti e su come affronta le difficoltà – per esempio su “come” e “quando” si collega ad altre persone significative, includendo membri della famiglia e risorse offerte dalla comunità. Con una crescente diversità culturale il pubblico ha un accesso maggiore a differenti approcci per costruire la resilienza.

Vediamone alcuni.

10 MODI PER COSTRUIRE LA RESILIENZA

  1. Collegarsi agli altri.
    Le buone relazione con famigliari, vicini e amici sono molto importanti. Accettare l’aiuto e il supporto da parte di chi tiene a te e ti può ascoltare rinforza la tua resilienza. Alcune persone trovano che essere attivi in gruppi culturali, religiosi o di altro tipo che offrono supporto possa aiutare a recuperare speranza. Anche se aiuti gli altri puoi sviluppare capacità di resilienza.
  2. Evita di vedere le crisi come un problema insormontabile. Non puoi cambiare il fatto che eventi altamente stressanti accadano, puoi però cambiare il modo in cui interpreti e rispondi a questi eventi. Prova a guardare oltre il presente nel modo in cui le future circostanze possano prendere una piega diversa. Nota da subito i modi e le possibilità in cui potresti già sentirti meglio quando affronti le difficoltà.
  3. Accetta che il cambio è parte della vita. Alcuni obiettivi o desideri non saranno più raggiungibili come risultato di situazioni avverse. Accettare le circostanze che non possono essere cambiare ti aiuta a focalizzarti su quelle che invece puoi effettivamente cambiare.
  4. Muoviti in direzione dei tuoi obiettivi. Sviluppali in modo realistico. Fai qualcosa regolarmente – anche se sembra soltanto una piccola azione o un piccolo raggiungimento – questo ti permette di avvicinarti a obiettivi più grandi. Invece di focalizzarti su obiettivi che ti sembrano irraggiungibili chiediti “Quel’è una cosa che posso fare oggi utile per muovermi nella direzione dove voglio andare?
  5. Prendi azioni decisive. Agisci nelle situazioni difficili, prendi decisioni invece che scollegarti dai problemi e sperare che questi vadano via.
  6. Cerca opportunità di “auto-scoperta”. Le persone spesso imparano qualcosa circa loro stesse e posso scoprire inaspettatamente di essere cresciute come risultato dei loro sforzi di fronteggiare la perdita e le situazioni peggiori. Molte persone che sono passate per tragedie e difficoltà hanno raccontato di aver costruito relazioni migliori, un senso maggiore di forza, di spiritualità e una miglior capacità di apprezzare la vita.
  7. Nutrire una più positiva visione di te stesso. Sviluppare confidenza nelle tue abilità per risolvere problemi e fidarti dei tuoi istinti costruisce la resilienza.
  8. Tenere le cose nella giusta prospettiva. Anche se devi fronteggiare eventi dolorosi prova a considerare le situazioni di stress in un più ampio contesto e tenere prospettive a lungo termine. Evita di esagerare la magnitudine degli eventi per quanto dolorosi.
  9. Mantieni una prospettiva di speranza. Una visione ottimistica ti spinge a credere che anche buone cose possano accadere nella tua vita. Cerca anche di visualizzare quello che desideri invece che essere costantemente preoccupato da quello che temi.
  10. Altre strade per rinforzare la resilienza possono essere di aiuto. Per esempio, alcune persone scrivono dei loro più profondi pensieri e sentimenti che emergono dal trauma o dagli eventi stressanti nella loro vita. La meditazione e la pratica spirituale aiuta alcune persone a costruire connessioni e recuperare la speranza.

La chiave è identificare quale di queste strade funziona meglio con te e può diventare parte della tua personale strategie per promuovere la resilienza.

IMPARARE DAL PASSATO

Focalizzarsi su esperienze passate e sulle sorgenti della tua forza personale può aiutarti ad apprendere quali strategie per costruire resilienza possono essere più adatte per te. Se esplori le possibili risposte alle seguenti domande che riguardano te e le tue reazioni agli eventi dolorosi della tua vita potresti scoprire in quali modi puoi rispondere meglio alle situazioni più difficili che incontri nella tua vita.

  • Che tipo di eventi sono stati più stressanti per me?
  • Come questi eventi mi hanno ferito?
  • Ho trovato utile pensare a persone importanti nella mia vita quando sono stato sotto stress?
  • A chi mi sono rivolto per cercare supporto quando stavo affrontando situazioni traumatiche o stressanti?
  • Cosa ho imparato su me stesso e sulle mie interazioni con altri durante tempi difficili?
  • Mi è stato utile assistere qualcun altro che stava passando attraverso simili esperienze?
  • Sono stato capace di superare ostacoli e in che modo?
  • Cosa mi ha aiutato facendomi sentire più pieno di speranza riguardo al futuro?

RIMANERE FLESSIBILI

La resilienza coinvolge la capacità di mantenere flessibilità e equilibrio nella nostra vita quando affrontiamo circostanze stressanti ed eventi traumatici. Questo può succedere in diversi modi:

  • Lasciarci sperimentare forti emozioni e anche realizzare quando è il caso di non farlo per continuare a funzionare bene.
  • Decidere di agire per affrontare queste situazioni rispondendo alle necessità quotidiane e anche decidere di non agire, riposare e recuperare energie.
  • Spendere tempo con persone amate per ottenere supporto e incoraggiamento e anche ritirarsi e prendersi cura di noi stessi da soli.
  • Affidarsi agli altri ma anche affidarsi a noi stessi.

DOVE CERCARE AIUTO

Cercare aiuto come abbiamo visto è cruciale per costruire la propria resilienza. Oltre ad avvicinarci a famigliari e amici le persone spesso trovano utile contattare:

  • Gruppi di Auto Aiuto e di Supporto. Queste gruppi comunitari possono aiutare le persone in difficoltà che stanno passando attraverso traumi come la morte di qualcuno amato. Condividendo informazioni, idee ed emozioni i partecipanti del gruppo possono assistersi uno all’altro e trovare confort riconoscendo che non sono i soli, e da soli, a passare per queste esperienze traumatiche.
  • Libri e pubblicazioni di persone che sono riuscite a passare attraverso queste esperienze (per esempio sopravvissuti al cancro). Queste storie possono motivare i lettori a cercare strategie che possono funzionare anche per loro.
  • Risorse Online. Le informazioni sul web possono essere utili fonti di idee, anche se la qualità di queste informazioni può variare molto da fonte a fonte.

Per molte persone usare le proprie risorse e tutti i tipi di aiuto elencati sopra può essere sufficiente per costruire resilienza. Alle volte tuttavia si possono incontrare ostacoli e blocchi individuali lungo la strada verso la resilienza.

  • L’aiuto di un professionista della salute mentale come uno psicologo può assistere nello sviluppo delle appropriate strategie per andare avanti. È importante avere un aiuto professionale se ti senti incapace di intraprendere i compiti basilari del vivere giorno per giorno come risultato di eventi traumatici.

CONTINUA PER IL TUO CAMMINO

Per riassumere molti dei punti affrontati in questo articolo è utile pensare alla resilienza come un viaggio su una canoa giù per un fiume.

Nel fiume puoi incontrare rapide, anse, acque stagnanti o profonde. Così anche nella vita i cambiamenti di cui puoi fare esperienza possono essere molto diversi.

Dentro questo fiume è di aiuto essere a conoscenza di tutte le passate esperienze di navigazione. Il viaggio dovrebbe essere guidato da un piano, da una strategia che sappiamo potrebbe funzionare con noi.

La perseveranza e la fiducia nelle tue abilità lungo il tragitto ti possono aiutare a evitare ostacoli. Compagni fidati possono accompagnarti ed essere sopratutto utili quando incontrerai rapide, correnti forti e passaggi pericolosi durante la navigazione.

Puoi anche arrampicarti sulle anse del fiume e stare fuori dalle acque a osservare. Ma per arrivare alla fine del tuo percorso devi ritornare dentro il fiume e continuare.

Spero che con questo lungo articolo abbia compreso meglio cos’è la Resilienza e come coltivarla.

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