Come Ridurre lo Stress “educando” il proprio Smartphone

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Volevo darti qualche consiglio per riconvertire il tuo StressPhone di nuovo in uno Smartphone.
Se sei ancora tu quello che Comanda, quello che è Smart tra voi due, allora sei ancora in tempo.
Altrimenti…

Nomophobia… e c’è da preoccuparsi…

Iniziamo con il dire che la “Nomophobia” (No-Mobile-Phobia) sta diventando un problemino piuttosto serio, in alcune ricerche pubblicate da Business Insider si vede come lo smartphone viene controllato in media 80 volte al giorno. Il tempo d’interazione è intorno ai 140 minuti. Sappiamo da altre ricerche che alcuni soggetti se deprivati di questo gingillo sviluppano quadri clinici che non hanno nulla da invidiare ai classici attacchi d’ansia. Presto questo disturbo entrerà nelle catalogazioni psichiatriche e ciò significa che non stiamo parlando di quisquilie ma di un’epidemia che sta succhiando via dalla vita di moltissime persone concentrazione, pace, tranquillità, produttività e autonomia.

Lo Smartphone è multitasking… Noi no

Abbiamo ancora un sistema nervoso che si evolve un po’ più lentamente degli iPhone. Siamo ancora 1.0, mi spiace confessarlo. Eppure abbiamo in tasca una periferica 2.0… anche 3 o 4.

I libri erano una pagina dopo l’altra, sequenziali, senza notifiche o spaventi. I film andavano dall’inizio alla fine lisci con qualche interruzione ogni 20 o 30 minuti per la pubblicità. Adesso abbiamo qualche decina di applicazioni che vogliono la nostra attenzione ogni volta che un fatto succede nell’universo.

Quante volte al giorno vieni interrotto dal tuo StressPhone?

Nei miei anni LatinoAmericani ho avuto poche interruzioni “da smartphone”, c’è poca rete e i prezzi al Kbyte sono peggio del caviale. Quando invece torno in Italia le cose cambiano. Ho veri-amici, quasi-amici, pseudo-amici, vorrei-amici, finto-amici che attraverso almeno 4 social media e l’email comunicano con me. Il mio StressPhone che ho dovuto ricomprare e configurare (mi è stato appena fregato) diligentemente interrompe qualsiasi cosa sto facendo, è programmato di default per scassarmi le palle appena qualunque persona del mio universo sociale voglia condividere qualsiasi cosa.

E tu? Quante volte sei interrotto dal tuo Stressphone?
Quanto sopravvivi senza controllare email/whatafuck/facebook?

Ok, c’è il lavoro, c’è la reperibilità e le emergenze… ma diciamocelo, abbiamo anche molti momenti che potrebbero essere “Umanamente Offline”, magari anche preziosi, piacevoli o produttivi il cui incantesimo viene spezzato da una delle tante modalità di schiamazzo del nostro Stressphone.

Fate questa riflessione prima che sia troppo tardi perché quando lo Stressphone viene interiorizzato diventando metafisico e psicologico saremo noi suoi schiavi e andremo a controllarlo come se fosse un bebè… ascoltando con trepidazione ogni suo suono, vibrazione e sussulto nella speranza che ci dica qualcosa dei nostri 100.000 +o-amici o dei milioni di fatti che succedono sulla terra.

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Da StressPhone a SmartPhone… Come Rimettere le Cose a posto.

Negli ultimi anni ho notato che anche in Apple e Google qualcuno si è accorto che questi piccoli vibratori piatti non danno solo piacere…

Ecco che sono apparse le funzioni “Do not Disturb” “Silence” “Quiet” “Chitemmurt”.

Dopo averci mostrato molto fallicamente tutte le multi-meraviglie interconnettanti di cui sono capaci i loro feticci best-seller hanno capito che noi esseri umani, nonostante continuiamo a comprarli credendo che ci fanno più felici modello dopo modello (ma questo è un altro problema), non siamo capaci di stargli dietro con il nostro cervello ancora miserabilmente umano.

Ecco una piccola Guida su come ritrovare la parte SMART del PHONE

1. Vivere ogni tanto in “Airplane Mode” ci fa bene

Pensato per gli aerei lo trovo molto “Smart” quando vogliamo regalarci una vacanza offline di qualche minuto, magare anche mezz’oretta. Tipo una cena con amici, un powernap, un po’ di esercizio fisico o meditazione.

Questa è l’arma umana definitiva che ci proietta ai tempi Pre-Meucci dove eravamo collegati solo da sguardi, carezze, lettere e parole.

Purtroppo c’è sempre la “possibile emergenza” in agguato e anche se non ci siamo mai estinti quando vivevamo sempre in “airplane mode” può effettivamente succedere che un familiare debba comunicare con noi se succede qualcosa. Da usare quindi con parsimonia…ma da usare!

Consiglio: prova a regalarti qualche momento Novecentesco di Airplane Mindfulness Mode

2. Le Notifiche non sono molto fiche

Ho una 50ina di applicazioni sul mio smartphone, 10 le conosco, 10 ne ho sentito parlare, 30 stanno grufolando nella mia Ram senza scopi precisi.

L’unica cosa che hanno in comune queste App è la loro preoccupazione per farmi sapere come stanno o cosa cazzo stanno facendo ogni momento.

Quindi ho deciso di togliere le notifiche di quasi tutte le app con qualche rara eccezione.

I Popup poi non li sopporto. Per ovvie esigenze di ergonomia viaggio leggendo decine di libri ogni anno sul mio vecchio Samgung Galaxy Note 3 e quando un popup mi scoppia sulla pagina che sto leggendo posso quasi impazzire…
Riabilito certe notifiche solo quando mi sento solo e voglio sapere subito se qualcuno mi pensa o mi vuole dire qualcosa.

Consiglio: disabilitate le notifiche di molte app/chat

3. L’hai Ricevuto/Letto quindi devi Rispondere SUBITO!

Smartphone Stress Mindfulness 2Se fesbuc e uazap non avessero mai inventato le notifiche di lettura sarebbe stato meglio… quante volte mi sono sentito cazziare da qualcuno che mi dice “ho visto che hai letto il messaggio e non hai risposto!!!”.

Se ogni volta che che leggiamo un messaggio DOBBIAMO rispondere stiamo solo facendo questo: mettendo il nostro tempo nelle mani di chiunque decida di prenderselo in ogni occasione e per qualsiasi ragione.

Se alcune comunicazioni sono importanti ma non urgenti posso anche decidere IO di dedicare del tempo quando IO lo desidero per rispondere. Nulla di personale veramente, è solo una questione di igiene mentale.

Consiglio: disabilita l’opzione di consegnare notifiche di lettura dalle vostre app di chat

4. Processare le Email in batch

Da alcune ricerche sembra che per ogni mail che mandiamo si ottenga mediamente come ritorno una mail e mezza. (Fonte: Tim Ferriss – The 4 -Hour Workweek). Quindi rispondere in tempo reale può creare rimbalzi di botta e risposta che sottraggono tempo a noi e/o al nostro lavoro.

Se la vostra attività ve lo permette provate a controllare qualche volta al giorno la mail ma “processarla” soltanto in precisi momenti. E processarla in Batch.
Per processarla intendo rispondere/cancellare/archiviare facendo pulizia dell’Inbox.

Consiglio: Se non dovete per lavoro essere 24/7 in contemplazione del programma di posta provate a controllare la mail sporadicamente e rispondere/archiviare/cancellare le email in momenti precisi che VOI decidete!

5. Notti Tranquille con “Il BlueFilter”

Il colore azzurro è una tonalità fondamentale per generare molti colori del nostro Stressphone e anche per determinare una certa qualità di bianco… quel bianco da foglio di carta che ci acceca quando la sera siamo a letto e lo accendiamo per sbaglio o per tossicodipendenza.

Quel tipo di frequenza, o per essere tecnici quella temperatura Kelvin del colore di cui il blu è parte fondamentale, è pericolosa di sera perché stimola la produzione di melatonina (non quella che ci fa abbronzare…quell’altra) e questa dice al cervello che è giorno. Gi dice di spruzzare un poco di adrenalina e di mettersi in pista che c’è una bella giornata di sole davanti… a mezzanotte.

Quindi a meno che non siate in Norvegia d’estate abilitate il BluFilter. Nel mio Stressphone è integrato ma ci sono app che s’incaricano a ore prestabilite di virare leggermente verso il rosso (filtrando il Blu) la luce del monitor risparmiandovi questa festa ormonale e lo stress che ne deriva.

Consiglio: abilitate un BluFilter o un programma che in ore serali riduca le frequenze blu dal monitor del vostro Stressphone o meglio ancora mettetelo a dormire in un’altra stanza.

CONCLUSIONE: Chi è SMART? Lui o Noi?

Non credo che SMART sia essere interrotti due milioni di volte al giorno, diventare nomofobici, regalare il nostro irripetibile tempo a chiunque e perdere ogni facoltà di concentrazione insieme a produttività e pace.

Se siamo d’accordo su questo allora nella relazione tra noi e lui quelli dotati di SMARTNESS siamo ancora noi.

Perciò usiamo l’intelligenza per educare il nostro Telefono a:

  • Rispettarci. Non tutte le sue frignate, lamenti, fischietti o attacchi epilettici vibranti sono meritevoli del nostro interesse.
  • Stare in Silenzio. “Muto” fino a che ha veramente qualcosa d’importante o urgente da dirci.

A quel punto imparerà ad essere veramente SMART, capace di connetterci, informarci e migliorare la nostra qualità di vita.

Spero che questo approccio Midfulness all’uso dello Smartphone ti sia di ispirazione. Se conosci qualche altro metodo per disciplinare i nostri inseparabili amici cinguettanti ti prego di condividerlo nei commenti.

Ok, perché non dai un occhio anche a questi articoli?

By | 2017-07-07T18:49:16+00:00 giugno 12th, 2017|Mente|

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