to Cuernavaca from Claudio Giovenzana on Vimeo.

Frammento di strada, questa volta con un tocco onirico. Si perché oltre a non sapere dove mettere diversi spezzoni di video ho anche la volontà di richiamare a me il patrimonio di sogni che mi si nascondono la notte tra le pieghe del sacco a pelo e che non vogliono mai farsi trovare al risveglio.
Se fate attenzione ai sogni e siete capaci la notte di alzarvi e scriverli quando la loro traccia ancora fresca non ha incontrato la rimozione (scusate ma non ho resistito a picchiarci dentro un temine psicologico) i sogni vi ripagheranno con saggezza. Ma non solo, saranno custodi di spunti, idee, e forse anticipi “del poi” che verrà, in alcune culture sono episodi di chiaroveggenza, non so se sia vero ma ogni tanto mi capita di anticipare qualcosa che deve ancora venire, magari sono fantasie ma sicuramente il mondo onirico ha contenuti che non butterei nel cesso così a cuor leggero.

Mettendo la tendaHo talmente tanto da vedere di giorno che mi dimentico spesso della notte e la uso solo come un caricabatterie ma mai come un laboratorio condotto da qualche altra parte di me, la mia anima forse, che cerca di incastrare, illustrare e combinare le esperienze registrate sotto la luce del sole. Quando studiavo e lavoravo con la psicologia avevo più rispetto per la notte e per i suoi fantasmi, adesso le notti sono piene di personaggi che possono svegliarti di soprassalto o animali che strisciano fuori dalla tenda al lume delle stelle, ho più orecchio per ciò che sta fuori, dall’altra parte della lampo che mi chiude dentro il sacco a pelo, che per quello che mi si agita in testa.
Allora che il mio inconscio mi perdoni se mi dimentico di lui, sono sicuro che lui non si dimentica di me e come dicevano i maestri della psicologia, influenza molte delle mie azioni. Che io lo sappia o meno. Spero solo che abbia la voglia di tirarmi giù dal letto, o fuori dal sacco a pelo, con prepotenza quando ha qualcosa di importante da dirmi. Dormirò con la penna pronta di fianco.

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