Celebrazione con fuochi d'artificio e tori di cartapesta messico

Quando festeggiamo i santi in Italia ci raccogliamo in silenzio a pregare.

In Messico si sparano petardi e si fa macello, possibilmente di notte.. anche alle 3 o 4 del mattino, questo lo impari sul tuo sistema nervoso e lo paghi con indimenticabili spauracchi notturni.

Quando ero Tijuana nel 2008 sentivo di notte dei fuochi d’artificio, la mattina dopo chiedevo sempre al padrone cosa ci fosse stato di particolare da festeggiare, quale celebrazione o quale santo. Il padrone di casa mi aveva risposto così: “non sono fuochi figliolo, sono spari”.

Quando ero a Guanajuato sentivo di notte qualcuno che sparava e mi sono precipitato in strada alle 4 del mattino spaventato e mi sono chiesto “che cazzo, anche qui sparatorie??” Poi il giorno dopo mi è stato risposto: “Non sono sparatorie, sono petardi, stanno festeggiando”/

Comincio a capirci poco(!). Questa foto rappresenta una piccola apoteosi del festeggiamento: si riempie di petardi un toro di cartapesta, si accendono e si corre come pazzi sventolando il toro che sputazza scintille e si inseguono le persone per strada… pericolosissimo, ti va sempre a finire qualcosa nei capelli. Il torero ricrea un folklore latino che canzona gli spagnoli e la loro usanza della Corrida, in questo caso è il toro che vince ribellandosi e impalando i conquistadores. Quindi ci si passa a turno il toro e si inseguono le persone nella piazza mentre dal traliccio che lo sostiene scoppino petardi e cascano scintille.

Fotograficamente è uno spettacolo anche se cerco sempre di mantenermi a debita distanza con lo zoom, ogni tanto si vede qualcun altro che corre … ma per spegnersi i tizzoni che gli si accendono addosso…

Si dice anche che quella stessa notte chi portava il torero ha infastidito un narco che gli ha puntato la pistola in testa.. non mi sorprende. Che sia vero o meno tutti sanno che questa città è una piazza per i narcos e tutti dobbiamo stare attenti a non schiacciare i piedi sbagliati.

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