Ancora una volta giunge il momento di parlare a cuore aperto di questo paese che pian piano visito e conosco.

Ho il dovere di raccontare cose che valgono più delle varie tecniche fotografiche o video che sto usando. Il soggetto del racconto spesso vale più del modo di raccontarlo.

Ieri sera mi sono trovato con una persona per redigere il testo di un video che possa portare a coscienza gli abitanti di Taxco del valore della loro città e della necessità di condividerlo attraverso servizi al turismo onesti, responsabili e puntuali. La tendenza a fottere il turista non è certo prerogativa di questo solo posto, è un po’ onnipresente. (Pensate che ho visto una turista degli stati uniti con indosso una maglietta con scritto a caratteri cubitali: “sono Gringa, raddoppia il prezzo”   !!)

La figlia di questa persona si è introdotta nella discussione dicendo che forse prima di educare all’etica turistica bisognerebbe fare qualcosa per i margini di sicurezza entro i quali turisti e cittadini vivono la loro vita.

E’ successo che qualche settimana fa hanno ammazzato a pugni il marito di questa giovane ragazza….

Lo hanno preso nel centro della città, in uno di quei vicoli che così ben si prestano alla fotografia e che trasmettono un senso di pace e tranquillità. Lo hanno preso mentre altri vedevano, lo hanno caricato su un furgoncino. E’ sparito per qualche giorno. Lei, con una bambina piccola di poco più di un anno, ha chiesto informazioni ad un amico che conosceva gli ambiti mafiosi della città. Dopo averla ricevuta nello scantinato di notte le ha fatto giurare di non dire nulla a nessuno. Di non azzardarsi nemmeno per sogno a parlare con la polizia, di stare zitta e pregare. Quando lei gli ha chiesto se fosse ancora vivo, lui le ha risposto: “no, non c’è nulla da fare”.

Questa ragazza ha poco più di 20 anni, ha il volto solcato da lacrime, è combattuta tra il dimenticare ed il ricordare, tra il sepellire in se e il condividere con me e con Olga .

Faccio video che mostrano le meraviglie di Taxco, ho scritto quasi 20 articoli parlando della bellezza, ho ripreso la gente che ride, ho fotografato la vita quotidiana e illustrato gli splendori architettonici.

Questo invece che vi racconto è l’orrore celato dietro una città allegra e bizzarra, un borgo piccolo e chiacchierato in tutto il Messico. L’oscenità di trovare il corpo di un ragazzo che non ha mai avuto nulla a che fare con i narcos, in un fosso, con la faccia talmente spaccata da doverlo presentare nella bara con un lenzuolo sul capo. Giovane padre e già cadavere, spuntato sulla lista dei 30000 fatti fuori ogni anno. Prima erano solo narcos che si ammazzavano tra di loro o con i militari, adesso anche gli innocenti vengono coinvolti. Ho sempre detto “se non sei un turista stupido, un narcos oppure un poliziotto, il Messico non è pericoloso”. Adesso devo rettificare, il turista stupido può essere anche quello che passeggia in centro di giorno, il narcos può essere chi credevi fosse tuo amico e il poliziotto e più spesso dalla sua parte. Non per tutti i luoghi ovviamente.

Mi hanno pregato piangendo di non fare nomi, e di non specificare nulla di questa storia. Non voglio rischiare la mia pelle e nemmeno quella della famiglia di questa giovane ragazza. I dettagli portano sulle tracce.

L’immagine che vedete è una trasformazione, per ovvi motivi, di lui.

Quelli che lo hanno ammazzato sono qui, tra noi, nella piazza di fianco a dove scrivo ora, alcuni accompagnano i turisti o chiedono una moneta da 10 pesos per mangiare. Sono degli allegri ragazzi cordiali. Qui i buoni e i cattivi hanno le facce invertite, non ci sono cicatrici o sguardi truci sulle facce di chi ammazza, ci sono spesso sorrisi e sguardi di chi ha premura e cerca amicizia… e poi diventa la bestia più lurida e schifosa.

Di fronte a questo non c’è denuncia, non ci può essere grido ne giustizia perché il male qualche volta ha la divisa delle forze dell’ordine e qualche altra la toga del giudice. E in un paesino dove da 4 anni ci sono sparatorie a cadenza, ALMENO, settimanale.. è meglio lasciar stare. Ma fa male chiudere la bocca.

Almeno lei parla con noi.

Le sono grato di questa confessione. La riporto solo nella mia lingua.

Finiamo il nostro lavoro scrivendo un buon testo per il video.

Olga sembra tranquilla, salutiamo con abbracci e torniamo a casa prendendo la moto vicino a dove hanno rapito il ragazzo. Controlliamo di avere a portata di mano il gas al peperoncino per difesa personale.

Arriviamo a casa, Olga si chiude in bagno singhiozzando forte, si mette nel letto e piange a dirotto, mette gli auricolari e fa finta di non sentire i pensieri per sentire la musica. Io sono silenzioso, non sono nuovo ad ascoltare la sofferenza, ma gli incontri ravvicinati con questa mi lasciano sempre ammutolito.

Penso solo che in questo paese la morte è molto più vicina alla vita di tutti.

Finché queste cose le mettiamo lontane in  un mondo alieno fatto di banditi e violenza che non ci appartiene, ci sentiamo al sicuro, ma quando questo mondo bussa alla nostra porta le cose cambiano.

Quando gli struzzi nascondono la testa hanno sempre il culo di fuori.

AGGIORNAMENTO 

Oggi che è il giorno dopo, abbiamo appena visto un film e ci siamo messi a ridere, vedo in Olga la metafora della vita che avanza, è la risacca che cancella le tracce sulla sabbia. Ha un cuore Messicano che credo sia fatto anche per dimenticare. Questa attitudine non farà mai avanzare il paese ma salverà il sorriso. Io sono la vita che ricorda, che cerca i nessi ed i cammini, raccolgo memorie come pollicino raccoglie le pietre per ritornare a casa.. Non sono esperto del vivere il presente ai massimi livelli ma so chi sono stato e dove andrò

SECONDO AGGIORNAMENTO

Altro aggiornamento, un amico chiama e mi racconta che c’è appena stata una sparatoria a pochi metri da casa sua. Hanno ascoltato gli spari. Dice che sono stati otto morti, non si sa ancora come lo sappia ma questo ha detto.

Io vivevo a casa sua quando sono arrivato in questa città.

Oggi ero in riunione con alcuni politici a far vedere i miei video che mostrano il lato bello di Taxco. Che dicono con le immagini ai turisti di venire a visitarci.

La città vicina, chiamata Guernavaca, era pochi anni fa “la città della eterna primavera” oggi è chiamata “la città della eterna ballacera” … che significa sparatoria. Taxco che è “pueblo magico” iniziano a chiamarlo “pueblo tragico”. Mi domando se il raschiare il fondo sia il mezzo estremo per formarsi una coscienza e cambiare direzione prima del crollo totale. Eppure non si sa mai dove sia il fondo, se si è solo al primo piano e manca ancora il piano terra o se si è già a fondo corsa. Non si sa se poi si risale o se si continua a fluttuare “sotto”.

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