benefici digiuno intermittente

Foto di David di Veroli

Festeggio il primo anno di Digiuno Intermittente 16/8. Che significa: si mangia normale in un finestra di 8 ore (nel mio caso da mezzogiorno alle 8 di sera) e si digiuna per 16 ore (dalle 20 al mezzogiorno dopo).

Ho scelto questa tecnica di alimentazione perché viaggiando 9-10 mesi all’anno:

  • non ho la possibilità di “controllare” sempre quello che mangio, spesso mi devo accontentare di quello che c’è.
  • non ho una cucina
  • non voglio buttare via un’ora ogni mattina per uscire in strada e cercare dove mi preparino una colazione

Quindi il digiuno intermittente mi ha permesso di risparmiare tempo la mattina, evitare di ingrassare come un maiale mangiando a ogni ora quello che trovo in giro, risanare il mio organismo attraverso effetti ormonali discussi nell’articolo: Il Digiuno Intermittente: Meno grasso più Salute e Muscoli anche in Viaggio

COME È STATO QUESTO PRIMO ANNO di DIGIUNO INTERMITTENTE?

Per la prima volta nella vita sono riuscito a mantenere con costanza qualcosa che riguarda una dieta o una tecnica di alimentazione. Ogni tentativo passato di tenere una dieta sul COSA mangiare è naufragato tra tentazioni, pigrizie o complicazioni legate alla mia vita in viaggio.

LA DIETA DEL “QUANDO” INVECE CHE DEL “COSA”

Lavorando sul QUANDO invece che sul COSA mangiare ho scoperto di fare molta meno fatica. Mi costa molto meno estendere il normale periodo di digiuno che tutti facciamo, il sonno, fino a mezzogiorno che dover misurare, pesare, selezionare, portarmi dietro, andare a cercare i giusti alimenti a ogni colazione, pranzo e cena. Ovviamente siamo quello che mangiamo quindi selezionare alimenti migliori è estremamente importante. Però se viaggi quasi sempre e se ogni luogo è nuovo allora non conoscerai ne dove procurarti gli alimenti ne dove immagazzinarli.

Dovrai affidarti a quello che incontri quando devi mangiare o a quei pochissimi alimenti che puoi portarti dietro.

Quindi il digiunare è anche una capacità che consente di resistere durante la ricerca di buoni alimenti oltre che un tempo in cui il sistema digerente riposa e il corpo risana.

IL DURO INIZIO DEL DIGIUNO INTERMITTENTE

Ci sono voluti 7-10 giorni per abituarmi.

Le prime mattine sono state molto dure. Ho dovuto riempirmi di liquidi e uscire a camminare, all’inizio mangiare vegetali all’inizio pieni di grassi (ma non di carboidrati) come l’Avocado (ero in Colombia e ne trovavo ovunque!!) e poi carote. Alla fine solo liquidi non calorici.

Dopo 10 giorni ero già convinto che quel disperato “craving” (bisogno famelico) che ogni mattina mi ha fatto lanciare su zuccheri o carboidrati era un’abitudine e non una necessità.

Per introdurre il digiuno intermittente e altre abitudini ho usato questa tecnica: XXX

5-6 Kg IN MENO SENZA MAI PESARMI

Mi sono pesato dopo 6 mesi dall’inizio del Digiuno Intermittente, una volta tornato per fare i miei due mesi con la famiglia ho avuto conferma di quello che sentivo: 71-72 Kg di peso. Sono di corporazione robusta (brachimorfo tecnicamente parlando), di altezza 173 cm. Prima era in sovrappeso, tanti anni di viaggio sregolato dal punto di vista alimentare mi hanno sistemato di male in peggio.

Nonostante mesi e mesi di viaggio con climi dai 40 agli 0 gradi, con scarsa possibilità di allenarmi e senza mai una bilancia, noto che sono ritornato a un peso corporale che non avevo da quando sono partito nel 2008.

NON RINUNCIO AI DOLCI

Chi mi conosce sa che sono un maiale goloso. Con il digiuno intermittente ho scoperto che sono molto efficace nel TUTTO o NIENTE, faccio invece molta fatica a dosarmi quando ho a disposizione qualcosa che mi piace.

Questo significa che le 16 ore di digiuno sono religiose, le mantengo bene. Sarà capitato in non più di 10 occasioni di aver mancato e qualche volta di più di aver fatto diventare le 16 ore 15.

Ma nella finestra alimentare di 8 ore se trovo dolci li mangio senza troppi sensi di colpa.

Il digiuno intermittente non significa mangiare come una maiale qualunque porcheria nelle 8 ore di alimentazione, tuttavia è bello constatare che nonostante quasi ogni giorno mi mangi un po’ di cioccolato, qualche cracker e pezzo di pane, questo non influenza particolarmente il consumo di grassi.

UNA ORA GUADAGNATA OGNI MATTINA

Ho imparato con varie tecniche ad alzarmi più in fretta la mattina attraverso 7 modi infallibili, tuttavia la colazione, in viaggio, mi ha sempre rubato tanto tempo prima del digiuno intermittente.
Oggi quando mi alzo ci metto 40 secondi a vestirmi, 20 secondi a sciacquarmi la faccia, un minuto a preparami un caffe, due a navigare nella stanza come un nostromo ubriaco o uno zombie, un’altro a capire in che nuovo ostello/albergo/casa sono finito quest’oggi e un’altro per dissuadere quella parte di cervello e corpo che ancora si illudono di stare sotto le coperte.

Totale 5 minuti.

Non ho più bisogno di uscire a trovare qualcuno che mi prepari una colazione (e in Latinoamerica è un pranzo a tutti gli effetti) o iniziare a sventrare e imbottire panini, tagliare frutta, friggere qualcosa dentro pentole sporche di cucine condivise.

Guadagno una ora ogni giorno!!

IL FLUSSO ENERGETICO NEL DIGIUNO INTERMITTENTE

Per comprendere meglio i processi metabolici, quindi energetici, legati al digiuno intermittente guarda questo comprensivo articolo: Il Digiuno Intermittente: Meno grasso più Salute e Muscoli anche in Viaggio

La mattina, appena alzato, ho provato diverse attività:

  • iniziare a scrivere
  • andare a fare sport
  • caricare la moto e riprendere il viaggio
  • andare a visitare città o fare passeggiate

In quest’anno di digiuno intermittente non ho avuto la percezione di un calo energetico quando mi sono messo a fare queste attività. Mai. Ho imparato a scollegare “il vuoto allo stomaco” dalla “mancanza di energia”, non ho più un allarme che scatta se non mangio.

VUOTO ALLO STOMACO ≠ MANCANZA DI ENERGIA

Ho imparato che se ingrassiamo è proprio per immagazzinare energie quindi ci deve essere un sistema per riprendere quel grasso e ritrasformarlo in energia senza dover assolutamente buttare nello stomaco altro cibo.

Il mio corpo l’ha capito e oggi riesce meglio a prendere energia dai lipidi attraverso la ketosi. Non deve stare ad aspettare che gli “cadano dentro carboidrati” da processare e poi sparare nel torrente sanguino come glucosio.

I vuoti allo stomaco non sono sempre piacevoli ma si sentono meno distraendosi oppure bevendo liquidi.

In questo secondo caso i liquidi meccanicamente attivano dei recettori nervosi sul fondo dello stomaco con il risultato di spegnere a livello celebrale quel “senso di vuoto” (che prima collegavo immediatamente a una necessità di cibo).

Il FLUSSO ENERGETICO È COSTANTE, quando la mattina prendi un sacco di carboidrati hai un effetto di “UP and DOWN”. Quando invece il tuo corpo a digiuno prende energie con i grassi il flusso energetico è più costante.

Questo vuol dire che mi alzo e posso iniziare subito a lavorare o scrivere con un tazza di caffè al mio lato.

ESPERIMENTI con le 24 ORE DI DIGIUNO

Quando ho vissuto stabile in un paesino della Colombia ho provato per 5 volte, a cadenza settimanale, le 24 ore di digiuno.

È stata dura e oggi, non più abituato, lo sarebbe ancora di più.

Alcuni affermano che introducendo alimenti low carb per un totale di 3-500 calorie si è “tecnicamente” in digiuno lo stesso ma diventa più facile sopportarlo.

Oggi che ho ripreso a spostarmi con molta frequenza e la mia compagna non ne vuol sapere di digiuni che vadano oltre le 16 ore (non dimenticare che per le donne ci sono delle differenze da tenere in considerazione) mi risulta difficile tornare a questo tipo di digiuno.

Condividendo tutta la giornata di viaggio non vedo molto bene stare seduto a un tavolo, tra mezzogiorno e l’una, e sbavare mentre la mia compagna mangia pollo, riso, patate fritte o al forno, verdure succulente o frutta esotica seguita dal dolcetto.

M’interessano molto gli effetti di purificazione e gli effetti ormonali che vengono aumentati quando si estende il digiuno nel tempo. La produzione di Gh e testosterone aumenta vertiginosamente intorno alle 24 ore di digiuno.
Mi riservo di riprendere gli esperimenti non appena riesco a “fermare” per qualche tempo il viaggio.

LA SALUTE E LE MALATTIE

Sono 3 anni che non mi ammalo. Sicuramente sono tre anni che il mio sistema immunitario non è sottoposto alle epidemie che abbiamo in Italia a ogni inverno e ogni primavera. Eppure non ho il riscaldamento, non ho acqua calda, vivo dai 40 gradi al sole delle coste caraibiche o della selva ai 0-10 gradi della Cordillera delle Ande dai 3800 metri in su.

Qualche volta ho diarree “espulsive” che non sono infezioni che durano giorni ma evacuazioni ripetute nell’arco di una giornata che servono a espellere qualcosa che l’intestino non ha apprezzato. Il giorno dopo tutto a posto.

Non so quanto il digiuno intermittente sia responsabile di questa salute ma di certo il riposo del sistema digerente che coincide con l’aumento di produzione dell’ormone di riparazione GH e del testosterone serve a riparare tessuti.

Non sono ancora certo delle relazioni tra il digiuno e il sistema immunitario ma di sicuro ci sono anche se non ne conosco bene la natura.

Se stai procrastinando ecco alcuni articoli che possono aiutarti:

Per saper di più e meglio circa il digiuno intermittente trovi uno degli articoli più esaustivi e completi qui:  Il Digiuno Intermittente: Meno grasso più Salute e Muscoli anche in Viaggio

Un’altra tecnica che uso per consumare grassi in viaggio è questa: Bruciare grassi e allenarsi in modo più Efficace con l’Alta intensità

Sulla filosofia pragmatica di come iniziare a introdurre cambiamenti, un po’ alla volta, ho scritto e provato questo: Come Cambiare Concretamente, il Mio Esperimento

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