Taxco de Alarcon, la Perla coloniale e la Vergogna Ecologica

Taxco de Alarcon, Messico, Perla Coloniale e Vergogna ecologica

Bella foto? Vi piace Taxco de Alarcon?

Forse dovete sapere qualcosa di più su questo luogo.

Ho promosso il turismo di Taxco facendo vari video e gallerie fotografiche, il video realizzato con Luca Sabbioni ha fatto più di 3000 visite in 10 giorni, un successo. Tanta gente ha quindi visto la “perla coloniale” che è questo bel paesino nelle montagne centrali del Messico, adesso promuoviamo un poco anche la merda di questo posto, perchè tra un incendio, una sparatoria e qualche aberrazione ecologica è giusto ogni tanto parlare anche di merda. Almeno per un foto/videomaker che ha il senso di colpa per aver mostrato solo il lato bello delle cose.
La merda è il lato B, quello che nei vecchi nastri ascolti sempre dopo.

Prima arrivi e vedi una città bellissima, illuminata come un set cinematografico di luci calde che nelle penombre della notte dipingono anfratti e cunicoli di accoglienti sfumature giallo canarino. Poi un giorno parli con il dipartimento culturale della città, fieramente apolitico perchè sorto da un associazione civile, e scopri che MENO dell’1% delle tasse viene investito per lo sviluppo culturale. Infatti non ci si sorprende a sentire Messicani affermare che “il Messico è un paese pieno di ignoranti”. Non parliamo poi della coscienza ecologica.

Anzi parliamone.

Passo sul crinale della montagna dove la città abbarbicata su un promontorio finisce giusto prima che la superficie sulla quale poggia precipiti verticalmente in una valle ripidissima; vedo un cartello con scritto “chiunque butti spazzatura sarà sanzionato”. Il cartello è affisso a un recinto che delimita lo scarico delle fogne della città: in pratica un tubo gigante dal quale sgorda, 24ore al giorno, un flusso di merda-orina-acido solforico-diluente-soda caustica.

Il flusso si rovescia nella natura senza alcun filtro, tutti i gioiellieri della città usano acidi quotidianamente per pulire e trattare l’argento (si processano migliaia di tonnellate di argento per riempire i negozi di una delle città più famose del mondo nel settore oreficeria). Gli acidi vengono buttati nel giardino di casa dai singoli gioiellieri( visto di persona), oppure vengono rovesciati nel cesso e da questo si ritorna al magnifico tubo fognario della città che li scarica senza depurali in mezzo alla natura. Poi a Tlamacazapa, paese a valle di Taxco, qualche coglione cerca di dimostrare che l’inquinamento da metalli pesanti e acidi delle falde acquifere che provoca morti e malformazioni nei bambini, è un fenomeno “naturale”, cercando di spezzare ogni collegamento con l’obbrobrio di questa città che ho promosso con le mie immagini.

Nel marzo 2010 si è tenuto un vertice in Bolivia sull’ecologia. Per la prima volta si è tentato, pubblicamente e giuridicamente, di percepire la madre terra come un soggetto vivente che ha i suoi diritti inalienabili. Noi abbiamo la carta dei diritti umani e la Natura, che ontologicamente si avvicina a noi in quanto essere vivente, ha i suoi. Quando una simile prospettiva sarà adottata dagli Stati Uniti e dalla Cina il mono cambierà. Ma nemmeno sottoscrivono il protocollo di Kioto.

A presto e complimenti al governo che gestisce la città di Taxco con la sua bella cera coloniale che nasconde l’ipocrisia, le vergogne inconfessabili, l’antiecologismo e la codardia.

By | 2016-12-17T15:45:18+00:00 marzo 27th, 2011|Diario Personale di Viaggio, Generale|

5 Comments

  1. Radar 28 marzo 2011 at 12:54 - Reply

    Claudio… prima o poi faranno anche lì come in Italia: basta levare il cartello e la discarica abusiva non c’è più

  2. Valerio 28 marzo 2011 at 21:52 - Reply

    Boh… Claudio, ciò che dici è sacrosanta verità, più un posto è bello e sembra incontaminato, più ci si rimane male quando si vede che non è così… In realtà su questo pianeta posti incontaminati non ne esistono più, se pensi che la misurazione dei contaminanti atmosferici viene fatta in antardide… La vecchia frase fatta che se nessuno comprasse quell’argento i contaminanti non ci sarebbero nemmeno è vera come mai in questo caso. Quello che serve veramente è più “coscienza ecologica” in tutti noi…

    • Claudio 28 marzo 2011 at 22:25 - Reply

      Caro Valerio dici bene, annullare la domanda è un delle poche opzioni “non armate” della gente per cambiare le cose. Ma questa richiede cultura.. e con l’1% di investimento dedicato alla cultura puoi immaginarti l’ignoranza, il menefreghismo e il ripetersi delle porcherie.
      Speriamo che scrivere serva. Ciao e grazie per il commento!

  3. paolo badude 31 marzo 2011 at 23:08 - Reply

    nascere, crescere, moltiplicarsi, consumare, morire….a me ricordano che l’uomo ha, per la terra, lo stesso effetto che ha il virus per l’uomo. e allora qualcuno si ribella: girando il mondo come te, scappando sulla moto appena puoi (come alcuni di noi), decidendo di non diventare mai ricco, votando per rabbia e disgusto, …….sperando di guarire, perchè altrimenti il virus ci ucciderà

    • Claudio 1 aprile 2011 at 03:26 - Reply

      Ciao Paolo, si forse siamo virus, anche se un temo, e non molto addietro, in qeuste terre dove sono si amava la natura come i più ferventi cattolici amano Dio. Credo che questo sentimento non sia del tutto dimenticato. Molti messicani si trovano ancora a far rivivere questo, i danzanti mexicas per esempio. Molto altri porci invece fanno l’opposto…
      Grazie per il commento!

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